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The House of Sleep

By Jonathan Coe

(56)

| Paperback | 9780375700880

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Book Description

Winner of the Writers' Guild Best Fiction Award in England and the Prix Médicis in France

Like a surreal and highly caffeinated version of The Big Chill, Jonathan Coe's new novel follows four students who knew each other in college in the Continue

Winner of the Writers' Guild Best Fiction Award in England and the Prix Médicis in France

Like a surreal and highly caffeinated version of The Big Chill, Jonathan Coe's new novel follows four students who knew each other in college in the eighties. Sarah is a narcoleptic who has dreams so vivid she mistakes them for real events. Robert has his life changed forever by the misunderstandings that arise from her condition. Terry spends his wakeful nights fueling his obsession with movies. And an increasingly unstable doctor, Gregory, sees sleep as a life-shortening disease which he must eradicate.

But after ten years of fretful slumber and dreams gone bad, the four reunite in their college town to confront their disorders. In a Gothic cliffside manor being used as a clinic for sleep disorders, they discover that neither love, nor lunacy, nor obsession ever rests.

1086 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Intrecci

    Prima ragazzi e ragazze. Poi uomini e donne alla mercé di un destino costantemente abbracciato al passato, e le cui azioni gironzolano per le vie di un presente che li riporta al prima.
    Piacevole combriccola, scorrevole ricettacolo di esperienze intr ...(continue)

    Prima ragazzi e ragazze. Poi uomini e donne alla mercé di un destino costantemente abbracciato al passato, e le cui azioni gironzolano per le vie di un presente che li riporta al prima.
    Piacevole combriccola, scorrevole ricettacolo di esperienze intrecciate, che avrebbe meritato miglior considerazione se l'autore, verso il finale, non avesse virato verso colpi di scena da soap opera.

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    byAx said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    servirebbero le 3 stelline e mezzo

    quattro stelle sono esagerate per questo libro, ma d'altra parte tre sarebbero state molto severe. per gratitudine nei confronti di coe, che con "la famiglia winshaw" per me ci ha dato uno dei romanzi più belli degli ultimi 20 anni, ho deciso quindi ...(continue)

    quattro stelle sono esagerate per questo libro, ma d'altra parte tre sarebbero state molto severe. per gratitudine nei confronti di coe, che con "la famiglia winshaw" per me ci ha dato uno dei romanzi più belli degli ultimi 20 anni, ho deciso quindi di regalare mezza stellina invece di toglierla. "la casa del sonno" è comunque un romanzo originale, ben scritto, che lascia una discreta soddisfazione a fine lettura. certo, i winshaw erano tutt'un'altra cosa.

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    lorinbocol said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 19 people find this helpful

    Every day is like Sunday

    Sarà capitato anche a voi di guardare in una tazzina di caffè e vedere "la superficie oleosa percorsa da un vibratile luccicore".
    A me, no, mai, sarà che lo prendo macchiato.

    Questo fatterello (accaduto a pag. 8) ha incrinato i miei rapporti con que ...(continue)

    Sarà capitato anche a voi di guardare in una tazzina di caffè e vedere "la superficie oleosa percorsa da un vibratile luccicore".
    A me, no, mai, sarà che lo prendo macchiato.

    Questo fatterello (accaduto a pag. 8) ha incrinato i miei rapporti con questo libro, la cui lettura si è fatta sempre più irrilevante man mano che procedevo, sinchè verso pagina 150 la lettura si è fatta impercettibilmente diagonale (TM registered by Flaminia).

    La scrittura non mi piace, è troppo leziosa, troppi aggettivi (me lo vedo Coe che parla col suo editor, Joe lo sai che hai un problema con gli aggettivi, vero? Ma no, lo faccio ogni tanto, per tenermi su, smetto quando voglio).
    E poi quei trucchetti, mettere inizio e fine di ogni "fase" in cui il racconto è diviso a cavallo di una f(r)ase.
    Ok, 100 anni fa sarebbe stato avanguardista, ma ormai (non mi si dica che simboleggia la continuità tra una fase e l'altra del sonno, che la vita è sogno e che i sogni aiutano a vivere meglio: io i sogni non me li ricordo).

    La storia è artatamente ingarbugliata, zeppa di sottotrame poco funzionali, gratuite, tenute insieme da un groviglio di coincidenze implausibili e dettagli meno che improbabili (la questione del fotogramma del film scomparso vince a mani basse la speciale classifica di categoria).

    Il tono della narrazione è squilibrato, tra parti serie, quasi drammatiche, e pezzi di autentica farsa che non legano tra loro (e fanno ridere pochino).
    I pezzi "satirici" sono poderosi colpi sparati col fucilino a tappi (la tirata sul cinema americano, per favore... ma forse era la parodia di come si fa una parodia, e via metaparodiando. Pronto? Casa Tarantino? Le interessa un soggetto? Certo che ci possiamo mettere musica anni 70 e più sangue, maestro, ci mancherebbe. La Fenech? Si è ritirata, maestro.Eh, non lo dica a me, che peccato vero?).

    A questo punto, l'uomo della strada vorrebbe almeno un personaggio per cui tifare.
    Ecco, il guaio, il guaio vero sono i personaggi.
    E' impossibile interessarsi alle loro faccende, perchè sono figurine, vanno di qui e di là senza ragione, vanno esattamente dove serve che vadano per preparare il colpo di scena, scompaiono e ritornano dopo anni.
    Perchè? Perchè sì, fidatevi.
    Da questo punto di vista, mi è tornato in mente Il Minotauro di Tammuz, un libro per certi versi simile nella struttura, ma sorretto da ben altra profondità di pensiero (e perdìo, se vuoi manovrare il destino, devi avere un'idea di come farlo, altrimenti sei solo un altro iscritto al circolo degli amici del deus ex machina).
    Insomma, mi han fatto l'effetto di figurette di cartavelina, senza anima, senza cuore, un po' come questo romanzo tutto forma(lismi).
    La verità è che a me, di questi morti di sonno, non me ne è mai fregato niente.

    Ci ho trovato un'unica idea veramente forte (non si può svelare sennò addio romanzo) che vale la seconda stellina e si presenta durante un'improbabile giornata al mare su una spiaggia della Manica.

    Ma non una giornata al mare italiana, di cui ti puoi ricordare durante l'autunno di pianura (con solo un geranio e un balcone). Nemmeno un seaside rendez-vous da fischiettare sul motivetto bizarre-cabaret del compianto Freddie.
    Il colmo per questo romanzo "cool Britannia" è che a me fa venire in mente quella canzone degli Smiths, il manifesto ideologico-suicida del weekend nel Sussex con il morto.

    Hide on the promenade \ Etch a postcard : "how I dearly wish I was not here" \ Every day is like Sunday \ Every day is silent and gray.

    (nota: mi riferiscono che in inglese la tazzina "was shimmering perceptibly": different words, same story...)

    SPOILER MUSICALE

    PS: il colpo di scena, a ben vedere, Coe lo ha proprio copiato da Freddie Mercury...

    Seaside - whenever you stroll along with me
    I'm merely contemplating what you feel inside
    Meanwhile I ask you to be my clementine
    You say you will if you could but you can't
    I love you madly
    Let my imagination run away with you gladly
    A brand new angle - highly commendable
    Seaside rendezvous

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    Rosenkavalier70 (Goodreading) said on Jul 19, 2014 | 21 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    dal blog Giramenti

    Sono costretta a dirvi che a metà del libro ho cominciato ad avere un soliloquio col sior Coe: ma benedetto lui, sarà mai possibile che Londra sia piccina quanto Cocomaro di Focomorto e tutti inciampino nei piedi giusti? Se succede ad Ashdown, cittad ...(continue)

    Sono costretta a dirvi che a metà del libro ho cominciato ad avere un soliloquio col sior Coe: ma benedetto lui, sarà mai possibile che Londra sia piccina quanto Cocomaro di Focomorto e tutti inciampino nei piedi giusti? Se succede ad Ashdown, cittadina che ospita il prima e il dopo – la vicenda si svolge come al solito su due piani temporali, e segnatevi quel “come al solito” –, niente di male. Ci sta, il posto è piccolo e la gente mormora, lo studentato ora è una clinica e i protagonisti hanno buoni motivi per tornarci. Ok, te lo concedo, ma sperare che il resto regga è chiedere un po’ troppo al lettore. Al lettore rognoso, almeno.

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2014/07/17/la-casa-de…

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    Giramenti said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

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