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The House of the Dead

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.1
(530)

Language:English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0140444564 | Isbn-13: 9780140444568 | Publish date: 

Translator: David McDuff ; Contributor: David McDuff

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , eBook

Category: Fiction & Literature

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Book Description
In January, 1850, Dostoyevsky was sent to a remote Siberian prison camp for his part in a political conspiracy. The four years he spent there, startlingly re-created in "The House of the Dead", were the most agonizing of his life. In this fictionalized account, he recounts his soul-destroying incarceration through the cool, detached tones of his narrator, Aleksandr Petrovich Goryanchikov: the daily battle for survival, the wooden plank beds, the cabbage soup swimming with cockroaches, his strange 'family' of boastful, ugly, cruel convicts. Yet "The House of the Dead" is far more than a work of documentary realism: it is also a powerful novel of redemption, describing one man's spiritual and moral death and the miracle of his gradual reawakening.
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  • 4

    Prove tecniche di Delitto e Castigo

    Nel 1849, all'età di 28 anni, Dostoevskij veniva arrestato e condannato a morte per la partecipazione a circoli rivoluzionari, condanna poi convertita in lavori forzati in Siberia fino al 1854. ...continue

    Nel 1849, all'età di 28 anni, Dostoevskij veniva arrestato e condannato a morte per la partecipazione a circoli rivoluzionari, condanna poi convertita in lavori forzati in Siberia fino al 1854. All'epoca aveva già pubblicato alcuni romanzi (Povera gente e Il sosia) e qualche racconto, opere nelle quali è già in nuce quello studio della personalità e dell'animo dei personaggi che risulterà centrale nelle grandi opere della maturità. Memorie da una casa morta testimonia come la vita carceraria e l'esperienza di deportato in Siberia abbiano esercitato una forte influenza sul grande scrittore russo, indirizzando la sua ricerca anche su altri importanti aspetti come quello sociale e soprattutto lo studio del delitto (delle cause che portano l'uomo a maturare questa scelta) e della pena (degli scopi del sistema carcerario e delle sue influenze sui detenuti), qui affrontati in maniera ancora frammentaria e slegata, rimanendo a livello di riflessioni o poco più, ma che in seguito verranno rielaborati in maniera organica a costituire la spina dorsale dei suoi grandi romanzi. Memorie da una casa morta è una specie di reportage della vita carceraria dello scrittore, un resoconto delle sue avventure da detenuto con le descrizioni dei compagni di prigionia alternate alle considerazioni dello scrittore. Diversi sono gli spunti di riflessione: l'assenza di pentimento nei prigionieri, in realtà convinti delle ragioni dei loro gesti, la difficoltà di definire il delitto in maniera chiara, il sistema carcerario inteso come esclusivamente punitivo, la disparità delle pene per delitti simili, l'avidità per il denaro che poi viene bruciato in un attimo in cambio di qualche sogno, l'analisi di quello che succede nell'animo umano dopo che si è varcato il limite della legalità, il diritto al rispetto della dignità della persona, la resistenza dei puniti al dolore e il loro stato d'animo nell'affrontarlo, l'influenza dell'ambiente sull'uomo, le lusinghe del potere e la sensazione di ubriacatura che da a chi lo esercita, la necessità di un scopo. A ciò si alternano, come detto, i personaggi che passano sotto la lente di ingrandimento di Dostoevskij che ne tratteggia i caratteri: uomini dominati dal temperamento ed altri in grado di tenere perfettamente a bada gli istinti, figure passive e prive di personalità, persone bruciate dall'ansia e altre cariche di amor proprio. In sintesi Memorie da una casa morta mi è sembrata un'opera di passaggio, con la quale Dostoevskij mette su carta le riflessioni scaturite da un'esperienza di vita così importante come quella della prigionia, riflessioni che necessiteranno di sedimentazione per essere poi rielaborate al momento opportuno.

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  • 4

    Forse si mettono a un uomo i ferri ai piedi solo perché non fugga o ciò gli impedisca di correre? Niente affatto. I ferri non sono altro che un ludibrio, una vergogna e un peso, fisico e morale

    pagine bellissime, modernissime, commoventi,strazianti. su tutte il bagno - come calpestare la dignità di un uomo - e la festa natalizia, momento di condivisione e solidarietà tra disperati. a ...continue

    pagine bellissime, modernissime, commoventi,strazianti. su tutte il bagno - come calpestare la dignità di un uomo - e la festa natalizia, momento di condivisione e solidarietà tra disperati. a dispetto dell'argomento trattato e dello schema narrativo scelto,il risultato è un'opera interessantissima, con pagine di altissime riflessioni sulla libertà e la giustizia e pagine con descrizioni meravigliose. anzi più che un romanzo si può chiamarlo una lunga poesia

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  • 4

    1863, odissea nello strazio.

    Siamo nel 2014. Quest’opera risale al 1863. L’edizione che il destino m'ha fatto incontrare (e salvare dal macero) è del 1927. Quindi, a conti fatti, ho letto un libro scritto un secolo e ...continue

    Siamo nel 2014. Quest’opera risale al 1863. L’edizione che il destino m'ha fatto incontrare (e salvare dal macero) è del 1927. Quindi, a conti fatti, ho letto un libro scritto un secolo e mezzo fa e stampato 87 anni fa, il cui prezzo era di 5 Lire, tradotto in una lingua ormai obsoleta, più simile al russo che non all'italiano odierno! (Anche il titolo del mio volume è tradotto diversamente: "Dal sepolcro de'vivi") Un libro puzzolente come il baule della nonna, con le pagine che rischiano di sbriciolarsi tra le dita, piene di macchie e molto più che ingiallite - marroni quasi come foglie essiccate di biondo tabacco - piene di polvere che irrita narici e congiuntive (Sono in treno. La ragazza di fronte a me si commuove senza un apparente perché, si riempie di macchie come Maga Magò e si esibisce in un concerto di starnuti alla velocità di Scott Joplin che suona un ragtime. Mi lancio in una diagnosi: "Per caso soffri di allergia alla polvere?" "Sì." "Scusa, è colpa del mio libro. Lo metto via subito."). Tutto questo, ai miei occhi, dona un valore aggiunto a quest'opera che non so come classificare. Il resoconto della vita nei campi di lavoro forzato... le catene, le vergate, il “bullismo”, i buoni e i cattivi tra i prigionieri ed i carcerieri, il Natale e la recita (il grande evento, come all'asilo), gli scherzi, i litigi, la solidarietà, i falsi malati ed i morti veramente. L'assenza di solitudine, che sembra quasi la pena peggiore da scontare*. L'ingiustizia della giustizia, che infligge la stessa pena per delitti formalmente identici, ma dal peso morale inequiparabile**. I semplici che si fanno ubriacare e barattano la propria identità e la propria pena in cambio di una camicia rossa e di un rublo d'argento (parlo dell'amaro caso Suchiloff/Mikailoff cap. V). Il resoconto di chi quella vita l'ha provata sulla propria pelle, di chi si è visto puntare il fucile addosso per poi sentirsi dire: "No, va beh, ho cambiato idea. Va’, va’, va’ pure... ma non dimenticare MAI quest'attimo."

    *Appresi anche una sofferenza che è la più acuta, la più dolorosa che si possa provare in un reclusorio, a prescindere dalla privazione della libertà: intendo parlare della coabitazione forzata. La coabitazione è più o meno forzata sempre ed ovunque, ma in nessun luogo è così orribile come nella prigione. Vi sono là degli uomini coi quali nessuno vorrebbe convivere.

    **Due assassini uccidono ognuno un uomo; le circostanze in cui quei due delitti sono stati commessi sono minuziosamente esaminate e pesate. Si applicano all'uno e all'altro lo stesso castigo, eppure quale abisso tra le due azioni! L'uno ha assassinato per una bagatella, per una cipolla: ha ucciso per la strada un contadino che passava e non ha trovato su lui che una cipolla. [...] Un altro detenuto ha ucciso un vizioso che angariava sua moglie, sua sorella, sua figlia.

    http://i.ebayimg.com/t/Dostoyewsky-Feodor-DAL-SEPOLCRO-DE-VIVI-RICORDI-/00/s/NDAwWDI2Mg==/z/OCQAAOxy7odR4wC3/$T2eC16JHJGsFFM1p4lreBR4wC3YUM!~~60_12.JPG

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  • 5

    Questo libro è come attraversare il Lete trasportati da Caronte, entrare negli inferi e parlare con i poveri diavoli finiti in quell'eterna prigione. Dostoevkij ci racconta le sue esperienze di ...continue

    Questo libro è come attraversare il Lete trasportati da Caronte, entrare negli inferi e parlare con i poveri diavoli finiti in quell'eterna prigione. Dostoevkij ci racconta le sue esperienze di recluso alla Dostoevskij, ovvero fermandosi ad osservare il carattere dei vari personaggi e ad analizzare gli impatti e la pesantezza psicologica della situazione di recluso. Le persone che descrive sono piene di speranza, si aggrappano a tutto pur di sentirsi liberi, pur di vedere una luce infondo al tunnel. Ci racconta di cameratismo ma anche di distinzioni di classe che, in una qualche maniera, sopravvivono anche quando si han pari diritti. Ci descrive i suoi sentimenti, le sue speranze, le situazioni e la miseria in cui ha vissuto ma anche tutti i piccoli sotterfugi praticati dai detenuti per cercare di far entrare in reclusorio un pezzo di carne o delle vodca ed i piccoli furti che, con naturalezza, avvenivano nel reclusorio. Ci parla di una umanità costretta a vivere in una situaziona al limite. Un'esperienza che sicuramente l'ha trasformato e che trasforma nel lettore l'opinione, spesso molto negativa, che si ha dei reclusi. Le ultime pagine, quando esce dal reclusorio, sono una boccata d'aria dopo una lunga ed estenuante nuotata sott'acqua, un ritorno alla luce dopo aver percorso l'inferno. "Un gran bel momento"

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  • 4

    Il mio (co)autore preferito non può che regalarmi libri meravigliosi, certo non è nè "Delitto e castigo" nè "l'idiota", anche perchè è scritto come fosse un diario, ma è pur sempre una piccola ...continue

    Il mio (co)autore preferito non può che regalarmi libri meravigliosi, certo non è nè "Delitto e castigo" nè "l'idiota", anche perchè è scritto come fosse un diario, ma è pur sempre una piccola opera d'arte.

    Questo libricino è interessante per il periodo storico durante il quale è stato prodotto, ossia subito dopo la pena detentiva in siberia, e infatti narra di un prigioniero - egli stesso? - e della sua vita - che poi vita non è - in un carcere siberiano.

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  • 5

    Un resoconto scientifico e razionale su quattro anni di prigionia in Siberia... che più volte mi ha fatto ridere e piangere. Grazie Dostoevksij, per questo documento che è una lucidissima analisi ...continue

    Un resoconto scientifico e razionale su quattro anni di prigionia in Siberia... che più volte mi ha fatto ridere e piangere. Grazie Dostoevksij, per questo documento che è una lucidissima analisi psicologica e uno specchio imperfetto di conflitti ed emozioni.

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  • 4

    "Sì, con Dio! La libertà, una nuova vita, la risurrezione dai morti..."

    Comincio dicendo che, di primo acchitto, leggendo il romanzo sono rimasto un po' deluso, perché mi aspettavo qualcosa di diverso, ovvero una storia più costruita dal lato emotivo, che mi ...continue

    Comincio dicendo che, di primo acchitto, leggendo il romanzo sono rimasto un po' deluso, perché mi aspettavo qualcosa di diverso, ovvero una storia più costruita dal lato emotivo, che mi trasportasse più in emozioni e sentimenti. Al contrario, è un romanzo essenzialmente "freddo", che riporta in maniera oggettiva e realistica la vita e le vicende della casa morta. Ma Dostoevskij lo fa così bene, in un modo tutto suo, che alla fine il trasporto emotivo c'è, eccome, seppur non come me l'aspettavo io. Lo stesso Dostoevskij afferma nel libro: "Io volevo presentare tutto il nostro reclusorio e tutto ciò che vissi in quegli anni in un intuitivo e vivido quadro."

    Ho letto diverse opere di Dostoevskij, ma ogni volta è una meraviglia e una riscoperta di questo genio della letteratura. C'è ben poco da dire, e sicuramente io non sono la persona più degna nel farlo. Una cosa però è certa: ogni volta che termino un romanzo di Dostoevskij, sento che c'è abbastanza Bellezza, nel mondo, da rendere questa vita degna di essere vissuta.

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  • 5

    Il libro è l'autobiografia del periodo di prigonia passato da Dostoevskij in Siberia. E' sicuramente uno spaccato molto interessante di ciò che accadeva all'interno di questi campi ai tempi dello ...continue

    Il libro è l'autobiografia del periodo di prigonia passato da Dostoevskij in Siberia. E' sicuramente uno spaccato molto interessante di ciò che accadeva all'interno di questi campi ai tempi dello Zar. Per chi, come me, era completamente a digiuno sull'argomento, lo troverà sicuramente interessante ed educativo. Anche se si tratta di Dostoevskij la lettura non è pesante anzi, conoscendo lo scrittore la definirei piuttosto leggera e scorrevole.

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  • 5

    Voglio essere onesta. Ho comprato questo libro principalmente perchè l'ho trovato a vendere a 50centesimi, mai mi sarei immaginata che poi l'avrei considerato uno dei migliori letti in vita ...continue

    Voglio essere onesta. Ho comprato questo libro principalmente perchè l'ho trovato a vendere a 50centesimi, mai mi sarei immaginata che poi l'avrei considerato uno dei migliori letti in vita mia! Bellissimo!!!

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