The House of the Mosque

By

Publisher: Canongate

4.3
(452)

Language: English | Number of Pages: 436 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Dutch , Norwegian , Italian , Catalan , Swedish , Spanish , German

Isbn-10: 184767240X | Isbn-13: 9781847672407 | Publish date: 

Also available as: eBook , Paperback

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Book Description
Iran, 1969. In the house of the mosque, the family of Aqa Jaan has lived for eight centuries. The house teems with life, played out under the watchful eyes of the storks that nest on the minarets above. But this family will experience upheaval unknown to previous generations. For in Iran, political unrest is brewing. The shah is losing his hold on power; the ayatollah incites rebellion from his exile in France; and one day the ayatollah returns. The consequences will be felt in every corner of Aqa Jaan's family.
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  • 5

    La casa della Moschea di Kader Abdolah, un libro che segue le trasformazioni di una società, dove la religione muta la vita delle persone in base solo all'esasperazione che noi riserviamo ad essa.
    Poc ...continue

    La casa della Moschea di Kader Abdolah, un libro che segue le trasformazioni di una società, dove la religione muta la vita delle persone in base solo all'esasperazione che noi riserviamo ad essa.
    Poche frasi di una poesia sono la sintesi e l'essenza di un mondo a noi velato da un'informazione cieca ed irrazionale.

    Così fa la vita
    Gioca con te
    A volte ti ama
    A volte ti umilia

    Scoprire un paese ed una religione attraverso l'epopea di una famiglia persiana.

    said on 

  • 4

    IL CORANO E IL VINO ROSSO

    Forse questo romanzo vuole trasmetterci la nostalgia di una Persia e di un Islam che non ci sono più -se mai ci sono stati.
    Il rimpianto di una religione consolante, giusta e caritatevole è simbolegg ...continue

    Forse questo romanzo vuole trasmetterci la nostalgia di una Persia e di un Islam che non ci sono più -se mai ci sono stati.
    Il rimpianto di una religione consolante, giusta e caritatevole è simboleggiato fin dall’inizio dal giardino della casa con la sua vasca esagonale, l’antico albero del cedro, gli uccelli canterini e le due coppie di cicogne che fuggono via quando la realtà si impone con la sua durezza e crudeltà.
    Qui vengono stese reti per catturare gli uccelli migratori, poi rimessi in libertà, e rubare loro colori e disegni per i tappeti più preziosi.
    Più avanti nel racconto, quel bellissimo sogno è raffigurato nel castello isolato tra scure rocce vulcaniche, che al suo interno racchiude il segreto di un rigoglioso giardino nascosto: “Un giardino pieno di profumati fiori primaverili di tutti i colori dell’arcobaleno, e qua e là crescevano giovani alberi da frutto carichi di gemme”; vi cresce anche un vigneto che vuole accordare i precetti del Corano con il piacere del vino, l’Oriente con l’Occidente: “Questo vino ha gli aromi paradisiaci del vino rosso di cui parla il Corano”.
    I sogni tuttavia devono scontrarsi con la dittatura dello scià sorretta dagli americani e dai suoi efficienti servizi segreti, prima, e dopo con la rivoluzione fanatica di Khomeini che non esita a far denunciare i figli dai genitori, i fratelli dai fratelli né a mandare al martirio, nella guerra contro l’Iraq, i suoi giovani esaltati da una propaganda perversa.
    Ma quel sogno non morirà del tutto, anzi sopravviverà nella casa della moschea dove il protagonista affronta i fatti tragici della vita stemperandoli con l’accettazione (o, per meglio dire, sottomissione).
    E’ il sogno dell’antica Persia e dell’Islam, che a volte sembra vicino ad avverarsi.
    Un prodigio degno di una fiaba delle Mille e una notte.

    said on 

  • 5

    null

    Kader Abdolah
    La casa della moschea
    Aga Jan è l'ultimo dei giusti in un Iran prima compromesso dal regime dello scià e poi tradito dalla rivoluzione degli ayatollah. La sua fede è aperta, pura e incro ...continue

    Kader Abdolah
    La casa della moschea
    Aga Jan è l'ultimo dei giusti in un Iran prima compromesso dal regime dello scià e poi tradito dalla rivoluzione degli ayatollah. La sua fede è aperta, pura e incrollabile e si nutre di meravigliose citazioni del Corano che sono pura poesia. La prosa del libro ricorda lo stile delle mille e una notte nella prima parte: l'affabulazione orientale, la musicalità e la poesia rendono piacevolissimo il racconto. Nella seconda parte l'angoscia, la paura, la violenza cieca del regime prendono il sopravvento. La speranza però non è mai persa e la fede porta fuori dai tempi bui Aga Jan e la splendida moglie Faqri. Bellissimo!

    said on 

  • 4

    esauriente ed accorata storia dell'iran moderno, dove fatti reali, personaggi immaginari e poesia si intrecciano. ne deriva un quadro poliedrico di fronte al quale difficile rimanere indifferenti.
    pia ...continue

    esauriente ed accorata storia dell'iran moderno, dove fatti reali, personaggi immaginari e poesia si intrecciano. ne deriva un quadro poliedrico di fronte al quale difficile rimanere indifferenti.
    piaciuto molto il finale che, dopo molto dolore, esprime serenità e voglia di vivere, di continuare.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Iran, Letteratura & Storia

    Un libro di alta qualita', sia dal punto di vista letterario che storico/sociale e che ho maggiormente apprezzato avendo avuto la possibilita' di visitare l'Iran nel periodo di poco precedente alla c ...continue

    Un libro di alta qualita', sia dal punto di vista letterario che storico/sociale e che ho maggiormente apprezzato avendo avuto la possibilita' di visitare l'Iran nel periodo di poco precedente alla caduta di Reza Pahlavi, periodo che fa parte del libro.

    Paese, l'Iran/Persia, di straordinario fascino per Storia, Arte, Cultura, Tradizioni e molto altro, funestato negli ultimi decenni da guerre e rivoluzioni.

    Libro che miscela fantasia, realta' e simil-realta' attraverso la storia di una famiglia di Sejan.

    Scritto, oserei dire, in stile "mediorientale", con passo cadenzato, ricco di immagini naturali (flora, animali, panorami ed altro), citazioni del Corano, usi & costumi, concetti sociali e religiosi.

    A far da cornice la Storia del paese lungo i decenni.

    Splendido!

    https://it.wikipedia.org/wiki/Iran

    https://it.wikipedia.org/wiki/Kader_Abdolah

    Descrizione:
    Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell'incipit del romanzo. Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall'intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom. Proprio da Qom arriva un giorno il giovane imam Ghalghal, per prendere in moglie Seddiq, figlia dell'imam Alsaberi e, quando questi muore accidentalmente sarà lui a sostituirlo. Se dapprima sembra che la moschea abbia finalmente trovato una guida forte, all'entusiasmo succede presto lo sgomento: le sue parole si fanno sempre più arroganti e tentano di sfociare nell'azione violenta, quando Farah Diba, moglie dello scià e immagine dell'emancipazione femminile, arriva in città per inaugurare un cinema e si trova assediata da una folla sobillata da Ghalghal, che dopo la mancata sommossa, sfugge alla polizia e raggiunge Khomeini per preparare la rivoluzione dall'esilio. Sospesa tra un mitico passato e un drammatico presente, il romanzo è un cuore pulsante di vite e di storia, da cui si osservano gli eventi che cambieranno il volto dell'Iran.

    Interessante:
    http://www.fondazionemilano.eu/blogpress/abdolah/2014/01/28/la-casa-della-moschea/

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  • 5

    C’era una volta una casa, una casa antica, che si chiamava “la casa della moschea”.

    Bellissimo ed emozionante! Un romanzo indimenticabile che resterà nel mio cuore!
    Scritto dall’iraniano Kader Abdolah, esule in Olanda, “La casa della moschea” racconta un pezzo di storia recente della ...continue

    Bellissimo ed emozionante! Un romanzo indimenticabile che resterà nel mio cuore!
    Scritto dall’iraniano Kader Abdolah, esule in Olanda, “La casa della moschea” racconta un pezzo di storia recente della Persia attraverso le vicende, ora liete ora drammatiche, di una grande e rispettata famiglia, custode da generazioni di un’antica moschea in una cittadina della regione centrale del paese. Dalla fine degli anni Sessanta con lo sbarco sulla luna fino alla guerra contro l’Iraq, passando per le tumultuose vicende legate alla caduta dello scià Reza Pahlavi e all’avvento della Repubblica islamica di Khomeyni, il lettore si ritrova immerso nell’atmosfera della grande casa addossata al muro della moschea, dove la vita dei suoi abitanti segue il proprio corso tra ordinaria quotidianità e rispetto delle tradizioni, senza che manchino eventi bizzarri, tresche e amori più o meno leciti.
    Fra tutti, spicca il personaggio di Aga Jan, il ricco mercante di tappeti a capo del bazar cittadino, colonna portante della casa, anche quando in tanti, troppi, dispersi dal vento inquieto del destino, l’avranno ormai abbandonata; una figura carica di saggezza, profonda umanità e dignità, commovente e indimenticabile allorché, “pater dolorosus”, va alla ricerca di una caritatevole sepoltura per il figlio giustiziato dal regime degli ayatollah. Molto bello anche il personaggio del nipote Shahbal, nel quale s’intravede l’alter ego dello stesso scrittore, così come risultano impagabili quelli delle nonne e altri solo in apparenza minori. Tutt’intorno una natura incantata, altamente poetica e tutt’altro che inanimata, che fa da giusta cornice alle vicende narrate: il giardino con al centro la vasca esagonale piena di pesci, il vecchio corvo dall’età indefinita, forse addirittura centenario, le cicogne che fanno il nido su uno dei minareti della moschea, il vento che scende dalle montagne, il fiume che si porta via le lacrime silenziose di Aga Jan…
    Un’opera straordinaria che racchiude in sé tutto il fascino e la magia dei racconti d’Oriente, nonché la nostalgia di chi è costretto all’esilio; pagine intense in cui passato e presente s’intrecciano con leggerezza, mentre l’Islam, quello autentico, ha il sapore delle feste di primavera e il volto umano di qualsiasi religione di pace. Cinque stelle e lode, da leggere!

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  • 5

    Kader Abdolah riesce nella difficile impresa di raccontare l'universale attraverso il particolare. Qui l'universale è l'Iran e gli sconvolgimenti e cambiamenti portati dallo Scià Reza Pahlavi prima e ...continue

    Kader Abdolah riesce nella difficile impresa di raccontare l'universale attraverso il particolare. Qui l'universale è l'Iran e gli sconvolgimenti e cambiamenti portati dallo Scià Reza Pahlavi prima e dall'Ayotallah Khomeyni dopo, mentre il particolare è rappresentato dalla famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti persiani, capo del bazar di Senjan, signore della casa adiacente alla Moschea che la Moschea appunto gestisce tanto da far scegliere gli Imam e i Muezzin tra i propri familiari. Sia chiaro, la gestione della Moschea non è un affare di soldi ma di fede, Aga Jan è profondamente credente ma non certo fanatico. Se durante il regime di Reza Pahalavi la famiglia di Aga Jan aveva un suo equilibrio e un suo centro e la vita scorreva felice, mantenendo le proprie tradizioni persiane e islamiche senza che fosse costretta ad adottare una modernità dalla forte impronta occidentale; con Khomeyni questi equilibri, soprattutto i forti sentimenti di amore e accoglienza che la contraddistingueva, vengono meno e le tragedie saranno inevitabili e tremendamente dolorose. I protagonisti del romanzo non sono passivi di fronte ai cambiamenti, anzi ne sono spesso una forza attiva ma il più delle volte lo sono più per esserne stati trascinati, che per una specifica volontà di intervento. Alla fine nascerà un nuovo equilibrio ma ci sarà anche la morte, la distruzione e l'esilio. Romanzo familiare e corale ma anche popolare ed epocale, quello che Abdolah racconta è un Islam diverso da quello cosiddetto radicale, con cui il nostro occidente ha più i punti di contatto che di lontananza. Abdolah è un esule e nel romanzo troviamo quindi una forte componente autobiografica ma appunto non è solo il racconto della particolare situazione di un essere umano specifico, è invece la trasfigurazione del dolore che un intero popolo ha dovuto sopportare. Commovente.

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  • 5

    L'Iran

    Da consigliare a chiunque voglia sentir parlare dell'Iran e dell'Islam con uno stile scorrevole e attraverso una storia familiare bellissima e, a tratti, poetica.
    E' stato eletto dagli olandesi second ...continue

    Da consigliare a chiunque voglia sentir parlare dell'Iran e dell'Islam con uno stile scorrevole e attraverso una storia familiare bellissima e, a tratti, poetica.
    E' stato eletto dagli olandesi secondo miglior libro mai scritto in lingua olandese.
    5 * meritatissime.

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  • 3

    ... bello...

    ma non intenso come la "Scrittura Cuneiforme". L'ho trovato troppo politico. Il finale bello però e pieno di speranza. Leggerò anche gli altri suoi libri.

    said on 

  • 4

    La storia di una famiglia persiana come stratagemma narrativo per raccontare la storia recente dell'Iran.

    Le contraddizioni tra sacro e profano, le preoccupazioni per il futuro, la spaccatura tra aderenza alle tradizioni e curiosità verso il nuovo... e poi il sesso, il misticismo, la paura, la violenza... ...continue

    Le contraddizioni tra sacro e profano, le preoccupazioni per il futuro, la spaccatura tra aderenza alle tradizioni e curiosità verso il nuovo... e poi il sesso, il misticismo, la paura, la violenza... sono tanti i temi trattati, che hanno una dimensione personale nella spiche e nelle azioni dei protagonisti (magnificamente caratterizzati), famigliare, e nazionale.
    Come non amare il capo-famiglia che vede svaporare le certezze di una vita (anzi di generazioni di vite prima di lui), certezze sociali, culturali, e si trova ad affrontare, senza strumenti, il nuovo che avanza con tutta la sua arroganza? Come non provare empatia verso un popolo che ha dovuto subire ingerenze e cambiamenti tanto radicali?
    Un libro che fa riflettere, per conoscere meglio i ruoli dell'Islam e del regime che hanno portato ad avere l'Iran moderno, da accompagnarsi magari ad altri romanzi o film sul tema (come "I gatti persiani" e "Taxi Teheran").

    said on 

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