The House of the Mosque

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Publisher: Canongate

4.3
(445)

Language: English | Number of Pages: 436 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Dutch , Norwegian , Italian , Catalan , Swedish , Spanish , German

Isbn-10: 184767240X | Isbn-13: 9781847672407 | Publish date: 

Also available as: eBook , Paperback

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Book Description
Iran, 1969. In the house of the mosque, the family of Aqa Jaan has lived for eight centuries. The house teems with life, played out under the watchful eyes of the storks that nest on the minarets above. But this family will experience upheaval unknown to previous generations. For in Iran, political unrest is brewing. The shah is losing his hold on power; the ayatollah incites rebellion from his exile in France; and one day the ayatollah returns. The consequences will be felt in every corner of Aqa Jaan's family.
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  • 4

    esauriente ed accorata storia dell'iran moderno, dove fatti reali, personaggi immaginari e poesia si intrecciano. ne deriva un quadro poliedrico di fronte al quale difficile rimanere indifferenti.
    pia ...continue

    esauriente ed accorata storia dell'iran moderno, dove fatti reali, personaggi immaginari e poesia si intrecciano. ne deriva un quadro poliedrico di fronte al quale difficile rimanere indifferenti.
    piaciuto molto il finale che, dopo molto dolore, esprime serenità e voglia di vivere, di continuare.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Iran, Letteratura & Storia

    Un libro di alta qualita', sia dal punto di vista letterario che storico/sociale e che ho maggiormente apprezzato avendo avuto la possibilita' di visitare l'Iran nel periodo di poco precedente alla c ...continue

    Un libro di alta qualita', sia dal punto di vista letterario che storico/sociale e che ho maggiormente apprezzato avendo avuto la possibilita' di visitare l'Iran nel periodo di poco precedente alla caduta di Reza Pahlavi, periodo che fa parte del libro.

    Paese, l'Iran/Persia, di straordinario fascino per Storia, Arte, Cultura, Tradizioni e molto altro, funestato negli ultimi decenni da guerre e rivoluzioni.

    Libro che miscela fantasia, realta' e simil-realta' attraverso la storia di una famiglia di Sejan.

    Scritto, oserei dire, in stile "mediorientale", con passo cadenzato, ricco di immagini naturali (flora, animali, panorami ed altro), citazioni del Corano, usi & costumi, concetti sociali e religiosi.

    A far da cornice la Storia del paese lungo i decenni.

    Splendido!

    https://it.wikipedia.org/wiki/Iran

    https://it.wikipedia.org/wiki/Kader_Abdolah

    Descrizione:
    Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell'incipit del romanzo. Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall'intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom. Proprio da Qom arriva un giorno il giovane imam Ghalghal, per prendere in moglie Seddiq, figlia dell'imam Alsaberi e, quando questi muore accidentalmente sarà lui a sostituirlo. Se dapprima sembra che la moschea abbia finalmente trovato una guida forte, all'entusiasmo succede presto lo sgomento: le sue parole si fanno sempre più arroganti e tentano di sfociare nell'azione violenta, quando Farah Diba, moglie dello scià e immagine dell'emancipazione femminile, arriva in città per inaugurare un cinema e si trova assediata da una folla sobillata da Ghalghal, che dopo la mancata sommossa, sfugge alla polizia e raggiunge Khomeini per preparare la rivoluzione dall'esilio. Sospesa tra un mitico passato e un drammatico presente, il romanzo è un cuore pulsante di vite e di storia, da cui si osservano gli eventi che cambieranno il volto dell'Iran.

    Interessante:
    http://www.fondazionemilano.eu/blogpress/abdolah/2014/01/28/la-casa-della-moschea/

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  • 5

    C’era una volta una casa, una casa antica, che si chiamava “la casa della moschea”.

    Bellissimo ed emozionante! Un romanzo indimenticabile che resterà nel mio cuore!
    Scritto dall’iraniano Kader Abdolah, esule in Olanda, “La casa della moschea” racconta un pezzo di storia recente della ...continue

    Bellissimo ed emozionante! Un romanzo indimenticabile che resterà nel mio cuore!
    Scritto dall’iraniano Kader Abdolah, esule in Olanda, “La casa della moschea” racconta un pezzo di storia recente della Persia attraverso le vicende, ora liete ora drammatiche, di una grande e rispettata famiglia, custode da generazioni di un’antica moschea in una cittadina della regione centrale del paese. Dalla fine degli anni Sessanta con lo sbarco sulla luna fino alla guerra contro l’Iraq, passando per le tumultuose vicende legate alla caduta dello scià Reza Pahlavi e all’avvento della Repubblica islamica di Khomeyni, il lettore si ritrova immerso nell’atmosfera della grande casa addossata al muro della moschea, dove la vita dei suoi abitanti segue il proprio corso tra ordinaria quotidianità e rispetto delle tradizioni, senza che manchino eventi bizzarri, tresche e amori più o meno leciti.
    Fra tutti, spicca il personaggio di Aga Jan, il ricco mercante di tappeti a capo del bazar cittadino, colonna portante della casa, anche quando in tanti, troppi, dispersi dal vento inquieto del destino, l’avranno ormai abbandonata; una figura carica di saggezza, profonda umanità e dignità, commovente e indimenticabile allorché, “pater dolorosus”, va alla ricerca di una caritatevole sepoltura per il figlio giustiziato dal regime degli ayatollah. Molto bello anche il personaggio del nipote Shahbal, nel quale s’intravede l’alter ego dello stesso scrittore, così come risultano impagabili quelli delle nonne e altri solo in apparenza minori. Tutt’intorno una natura incantata, altamente poetica e tutt’altro che inanimata, che fa da giusta cornice alle vicende narrate: il giardino con al centro la vasca esagonale piena di pesci, il vecchio corvo dall’età indefinita, forse addirittura centenario, le cicogne che fanno il nido su uno dei minareti della moschea, il vento che scende dalle montagne, il fiume che si porta via le lacrime silenziose di Aga Jan…
    Un’opera straordinaria che racchiude in sé tutto il fascino e la magia dei racconti d’Oriente, nonché la nostalgia di chi è costretto all’esilio; pagine intense in cui passato e presente s’intrecciano con leggerezza, mentre l’Islam, quello autentico, ha il sapore delle feste di primavera e il volto umano di qualsiasi religione di pace. Cinque stelle e lode, da leggere!

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  • 5

    Kader Abdolah riesce...

    ...nella difficile impresa di raccontare l'universale attraverso il particolare. Qui l'universale è l'Iran e gli sconvolgimenti e cambiamenti portati dallo Scià Reza Pahlavi prima e dall'Ayotallah Kho ...continue

    ...nella difficile impresa di raccontare l'universale attraverso il particolare. Qui l'universale è l'Iran e gli sconvolgimenti e cambiamenti portati dallo Scià Reza Pahlavi prima e dall'Ayotallah Khomeyni dopo, mentre il particolare è rappresentato dalla famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti persiani, capo del bazar di Senjan, signore della casa adiacente alla Moschea che la Moschea appunto gestisce tanto da far scegliere gli Imam e i Muezzin tra i propri familiari. Sia chiaro, la gestione della Moschea non è un affare di soldi ma di fede, Aga Jan è profondamente credente ma non certo fanatico. Se durante il regime di Reza Pahalavi la famiglia di Aga Jan aveva un suo equilibrio e un suo centro e la vita scorreva felice, mantenendo le proprie tradizioni persiane e islamiche senza che fosse costretta ad adottare una modernità dalla forte impronta occidentale; con Khomeyni questi equilibri, soprattutto i forti sentimenti di amore e accoglienza che la contraddistingueva, vengono meno e le tragedie saranno inevitabili e tremendamente dolorose. I protagonisti del romanzo non sono passivi di fronte ai cambiamenti, anzi ne sono spesso una forza attiva ma il più delle volte lo sono più per esserne stati trascinati, che per una specifica volontà di intervento. Alla fine nascerà un nuovo equilibrio ma ci sarà anche la morte, la distruzione e l'esilio. Romanzo familiare e corale ma anche popolare ed epocale, quello che Abdolah racconta è un Islam diverso da quello cosiddetto radicale, con cui il nostro occidente ha più i punti di contatto che di lontananza. Abdolah è un esule e nel romanzo troviamo quindi una forte componente autobiografica ma appunto non è solo il racconto della particolare situazione di un essere umano specifico, è invece la trasfigurazione del dolore che un intero popolo ha dovuto sopportare. Commovente.

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  • 5

    L'Iran

    Da consigliare a chiunque voglia sentir parlare dell'Iran e dell'Islam con uno stile scorrevole e attraverso una storia familiare bellissima e, a tratti, poetica.
    E' stato eletto dagli olandesi second ...continue

    Da consigliare a chiunque voglia sentir parlare dell'Iran e dell'Islam con uno stile scorrevole e attraverso una storia familiare bellissima e, a tratti, poetica.
    E' stato eletto dagli olandesi secondo miglior libro mai scritto in lingua olandese.
    5 * meritatissime.

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  • 3

    ... bello...

    ma non intenso come la "Scrittura Cuneiforme". L'ho trovato troppo politico. Il finale bello però e pieno di speranza. Leggerò anche gli altri suoi libri.

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  • 4

    La storia di una famiglia persiana come stratagemma narrativo per raccontare la storia recente dell'Iran.

    Le contraddizioni tra sacro e profano, le preoccupazioni per il futuro, la spaccatura tra aderenza alle tradizioni e curiosità verso il nuovo... e poi il sesso, il misticismo, la paura, la violenza... ...continue

    Le contraddizioni tra sacro e profano, le preoccupazioni per il futuro, la spaccatura tra aderenza alle tradizioni e curiosità verso il nuovo... e poi il sesso, il misticismo, la paura, la violenza... sono tanti i temi trattati, che hanno una dimensione personale nella spiche e nelle azioni dei protagonisti (magnificamente caratterizzati), famigliare, e nazionale.
    Come non amare il capo-famiglia che vede svaporare le certezze di una vita (anzi di generazioni di vite prima di lui), certezze sociali, culturali, e si trova ad affrontare, senza strumenti, il nuovo che avanza con tutta la sua arroganza? Come non provare empatia verso un popolo che ha dovuto subire ingerenze e cambiamenti tanto radicali?
    Un libro che fa riflettere, per conoscere meglio i ruoli dell'Islam e del regime che hanno portato ad avere l'Iran moderno, da accompagnarsi magari ad altri romanzi o film sul tema (come "I gatti persiani" e "Taxi Teheran").

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  • 5

    Un viaggio fra la Persia e l'Iran

    Devo dire che la mia libraia di fiducia non sbaglia mai: questo libro è davvero un gioiello. A metà fra il romanzo storico e la saga familiare racconta la vicenda di un "pater familias" nell'Iran fra ...continue

    Devo dire che la mia libraia di fiducia non sbaglia mai: questo libro è davvero un gioiello. A metà fra il romanzo storico e la saga familiare racconta la vicenda di un "pater familias" nell'Iran fra la caduta dello Scià e l'avvento della Repubblica Islamica. Bellissimo, con momenti di puro lirismo, appassionante Aga Jan è un personaggio a tutto tondo in caduta libera ma che continua a cercare di proteggere la sua famiglia nonostante le avversità, la politica e l'integralismo. è un uomo mosso da grandi passioni, il lavoro al bazar, la grande fede, la protezione della famiglia, la custodia della tradizione. La rivoluzione islamica gli porterà via quasi tutto. Ho divorato questo libro, mi sono commossa in certi punti. Lo consiglio a chiunque sia curioso di sapere qualcosa di più sull'Iran e sulla sua storia.

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  • 4

    Da leggere assolutamente

    All'indomani delle stragi di Parigi, ho sentito l'urgenza di comprendere meglio cosa stesse succedendo, e di conoscere, per quel po' che avrei potuto, il mondo islamico. Come sempre, ho chiesto 'consi ...continue

    All'indomani delle stragi di Parigi, ho sentito l'urgenza di comprendere meglio cosa stesse succedendo, e di conoscere, per quel po' che avrei potuto, il mondo islamico. Come sempre, ho chiesto 'consiglio' ai libri: non ho, nemmeno lontanamente, preso in considerazione la Fallaci e ho preferito leggere La casa della moschea di Kader Abdolah, un esule iraniano fuggito dal regime degli ayatollah. Una saga famigliare che l'autore ha scritto per far conoscere all'Occidente il vero mondo musulmano. Ovvio che il mio percorso di conoscenza è appena iniziato, ho già scovato altri titoli interessanti ma, nel frattempo io ve lo consiglio. Anzi dovrebbe essere quasi un dovere, come aprire la mente in questi mesi difficili e, apparentemente, senza luce. Chiudete La rabbia e l'orgoglio e leggete questo...

    "Tu non sei l'unico a leggere il Corano, lo leggo anch'io, ma ciascuno lo legge a proprio modo"

    said on 

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