The House of the Mosque

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Publisher: Canongate

4.3
(436)

Language: English | Number of Pages: 436 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Dutch , Norwegian , Italian , Catalan , Swedish , Spanish , German

Isbn-10: 184767240X | Isbn-13: 9781847672407 | Publish date: 

Also available as: eBook , Paperback

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Book Description
Iran, 1969. In the house of the mosque, the family of Aqa Jaan has lived for eight centuries. The house teems with life, played out under the watchful eyes of the storks that nest on the minarets above. But this family will experience upheaval unknown to previous generations. For in Iran, political unrest is brewing. The shah is losing his hold on power; the ayatollah incites rebellion from his exile in France; and one day the ayatollah returns. The consequences will be felt in every corner of Aqa Jaan's family.
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  • 5

    Kader Abdolah riesce...

    ...nella difficile impresa di raccontare l'universale attraverso il particolare. Qui l'universale è l'Iran e gli sconvolgimenti e cambiamenti portati dallo Scià Reza Pahlavi prima e dall'Ayotallah Kho ...continue

    ...nella difficile impresa di raccontare l'universale attraverso il particolare. Qui l'universale è l'Iran e gli sconvolgimenti e cambiamenti portati dallo Scià Reza Pahlavi prima e dall'Ayotallah Khomeyni dopo, mentre il particolare è rappresentato dalla famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti persiani, capo del bazar di Senjan, signore della casa adiacente alla Moschea che la Moschea appunto gestisce tanto da far scegliere gli Imam e i Muezzin tra i propri familiari. Sia chiaro, la gestione della Moschea non è un affare di soldi ma di fede, Aga Jan è profondamente credente ma non certo fanatico. Se durante il regime di Reza Pahalavi la famiglia di Aga Jan aveva un suo equilibrio e un suo centro e la vita scorreva felice, mantenendo le proprie tradizioni persiane e islamiche senza che fosse costretta ad adottare una modernità dalla forte impronta occidentale; con Khomeyni questi equilibri, soprattutto i forti sentimenti di amore e accoglienza che la contraddistingueva, vengono meno e le tragedie saranno inevitabili e tremendamente dolorose. I protagonisti del romanzo non sono passivi di fronte ai cambiamenti, anzi ne sono spesso una forza attiva ma il più delle volte lo sono più per esserne stati trascinati, che per una specifica volontà di intervento. Alla fine nascerà un nuovo equilibrio ma ci sarà anche la morte, la distruzione e l'esilio. Romanzo familiare e corale ma anche popolare ed epocale, quello che Abdolah racconta è un Islam diverso da quello cosiddetto radicale, con cui il nostro occidente ha più i punti di contatto che di lontananza. Abdolah è un esule e nel romanzo troviamo quindi una forte componente autobiografica ma appunto non è solo il racconto della particolare situazione di un essere umano specifico, è invece la trasfigurazione del dolore che un intero popolo ha dovuto sopportare. Commovente.

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  • 5

    L'Iran

    Da consigliare a chiunque voglia sentir parlare dell'Iran e dell'Islam con uno stile scorrevole e attraverso una storia familiare bellissima e, a tratti, poetica.
    E' stato eletto dagli olandesi second ...continue

    Da consigliare a chiunque voglia sentir parlare dell'Iran e dell'Islam con uno stile scorrevole e attraverso una storia familiare bellissima e, a tratti, poetica.
    E' stato eletto dagli olandesi secondo miglior libro mai scritto in lingua olandese.
    5 * meritatissime.

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  • 3

    ... bello...

    ma non intenso come la "Scrittura Cuneiforme". L'ho trovato troppo politico. Il finale bello però e pieno di speranza. Leggerò anche gli altri suoi libri.

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  • 4

    La storia di una famiglia persiana come stratagemma narrativo per raccontare la storia recente dell'Iran.

    Le contraddizioni tra sacro e profano, le preoccupazioni per il futuro, la spaccatura tra aderenza alle tradizioni e curiosità verso il nuovo... e poi il sesso, il misticismo, la paura, la violenza... ...continue

    Le contraddizioni tra sacro e profano, le preoccupazioni per il futuro, la spaccatura tra aderenza alle tradizioni e curiosità verso il nuovo... e poi il sesso, il misticismo, la paura, la violenza... sono tanti i temi trattati, che hanno una dimensione personale nella spiche e nelle azioni dei protagonisti (magnificamente caratterizzati), famigliare, e nazionale.
    Come non amare il capo-famiglia che vede svaporare le certezze di una vita (anzi di generazioni di vite prima di lui), certezze sociali, culturali, e si trova ad affrontare, senza strumenti, il nuovo che avanza con tutta la sua arroganza? Come non provare empatia verso un popolo che ha dovuto subire ingerenze e cambiamenti tanto radicali?
    Un libro che fa riflettere, per conoscere meglio i ruoli dell'Islam e del regime che hanno portato ad avere l'Iran moderno, da accompagnarsi magari ad altri romanzi o film sul tema (come "I gatti persiani" e "Taxi Teheran").

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  • 5

    Un viaggio fra la Persia e l'Iran

    Devo dire che la mia libraia di fiducia non sbaglia mai: questo libro è davvero un gioiello. A metà fra il romanzo storico e la saga familiare racconta la vicenda di un "pater familias" nell'Iran fra ...continue

    Devo dire che la mia libraia di fiducia non sbaglia mai: questo libro è davvero un gioiello. A metà fra il romanzo storico e la saga familiare racconta la vicenda di un "pater familias" nell'Iran fra la caduta dello Scià e l'avvento della Repubblica Islamica. Bellissimo, con momenti di puro lirismo, appassionante Aga Jan è un personaggio a tutto tondo in caduta libera ma che continua a cercare di proteggere la sua famiglia nonostante le avversità, la politica e l'integralismo. è un uomo mosso da grandi passioni, il lavoro al bazar, la grande fede, la protezione della famiglia, la custodia della tradizione. La rivoluzione islamica gli porterà via quasi tutto. Ho divorato questo libro, mi sono commossa in certi punti. Lo consiglio a chiunque sia curioso di sapere qualcosa di più sull'Iran e sulla sua storia.

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  • 4

    Da leggere assolutamente

    All'indomani delle stragi di Parigi, ho sentito l'urgenza di comprendere meglio cosa stesse succedendo, e di conoscere, per quel po' che avrei potuto, il mondo islamico. Come sempre, ho chiesto 'consi ...continue

    All'indomani delle stragi di Parigi, ho sentito l'urgenza di comprendere meglio cosa stesse succedendo, e di conoscere, per quel po' che avrei potuto, il mondo islamico. Come sempre, ho chiesto 'consiglio' ai libri: non ho, nemmeno lontanamente, preso in considerazione la Fallaci e ho preferito leggere La casa della moschea di Kader Abdolah, un esule iraniano fuggito dal regime degli ayatollah. Una saga famigliare che l'autore ha scritto per far conoscere all'Occidente il vero mondo musulmano. Ovvio che il mio percorso di conoscenza è appena iniziato, ho già scovato altri titoli interessanti ma, nel frattempo io ve lo consiglio. Anzi dovrebbe essere quasi un dovere, come aprire la mente in questi mesi difficili e, apparentemente, senza luce. Chiudete La rabbia e l'orgoglio e leggete questo...

    "Tu non sei l'unico a leggere il Corano, lo leggo anch'io, ma ciascuno lo legge a proprio modo"

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  • 4

    Davvero un gioiello questo romanzo che ha avuto poca, pochissima risonanza qui da noi e invece meriterebbe di essere largamente diffuso.
    Con i due romanzi della Nafisi, pensavo di aver avuto un quadro ...continue

    Davvero un gioiello questo romanzo che ha avuto poca, pochissima risonanza qui da noi e invece meriterebbe di essere largamente diffuso.
    Con i due romanzi della Nafisi, pensavo di aver avuto un quadro abbastanza chiaro degli avvenimenti in Iran, ma con Abdolha ho potuto apprezzare la poesia e la magia della Persia travolta dagli avvenimenti, dalla fuga dello scià, alla guerra Iran-Iraq, all’ostilità di Khomeini agli USA, ai mushaiddin (di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza!) ai comunisti o gruppi di sinistra fino alla caduta di Khomeini. I mutamenti politico-religiosi accompagnano i mutamenti della tradizione e degli animi dei protagonisti della grande, allargata e armoniosa famiglia che vive nella suggestiva casa della moschea in una piccola cittandina di provincia.
    Aga Jan è il personaggio centrale, ma il romanzo è davvero corale e abbraccia tutti i componenti della famiglia con le loro varie e diverse vicissitudini e scelte spesso drammatiche. Fra le tante figure, una mi ha colpito moltissimo, seppure marginale nell’intreccio, Batul, la bellissima e giovane moglie di Khomeini, da sempre nascosta dal suo chador agli occhi indiscreti degli altri, si lascia fotografare facendo scivolare lo chador sulle spalle apparentemente inconsapevole della macchina fotografica. Terribili le conseguenze per il fotografo, come si può immaginare.
    Si sente la nostalgia dello scrittore di un’epoca che non tornerà mai più e che solo i fortunati possono almeno serbarne il ricordo, e si sente anche con quanto dolore abbia voluto rielaborare quegli avvenimenti, che sembrano confusi e accavallati, ma che hanno determinato un cambiamento epocale non solo in quei territori ma in tutto il mondo. Non ho letto “Scrittura cuneiforme” che dicono essere anche migliore di questo romanzo, ma è già nella mia lista.
    Abdolah, fuggito in Olanda, con grande sforzo e determinazione si è inserito e integrato nel paese che lo ha accolto, al punto che scrive i suoi romanzi direttamente in olandese, non ha però dimenticato le sue origini e il suo paese di cui sente forte la nostalgia.

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  • 4

    Un bel romanzo che, attraverso la storia di una famiglia, ci descrive la storia dell'Iran, delle sue contraddizioni, delle varie fasi storiche che ne hanno segnato l'esistenza. La storia vissuta dal d ...continue

    Un bel romanzo che, attraverso la storia di una famiglia, ci descrive la storia dell'Iran, delle sue contraddizioni, delle varie fasi storiche che ne hanno segnato l'esistenza. La storia vissuta dal di dentro.

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