The Howling Miller

By

Publisher: Canongate Books Ltd

3.9
(705)

Language: English | Number of Pages: 288 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Spanish , Swedish , Catalan , Galego , Finnish

Isbn-10: 1841959561 | Isbn-13: 9781841959566 | Publish date: 

Also available as: eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Book Description
Gunnar Huttunen arrives in North Finland after the war and buys a dilapidated mill. Despite being a decent and hard-working Finn, he is also an outsider and an eccentric: prone to mood swings, black depression, high elation and a general lack of decorum. He puts on performances at the mill for local children at which he specialises in imitating animals and making fun of the village notables. Already prejudiced against him by his jibes, the villagers reserve most ire for the howling which Huttunen indulges in at night, which the local dogs join in a delirious chorus. Passionate and outraged by his treatment at the hands of the villagers, it is not long before the accident-prone miller finds that his situation soon spirals out of control...Paasilinna's riotous book revels in a black, rebellious, deadpan humour. It is also a fable about the eternal struggle between freedom and repressive authority.
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  • 3

    In caccia non c’è soltanto il branco, ben nascosto si trova lo striato. Ha intravisto un cucciolo impacciato...Basta un colpo preciso...e neanche un ululato.

    Impossibile non affezionarsi ad Huttunen, il mugnaio che viene creduto pazzo perchè ulula quando è molto felice o molto triste.
    Impossibile, anche, non prendersela con gli abitanti scemi scemi del vil ...continue

    Impossibile non affezionarsi ad Huttunen, il mugnaio che viene creduto pazzo perchè ulula quando è molto felice o molto triste.
    Impossibile, anche, non prendersela con gli abitanti scemi scemi del villaggio che, nella loro ignoranza, iniziano una persecuzione vera e propria nei confronti del mugnaio.
    A volte, bisogna ammetterlo, il mugnaio oltrepassa il limite e si tira addosso altre accuse di pazzia non poi così infondate, ma se ci mettiamo che altro non sono che reazioni a provocazioni gratuite, ci si trova a pensare che non solo faccia bene a reagire in quel modo ma che, probabilmente, chiunque reagirebbe così. Oltretutto, la maggior parte degli abitanti del villaggio che puntano il dito contro Huttunen, sono così pieni di sè e tracotanti da non rendersi nemmeno conto di avere, anche loro, atteggiamenti e tic che al confronto gli ululati di Huttunen non sono niente.
    Paasilinna mostra come il tema del diverso sia sempre di un'attualità sconcertante e come la comunità, di fronte ad una novità che male si integra con il consueto modo di essere e di pensare, si unisce per far sì che quella novità venga distrutta.
    Triste, malinconico, freddo (non solo per le descrizioni del paesaggio ma anche per una costante sensazione provata nel leggere questo libro), mi è piaciuto. Ho trovato solo il finale un pochino affrettato. Il fatto che sia un finale "aperto", in parte, dà la possibilità di potersi fare una propria idea.
    P.s. Nella postfazione, si chiede al lettore se abbia mai sentito un lupo ululare. Io non l'ho mai sentito, ma credo debba essere una delle esperienze più belle che una persona possa fare. Il lupo si lascia andare a ciò che è la sua natura. Ecco perchè cercare di modificare ciò che è una creatura, che sia un lupo o un essere umano, credo sia una delle violazioni di libertà più grandi che una persona possa fare ad un suo simile.

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  • 4

    Non si può fare a meno di parteggiare per il mugnaio Gunnar. Sì, è stravagante, ulula come un lupo se è molto felice o molto triste, ma accanirsi contro un "originale". Bisogna anche contestualizzare ...continue

    Non si può fare a meno di parteggiare per il mugnaio Gunnar. Sì, è stravagante, ulula come un lupo se è molto felice o molto triste, ma accanirsi contro un "originale". Bisogna anche contestualizzare la storia dopo la seconda guerra mondiale dove non si andava troppo per il sottile.... Ma Gunnar trova dei complici e tra i complici troverà anche molti lettori!

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  • 4

    Selvaggio ma non troppo

    Un Robinson Crusoe finnico, costretto a "fare naufragio" in una società di mediocri, in compagnia saltuaria di Venerdì più o meno solerti e sempre filosofi, costruisce e ricostruisce la propria vita n ...continue

    Un Robinson Crusoe finnico, costretto a "fare naufragio" in una società di mediocri, in compagnia saltuaria di Venerdì più o meno solerti e sempre filosofi, costruisce e ricostruisce la propria vita nelle foreste, con grande perizia (ha le mani d'oro questo mugnaio, diventato ex suo malgrado!).
    La società dei "normali" che non gli perdona qualche strana abitudine, qualche ululato di troppo, cerca di liberarsi di lui, ma invano: Kunnari urlerà al vento la sua libertà, riflettendo e facendoci riflettere sulle ipocrisie sociali, sull'egoismo e l'intolleranza, sui pregiudizi, traendo massime di vita su cui non si può che concordare, una fra tante: la "follia" sarebbe ben accettata se a manifestarla fosse un uomo ricco e di successo e non un semplice mugnaio. E già, saggio Kunnari, avrebbe pure altro nome, con ben diverso effetto sonoro ed emotivo: verrebbe chiamata, che so, eccentricità, stravaganza d'artista, finanche genialità.
    P.S. Se avessimo una lingua in comune, ma forse non sarebbe necessaria, mi piacerebbe sedermi a un tavolo di legno intagliato, a bere un boccale di birra con il buon Arto (Paasilinna, ma se fossimo a questo punto, capirete bene che saremmo già passati al tu!). Anche senza parlare, appunto, son sicura che ci faremmo delle grasse risate e ci daremmo delle gran pacche sulle spalle.

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  • 4

    Non mi fido di quelle banche dove senza un fucile non si riesce ad accedere al proprio conto.

    Qui ritrovo i temi più cari a Paasilina. La natura e la capacità di domarla. I benpensanti e il disturbatore. L'amicizia, l'amore, il sostegno, la tolleranza. Dall'altra parte l'odio, l'ipocrisi ...continue

    Qui ritrovo i temi più cari a Paasilina. La natura e la capacità di domarla. I benpensanti e il disturbatore. L'amicizia, l'amore, il sostegno, la tolleranza. Dall'altra parte l'odio, l'ipocrisia. Le due facce del mondo, raccontate con la semplicità e l'onestà di un bravo scrittore. Scrittore che amo e seguo ma che ha perso la sua verve con gli anni, forse travolto dalla faccia sbagliata del mondo.

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  • 4

    ....un altro forrest gump violentato dall ignoranza....dal potere ...dalla mediocrità immensa di un villaggio.....lo scherno .....con un ululato l etichetta di folle ....ma c'è l'amicizia ...l 'amore ...continue

    ....un altro forrest gump violentato dall ignoranza....dal potere ...dalla mediocrità immensa di un villaggio.....lo scherno .....con un ululato l etichetta di folle ....ma c'è l'amicizia ...l 'amore ...la forza di lottare ...di scappare e poi per sempre fermarsi in altri altrove....

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  • 4

    La storia del mugnaio urlante o per meglio dire “ululante” risulta un po' paradossale, ironica, a volte inquietante, ma fa anche riflettere sull'ipocrisia e la malvagità di molti umani, sulla lot ...continue

    La storia del mugnaio urlante o per meglio dire “ululante” risulta un po' paradossale, ironica, a volte inquietante, ma fa anche riflettere sull'ipocrisia e la malvagità di molti umani, sulla lotta al diverso, che fa paura e quindi va reso inoffensivo.
    La scrittura è agile e fresca, talvolta malinconica, lo scrittore finlandese mostra una grande capacità nel descrivere una natura affascinante.
    Il finale appena accennato lascia un po' spaesati, come a volerne sapere di più.

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  • 2

    Triste

    Rispetto ad altri di Paasilinna, non mi sento di consigliarlo. Sarebbe piaciuto a Basaglia, immagino, e può essere istruttivo in paesi dove non siano ancora stati aboliti i manicomi: però non lo trovo ...continue

    Rispetto ad altri di Paasilinna, non mi sento di consigliarlo. Sarebbe piaciuto a Basaglia, immagino, e può essere istruttivo in paesi dove non siano ancora stati aboliti i manicomi: però non lo trovo brillante. Il finale è passabile perché tira le fila e quasi dà senso alla storia, ma tutto sommato è una scappatoia e ci si arriva stancamente, mentre Paasilinna ci ha abituato a un lampo per pagina.

    Aggiungo qualche citazione alla pagina: https://it.wikiquote.org/wiki/Arto_Paasilinna

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Lapponia 1955 (l'anno lo si deduce dai riferimenti alle prossime olimpiadi di Helsinki): il mugnaio Gunnar Huttunen, personaggio stravagante ma innocuo, rappresenta il "diverso", costretto all'emargin ...continue

    Lapponia 1955 (l'anno lo si deduce dai riferimenti alle prossime olimpiadi di Helsinki): il mugnaio Gunnar Huttunen, personaggio stravagante ma innocuo, rappresenta il "diverso", costretto all'emarginazione, internato, ed infine eremita e braccato in mezzo ai boschi. Solo un tenero amore e due amici, che nulla potranno contro i pregiudizi.

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  • 4

    Eau-de-vie Piittisjärvi

    L'autore mi era totalmente sconosciuto: mai sentito nominare, una di quelle persone che se non vieni in contatto rimangono nell'ombra molto tempo. Inizialmente non ero molto convinto, vuoi per il fatt ...continue

    L'autore mi era totalmente sconosciuto: mai sentito nominare, una di quelle persone che se non vieni in contatto rimangono nell'ombra molto tempo. Inizialmente non ero molto convinto, vuoi per il fatto di uno scrittore finlandese (si, va bene, può sembrare becero), nella mia mente piena di pregiudizi associavo i finlandesi alla squadra di hockey su ghiaccio od al mitico curling - oltre che come geni per quanto riguarda la Nokia dei tempi d'oro -. A peggiorare la situazione questo libro mi è stato consigliato e qui l'orgoglio personale faceva a pugni.

    Ho superato queste enormi difficoltà e me lo sono letto tutto. Il libro mi è piaciuto molto, buona la trama, azzeccati i personaggi e pure il linguaggio. Il piccolo villaggio in cui ogni persona ha il proprio ruolo, una buona dose di umorismo che non guasta mai e delle vicende al quanto bizzarre. Il protagonista principale in tutta la sua eccellenza: sia per il ruolo ironico, che per quello tragico.

    Per quale motivo non ho assegnato cinque stelle? L'ultima stella è per il finale, che a mio avviso si sarebbe potuto curare maggiormente, soprattutto per chiarire il ruolo ed il percorso intrapreso dal protagonista.

    Ora? Ora mi toccherà rendere il libro a chi me l'ha prestato e ringraziarlo pure, animatamente, per avermi fatto scoprire questo autore molto interessante... eh si... pure per avermi aiutato a superare i miei pregiudizi sugli scrittori finlandesi.

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  • 5

    che dire?
    bellissimo.
    e' stato come fare una vacanza di un paio di giorni in un altro mondo.
    lo leggi e cerchi subito foto e mappe di quei posti.
    cerchi di fare un rapido calcolo dei guai in cui ti in ...continue

    che dire?
    bellissimo.
    e' stato come fare una vacanza di un paio di giorni in un altro mondo.
    lo leggi e cerchi subito foto e mappe di quei posti.
    cerchi di fare un rapido calcolo dei guai in cui ti infileresti se, senza dire niente a nessuno, arrivato a milano ti venisse voglia di tirare dritto verso "NORD" invece che uscire a rubattino con la coda tra le gambe.

    si', e' stata una bellissima vacanza.
    anche da me stesso.

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