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The Hunchback of Notre-Dame

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Publisher: Ann Arbor Media

4.3
(4507)

Language:English | Number of Pages: 536 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , French , Italian , German , Spanish , Romanian , Finnish , Portuguese , Catalan , Polish

Isbn-10: 1587264021 | Isbn-13: 9781587264023 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Library Binding , Others , Audio CD , Audio Cassette , Softcover and Stapled , School & Library Binding , Unbound , eBook

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 3

    L'assassino è la cattedrale

    Parigi del quindicesimo secolo, gli abitanti della città vivono, sopravvivono e muoiono all'ombra della cattedrale di Notre-Dame, antico monumento gotico sopravvissuto al passaggio dei secoli attraver ...continue

    Parigi del quindicesimo secolo, gli abitanti della città vivono, sopravvivono e muoiono all'ombra della cattedrale di Notre-Dame, antico monumento gotico sopravvissuto al passaggio dei secoli attraverso un processo di maquillage continuo e senza fine. All'ombra di Notre-Dame ci sono anche i protagonisti della storia, la giovane e ingenua Esmeralda, il tormentato e frustrato arcidiacono Claude Frollo, il vanesio e sostanzialmente imbecille ufficiale di cavalleria Phoebus e soprattutto Quasimodo, il gobbo guercio, sordo e cattivo abbandonato nella chiesa e accudito da Frollo come un secondo figlio da trattare con maniera molto cattive.

    Come storiella romantica con finale drammatico non è granché, Notre-Dame, anche se i personaggi del libro sono diventati dei veri e propri classici grazie alla frequente rielaborazione a opera del cinema patinato di Hollywood e dei cartoon buonisti di Disney. Peggio si rivelano poi tutti quei capitoli che Hugo utilizza per lunghe digressioni tra il filosofico, lo storiografico e il pettegolezzo piene di nomi, fatti e fattareli, descrizioni cavillose di minuzie e viuzze per una Parigi solcata a volo d'aquila dal narratore.

    Molto meglio Notre-Dame de Paris si rivela quando permette alla cattedrale di recitare il ruolo di protagonista assoluto della storia, un edificio che ingloba vicende personali e collettive, vive in simbiosi con chi ne abita gli anfratti nascosti e assiste muta, ma terribile con le sue guglie e i suoi mostruosi gargoyle di pietra, ai movimenti tumultuosi della varia umanità scomposta vomitata dalle piazze e dai microcosmi separati di Parigi.

    Per quanto mi riguarda, in definitiva, Notre-Dame de Paris è un libro per un terzo patetico (la storiella d'amore), per un terzo noioso (le descrizioni minuziose di cose inutili) e per un terzo affascinante con tutte le sue digressioni sull'architettura che muta al mutare delle epoche, i movimenti degli uomini che nutrono i movimenti delle strutture della città, l'influenza della imponente cattedrale destinata a passare in secondo piano con l'affermarsi della stampa di massa. 3/5, fosse meno noioso ne meriterebbe 4.

    said on 

  • 3

    qui servirebbe una di quelle recensioni fantasmagoriche

    che enumerano tutti i particolari di questo romanzo

    che è come se la facciata di notre dame prendesse vita

    ma non mi va ...continue

    qui servirebbe una di quelle recensioni fantasmagoriche

    che enumerano tutti i particolari di questo romanzo

    che è come se la facciata di notre dame prendesse vita

    ma non mi va

    said on 

  • 5

    Questo libro nasce da una scritta sul muro della cattedrale di Notre-Dame, poi svanita a causa dei restauri. Hugo la vede e di quella scritta fa l'inizio, la fine e l'essenza di tutto un libro e di tu ...continue

    Questo libro nasce da una scritta sul muro della cattedrale di Notre-Dame, poi svanita a causa dei restauri. Hugo la vede e di quella scritta fa l'inizio, la fine e l'essenza di tutto un libro e di tutti i suoi personaggi. Una sola parola: "Ananke", la Fatalità che riduce all'uomo a compiere gesti perfino per lui impensabili. Più di tutti, la Fatalità colpisce chi ha creduto di poterla gestire con la fede, con la scienza e con la disciplina; tutto si distrugge davanti ad un passo leggero, "da libellula" direbbe Gringoire, di una donna gitana. Esmeralda è la vita, che danza e incanta. Intorno a lei, gli uomini non possono che essere come la natura li ha creati: brutali, deboli, meschini, egoisti. Tra di loro, un eroe. Non Quasimodo, come l'opinione comune potrebbe credere, ma Frollo. Nella sua fragilità, Frollo ha i tratti dell'eroe, non dell'eroe vincitore, ma dell'eroe consapevolmente perdente.

    Per questo e per tanti altri motivi Notre-Dame de Paris è giustamente considerato uno dei più grandi libri della storia della letteratura.

    said on 

  • 3

    Esmeralda, che peso!!

    Ero ferma alla versione all'acqua di rose Disney. Niente di più distante.
    Finalmente mi sono decisa a leggerlo. Molti capitoli secondo me superflui e inutili, che sembrano più un esercizio di scrittur ...continue

    Ero ferma alla versione all'acqua di rose Disney. Niente di più distante.
    Finalmente mi sono decisa a leggerlo. Molti capitoli secondo me superflui e inutili, che sembrano più un esercizio di scrittura che altro... e un vivo rammarico per due personaggi in particolare: Phoebus, odioso, vanesio e cretino come pochi; ed Esmeralda. Voglio dire, svegliati bambina!! Mi sa che al povero Quasimodo avrebbe fatto comodo avere una copia de "La verità è che non gli piaci abbastanza" da prestarle

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  • 3

    Parigi, 1400 pochi anni prima che il mondo cambi per sempre in seguito alla scoperta dell'America. Scopriamo una città tutt'altro che romantica, come invece ci appare oggi Parigi, ma in cui miseria, d ...continue

    Parigi, 1400 pochi anni prima che il mondo cambi per sempre in seguito alla scoperta dell'America. Scopriamo una città tutt'altro che romantica, come invece ci appare oggi Parigi, ma in cui miseria, drammi e morte sono ovunque. A portare un raggio di luce in questa oscurità è la giovane zingara Esmeralda che sarà vittima dell'egoismo, egocentrismo e gelosia degli uomini che vorrebbero possederla. In tutto questo vortice di accadimenti e sotterfugi, l'unico che a mio parere risulta riscattato è il gobbo Quasimodo. Nonostante sia inizialmente presentato come malvagio, "incompleto" , quasi non fosse del tutto umano, alla fine è l'unico a dimostrare sentimenti nobili e ad agire in modo disinteressato. Perfino Esmeralda che in un primo momento sembra caritatevole e capace di pietà, non riesce a perforare il velo che nasconde la vera essenza delle persone, lasciandosi così ingannare sino alla fine. Mi sono molto commossa leggendo questa storia così celebre, magari a eccezion fatta per i capitoli e le lunghe descrizioni che l'autore ha dedicato all'architettura dell'epoca.

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  • 5

    Ho sempre avuto timore di leggere il grande Hugo, poi grazie ad un GDL mi sono cimentata in questa avventura.
    La lettura di questo grande classico ti trascina in un turbinio di anime, paure, avvenime ...continue

    Ho sempre avuto timore di leggere il grande Hugo, poi grazie ad un GDL mi sono cimentata in questa avventura.
    La lettura di questo grande classico ti trascina in un turbinio di anime, paure, avvenimenti. Sicuramente la figira dell'inquietante Frolla, è quella meglio costruita da Hugo... descrive in modo sublime il declino dell'animo umano.
    Grande scoperta.

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  • 5

    Una lettura obbligatoria per gli amanti della letteratura

    che dire di nuovo che non sia stato già scritto su questo mirabile capolavoro?
    Nulla se non lasciarsi trasportare dalle pagine del romanzo e godere della bellezza dei personaggi,della trama e camminar ...continue

    che dire di nuovo che non sia stato già scritto su questo mirabile capolavoro?
    Nulla se non lasciarsi trasportare dalle pagine del romanzo e godere della bellezza dei personaggi,della trama e camminare per le vie di Parigi con tutti i 5 sensi all'erta.Questo è' il vero piacere della lettura è solo pochi autori ci riescono.Usare non solo la vista per leggere ma anche gli altri sensi perannusare gli odori della città,toccare la scarpina di perline,udire le campane di Notre Dame e sentire la disperazione dell'anima dannata dell'arciprete.

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  • 4

    Quasimodo

    L’intero romanzo è un avvicendarsi di emozioni sempre più profonde che toccano l’intimo di qualsiasi essere umano con una naturalezza tale da lasciare senza fiato. Va detto, tuttavia, che alcune parti ...continue

    L’intero romanzo è un avvicendarsi di emozioni sempre più profonde che toccano l’intimo di qualsiasi essere umano con una naturalezza tale da lasciare senza fiato. Va detto, tuttavia, che alcune parti del romanzo sono sicuramente lente, più che altro per la difficoltà nello star dietro ad alcune descrizioni paesaggistiche che entrano così nel particolare da risultare in parte ostiche, come accade per il capitolo intitolato "Parigi a volo d'uccello". Oppure nel caso in cui l’autore si sofferma a spiegare l’evoluzione dei tempi che determina il carattere dell’arcidiacono nel capitolo intitolato "Questo uccide quello". Tuttavia, entrati nella storia vera e propria, la lettura diventa scorrevole e intensa, la storia d’amore raccontata è dolcissima e struggente.
    Quasimodo è uno dei personaggi più belli che abbia mai letto, la descrizione dei suoi sentimenti e dei suoi stati d’animo è qualcosa di straordinario, capace di turbarti come poche cose al mondo e, l'ultima pagina del romanzo è una commovente e dolce immagine di un amore vero e puro.

    said on 

  • 5

    Cristallo ed Argilla

    ‘Notre Dame de Paris’ è un classico che non ha bisogno di presentazioni. Sicuramente, tutti ne avranno sentito parlare almeno una volta o comunque avranno studiato sui libri di scuola del suo autore V ...continue

    ‘Notre Dame de Paris’ è un classico che non ha bisogno di presentazioni. Sicuramente, tutti ne avranno sentito parlare almeno una volta o comunque avranno studiato sui libri di scuola del suo autore Victor Hugo.
    Romanzo che da secoli continua ad essere letto e riadattato in svariate versioni cinematografiche e teatrali e che con la sua trama costituisce una delle prime prove del romanticismo francese.

    Mi sono avvicinata a questo libro un paio di settimane fa, conoscendo l’adattamento teatrale di Riccardo Cocciante e conoscendone quindi la trama anche grazie a numerosi film.
    Fin dalla lettura delle prime pagine di ‘Notre Dame de Paris’ ci si rende conto di avere davanti un testo che giustamente da secoli continua ad essere letto e riletto. L’attualità degli argomenti trattati rende davvero il romanzo vicino anche ai problemi del nostro tempo, ed il modo in cui è scritto attrae immediatamente l’attenzione e la concentrazione del lettore.

    Di seguito, non mi metterò a raccontare la trama, sicuramente un qualsiasi film o adattamento teatrale la renderebbe meglio di quanto la possa rendere io. Mi limiterò quindi a parlarvi dei protagonisti di questo romanzo, personaggi che con la loro umanità rendono indimenticabile questa storia.
    Di Quasimodo, il campanaro di Notre Dame, data la sua popolarità non ho molto da dire, sicuramente ognuno di noi ne avrà un idea molto precisa. Quasimodo è un personaggio sfortunato nato con un insieme di difetti fisici che rendono spaventoso il suo aspetto. Storpio, gobbo, guercio ed anche sordo. Quest’ultima menomazione gli deriva dalle sue amate campane, le uniche sue amiche, l’unico mondo che non lo lascia mai in diparte.

    Quasimodo nel romanzo è differente, da come ci hanno abituato il cinema ed il teatro,cresciuto in cattività fra le guglie di Notre Dame, grazie alla pietà di un arcivescovo, non è un personaggio che sembra in grado di amare… Abituato ad avere affetto solo per chi ha avuto pietà nei suoi confronti, è scontroso e cattivo ed abituato ad odiare il mondo che lo esclude. Quasimodo è solo e la solitudine lo rende cattivo. L’unico suo compagno, con il quale riesce a comunicare nonostante la sordità, è l’uomo che lo ha salvato da morte certa dopo l’abbandono, Claudio Frollo, un arcivescovo di Notre Dame.
    Frollo uno dei personaggi, forse, più tormentati dell’intero romanzo, un uomo che ha dedicato tutta la sua vita allo studio ed alla scienza e che in un giorno qualsiasi s’invaghisce perdutamente di una ballerina di strada. La sua è un ossessione, un pensiero continuo, un martello che lo rende capace di tutto per ottenere l’amore di quella donna. Una donna che in realtà non conosce nemmeno.

    La bella Esmeralda è in realtà soltanto una ragazzina di quindici| sedici anni che balla con la sua capretta attraverso le popolose vie di Parigi. Diversamente dalle versioni cui siamo abituati, Esmeralda è davvero una ragazzina molto ingenua e sarà proprio questa sua ingenuità a causarle tanti problemi. Come tutte le ragazze della sua età, Esmeralda è inguaribilmente attratta da ciò che è bello, e quindi si invaghisce di un giovane che di bello ha soltanto l’aspetto, in realtà, il giovane Febo, non è altro che un vanesio pieno di sé.
    Febo, è il classico soldato dall’armatura lucente e dalla spada sguainata, secondo me, davvero un pericolo pubblico, data l’insensatezza dei suoi ragionamenti. Un personaggio che non volevo nemmeno inserire fra i protagonisti proprio perché in fondo totalmente piegato alle proprie voglie e convenienze. Personaggio fastidioso ed insensato, un guscio vuoto, spaventosamente vuoto.

    Ma veniamo all’ultimo protagonista che intendo ricordare, Pietro Gringoire, ovvero il ‘poeta squattrinato’. Questo personaggio non viene sempre riportato nei film, ma in realtà è l’uomo che Esmeralda sposa per salvarlo da morte certa. Nonostante la sua cronica mancanza di coraggio Pietro Gringoire è davvero un brav’uomo, anche se a volte le sue scelte non siano quelle più esatte.
    Il romanzo muove le fila attraverso le azioni ed i pensieri di questo pentagono di protagonisti. Tutti i protagonisti sono caratterizzati da luci ed ombre, ovviamente sto escludendo da questo discorso Febo che rimane fermo nella sua insensatezza dalla prima all’ultima pagina. I protagonisti si muovono in una Parigi narrata magistralmente da Hugo. L’autore descrive la Notre Dame del 1482 come una Notre Dame irrecuperabile e persa nella sua bellezza per colpa delle improvvisazioni umane. La Parigi descritta è rimpianta dall’autore, bellissima nella sua luce mattutina ma spaventosa durante la notte con le sue guerre intestine. Il cielo che tutti i giorni sovrasta i nostri protagonisti è un cielo carico di oscure promesse e di un destino che sembra perseguitarli.

    Che il romanzo sia un romanzo dal finale tragico è già intuibile dalle prime pagine del libro ed è tremendo (anche per un lettore lontano) leggere di azioni che comunque non porteranno ad eventi differenti di quelli che sembrano già previsti. Le maledizioni che continuano a ricadere sulla giovane Esmeralda, sembrano non far altro che confermare l’atrocità di un destino già deciso.
    Destino che è già deciso per tutti i protagonisti della storia chi per una ragione chi per l’altra. Mentre per Quasimodo, l’atrocità di un futuro di solitudine dipende dal suo aspetto spaventoso, per Frollo il suo isolamento è imposto dall’abito che ha scelto di indossare. L’unico che in un modo o nell’altro sembra riuscire a sfuggire all’atrocità di un destino già prefissato è Pietro Gringoire che riesce a svincolarsi dagli altri personaggi allontanandosi dal pentagono iniziale. Tutto il resto sembra già deciso dalle prime pagine, ed ai personaggi non resta che seguire quanto il caso ha scelto per loro e farsi trascinare dagli eventi con le loro azioni che non fanno altro che confermare quanto il destino ha già previsto per loro. A questo punto si pone la scelta se agire o meno, chiaramente una qualsiasi azione li porterà sempre più vicini al baratro della fine, ma anche se scegliessero di non agire, la fine arriverebbe comunque ma forse sotto forma meno gloriosa e più vana.

    E mentre la piccola Esmeralda percorre con l’innocenza della sua età il sentiero che la conduce alla fine, gli altri personaggi la seguono sulla stessa strada ma con dubbi e paure molto differenti. Il coraggio, di seguire un percorso per non lasciare solo il proprio amore, la paura di perdere chi ci è diventato caro, la follia che ti brucia il cuore e l’anima ed il dubbio sono soltanto alcuni dei sentimenti che sospingono i personaggi fino alla fine del libro.
    Il lettore segue con amarezza e con sconforto gli eventi che sembrano portare tutti ad una medesima, inevitabile conclusione, ma ‘Notre Dame de Paris’ non deve essere amato soltanto per i suoi personaggi ma anche per il modo in cui è scritto.

    L’immensa cattedrale e la maestosità di Parigi, rendono ancora più piccoli e vani i tentativi dei protagonisti di sfuggire di fronte all’inevitabile. Notre Dame ha visto nascere e morire intere generazioni, sotto le sue volte ha seguito il passare centinaia di cuori felici ed infranti, ha sentito le preghiere per la salvezza, ha ascoltato richieste di pietà. Milioni di persone si sono fermate stupite a guardare le sue volte e probabilmente milioni di altre continueranno a guardarla con incredulità. La struttura del testo e l’imponenza descritta, non fa altro che rendere i personaggi ancor più piccoli ed impotenti, al termine della lettura infatti, si rimane nella convinzione che davvero non ci sarebbe stata altra soluzione se non quella prospettata dall’autore.
    La vera protagonista si rivela ancora una volta Notre Dame, che sotto il suo sguardo continua a vegliare su Parigi, e su chi si appresta ad alzare gli occhi al cielo. Il romanzo è infatti una vera e propria dichiarazione d’amore dell’autore Victor Hugo per la sua Parigi, affetto che è visibile pagina dopo pagina.

    L’affetto che Parigi credo abbia contraccambiato con varie modifiche effettuate sulla cattedrale dopo l’uscita del libro. All’interno del romanzo infatti, Hugo lamentava l’attività dell’uomo che era andato nel corso dei secoli a modificare la Notre Dame originale, con inutili aggiunte. Queste aggiunte sono state in seguito eliminate, rendendo l’aspetto della Cattedrale più vicino all’originario. Per quanto mi riguarda, credo che l’affetto di Hugo sia stato ricambiato ancora successivamente perché ricordo di aver visto presso Notre Dame almeno una targa tesa a ricordare lo sfortunato campanaro e non vorrei essere inesatta ma ricordo anche una piccola campana forse utilizzata durante il periodo in cui era ambientato il romanzo (sono passati un po’ di anni per cui non sono sicura che non si tratti esclusivamente di una suggestione).
    Ovviamente al termine di questa opinione non posso far altro che consigliarvi la lettura di questo splendido romanzo, attuale ancora oggi a più di un secolo e mezzo dalla pubblicazione. Il romanzo va letto se amate Parigi, perché davvero a volte sembra di vederla materializzarsi davanti ai propri occhi. Un'altra ragione per cui va letto è per poter finalmente comprendere com’è la trama originaria, anche perché alcune riduzioni cinematografiche o teatrali ne hanno cambiato parecchi aspetti. Ma penso che sia comunque inutile continuare con i ‘vantaggi’ il libro è indubbiamente un bel romanzo, è forse è proprio per questo che va letto, semplicemente per la sua bellezza.

    said on 

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