The Idiot

(Everyman's Library Classics)

By ,

Publisher: Everyman's Library

4.4
(6222)

Language: English | Number of Pages: 672 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , Italian , Russian , French , Spanish , Swedish , Greek , Catalan , Portuguese , Polish

Isbn-10: 1857152549 | Isbn-13: 9781857152548 | Publish date: 

Translator: Larissa Volokhonsky

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Book Description
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  • 5

    Se lui è un idiota a noi non resta che disperare

    Dostoevskij, mescolando fervore cristiano al suo pionieristico intuito psicologico, studia attentamente, reinterpreta, revisiona la centrale figura di Cristo cercando di tracciarne, in termini moderni ...continue

    Dostoevskij, mescolando fervore cristiano al suo pionieristico intuito psicologico, studia attentamente, reinterpreta, revisiona la centrale figura di Cristo cercando di tracciarne, in termini moderni, un dettagliato profilo psicologico che ricusi banali qualifiche; il risultato è il principe Myskin.
    Già dalla prima apparizione, dopo un iniziale sconcerto, il protagonista, in forza della semplicità di modi, dell'ingenuità disarmante e della schiettezza smaliziata, riesce immediatamente simpatico tanto agli altri personaggi quanto al lettore. Uno straordinario discernimento unito ad una profonda sensibilità danno a costui capacità empatiche uniche che, benché lo rendano gradito a chiunque, costituiscono la sua condanna poiché egli sonda a fondo gli animi, discerne le motivazioni personali anche dietro all'azione più abietta, la comprende e dunque la giustifica, la purifica, l'assolve ed è come se assumesse su di se il fardello della colpa a discapito della sua labile psiche. Prova costantemente compassione per chicchessia, tale da essere confusa, anche a causa di una naturale abnegazione, per amore, amore a cui, paradossalmente, sembra incapace di abbandonarsi poiché il sentimento presuppone un obnubilamento inconciliabile col suo occhio di insopprimibile penetrazione.
    In cosa dunque consiste l'essere "l'idiota" come tutti lo scherniscono? Nel rifiuto di vedere il male ottuso dove egli scorge null'altro che umana complessità.
    Quando Dostoevskij non si lascia guidare da astrazioni elevate ma dalla pura fabulazione, come in questo caso, tocca il sublime e l'animo del lettore.
    Il migliore dell'autore e uno dei miei preferiti

    said on 

  • 4

    Capolavoro con le pinze

    Bello leggere i classici, e rileggerli. Mi fa un effetto diverso, rispetto all'adolescenza. Allora, scoprivo il romanzo e la narrazione psicologica, in questo romanzo al suo vertice. Adesso è sempre p ...continue

    Bello leggere i classici, e rileggerli. Mi fa un effetto diverso, rispetto all'adolescenza. Allora, scoprivo il romanzo e la narrazione psicologica, in questo romanzo al suo vertice. Adesso è sempre piacevole, ma per me datato, e mi ha appassionato poco. Pazienza

    said on 

  • 3

    E niente, io proprio non ho provato molto leggendolo. Capisco razionalmente il perché e il per come e la grandezza e blablabla... ma niente, non mi ha smosso granché - non che non sapessi già di esser ...continue

    E niente, io proprio non ho provato molto leggendolo. Capisco razionalmente il perché e il per come e la grandezza e blablabla... ma niente, non mi ha smosso granché - non che non sapessi già di essere ignorante eh.

    said on 

  • 0

    Questo è uno di quei libri che non ha età; tratta temi profondi come l'amore, la pena di morte, la malattia 'terminale' , il suicidio e lo fa attraverso la purezza e la sincerità di un 'idiota' defin ...continue

    Questo è uno di quei libri che non ha età; tratta temi profondi come l'amore, la pena di morte, la malattia 'terminale' , il suicidio e lo fa attraverso la purezza e la sincerità di un 'idiota' definito così proprio per queste sue caratteristiche rare anzi rarissime in una società borghese così come descritta dall'autore. E lui alla fine si autoconvince di essere un Idiota ma non comprende a fondo il significato di un'etichetta così stigmatizzante e che svilisce tutta quella che è la sua visione del mondo e degli eventi che accadono attorno a lui. Ci sono passaggi nel libro in cui vorresti arrabbiarti per lui, urlare che non è un idiota ma è un 'giusto' , un animo puro ed al contempo un essere pensante ma alla fine ti fai coinvolgere dallo spirito di rassegnazione che aleggia sin dall'inizio del romanzo e che caratterizza tout court la narrativa di Dostoevskij toccando il suo apice proprio in quello che amo definire 'il romanzo della maturità'.

    said on 

  • 5

    "Ma si può forse amare tutti, tutti gli uomini, tutti i propri simili? Mi sono posta più volte questa domanda. Naturalmente è impossibile, e sarebbe addirittura innaturale. Chi ama l'umanità di un amore astratto quasi sempre ama soltanto se stesso"

    Ottimo romanzo. Il principe Myskin, personaggio così infinitamente buono, puro di cuore, giusto e quindi così... idiota, perchè non scende a compromessi con l'ipocrisia, la spietatezza e la meschinit ...continue

    Ottimo romanzo. Il principe Myskin, personaggio così infinitamente buono, puro di cuore, giusto e quindi così... idiota, perchè non scende a compromessi con l'ipocrisia, la spietatezza e la meschinità della società. Myskin ha il candore di un bambino, come lui stesso racconta: "mi disse di essersi pienamente convinto che io stesso ero un perfetto bambino, cioè un bambino vero e proprio, e che soltanto per la statura e per il volto somigliavo ad un adulto, mentre per ciò che riguardava lo sviluppo, l'anima, il carattere e forse perfino l'intelligenza, non ero adulto, e non lo sarei mai diventato neanche se fossi vissuto fino a sessant'anni."
    Attraverso il protagonista di quest'opera, Dostoevskij può descrivere molte delle sue vicende autobiografiche: le crisi epilettiche e la grazie ricevuta qualche istante prima della condanna a morte, che permettono anche di esprimere il suo giudizio personale sulla pena capitale.
    Notevolissimi i personaggi femminili: Aglaja, sua madre e le sue due sorelle, Natasja Filippovna, Varja, Vera... Indimenticabili.

    said on 

  • 5

    Magnetico

    Da non credere che il grande Maestro considerasse "L'idiota" la sua opera meno riuscita, da non credere che certe persone possano assegnare meno di quattro stelle a questo capolavoro, da non credere q ...continue

    Da non credere che il grande Maestro considerasse "L'idiota" la sua opera meno riuscita, da non credere che certe persone possano assegnare meno di quattro stelle a questo capolavoro, da non credere quanto questo romanzo mi abbia segnata nel profondo, tanto da insinuarsi fra i miei pensieri. Eccolo che spunta nei miei sogni, tra le mie riflessioni, è sempre lì insieme ai personaggi straordinari che ruotano attorno ad esso, sorprendentemente elaborati psicologicamente, tanto che in quel turbinio di nomi russi ti ricorderai di ognuno di loro. Inevitabile sarà svegliarti al mattino, pensando agli impegni della giornata, cercando a tutti i costi un momento libero per immergerti di nuovo nella lettura perché non puoi fare a meno di andare avanti, pagina dopo pagina, lo stupore fra i deliri e i folli discorsi dei protagonisti, perché è proprio questo il bello de "L'idiota" ossia la spirale di emozioni, passioni, sensazioni, elucubrazioni, sentimenti, pulsioni dei personaggi che si amalgamano vorticosamente come in un valzer sfrenato. Infine, ti avvicini alle ultime pagine del libro e tutto quello che vorresti fare è metterlo da parte, perché il timore che stia per concludersi inesorabilmente ti assale e ti rendi conto di quanto sia riuscito a diventare parte integrante della tua vita, come un amico speciale dal quale non ti vorresti mai separare.
    Tuttavia, leggendo e rileggendo, l'istinto ti suggerisce che devi per forza procedere perché il desiderio di perderti sempre di più dentro di esso è incessante: giungi al termine e avverti subito lo sconvolgimento interiore. Io ho pianto quando ho concluso questo libro, non solo per ciò che accade nel finale ma anche perché senti che il distacco imminente non riesci a sopportarlo. Non voglio inoltrarmi in spiegazioni tecniche sulla figura del principe Myskin, credo che l'argomento sia stato ampiamente sviscerato nelle altre recensioni, tutto ciò che voglio trasmettere è un consiglio, ossia quello di abbandonarvi totalmente a questo capolavoro perché sa scuoterti dentro come poche cose al mondo, è concluso ma lo porterò sempre con me, dentro di me. Qualcuno potrà dissentire ma a me ha cambiato la vita, come solo il grande Fedor sa fare.
    Inoltre, credo che il mio nickname sia piuttosto eloquente.

    Intenso e indimenticabile.

    said on 

  • 4

    Il principe Myskin è sé stesso, idiota perché autentico, senza nessuna paura del ridicolo. Anzi, il senso del ridicolo è proprio una cosa che non conosce, lui crede che basti essere se stesso ed espri ...continue

    Il principe Myskin è sé stesso, idiota perché autentico, senza nessuna paura del ridicolo. Anzi, il senso del ridicolo è proprio una cosa che non conosce, lui crede che basti essere se stesso ed esprimere ciò che prova, senza filtri e sovrastrutture, sinceramente. Allo stesso tempo, sembra voler essere così per dovere, perché qualcuno dovrà pur farlo.

    Noi viviamo nell'ironia, schermiamo il mondo e ciò che ci rende insicuri con l'ironia.
    Il senso del ridicolo è qualcosa contro cui stiamo sempre in guardia, che stravolge i nostri comportamenti, di cui abbiamo terrore. Ci regola e condiziona come nient'altro. E allora ecco l'ironia, il miglior modo di uscirne.

    Leggere l'idiota mi ha fatto venire in mente David Foster Wallace (accostamento assai peregrino, forse) e le sue parole sull’ironia quando questa viene usata continuamente e sistematicamente, come elemento solo di distruzione, quando invoca (anche se sta parlando di televisione) la necessità di un tipo di intellettuali "che abbiano l'infantile faccia tosta di essere sostenitori e rappresentanti di una serie di principi privi di doppi sensi", antiribelli fuori moda, li chiama, e antiquati, ingenui, pronti a rischiare il sorriso di sufficienza e ad apparire anacronistici, a essere accusati di sentimentalismo e melodrammaticità o sprovvedutezza.

    Il principe mi sembra proprio così, spontaneo. Lui conosce e riconosce l'ironia, sa ridere di sé quando lo prendono in giro, non si offende, non serba rancore, semmai soffre tra sé e sé. Esprime i propri sentimenti, parla autenticamente. E così diventa una sorta di specchio, in cui ognuno è costretto a vedersi per com'è e a essere più sincero con sé e gli altri. È il classico bambino che addita con candore la nudità del Re.

    Sarebbe bello ogni tanto buttarsi nella società come la scheggia impazzita che è il principe, per esprimere il profondo di noi stessi, per essere spontaneamente noi, inconsapevoli delle conseguenze, del sopracciglio alzato di chi ascolta. O forse non sarebbe bello, ma sarebbe giusto. Mollare la strada facile dell'ironia ogni tanto (e dico ogni tanto, perché l’ironia e l’autoironia sono risorse benedette, che aiutano ad affrontare le cose difficili della vita), e parlare seriamente, senza scorciatoie.

    said on 

  • 2

    Telenovela romanzata

    Ho resistito fino a due terzi del racconto, poi mi sono accorto che del principe Mishkin (che non si capisce perché viene definito idiota) e di tutta la ciurma che gli girava attorno con fidanzamenti, ...continue

    Ho resistito fino a due terzi del racconto, poi mi sono accorto che del principe Mishkin (che non si capisce perché viene definito idiota) e di tutta la ciurma che gli girava attorno con fidanzamenti, matrimoni, soldi, non me ne fregava più niente.
    Un classico mattone russo.

    said on 

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