The Invention of Morel

(New York Review Books Classics)

By ,,

Publisher: New York Review Books

4.0
(820)

Language: English | Number of Pages: 136 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish , German , Portuguese

Isbn-10: 1590170571 | Isbn-13: 9781590170571 | Publish date: 

Translator: Ruth L. C. Simms

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Jorge Luis Borges declared The Invention of Morel a masterpiece of plotting, comparable to The Turn of The Screw and Journey to the Center of the Earth. Set on a mysterious island, Bioy's novella is a story of suspense and exploration, as well as a wonderfully unlikely romance, in which every detail is at once crystal clear and deeply mysterious.Inspired by Bioy Casares's fascination with the movie star Louise Brooks, The Invention of Morel has gone on to live a secret life of its own. Greatly admired by Julio Cortázar, Gabriel García Márquez, and Octavio Paz, the novella helped to usher in Latin American fiction's now famous postwar boom. As the model for Alain Resnais and Alain Robbe-Grillet's Last Year in Marienbad, it also changed the history of film.
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  • 4

    Non avevo mai letto nulla di Casares e non mi aspettavo una storia di questo genere da un autore sudamericano. Da appassionata di letteratura fantastica e di fantascienza, ho ritrovato in questo breve ...continue

    Non avevo mai letto nulla di Casares e non mi aspettavo una storia di questo genere da un autore sudamericano. Da appassionata di letteratura fantastica e di fantascienza, ho ritrovato in questo breve romanzo molti dei temi che saranno propri della fantascienza nei decenni successivi, dal surrealismo visionario della Vermillion Sands di J.G. Ballard, fino alle serie televisive Lost e Black Mirror. Lo stile narrativo è ancora molto ottocentesco, sul genere di Poe e Lovecraft e questo può rendere inizialmente faticosa la lettura a chi sia troppo abituato allo stile scarno della narrativa contemporanea. Il mio consiglio è quello di tenere duro per la prima metà del libro, perché verrete ripagati nella seconda. Quello che all'inizio sembra il delirio di un pazzo, trova a poco a poco una spiegazione razionale ed è proprio questa mescolanza tra natura selvaggia e tecnologia futuristica che rende questa storia estremamente moderna. In realtà la storia si svolge su due piani narrativi: quello sentimentale: l'ossessione amorosa che il protagonista sviluppa per la misteriosa Faustine, che richiama l'Uomo della Sabbia di Hoffmann; e quello fantascientifico: l'invenzione di Morel, che per le sue conseguenze terribili ricorda Il ritratto ovale di Poe.
    Trattandosi di un racconto del 1940, non aspettatevi troppa suspense o rivelazioni imprevedibili. Per gli appassionati del fantastico, non sarà difficile avvicinarsi, già dopo qualche decina di pagine, alla spiegazione degli strani fenomeni che avvengono sull'isola. Quel che nel 1940 appariva impossibile, oggi lo è molto meno e trovare idee che ci stupiscano risulta sempre più difficile. Resta comunque un racconto ben scritto, suggestivo e originale per il suo tempo, che merita un posto di riguardo nelle nostre biblioteche.
    Consiglio anche la visione del film diretto da Emidio Greco nel 1974, in quel breve ma fruttuoso periodo in cui il cinema italiano riusciva a fare ottimi film di genere fantastico (La decima vittima, I viaggiatori della sera, Hanno cambiato faccia) oggi quasi dimenticati.

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  • 3

    Se la letteratura è un gioco di specchi mi sento a casa. Se la finzione si chiude in uno spazio chiuso e si definisce attraverso iterazioni che obbediscono ad uno schema siamo nel mio territorio. Se l ...continue

    Se la letteratura è un gioco di specchi mi sento a casa. Se la finzione si chiude in uno spazio chiuso e si definisce attraverso iterazioni che obbediscono ad uno schema siamo nel mio territorio. Se le parole servono a identificare progressivamente un mondo e a comprenderlo con ostinazione pedante fin nei minimi particolari mi sento coinvolta. Se il gioco di specchi serve a riflettere sulla propria condizione e a indagare la natura delle cose, bene, eccomi qua bella pimpante. Se mi ci metti anche un po’ di fantascienza e scrivi un diario con quel brividino malato come si usava ai tempi degli zii E.A. Poe o E.T.A. Hoffmann, vengo lì anch’io: già mi ci vedo, con il mio bel perturbante in testa.

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  • 4

    la dissolvenza

    Bello! Prima di tutto pero' dobbiamo tener conto che si tratta di un romanzo degli anni 40!!! E' per questo che merita 4 stellette; ed e' inoltre un libro attualissimo nei contenuti. Una rappresentazi ...continue

    Bello! Prima di tutto pero' dobbiamo tener conto che si tratta di un romanzo degli anni 40!!! E' per questo che merita 4 stellette; ed e' inoltre un libro attualissimo nei contenuti. Una rappresentazione articifiale della realta'. Una fuga da una amara realta' che sfocia verso una fuga di una amara finzione. I tormenti e le paure concrete del protagonista lo portano a fuggire su un'isola deserta...dove si imbattera' appunto in paure e tormenti "finti". Solo un amore reale o immaginato (ma che importanza ha?) riappacifichera' la sua anima verso una romantica dissolvenza....

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  • 1

    Una liberazione terminarlo

    Libro, evidentemente, polarizzante come pochi. Da grande ammiratore (e lettore eh) di Borges, solo alla luce di ciò giudico questo romanzo col massimo rispetto, ma del capolavoro di cui ho letto in ta ...continue

    Libro, evidentemente, polarizzante come pochi. Da grande ammiratore (e lettore eh) di Borges, solo alla luce di ciò giudico questo romanzo col massimo rispetto, ma del capolavoro di cui ho letto in tante recensioni, proprio no, nemmeno l'ombra, a mio personalissimo avviso. Faticosissimo, ma per fortuna breve, mi sono davvero usato violenza – come poche altre volte mi è capitato – per portarlo a termine.
    A me è semplicemente parso un bruttissimo libro, il cui tanto favoleggiato "colpo di scena" (che tutto tranne tale definirei) ho anche trovato piuttosto patetico e malriuscito, sebbene capisco possa aver rappresentato, negli anni in cui il romanzo fu scritto, qualcosa di indiscutibilmente originale.
    Mi perdonerete, ma per me è pollice verso su tutta la linea.

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  • 3

    Il romanzo è ben scritto e ricorda vagamente il Giro di vite come tipologia di storia. Il racconto è fanta filosofico ambientato in un'isola sperduta con un museo, una piscina e un paesaggio bello ma ...continue

    Il romanzo è ben scritto e ricorda vagamente il Giro di vite come tipologia di storia. Il racconto è fanta filosofico ambientato in un'isola sperduta con un museo, una piscina e un paesaggio bello ma ostile. Un posto pieno di vipere, dove pure la piscina è piena di vipere e uccelli morti. In mezzo a tutti questi segnali di morte nascono storie d'amore anche loro morte, cioè a senso unico. L'unico modo per imprigionare l'amata sembra essere catturarne l'immagine (grazie a un'invenzione) rinunciando alla realtà della persona. La cosa affascinate è la realtà dell'immagine, più reale del reale, che trattiene persino l'anima della persona sostituendo totalmente la realtà anche se in modo ossessivo e freddo. Il romanzo lascia appunto questo senso di gelo, di distanza, di impossibilità dei rapporti umani, di mancanza totale di calore e di comunicazione. Si ha l'impressione di essere di fronte a statue che si muovono e che avranno pure un'anima ma in realtà non pare, L'impressione è di una eterna prigione.

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  • 5

    Profondo, umano, profondo

    Lo spunto fantascientifico è solo un pretesto, ma dentro a questo capolavoro c'è tutto il dramma umano della solitudine, del tempo che inesorabile passa e degli illusori tentativi di fermarlo. Vi è, s ...continue

    Lo spunto fantascientifico è solo un pretesto, ma dentro a questo capolavoro c'è tutto il dramma umano della solitudine, del tempo che inesorabile passa e degli illusori tentativi di fermarlo. Vi è, soprattutto, il disperato desiderio di appartenere ad un mondo altro di cui, invece, non entreremo mai a farne parte, se non con il sogno o la fantasia. Vi è la malinconica condizione umana, consapevole che il sogno è sempre a un passo avanti a noi, e non riusciamo mai a raggiungerlo. Vi è l'illusione della vita, la fuga da se stessi, l'alienazione. Questo romanzo è un capolavoro di profondità umana, simile, per certi aspetti, ad un altro romanzo di (apparente) Sf: Solaris, di Stanilsaw Lem. Un libro da non leggere certo come svago. Molto bello anche il film che ne è stato tratto, del 1974.

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  • 4

    Per sempre

    un piccolo romanzo fantascientifico scritto sotto forma di diario.
    La vicenda è narrata in prima persona da un isolano di cui non conosciamo il nome, sappiamo solo che è un fuggitivo che approda su u ...continue

    un piccolo romanzo fantascientifico scritto sotto forma di diario.
    La vicenda è narrata in prima persona da un isolano di cui non conosciamo il nome, sappiamo solo che è un fuggitivo che approda su un’isola deserta dove troviamo solo un museo, una cappella e una piscina…ma ogni giorno appare una comitiva di vacanzieri.
    Il naufrago, terrorizzato per paura di essere scoperto, è nello stesso tempo incuriosito da quel mondo che ogni tanto si anima, ma che sembra ignorarlo e neppure vederlo. L’uomo assiste a scene ricorrenti…in particolare a quella di una donna, vestita in modo elegante ma retrò, che all’imbrunire , con un libro fra le mani, guarda il tramonto…
    Ho letto questo breve romanzo dopo aver visto il film…FANTASTICO che mi ha letteralmente catturato per i primi lunghissimi silenzi e per le splendide immagini che sembravano quadri di Hopper.

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  • 3

    Andava tutto bene, fino a pagina 95...

    Forse avrei preferito non sapere cosa si celasse dietro l'invenzione di Morel. Durante la lettura avevo avanzato altre ipotesi, non immaginavo ciò che poi sarebbe stato (ovviamente il problema non è s ...continue

    Forse avrei preferito non sapere cosa si celasse dietro l'invenzione di Morel. Durante la lettura avevo avanzato altre ipotesi, non immaginavo ciò che poi sarebbe stato (ovviamente il problema non è stata la sensazione di smarrimento, quanto la non credibilità di quella che è stata poi la spiegazione).
    Dopo aver abbandonato malamente L'Aleph di Borges, forse devo dedurre che il genere fantastico non fa per me.

    (Le stelle sarebbero due e mezzo, arrotondo per eccesso per le prime pagine.)

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    ¿Ciencia Ficción?

    La Ciencia Ficción y la Fantasía muchas veces están separadas por una línea tan fina que muchos las confunden. Esta novela es uno de estos casos. Un relato corto, liviano y bien escrito que trata una ...continue

    La Ciencia Ficción y la Fantasía muchas veces están separadas por una línea tan fina que muchos las confunden. Esta novela es uno de estos casos. Un relato corto, liviano y bien escrito que trata una temática extraña y fantasiosa. Pertenece a la Ciencia Ficción Blanda o tal vez, a la Fantasía. Por momento es un tanto tediosa pero al final se esclarecen los acontecimientos de forma robusta y consistente, en un marco de Ciencia Ficción Blanda, muy blanda. No sé bien porqué, pero partes del texto me recordaron a “La Máquina del Tiempo”, de H. G. Wells.

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