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The Invention of Tradition

(36)

| Paperback | 9780521437738

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Book Description

Many of the traditions which we think of as very ancient in their origins were not in fact sanctioned by long usage over the centuries, but were invented comparatively recently. This book explores examples of this process of invention - the creation Continue

Many of the traditions which we think of as very ancient in their origins were not in fact sanctioned by long usage over the centuries, but were invented comparatively recently. This book explores examples of this process of invention - the creation of Welsh and Scottish 'national culture'; the elaboration of British royal rituals in the nineteenth and twentieth centuries; the origins of imperial rituals in British India and Africa; and the attempts by radical movements to develop counter-traditions of their own. It addresses the complex interaction of past and present, bringing together historians and anthropologists in a fascinating study of ritual and symbolism which poses new questions for the understanding of our history.

15 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Interessanti l'introduzione e il primo saggio

    Sono interessanti l'introduzione di Hobsbawn e il primo saggio sull'abbigliamento delle Highlands in Scozia, dove si spiega l'"invenzione" della tradizione del Kilt scozzese.
    Gli altri saggi sono un po' pedanti e ripetitivi, spesso è necessario avere ...(continue)

    Sono interessanti l'introduzione di Hobsbawn e il primo saggio sull'abbigliamento delle Highlands in Scozia, dove si spiega l'"invenzione" della tradizione del Kilt scozzese.
    Gli altri saggi sono un po' pedanti e ripetitivi, spesso è necessario avere una conoscenza storica già piuttosto solida dei territori affrontati.

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    Al Rovelli said on Sep 6, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful


    - Il bianco delle sclere rovesciate - scrive Cappello
    in "Una lettura" ["La misura dell'erba"].

    La scena del funerale di "Uccellacci e uccellini" non
    stona ad essere qui ricordata - e ben ci sta.

    Resta la carta.

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    [radek] said on Oct 1, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ne ho letto solo una parte e è a questa che vanno le 5 stelle. L'introduzione e il saggio conclusivo intitolato: Tradizioni e genesi dell'identità di massa in Europa, entrambi scritti da E. J. Hobsbawn sono un gran bel viaggio nelle fondamenta degli ...(continue)

    Ne ho letto solo una parte e è a questa che vanno le 5 stelle. L'introduzione e il saggio conclusivo intitolato: Tradizioni e genesi dell'identità di massa in Europa, entrambi scritti da E. J. Hobsbawn sono un gran bel viaggio nelle fondamenta degli stati nazione e delle moderne società industriali.
    Gli altri saggi di natura molto specifica non mi hanno appassionato.

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    sonicisidoro said on Sep 3, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A sentir pronunciare la parola « tradizione » ho sempre storto il naso: non solo perché –comprensibilmente, ma comunque in modo affatto sciocco– gli uomini alle « tradizioni » ci s'incatenano — ma anche perché spesso fanno schifo...
    E se questo vale ...(continue)

    A sentir pronunciare la parola « tradizione » ho sempre storto il naso: non solo perché –comprensibilmente, ma comunque in modo affatto sciocco– gli uomini alle « tradizioni » ci s'incatenano — ma anche perché spesso fanno schifo...
    E se questo vale per le « tradizioni vere », che dire allora di tutto ciò che oggi si definisce tale? — Che –di solito– è pura invenzione, o al massimo recupero moderno e artificiale... oltre che giustificazione di nulla di buono...
    Questo gruppo di saggi (di vari autori) tratta appunto di questa
    « tradizione inventata » ed è sufficientemente esplicito da non lasciar che davvero pochi dubbi: costringe a fare i conti coi propri stessi preconcetti, nel momento in cui si pensava d'esserne liberi.
    Si passa così, in un'ottica che analizza vari aspetti della nazione britannica: dalla Scozia degli Highlanders da Ossian al kilt, al Galles che recupera –rielaborandola– la propria storia; dalle forme della monarchia britannica, all'autorità nell'India dopo il Mutiny e la costituzione dell'Impero, all'Africa coloniale che si scopre tribale — per chiudere con un rapido sguardo all'Europa in generale nel periodo 1870–1914...

    In generale è una buona opera, propedeutica quanto meno a riflettere su vari aspetti della società –quella odierna in special modo che di « tradizioni » ne inventa di continuo tanto da aver ormai inflazionato il termine– e in ciò riesce anche a esulare dalla contingenza dei suoi argomenti particolari — anche perché, dal mio punto di vista, manca proprio alla fine –non ostante che di ciò in fondo dovrebbe trattare– la distinzione tra il movimento reale delle cose e il riflesso che ne deriva nell'ideologia che maschera questo stesso movimento: questa pecca è abbastanza evidente nelle poche righe –per fortuna!– dedicate al Primo Maggio, ove sfugge del tutto l' « imborghesimento » che la ricorrenza ha subito nel tempo, oltre che la sua origine politica!

    Una cosa però si può dire con (buona) sicurezza. Si capirà come –seguendo un'ipotetica scala che proceda dalla ridicolaggine alla serietà– per quanto strano possa sembrare, sia, per molti aspetti, comune la matrice da cui provengono tutte le vane chiacchiere sulla monarchia (inglese) – il fenomeno dello sport di massa – – e i massacri, genocidî e quant'altro il colonialismo ha lasciato in eredità a buona parte dell'Africa e dei suoi abitanti...

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    Morvan [Sunt lacrimae rerum] said on Aug 11, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Il titolo è promettente, ma ci vorrebbe un sottotitolo... il libro è una racconta di brevi saggi di autori diversi sulle origini - meno antiche e meno spontanee di quanto si creda - di tradizioni varie all'interno di quello che fu l'impero britannico ...(continue)

    Il titolo è promettente, ma ci vorrebbe un sottotitolo... il libro è una racconta di brevi saggi di autori diversi sulle origini - meno antiche e meno spontanee di quanto si creda - di tradizioni varie all'interno di quello che fu l'impero britannico.
    Ho trovato interessante il saggio sulla Scozia (kilt, cornamuse& co.) perchè avevo già letto altrove sull'argomento. Della tradizione bardica gallese invece non so nulla, e di conseguenza ho lasciato il secondo saggio a metà. Poco mi hanno detto anche i due sull'India britannica e sul colonialismo (prevalentemente britannico) in Africa. La parte sulle cerimonie monarchiche si ferma a poco dopo l'incoronazione di Elisabetta II, e degli eventi contemporanei (dal matrimonio di Carlo e Diana in poi, per intenderci) non c'è traccia.
    Se vi interessa la sociologia del passato britannico, il testo può fare per voi. Altrimenti lasciate perdere.

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    ary29 said on Nov 15, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Quando è stato inventato il kilt?

    la tradizione del kilt scozzese e del suo legame con i clan è un'invenzione piuttosto recente che nasce dall'esigenza di rafforzare una identità nazionale scozzese per riaffermarla nei confronti dei pressanti vicini inglesi.
    un must per gli aman ...(continue)

    la tradizione del kilt scozzese e del suo legame con i clan è un'invenzione piuttosto recente che nasce dall'esigenza di rafforzare una identità nazionale scozzese per riaffermarla nei confronti dei pressanti vicini inglesi.
    un must per gli amanti della storia e soprattutto della storia della storiografia. una serie di saggi che esplorano le motivazioni della istituzione nei secoli di tradizioni culturali cui vengono attribuite una particolari funzioni e valenze sociali e politiche.

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    Altera A said on Sep 15, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (36)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • English Books
  • Paperback 320 Pages
  • ISBN-10: 0521437733
  • ISBN-13: 9780521437738
  • Publisher: Cambridge University Press
  • Publish date: 1992-07-31
  • Dimensions: 129 mm x 903 mm x 1,418 mm
  • Also available as: Hardcover
  • In other languages: other languages Libri Italiani
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