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The Island at the Center of the World

The Epic Story of Dutch Manhattan and the Forgotten Colony That Shaped America

By

Publisher: Vintage

4.5
(4)

Language:English | Number of Pages: 416 | Format: Paperback

Isbn-10: 1400078679 | Isbn-13: 9781400078677 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: eBook

Category: History

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Book Description
When the British wrested New Amsterdam from the Dutch in 1664, the truth about its thriving, polyglot society began to disappear into myths about an island purchased for 24 dollars and a cartoonish peg-legged governor. But the story of the Dutch colony of New Netherland was merely lost, not destroyed: 12,000 pages of its records–recently declared a national treasure–are now being translated. Drawing on this remarkable archive, Russell Shorto has created a gripping narrative–a story of global sweep centered on a wilderness called Manhattan–that transforms our understanding of early America.

The Dutch colony pre-dated the “original” thirteen colonies, yet it seems strikingly familiar. Its capital was cosmopolitan and multi-ethnic, and its citizens valued free trade, individual rights, and religious freedom. Their champion was a progressive, young lawyer named Adriaen van der Donck, who emerges in these pages as a forgotten American patriot and whose political vision brought him into conflict with Peter Stuyvesant, the autocratic director of the Dutch colony. The struggle between these two strong-willed men laid the foundation for New York City and helped shape American culture. The Island at the Center of the World uncovers a lost world and offers a surprising new perspective on our own.
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  • 5

    Piccolo Capolavoro!

    Il tema del libro è sicuramente un argomento di "nicchia" per un lettore italiano, ovvero le origini (olandesi) della città di New York, nata come Nuova Amsterdam; il risultato però è un'opera avvince ...continue

    Il tema del libro è sicuramente un argomento di "nicchia" per un lettore italiano, ovvero le origini (olandesi) della città di New York, nata come Nuova Amsterdam; il risultato però è un'opera avvincente, scritta in un inglese ricco ma godibile e leggibilissimo anche per un "non-madre lingua" come me, è un vero e proprio modello di come si dovrebbe scrivere un saggio storico: ridando vita ai personaggi dell'epoca e al loro mondo, pur restando attinenti a una raccolta di fonti primarie e ad una bibliografia nutritissima.
    Il punto cruciale del libro è che le origini della Grande Mela non sono una semplice curiosità per specialisti, in realtà sono le vere fondamenta della grande metropoli moderna che conosciamo oggi, a sua volta nerbo dell'anima più progressista dell'America stessa. New Amsterdam nel '600 non è una rigida teocrazia di bigotti Puritani come le iniziali 13 colonie inglesi, bensì è un melting pot di razze, nazionalità e credi religiosi differenti; essa ricalcando la tolleranza della madrepatria Olanda apre le porte a un continente nuovo, a una prospettiva di vita nuova, a qualcosa di straordinariamente moderno.
    Gli inglesi medesimi impadronendosi della città non cambieranno il modello sociale della stessa, convinti dal suo successo così com'è. E forse è proprio grazie a questo iniziale insediamento, così diverso da tutti gli altri, che gli USA non sono solo la nazione di George W.Bush o Richard Nixon ma sono anche il Paese di Kennedy e Francis Delano Roosevelt

    said on