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The Jungle

By Upton Sinclair

(25)

| Paperback | 9780140390315

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Book Description

Upton Sinclair's dramatic and deeply moving story exposed the brutal conditions in the Chicago stockyards at the turn of the nineteenth century and brought into sharp moral focus the appalling odds against which immigrants and other working people st Continue

Upton Sinclair's dramatic and deeply moving story exposed the brutal conditions in the Chicago stockyards at the turn of the nineteenth century and brought into sharp moral focus the appalling odds against which immigrants and other working people struggled for their share of the American dream. Denounced by the conservative press as an un-American libel on the meatpacking industry, this book was championed by more progressive thinkers, including then president Theodore Roosevelt, and was a major catalyst to the passing of the Pure Food and Meat Inspection act, which has tremendous impact to this day.

24 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Attualissimo e spietato

    La Giungla è quella di Chicago, la Chicago dei macelli, nel primo 900. Da lì non si esce se non con il socialismo, unica possibilità di riscatto per un'umanità a scadenza. Scritto nel 1904, fu un caso sin da allora (anche se per ragioni molto differe ...(continue)

    La Giungla è quella di Chicago, la Chicago dei macelli, nel primo 900. Da lì non si esce se non con il socialismo, unica possibilità di riscatto per un'umanità a scadenza. Scritto nel 1904, fu un caso sin da allora (anche se per ragioni molto differenti da quelle del vero scandalo). A chi pensa che sia un libro storicamente datato va detto che non ha capito niente.

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    Moltenim said on Feb 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro è un attacco spietato (e, a quanto ne so, non più ripetuto da nessun altro scrittore) contro lo sfruttamento bestiale dell'uomo sull'uomo. L'autore mette a nudo i meccanismi dello sfruttamento capitalista in tutto il loro squallore, esem ...(continue)

    Questo libro è un attacco spietato (e, a quanto ne so, non più ripetuto da nessun altro scrittore) contro lo sfruttamento bestiale dell'uomo sull'uomo. L'autore mette a nudo i meccanismi dello sfruttamento capitalista in tutto il loro squallore, esemplificandoli nella vicenda di una famiglia lituana che emigra negli USA a cercare fortuna e vi trova solo miseria e sfruttamento. Da leggere e consigliare!

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    IlRosso said on Oct 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'utopia socialista

    Sconvolgente: è questo l'aggettivo che mi è affiorato subito alla mente leggendo La giungla di Upton Sinclair, libro pubblicato nel 1906 che descrive le condizioni del proletariato urbano nell'America di inizio Novecento. Sinclair parla della ...(continue)

    Sconvolgente: è questo l'aggettivo che mi è affiorato subito alla mente leggendo La giungla di Upton Sinclair, libro pubblicato nel 1906 che descrive le condizioni del proletariato urbano nell'America di inizio Novecento. Sinclair parla della contemporaneità costruendo un romanzo-inchiesta davvero dettagliato, che analizza i ritmi di lavoro in particolar modo nell'industria conserviera e nei macelli di Chicago, oltre a riflettere sulla perdita di identità e di umanità degli operai, i nuovi "schiavi", e a descrivere il proliferare della malavita e l'emergere di nuove teorie politiche come il socialismo.
    Protagonista è Jurgis Rudkus, un giovane lituano emigrato in America con la sua famiglia nella speranza di conquistarsi una fetta di quella ricchezza che, dall'Europa, appare come un remoto miraggio. I primi passi di questi immigrati lituani sul suolo americano sono timidi e incerti: la metropoli abbaglia con le sue luci, i suoi negozi, le onnipresenti pubblicità e la promessa costante di soddisfare qualsiasi bisogno umano. Nei primi capitoli osserviamo l'ottimismo crescente di Jurgis, volenteroso e pieno di fiducia nelle sue capacità, ci entusiasmiamo con lui e partecipiamo alle usanze lituane trasferite in un contesto profondamente diverso come quello americano. Jurgis viene fagocitato da Packingtown, l'immenso quartiere di Chicago in cui hanno sede le principali industrie per la macellazione, la lavorazione e la conservazione della carne che verrà esportata successivamente nel resto del Paese e in Europa. Sinclair mostra lo squallore e la miseria di Packingtown attraverso gli occhi sempre più attoniti degli immigrati lituani; parallelamente si concentra sulla descrizione meticolosa e sincera della catena di montaggio, costituita da attività ripetitive e frenetiche del tutto disumanizzanti. Laddove l'operaio lavora al massimo delle sue forze per aumentare il proprio guadagno (il lavoro era, infatti, per lo più a cottimo), l'animale viene torturato senza pietà e brutalmente ucciso, senza che nessuno abbia il tempo per fermarsi a riflettere.
    Jurgis stesso, catapultato in quella vorticosa routine senza sosta, prova orgoglio nel sentirsi <<una rotellina di quello straordinario ingranaggio>>. La sua fiducia e la sua allegria sono, tuttavia, destinate a scontrarsi ben presto con una realtà fatta di truffe, sfruttamento e ingiustizie: dai debiti agli infortuni sul lavoro, dalla disoccupazione al vagabondaggio, dalla povertà estrema alla perdita degli affetti, fino all'abbruttimento totale, Jurgis sperimenterà sulla sua pelle l'altra faccia del sogno americano. Dopo essere precipitato nell'abisso della disperazione, egli troverà una nuova ragione di vita nella lotta operaia e nella volontà di rivalsa, grazie all'indottrinamento socialista e al fervore sociale che crescerà intorno a lui.
    Leggere un romanzo sapendo che tutto quello che vi si ritrova è accaduto veramente, anche gli episodi più incredibili e atroci, fa crescere nel lettore il disagio e la consapevolezza che dietro al progresso si celano sempre delle zone d'ombra più o meno inquietanti. La giungla viene presentato in copertina come <<il romanzo che ha fatto tremare il capitalismo americano>>: posso solo immaginare l'effetto dirompente che può avere avuto sul pubblico contemporaneo, anche se la sua forza di condanna sociale non si è ancora affievolita, nemmeno a distanza di oltre un secolo.

    La mia recensione completa su http://librisucculenti.blogspot.it/2013/10/la-giungla-a…

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    Pitichi said on Oct 11, 2013 | 2 feedbacks

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    Non si può leggere questo libro senza diventare dei vegetariani convinti.

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    Principe Myskin said on Jul 12, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il sogno (falso) americano

    Romanzo duro, scritto vivendo sul campo a contatto con la gente e le situazioni che descrive; non scende a compromessi e a volte sembra pigiare volutamente sull'acceleratore per aumentare lo schifo, l'indignazione e la rabbia.
    Una famiglia di emigran ...(continue)

    Romanzo duro, scritto vivendo sul campo a contatto con la gente e le situazioni che descrive; non scende a compromessi e a volte sembra pigiare volutamente sull'acceleratore per aumentare lo schifo, l'indignazione e la rabbia.
    Una famiglia di emigranti lituani, poveri e ignoranti, attirata dal mito della libertà, dalle possibilità per tutti di guadagnare e vivere una vita dignitosa.
    Si ritroveranno nel peggiore dei mondi possibili: corruzione, truffe, sfruttamento legalizzato, rispetto dei diritti inesistente, condizioni di lavoro pericolose ed insalubri.
    E scopriranno che nel "nuovo mondo" tutto ha un prezzo e l'unica cosa che conta sono i soldi: senza quelli, puoi anche morire in mezzo alla strada che non importa a nessuno.
    Sinclair poi aggiunge e descrive benissimo la mancanza di ogni scrupolo dell'industria alimentare americana: per i fottuti dollari, per il puro guadagno si compiono azioni immonde (al punto da far morire soldati al fronte e malati in ospedale con forniture di carne avariata, ma anche far ammalare centinaia di neonati con latte volutamente adulterato).
    Con i dovuti distinguo, è la situazione di tanti, tantissimi migranti di oggi e di certe industrie, e ti viene spontaneo chiederti cosa sia veramente cambiato.
    Un libro scritto nel 1904 ma, purtroppo, tremendamente attuale.

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    Luigi M.B. said on Jun 9, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    <ì>«Volevo impressionare il Paese raccontando cosa fanno i padroni alle loro vittime» disse Sinclair, «e sono inciampato per caso in un' altra scoperta - quello che stavano facendo alle scorte di carne del mondo civilizzato. In altre parole, ho ...(continue)

    <ì>«Volevo impressionare il Paese raccontando cosa fanno i padroni alle loro vittime» disse Sinclair, «e sono inciampato per caso in un' altra scoperta - quello che stavano facendo alle scorte di carne del mondo civilizzato. In altre parole, ho mirato al cuore del pubblico e l' ho colpito allo stomaco»

    Giornalismo investigativo ai primi del novecento. Una forza dirompente che a suo tempo costrinse il governo americano a migliorare la legislazione sulla produzione alimentare. Non un capolavoro dal punto di vista letterario, ma un libro-denuncia un secolo prima di "Fast food nation".

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    Harry Lime said on Sep 3, 2012 | Add your feedback

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