Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

The Kindly Ones

By

Publisher: Random House Group Ltd

4.0
(1267)

Language:English | Number of Pages: 992 | Format: eBook | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish , Catalan , German , Swedish , Portuguese , Finnish , Czech , Dutch

Isbn-13: 9781409075974 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , History , Political

Do you like The Kindly Ones ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description

Dr Max Aue is a family man and owner of a lace factory in post-war France. He is an intellectual steeped in philosophy, literature, and classical music. He is also a former SS intelligence officer and cold-blooded assassin. He was an observer and then a participant in Nazi atrocities on the Eastern Front, he was present at the siege of Stalingrad, at the death camps, and finally caught up in the overthrow of the Nazis and the nightmarish fall of Berlin. His world was peopled by Eichmann, Himmler, Göring, Speer and, of course, Hitler himself.





Max is looking back at his life with cool-eyed precision; he is speaking out now to set the record straight.

Sorting by
  • 0

    Lettura faticosa, romanzo impegnativo, spesso discontinuo nello stile e nei contenuti. Non mi ha convinto del tutto.
    Prendo a prestito da Binet: " Le Benevole è Houellebecq tra i nazisti, semplicemente"

    "Dottore, soffro solo di una malattia, sessualmente trasmissibile e irri ...continue

    Lettura faticosa, romanzo impegnativo, spesso discontinuo nello stile e nei contenuti. Non mi ha convinto del tutto.
    Prendo a prestito da Binet: " Le Benevole è Houellebecq tra i nazisti, semplicemente"

    "Dottore, soffro solo di una malattia, sessualmente trasmissibile e irrimediabilmente fatale: la vita!"

    said on 

  • 4

    Romanzo molto complesso che ci fa discendere nell'orrore del nazismo secondo un punto di vista interno.
    Devo ammettere che ho faticato a decollare: l'orrore e le logiche sono davvero insostenibili.
    Interessante il quesito iniziale: siamo davvero sicuri che, al posto del protagonista, ...continue

    Romanzo molto complesso che ci fa discendere nell'orrore del nazismo secondo un punto di vista interno.
    Devo ammettere che ho faticato a decollare: l'orrore e le logiche sono davvero insostenibili.
    Interessante il quesito iniziale: siamo davvero sicuri che, al posto del protagonista, ci saremmo comportati in maniera differente? Forse, realmente, nessuno di noi può rispondere a questa domanda.
    Sconvolgente anche come, a lungo andare, anche nel lettore l'orrore diventi routine e gli eccidi si susseguano l'uno all'altro identici ed immutabili.
    Un libro che fa riflettere: con ennesimo orrore finale.

    said on 

  • 3

    Un ritratto del nazismo dall'interno

    E' un romanzo complesso, anche se non perfettamente riuscito. Sia dal punto stilistico che della struttura generale manca a volte di profondità e coerenza. Eppure il tentativo di descrivere la vita ed i pensieri di uno dei "burocrati del male" ha un suo fascino. E' riuscito a tenermi avvinta anch ...continue

    E' un romanzo complesso, anche se non perfettamente riuscito. Sia dal punto stilistico che della struttura generale manca a volte di profondità e coerenza. Eppure il tentativo di descrivere la vita ed i pensieri di uno dei "burocrati del male" ha un suo fascino. E' riuscito a tenermi avvinta anche nelle pagine di descrizione più lunghe, perché l'orrore si mescolava al desiderio di conoscere meglio certi meccanismi e alcuni particolari della guerra. La descrizione delle battaglie del fronte orientale è davvero impressionante, così come sono sorprendenti le spiegazioni della logica che ha portato alla creazione dei campi di concentramento. Non so quanto siano davvero informazioni fondate storicamente, ma appaiono credibili e allo stesso tempo terribili. Era difficile rendere un personaggio così compromesso con il Male senza farne una apologia, ma anche senza renderlo solo un robot. L'autore ci è riuscito, in parte.

    said on 

  • 0

    Una omologodiarrea...

    piuttosto sconclusionata (da copia incolla?) di uno pseudo scrittore del quale il meglio che si possa dire è che sia rimasto fermo allo stadio sadico-anale. Scomodare nomi di grandi autori del passato è solo indice del degrado culturale (o della fine della letteratura?) in cui ormai siamo sprofo ...continue

    piuttosto sconclusionata (da copia incolla?) di uno pseudo scrittore del quale il meglio che si possa dire è che sia rimasto fermo allo stadio sadico-anale. Scomodare nomi di grandi autori del passato è solo indice del degrado culturale (o della fine della letteratura?) in cui ormai siamo sprofondati.

    said on 

  • 4

    "<< E ancora una cosa - aggiunsi animatamente - Lo dico a te, solo a te. Uccidere gli ebrei, in fondo, non serve a niente. Rasch ha assolutamente ragione. Non è di alcuna utilità politica o economica, non ha alcuna finalità di ordine pratico. Anzi, è una frattura con il mondo dell'economia ...continue

    "<< E ancora una cosa - aggiunsi animatamente - Lo dico a te, solo a te. Uccidere gli ebrei, in fondo, non serve a niente. Rasch ha assolutamente ragione. Non è di alcuna utilità politica o economica, non ha alcuna finalità di ordine pratico. Anzi, è una frattura con il mondo dell'economia e della politica. E' spreco, pura perdita. Tutto qui. E quindi può avere un solo significato: quello di un sacrificio definitivo, che ci lega definitivamente, ci impedisce una volta per tutte di tornare indietro. L'Endsieg o la morte. Tu e io, tutti noi, adesso siamo legati, legati all'esito di questa guerra dagli atti che abbiamo commesso insieme.>>"

    " Vede, secondo me ci sono tre possibili atteggiamenti di fronte a questa assurda vita. Prima di tutto l'attegiamento della massa, oi polloi, che semplicemente si rifiuta di vedere che la vita è uno scherzo. Loro non ridono, ma lavorano, accumulano, masticano, defecano, fornicano, si riproducono, invecchiano e muoiono come buoi aggiogati all'aratro, da idioti così come hanno vissuto. E' la maggioranza. Poi c'è chi, come me, sa che la vita è uno scherzo e ha il coraggio di riderne, alla maniera dei taoisti e del suo ebreo. Infine, e se la mia diagnosi è corretta è il suo caso, c'è chi sa che la vita è uno scherzo, ma ne soffre. E' come il suo Lermontov."

    said on 

  • 4

    Ho molti dubbi riguardo a Le Benevole... è un gran libro ma alcuni aspetti non me lo fanno ritenere a occhi chiusi un capolavoro. Sicuramente non dimenticherò mai Max Aue.

    said on 

  • 4

    La burocrazia del male

    Un romanzo notevole,maestoso,importante.Descrive con dovizia di particolari la complessa macchina che stava dietro al nazionalsocialismo tedesco e soprattutto all'organizzazione dello sterminio.E' notevole il fatto che eviti nel modo più assoluto la solita retorica sul nazismo,la solita divisione ...continue

    Un romanzo notevole,maestoso,importante.Descrive con dovizia di particolari la complessa macchina che stava dietro al nazionalsocialismo tedesco e soprattutto all'organizzazione dello sterminio.E' notevole il fatto che eviti nel modo più assoluto la solita retorica sul nazismo,la solita divisione netta tra bene e male,tra buoni e cattivi(i russi non sono stati da meno in quanto ad efferatezze),soprattutto considerando che l'autore è di origini ebree.
    Già nel prologo il protagonista si rivolge al lettore invitandolo ad immedesimarsi in lui ed a chiedersi se,trovandosi nella medesima situazione,non avrebbe agito allo stesso modo.
    E' un libro,per questo,veramente duro per chi davvero cerchi di immergersi in quell'atmosfera e consideri realmente come si sarebbe comportato.
    Inoltre il minuzioso resoconto degli intrighi,delle macchinazioni,della sfinente burocrazia della Germania nazista ci fa vedere sotto una luce diversa quello che il luogo comune considera l'ordine e l'organizzazione tedesca:in realtà di organizzato c'era ben poco,ognuno,soprattutto nelle alte sfere,pensava ai propri tornaconti ed ai propri interessi.In tale contesto lo sterminio di milioni di persone,non solo ebrei,era solo una delle tante tessere che componevano il mosaico malato della visione hitleriana.
    Una parte interessante del libro è l'approfondimento psicologico dedicato alle varie figure che si susseguono nel lungo racconto:niente è bianco e nero,ci sono una moltitudine di sfumature e,lungi dal voler giustificare qualsiasi atrocità,l'autore tenta di analizzare i motivi che portano un comune cittadino,marito,padre,uomo,a commettere azioni inimmaginabili.
    E' comunque una lettura faticosa,sia per l'impegno emotivo che comporta,sia per l'oggettiva osticità del testo,pieno di nomi,di termini in lingua tedesca o francese,di fatti che si susseguono ad un ritmo vertiginoso e non permettono al testo di fluire placido.Proprio questo aspetto non mi ha fatto apprezzare del tutto il romanzo,soprattutto tutti i termini in lingua straniera come i gradi militari,che,a mio parere.potevano benissimo essere tradotti in Italiano contribuendo a rendere più scorrevole la lettura.

    said on 

  • 0

    una lente di ingrandimento sui perpetratori

    Opera molto importante che non si legge tutta d'un fiato non tanto per il numero di pagine ma per la densità di eventi storici che narra nel minimo dettaglio. Quello che viene descritto magistralmente è il contesto, l'ambiente dove attecchì il nazismo, dove fiorì una classe dirigente di funzionar ...continue

    Opera molto importante che non si legge tutta d'un fiato non tanto per il numero di pagine ma per la densità di eventi storici che narra nel minimo dettaglio. Quello che viene descritto magistralmente è il contesto, l'ambiente dove attecchì il nazismo, dove fiorì una classe dirigente di funzionari brillanti, intellettuali e carrieristi disposti a tutto per avere successo e incarnarne l'ideologia che all'epoca era quella di Hitler. Littel ci avverte, nelle parole dell'io narrativo Max Aue, che la storia riguarda tutti noi e credo che sia fondamentalmente vero: l'uomo ha sempre potuto mettere da parte la morale, l'umanità, il senso di giustizia se condizionato da un contesto emergenziale che fa nascere un nuovo orrendo "buon senso", soprattutto se la burocrazia libera dal problema della "scelta" e incanala le persone in un tunnel di eventi visti come inevitabili. La cultura, la sensibilità, l'intelligenza non bastano a dire no, a non piegarsi alle richieste che si crede la maggiornza, il contesto ci chiede. Non è stato sempre così e molti casi lo dimostrano ma certo quando si parla di storia la massa è quella che conta: Aue è speciale nelle sue psicosi, nelle sue turbe sessuali e nel modo di manifestarle, ma lo è anche nella raffinatezza del pensiero, nell'amore per la musica e per la letteratura. C'erano anche loro a Babj Yar, a Stalingrado a Majdanek ed Auschwitz: i carnefici intellettuali.

    said on 

  • 5

    E' un libro impegnativo. Parecchio. Una immedesimazione totale con un personaggio che solo la Storia e la sua tragica, orrenda conclusione ha messo dalla parte del Male. Che tenta per tutto il libro di liberarsi della propria stessa pelle, dell'amore impossibile per sua sorella, dell'assurdità pr ...continue

    E' un libro impegnativo. Parecchio. Una immedesimazione totale con un personaggio che solo la Storia e la sua tragica, orrenda conclusione ha messo dalla parte del Male. Che tenta per tutto il libro di liberarsi della propria stessa pelle, dell'amore impossibile per sua sorella, dell'assurdità prevaricatrice dei propri rapporti omosessuali tanto simili agli assassini di cui sarà complice, accusato, colpevole. Il nazismo è il modello fondante del mondo che viviamo adesso, sia per la violenza che per il pensiero corporativista, e la lunghissima, estenuante vicenda di questo libro lo dimostra.

    said on 

Sorting by