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The Known World

A Novel

By

Publisher: Amistad

3.7
(75)

Language:English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Swedish

Isbn-10: 0060557559 | Isbn-13: 9780060557553 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description

In one of the most acclaimed novels in recent memory, Edward P. Jones, two-time National Book Award finalist, tells the story of Henry Townsend, a black farmer and former slave who falls under the tutelage of William Robbins, the most powerful man in Manchester County, Virginia. Making certain he never circumvents the law, Townsend runs his affairs with unusual discipline. But when death takes him unexpectedly, his widow, Caldonia, can't uphold the estate's order and chaos ensues. In a daring and ambitious novel, Jones has woven a footnote of history into an epic that takes an unflinching look at slavery in all of its moral complexities.

This P.S. edition features an extra 16 pages of insights into the book, including author interviews, recommended reading, and more.

Sorting by
  • 4

    Nell'America di inizio 800 gli schiavi liberati, se ne avevano l'opportunità, compravano come schiavi i loro familiari per liberarli dai padroni bianchi. da questa situazione storica bizzarra l'autore trae lo spunto per scrivere un bel libro, dove si riesce ad entrare nella vita di una piantagion ...continue

    Nell'America di inizio 800 gli schiavi liberati, se ne avevano l'opportunità, compravano come schiavi i loro familiari per liberarli dai padroni bianchi. da questa situazione storica bizzarra l'autore trae lo spunto per scrivere un bel libro, dove si riesce ad entrare nella vita di una piantagione degli Stati Uniti del Sud e ci si innammora dei protagonisti di questa saga tutta particolare.

    said on 

  • 3

    "Henry aveva sempre detto di voler essere un padrone migliore di tutti i bianchi che aveva conosciuto.
    Non capiva come il mondo che voleva creare fosse destinato al fallimento ancor prima che pronunciasse la sillaba iniziale della parola padrone".

    said on 

  • 4

    Romanzo che vuole dipingere un affresco della vita in Virginia alle soglie della Guerra di secessione, ma le pur ben tratteggiate pennellate alla fine non riescono a fondersi dando questo risultato, resta quindi un insieme frammentario di pezzi, un puzzle il cui disegno di fondo si può solo intra ...continue

    Romanzo che vuole dipingere un affresco della vita in Virginia alle soglie della Guerra di secessione, ma le pur ben tratteggiate pennellate alla fine non riescono a fondersi dando questo risultato, resta quindi un insieme frammentario di pezzi, un puzzle il cui disegno di fondo si può solo intravvedere ma di cui restano molti pezzi restano isolati, senza che si riesca a darne una collocazione.
    Tutto sommato comunque un libro interessante, che racconta la storia della schiavitù ottocentesca negli Stati Uniti dal punto di vista degli schiavi stessi, degli schiavi liberati e dei neri nati liberi, che hanno appena iniziato la lunga strada che li porterà ad essere considerati per quello che sono e non per il colore della loro pelle solamente un secolo e mezzo dopo.

    said on 

  • 0

    Un romanzo ambientato in un mondo che forse è ignoto ai più: quello degli schiavi neri, nel sud degli Stati Uniti, che riuscivano ad affrancarsi e diventavano, a loro volta, proprietari di schiavi.

    said on 

  • 5

    Nell'Ottocento, in Virginia esisteva una elite di ex schiavi affrancati. Certo, i bianchi li guardavano con un misto di sospetto e sopportazione ed erano considerati come dei cittadini di serie B. Ma questo gruppo di neri era comunque integrato nella società del tempo. Alcuni di loro erano sicura ...continue

    Nell'Ottocento, in Virginia esisteva una elite di ex schiavi affrancati. Certo, i bianchi li guardavano con un misto di sospetto e sopportazione ed erano considerati come dei cittadini di serie B. Ma questo gruppo di neri era comunque integrato nella società del tempo. Alcuni di loro erano sicuramente più ricchi di molti bianchi che li guardavano dall'alto in basso. E i neri più facoltosi possedevano degli schiavi, ovviamente anch'essi di colore. Questo libro, premio Pulitzer nel 2004, narra la loro storia.

    said on 

  • 4

    toh!

    non sapevo che in America i negri liberati dalla schiavitù possedessero a loro volta altri neri loro schiavi. Della serie homo homini lupus.
    Libro abbastanza bello da leggere e molto utile come classico da adottare in un corso di scrittura creativa.
    Però 18.50 euros, mi sembran ...continue

    non sapevo che in America i negri liberati dalla schiavitù possedessero a loro volta altri neri loro schiavi. Della serie homo homini lupus.
    Libro abbastanza bello da leggere e molto utile come classico da adottare in un corso di scrittura creativa.
    Però 18.50 euros, mi sembrano francamente troppi

    said on 

  • 2

    Veramente noioso.Speravo di leggere una storia sulla schiavitù stile Le confessioni di Nat Turner invece posso dire che qui manca proprio un'ossatura portante della narrazione che segue saltellando i vari personaggi per cinquecento (infinite) pagine.L'idea sarebbe stata anche inconsueta (l'esiste ...continue

    Veramente noioso.Speravo di leggere una storia sulla schiavitù stile Le confessioni di Nat Turner invece posso dire che qui manca proprio un'ossatura portante della narrazione che segue saltellando i vari personaggi per cinquecento (infinite) pagine.L'idea sarebbe stata anche inconsueta (l'esistenza di schiavi di proprietà non solo dei bianchi ma anche dei neri), ma la realtà storica rimane sempre ai margini della narrazione.
    Un Pulitzer che - per me europeo - appare davvero di un altro mondo.

    said on 

  • 4

    Ambientato a Manchester, immaginaria Contea della Virginia del 1800, “Il Mondo conosciuto” è un romanzo incentrato sulla schiavitù, ma non è il solito romanzo sulla schiavitù. Il motivo che lo separa dai suoi simili è la presenza di proprietari di schiavi neri; nel 1800 in America c’erano dei ner ...continue

    Ambientato a Manchester, immaginaria Contea della Virginia del 1800, “Il Mondo conosciuto” è un romanzo incentrato sulla schiavitù, ma non è il solito romanzo sulla schiavitù. Il motivo che lo separa dai suoi simili è la presenza di proprietari di schiavi neri; nel 1800 in America c’erano dei neri che possedevano altri neri? Personalmente non lo sapevo, ma è vero, storicamente accertato, è l’unica cosa vera del libro, il resto a partire dalla sopracitata Contea passando per i molteplici personaggi che la popolano è tutto frutto della fantasia di Edward P. Jones, un autore molto particolare a sua volta. (A proposito dell’autore apro una piccola parentesi: per sapere qualcosa su di lui l’ho googlato e mi sono imbattuto in un bellissimo articolo pubblicato dal New York Times nell’ottobre del 2003 quando “Il Mondo conosciuto” venne selezionato come finalista per il prestigioso National Book Award. Questo è il link: http://www.nytimes.com/2003/10/16/books/16JONE ). Il National Book Award non lo vinse ma poté consolarsi con il Pulitzer 2004. Io non mi vergogno di dire che l’ho scovato proprio scorrendo al lista dei vincitori del Pulitzer, prima non avevo mai sentito nominare né il libro, né l’autore.

    Raccontando delle vicende occorse agli abitanti di Manchester County che nel 1840 era popolata da “2191 schiavi, 142 negri liberati, 939 bianchi e 136 indiani, perlopiù Cherokee ma con qualche spruzzo di Choctaw”, Jones affronta il problema della schiavitù da svariate angolature e non si limita di certo alle solite banali schematizzazioni. Nel suo romanzo non ci sono buoni e cattivi, ci sono solo persone con le loro virtù e le loro debolezze che non dipendono minimamente dal colore della pelle. Il protagonista del libro, se così lo possiamo chiamare visto che un vero ed unico protagonista non c’è, è Henry Townsend nato in schiavitù, riscattato dal padre abile falegname e divenuto a sua volta apprezzatissimo artigiano prima di diventare proprietario di una fattoria e, soprattutto, di schiavi, sia pure contro il volere paterno. Il romanzo inizia con la morte del protagonista e vaga avanti e indietro nel tempo facendoci conoscere proprietari di schiavi bianchi e neri, schiavi liberati, schiavi che cercano la fuga, schiavi rassegnati, schiavi morti di fatica, neri liberati, neri nati liberi, schiavi liberati rapiti e fatti tornare in schiavitù, uomini bianchi che amano donne nere e da loro hanno dei figli, nere che sembrano bianche e che giudicano i neri per gradazioni di colore, bianchi progressisti che non condividono la schiavitù ma che vivendoci in mezzo in un modo o nell’altro se ne rendono complici, uomini timorati di Dio che non possederanno mai uno schiavo in vita loro ma che facendo gli sceriffi in quei luoghi nel far rispettare la legge proteggeranno l’istituto della schiavitù con le buone o con le cattive, buzzurri e villani, pazzi e sognatori; insomma Jones racconta un mondo intero, un mondo rinchiuso in una piccola contea della Virginia, ma nondimeno un mondo complesso dove tutti devono fare i conti con i problemi pratici e morali posti dalla schiavitù. La bellezza del libro a parer mio, oltre alla sua scorrevolezza, sta proprio nel taglio che gli ha voluto dare l’autore, Jones sembra dirci: “Io vi racconto i fatti nella loro asetticità, poi voi tirate le somme se lo ritenete opportuno e formatevi l’opinione che vi pare”; e come è ovvio che sia le cose sono sempre più complicate di come sembrano in apparenza.

    E allora, anobiiani di cielo, di terra e di mare, date una chance a questo strano autore ed al suo bellissimo e particolare romanzo, invadete anche voi “Il Mondo conosciuto”!

    said on 

  • 4

    Tre stelline e mezzo. Questo microcosmo immaginato, schiavile e rurale, viene raccontato in maniera efficace, come trovarsi di fronte ad un discepolo originale ed afroamericano di Garcia Marquez. Tuttavia mi sembra manchi un po' di potenza affabulatrice per gridare al capolavoro.

    said on