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The League of Frightened Men

By

Publisher: Pyramid Books

3.8
(159)

Language:English | Number of Pages: | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0515029998 | Isbn-13: 9780515029994 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Others , Paperback , Audio CD , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Sorting by
  • 3

    Nero Wolf è il perno secondo cui ruotano tutti i personaggi della vicenda, ma non basta a tenere incollato il lettore alla vicenda, che rimane banale e senza colpi di scena.

    said on 

  • 4

    La lega degli uomini spaventati

    Una trama investigativa avvincente e sofisticata; solo l'acume di Nero Wolfe è in grado di dipanare una matassa ingarbugliata. La penna di Rex Stout non tradisce.

    said on 

  • 4

    Si tratta di un buonissimo giallo, caratterizzato da un buon ritmo e da una trama intrigante. I principali personaggi rimangono avvolti in un velo di mistero fino alla fine, quando la psicologia di ciascuno viene attentamente spiegata dallo stesso Wolfe. Unica nota dolente è il finale: tra tutte ...continue

    Si tratta di un buonissimo giallo, caratterizzato da un buon ritmo e da una trama intrigante. I principali personaggi rimangono avvolti in un velo di mistero fino alla fine, quando la psicologia di ciascuno viene attentamente spiegata dallo stesso Wolfe. Unica nota dolente è il finale: tra tutte le soluzioni l'autore ha scelto quella forse più scontata. C'é anche da dire che secondo me il lettore non possiede tutti i tasselli per giungere alla conclusione, ma si deve rifare agli indizi che l'investigatore espone di volta in volta.

    said on 

  • 5

    The League of Frightened Men (1935)

    Uno dei grandi classici della narrativa poliziesca e fra i miei gialli preferiti in assoluto. Il titolo rimanda, ovviamente, a un celebre racconto con Shelock Holmes (The Red-Headed League) e il romanzo di Stout può considerarsi una variazione sul tema del classico di Conan Doyle, "The Valley of ...continue

    Uno dei grandi classici della narrativa poliziesca e fra i miei gialli preferiti in assoluto. Il titolo rimanda, ovviamente, a un celebre racconto con Shelock Holmes (The Red-Headed League) e il romanzo di Stout può considerarsi una variazione sul tema del classico di Conan Doyle, "The Valley of Fear" (1915), forse il romanzo giallo più imitato di sempre.
    La grande originalità del plot, la bravura nella caratterizzazione e l'abilità con cui Stout riesce a fondere il giallo classico con quello Hard Boiled, fanno della "Lega degli uomini spaventati" una pietra miliare del genere poliziesco.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Rex Stout (1886-1975) è, assieme a John Dickson Carr, il giallista classico che prediligo. Rampollo di una famiglia quacchera dell'Indiana, piccolo genio (a tre anni aveva letto la Bibbia, a dieci i libri di storia, filosofia, scienza e letteratura della biblioteca paterna), fu un americano avven ...continue

    Rex Stout (1886-1975) è, assieme a John Dickson Carr, il giallista classico che prediligo. Rampollo di una famiglia quacchera dell'Indiana, piccolo genio (a tre anni aveva letto la Bibbia, a dieci i libri di storia, filosofia, scienza e letteratura della biblioteca paterna), fu un americano avventuroso dai mille mestieri: venditore di sigari e di souvenir indiani, direttore d'albergo, libraio, inventore di particolari depositi bancari, contabile a bordo dello yacht di Teddy Roosevelt, infine scrittore.
    Come autore, Stout sta a un crocevia fra il giallo all'inglese (Nero Wolfe e Archie Goodwin sono, in qualche modo, la trasposizione in chiave di sophisticated comedy di Holmes e Watson) e il giallo d'azione all'americana. Con alcune rimarchevoli caratteristiche accessorie: l'invenzione di Nero Wolfe, personaggio memorabile, e tanto più memorabile in quanto costruito come accumulo di tic, vezzi ed eccentricità (a partire dagli anni '30, nel giallo classico, l'eccentrico comincia a prendere il posto del dilettante di genio: si pensi al Gideon Fell di Dickson Carr) che però lo rendono coerente e necessario, sollecitando la "suspension of disbelief" del lettore. L'assoluta maestria nei dialoghi, scintillanti di ironia e degni della coeva sophisticated comedy, appunto. La creazione di un universo narrativo in espansione (la casa di arenaria dove abita Wolfe, i suoi inquilini, i personaggi fissi che la frequentano e che cresceranno nel tempo).
    La saga di Nero Wolfe è urbana, borghese e modernista: non si attarda nei dintorni dei "vicariati" e degli sfondi agresti cari al giallo inglese, al contrario è una mappa credibile del dinamismo americano e dell'evoluzione delle professioni (nel corso degli anni vedremo pubblicitari, uomini di marketing, startupper più o meno ingegnosi, architetti, avvocati e quant'altro). E Nero Wolfe è uno di questi professionisti: "So che esistono uomini che scoprono gli assassini per puro piacere, o perché sono dei filantropi, ma questo non è il mio caso. Se sono pagato per farlo, lo faccio. E' il mio mestiere, questo...".
    E' individualista, di quell'ostinato e ammirevole individualismo americano, pragmatico e idealista al tempo stesso, che impregna molti film dell'epoca. E' democratica: quando affronta temi come l'invadenza dell'Fbi o il razzismo Stout, senza assumere toni militanti, regala a Wolfe convinzioni e comportamenti netti.
    "La lega degli uomini spaventati", pubblicato nel 1935, è il secondo romanzo in cui appare Nero Wolfe. All'università di Harvard, 25 anni prima, un folto gruppo di studenti in vena di bravate costringe una matricola a camminare lungo il cornicione di un quarto piano per aprire la stanza di uno di loro. Il ragazzo cade, resta in ospedale per tre mesi, rimane storpio a vita. I suoi persecutori creano una "Lega dell'Espiazione" per assisterlo e assicurargli un avvenire.
    Da alcuni mesi, però, la morte ha preso a visitare quegli antichi studenti: un giudice si è sfracellato cadendo da una scogliera, un mercante d'arte è morto dopo avere ingerito della nitroglicerina, uno psicologo (che mette in moto la vicenda rivolgendosi a Wolfe) è scomparso.
    Dopo le due morti e la scomparsa dello psicologo, gli harvardiani si sono visti recapitare tre filastrocche che prendono le mosse dall' antico misfatto, avvisando i destinatari che moriranno tutti. Autore delle filastrocche, e omicida, è considerato Paul Chapin, lo storpio, che è nel frattempo diventato scrittore di successo. Con romanzi zeppi di violenza e morti atroci, che rivelano a un lettore d'eccezione come Nero Wolfe una personalità contorta e un erotismo infantile e feticista.
    A caccia di clienti, Wolfe convince la "lega degli uomini spaventati" a ingaggiarlo perché faccia cessare le minacce nei loro confronti, siano o meno opera di Paul Chapin. Nel frattempo, un quarto omicidio ha luogo: il dottor Larry Burton è ucciso in casa sua, con quattro colpi esplosi dalla sua pistola. Nell'anticamera di casa Burton, immersa nell'oscurità, accanto al cadavere viene trovato Paul Chapin. L'incubo è finito oppure...?
    "La lega degli uomini spaventati" ha quella che al cinema si definirebbe una sceneggiatura di ferro, benché il finale non giunga del tutto a sorpresa. Immerso nello scenario della Depressione (alcuni degli antichi harvardiani sono rimasti disoccupati o hanno accettato mestieri umili), il giallo di Stout mostra il primo abbozzo di un universo narrativo in via di allestimento. Nero Wolfe possiede già i tratti che lo renderanno unico: è sedentario e non esce mai di casa (ma qui farà un'eccezione, dopo che Goodwin è stato drogato), è attaccato al denaro e parla dei suoi compensi come le ragazze di Jane Austen soppesano le rendite dei loro potenziali mariti, trascorre nella serra quattro ore al giorno (ma non vediamo le orchidee né il loro "balio" Theodore), è gourmet e ha un cuoco svizzero (ma Fritz Brenner non pronuncia neppure una battuta e l'unico piatto citato sono i funghi trifolati). Appena accennati anche personaggi che diventeranno deuteragonisti: l'ispettore Cramer addittura fuma un sigaro (nei romanzi successivi si limiterà a mordicchiarlo per poi scagliarlo, in preda all'ira, nel cestino della carta straccia) e non litiga con la coppia di detective, Saul Panzer, Fred Durkin e il dottor Voillmer sono puri nomi. Nel romanzo c'è, e adoperata in modo pertinente, una frase di Nietzsche ("Mai andare da una donna senza una frusta") che fa luce sulla personalità di Chapin. Traduzione impeccabile di Alfredo Pitta.

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  • 3

    Non è facile giudicare questo romanzo.
    Personaggi accattivanti, uno stile frizzante, qualche situazione divertente, un'indagine appassionante.
    Però anche un finale davvero molto deludente. E per me, un giallo classico deve avere un finale che mi stupisca e convinca.
    Mi sembra fr ...continue

    Non è facile giudicare questo romanzo.
    Personaggi accattivanti, uno stile frizzante, qualche situazione divertente, un'indagine appassionante.
    Però anche un finale davvero molto deludente. E per me, un giallo classico deve avere un finale che mi stupisca e convinca.
    Mi sembra francamente assurdo che Dickson Carr l'abbia definito come uno dei 10 gialli più belli del mondo, è inferiore (dal punto di vista della "soluzione" finale e dell'architettura degli omicidi) a qualunque romanzo della Christie che io abbia letto finora.

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  • 4

    Non entusiasmante ma oltremodo godibile. Spesso, più che il giallo in sè e per sè a interessare sono i dialoghi arguti (fra Nero Wolfe e il suo fido, tra Nero Wolfe e gli indiziati, tra Nero Wolfe e l'universo mondo) e il modo con cui si viene a capo di matasse solo in apparenza inestricabili. L' ...continue

    Non entusiasmante ma oltremodo godibile. Spesso, più che il giallo in sè e per sè a interessare sono i dialoghi arguti (fra Nero Wolfe e il suo fido, tra Nero Wolfe e gli indiziati, tra Nero Wolfe e l'universo mondo) e il modo con cui si viene a capo di matasse solo in apparenza inestricabili. L'unico limite è che si tratta (qui come in altri romanzi della serie) di storie inevitabilmente datate, ma l'importante è saperlo in anticipo e calarsi bene nel contesto.

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