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The Leftovers

By Tom Perrotta

(4)

| Softcover | 9780007453092

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Book Description

With heart, intelligence and a rare ability to illuminate the struggles inherent in ordinary lives, Tom Perrotta has written a startling, thought-provoking novel about love, connection and loss.

12 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    The Leftovers = Gli avanzi

    La traduzione italiana del titolo originale non rende l'idea del tema portante di questo libro che non è incentrato sul mistero della sparizione del 2% della popolazione mondiale ma sul dramma delle persone lasciate indietro, gli avanzi per l'appunto ...(continue)

    La traduzione italiana del titolo originale non rende l'idea del tema portante di questo libro che non è incentrato sul mistero della sparizione del 2% della popolazione mondiale ma sul dramma delle persone lasciate indietro, gli avanzi per l'appunto.
    Ho scoperto questo libro dopo aver visto la serie tv omonima e devo dire che mi sono trovato davanti ad uno di quei rari casi in cui prodotto cinematografico/televisivo è superiore al libro da cui è tratto. Il libro manca di tutta quella potenza espressiva e drammatica che la serie televisiva trasmette in maniera molto più efficace ed intrigante. Nonostante questa piccola delusione iniziale, il libro comunque analizza in maniera efficace i sentimenti di un simil post-11-settembre di proporzioni bibliche, non razionalmente spiegabile, inafferrabile e indimenticabile. Le persone si illudono di poter andar avanti, di dimenticare e guarire da questa ferita psicologica ma questo non è possibile, è un'illusione, uno spreco di energie e una falsa speranza contro la quale i Colpevoli Sopravvissuti si battano con il loro voto di silenzio e dedizione alla causa.
    Una tematica concreta analizzata da un punto di vista originale. Consigliato a chi è piaciuta la serie televisiva, per approfondire certi aspetti profondi dei personaggi protagonisti (tenendo presente tutte le differenze libro-serie) e agli amanti dell'introspezione.
    Sconsigliato a chi cerca solamente una spiegazione del mistero che funge da premessa alle vicende; non verreste accontentati e questo libro non fa per voi.

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    Caesar VII said on Sep 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro davvero bello ma...

    Come da titolo il libro mi è piaciuto molto, ma non ho apprezzato pienamente il finale perché l'ho trovato troppo affrettato...inoltre non amo i finali aperti, ma questo è un problema personale! Complessivamente scorre molto bene, non è eccessivament ...(continue)

    Come da titolo il libro mi è piaciuto molto, ma non ho apprezzato pienamente il finale perché l'ho trovato troppo affrettato...inoltre non amo i finali aperti, ma questo è un problema personale! Complessivamente scorre molto bene, non è eccessivamente descrittivo o lento ed è scritto (e tradotto) molto bene. Quattro stelle solo per il fatto del finale!

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    Martina Coco Chanel said on Aug 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ben architettato. una analisi sociologica spietata della civiltà americana. veramente fuorviante la fascetta con riferimenti a stephen king e a 'twilight zone' ... ecco, non centra nulla ...
    Si consiglia di non leggere in contemporanea alla serie tv ...(continue)

    ben architettato. una analisi sociologica spietata della civiltà americana. veramente fuorviante la fascetta con riferimenti a stephen king e a 'twilight zone' ... ecco, non centra nulla ...
    Si consiglia di non leggere in contemporanea alla serie tv su sky atlantic... le differenze sono troppe con il rischio di confondere i due. nella serie tv non trovo poi la minima traccia di ironia che serpeggia latente nel libro.

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    Inox said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il sogno americano si è esaurito, rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a sopravvivere. Ah, lo strillo di Stephen King è assolutamente fuorviante.

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    missf. said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Rimango fulminata da una specie di corto circuito narrativo. Mi aggiro in questo libro fra i personaggi che hanno perduto (ascesi in cielo, dissolti nel nulla, ingoiati da un altro universo, chi lo sa) familiari e conoscenti e nel contempo guardo la ...(continue)

    Rimango fulminata da una specie di corto circuito narrativo. Mi aggiro in questo libro fra i personaggi che hanno perduto (ascesi in cielo, dissolti nel nulla, ingoiati da un altro universo, chi lo sa) familiari e conoscenti e nel contempo guardo la serie tv. Anche se le immagini sono più affascinanti, in tutte e due le tracce le storie non mi portano da nessuna parte. Forse vogliono insegnarmi che la mancanza è una presenza costante. Elaboro il lutto e mi metto a leggere altro.

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    Alice.npdm said on Aug 6, 2014 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    APOCALISSE E DINTORNI AI CONFINI DELLA REALTÀ

    Ho letto Intrigo scolastico, che Alexander Payne ha portato sullo schermo nel 1999 col titolo Election (candidato all’Oscar come miglior adattamento cinematografico); poi ho letto L’insegnante di educazione sessuale, che Jonatha ...(continue)

    Ho letto Intrigo scolastico, che Alexander Payne ha portato sullo schermo nel 1999 col titolo Election (candidato all’Oscar come miglior adattamento cinematografico); poi ho letto L’insegnante di educazione sessuale, che Jonathan Dayton e Valerie Faris stanno adattando per lo schermo; non ho ancora letto Little Children, diventato film nel 2007 con lo stesso titolo, la regia di Todd Field e la sceneggiatura dello stesso Perrotta (candidato all’Oscar, sempre come miglior sceneggiatura non originale).
    E adesso questo Leftovers che sta passando con lo stesso titolo su Sky Atlantic come serie tv, dove Perrotta è sceneggiatore e produttore esecutivo.
    Tom Perrotta scrive libri amati dal cinema. E ritengo che Perrotta ami scrivere libri adatti al cinema.
    Finora la sua opera è stata “compressa” nella durata filmica: adesso approda alla serie tv e probabilmente alla possibilità di tagliare meno e aggiungere profondità, respiro, dettaglio.
    Da quello che ho visto nelle prime due puntate (in lingua originale con sottotitoli, grazie a un benedetto sciopero degli italici doppiatori) , come sempre, qualcosa si perde e qualcosa si guadagna. Come potrebbe essere altrimenti? Sono due media diversi, molto diversi.

    In questo romanzo, ha lasciato da parte la satira e la scuola, ma non l’ironia, per immergersi in un mondo di angoscia.
    Altro argomento che ha mantenuto è quello della religione nella cultura americana contemporanea, anche se qui l’approccio è meno realistico che in The Abstinence Teacher.

    Un giorno, qualcosa o qualcuno si porta via milioni di persone: in tutto il mondo, milioni di persone spariscono in un battere d’occhio, senza motivo, senza perché, senza spiegazione, senza preavviso, senza una logica. Senza guerra, catastrofi, epidemie, tsunami. Senza trombe e neppure tamburi.

    Se ne vanno buoni e cattivi, santi e peccatori, belli e brutti, giovani e vecchi, cristiani, cattolici, ebrei, musulmani, fanatici di qualsiasi tipo, e anche non. Per esempio, spariscono Putin, il papa, Jennifer Lopez e Adam Sandler, e fin qui triplo hurrah: ma se ne vanno anche mio figlio, il moroso della mia migliore amica, mio fratello, tuo cugino amatissimo e via andare.

    Chi resta si trova a dover affrontare la perdita, l’assenza di chi fino a un attimo prima è stato marito, figlio, amante, amico, a dover capire se si è trattato di un premio o di una punizione.

    Il romanzo si svolge tre anni dopo il cosiddetto “rapimento”: la perdita, il lutto non è ancora pienamente elaborato. Non da tutti, almeno.
    E per molti, l’elaborazione sembra impossibile, oppure è faticoso lavoro quotidiano.

    Una storia di sopravvissuti, anche se i rimasti sono più numerosi dei “rapiti”. Contano più gli avanzi umani rimasti (leftovers) che la gente sparita.
    Atmosfera crepuscolare, niente colpi di scena, niente furori millenaristici, l’apocalisse è nell’aria ma, l’aria rimane leggera.

    La storia è nel percorso, nel viaggio: non esiste soluzione, il finale conta poco, avrebbe potuto essere questo o un altro, senza inficiare il racconto.
    Racconto che focalizza su come reagisce la gente a un evento simile.
    Chi si aggrappa a quello che aveva prima, e si rifugia nella “normalità” – chi, invece, sente che non si può tornare indietro e occorra inventarsi un nuovo modo di vivere.
    O, semplicemente, di sopravvivere.

    La sensazione è che niente sarà come prima, ma tutto andrà avanti come è sempre andato.
    Esattamente come l’intendeva il gattopardesco principe di Salina?
    Essenzialmente, in grande solitudine.

    Impossibile non pensare a quell’undici settembre in cui due grattacieli gemelli vennero giù come torri di mattoncini lego e insieme a loro circa tremila persone abbandonarono questa vita.
    [Parlo del 2001, non del primo undici settembre che ho imparato a ricordare, e tacitamente commemorare, quello del 1973].

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    orsodimondo said on Jul 17, 2014 | Add your feedback

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