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The Legend of Zelda - The Minish Cap

Di

Editore: J-Pop

3.8
(9)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 188 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: 8866341258 | Isbn-13: 9788866341253 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: G. Borroni

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Descrizione del libro
La Principessa Zelda viene pietrificata dal sortilegio di Vaati. Per salvarla, Link si addentra nel bosco alla ricerca dei Picori, ma s'imbatte in una strana creatura chiamata Ezlo...
Inizia una nuova grande avventura!
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    Un'impresa malriuscita

    E' piuttosto raro che io valuti una lettura con una o due stelle, ma è cosa ancor più rara che io dia un giudizio tale quando si tratta di Zelda. Le opere di Miyamoto e soci (questo è un titolo sviluppato dalla Capcom) sono magiche, epiche, appassionanti; se le Akira Himekawa sono comunque riusci ...continua

    E' piuttosto raro che io valuti una lettura con una o due stelle, ma è cosa ancor più rara che io dia un giudizio tale quando si tratta di Zelda. Le opere di Miyamoto e soci (questo è un titolo sviluppato dalla Capcom) sono magiche, epiche, appassionanti; se le Akira Himekawa sono comunque riuscite ad essere all'altezza con la conversione manga di "Ocarina of Time", "Majora's Mask" e "Four Swords +", non si può dire che qui abbiano fatto lo stesso. La storia di "Minish Cap" narra del giovanissimo Link che, come sempre, deve salvare la sua amica Principessa Zelda, stavolta tramutata in una statua di pietra a seguito di un sortilegio del mago Vaati. Il malvagio si è liberato di lei per agire incontrastato nel recupero della Forza di Luce, oggetto sacro capace di conferire l'onnipotenza, e credendo fosse custodito nello scrigno della famiglia reale, Vaati ne ha rotto il sigillo della Spada Sacra, ma con il solo risultato di liberare tutte le forze del male in esso imprigionate. Mentre il mondo di Hyrule si popola di mostri d'ogni genere, Vaati riprende la ricerca della Forza di Luce, e Link intraprende la sua avventura per salvare Zelda riforgiando la Spada Sacra, l'unico oggetto capace di spezzare la maledizione; secondo delle antiche leggende, infatti, la Spada Sacra fu forgiata dai Picori, ovvero gnomi grandi quanto un pollice che aiutano gli umani nel quotidiano senza farsi vedere (un po' come Arrietty di Miyazaki!), gli stessi esseri che in un'era remota aiutarono l'eroe a contrastare le forze del male donandogli proprio quella spada magica. I Picori vivono nelle Minish Woods (la foresta dei Minish) e si dice che solo i bambini siano in grado di vederli... Una volta raggiunta la foresta, Link s'imbatte in una strana creatura, un cappuccio parlante di nome Ezlo che dice di sapere parecchie cose sui Picori, ad esempio che per scovarli occorre essere minuscoli, così suggerisce a Link di salire sopra a un ceppo lì vicino, dove a seguito di qualche parola magica il nostro eroe si rimpicciolisce! Quando trova i Picori, scopre che per riparare la Spada Sacra occorre recuperare i quattro elementi (terra, acqua, fuoco e vento) sparsi per Hyrule.

    Questa la trama che trapela dal manga così come dal videogioco, ma per quanto riguarda il manga, in realtà, già dalle prime pagine partiamo male. Leggiamo: "Ti hanno mai narrato dei Picori?" ed è un'introduzione di un solo foglio, messa lì senza criterio, perché nel foglio subito dopo vediamo che Link e il suo parente sono in tutt'altre faccende affaccendati, dunque di chi era quella voce narrante? Ho persino controllato su delle scan online se il manga iniziava davvero in questo modo e non ci sono pagine mancanti, è proprio così che comincia la storia! Mi ha dato una così brutta impressione che sono andata a caricare il gioco presente nel mio 3DS (grazie al "Programma Ambasciatori Nintendo" l'ho ricevuto in omaggio, tra gli altri giochi, per aver acquistato il 3DS prima del taglio del prezzo) e perché avevo ricordi confusi, visto che il gioco è del 2004 e uscì per Gameboy Advance; ebbene, se la storia fosse almeno iniziata come nel videogioco, ossia con l'antica leggenda della Spada Minish forgiata dai Picori... nel manga è nominata in seguito ma non è la stessa cosa; una gestione "spartana" della trama che crea anche confusione. Della storia mi è subito sembrato strano anche il fatto che il fabbro fosse il nonno di Link; ho controllato, e infatti nell'originale si parla di zio (mamma mia quanto sono precisina quando si tratta di Zelda...!) che in realtà Link non deve prepararsi per combattere, quindi non viene bocciato (le Akira Himekawa gli fanno pure fare la parte dello "sfigato"), e in generale hanno dato a Link e Zelda un'interpretazione del carattere che non mi è piaciuta proprio: Link che non crede all'esistenza dei Picori?! Dov'è finito il suo cuore puro? Poi approfitta del suo essere minuscolo per guardare sotto la gonna di una ragazza; questo non è Link! E chi è quella Zelda capricciosa che pur di convincere Link ad accompagnarla alla festa del paese si mette a lagnare e piangere?! E va bene che nel genere manga è tipica la presenza di qualche "sipario comico", ma questi non sono gli eroi che conosciamo noi appassionati! Mi ricordavo una Zelda vivace, un po' maschiaccio e ribelle perché sfugge al comportamento consono a una principessa, ma non una così viziata e capricciosa come ci viene mostrata nel manga!

    Un altro aspetto che è un peccato non sia stato mantenuto, è la particolarità della lingua Minish: quando Link incontra per la prima volta i Picori, le due razze non riescono a capirsi. Mentre seguivo il manga ho provato a leggere al contrario le frasi pronunciate dai Picori: non avevano comunque senso, ma mi ha ricordato il giapponese. Nel videogioco, infatti, da brava otaku sono andata a controllare per poi (ri)scoprire che i Picori parlano italiano al contrario, e a quanto pare i traduttori hanno sorvolato questo dettaglio lasciando il linguaggio com'era nel manga originale (ossia il giapponese al contrario). Riguardo all'edizione della J-pop c'è da dire che sono presenti anche degli errori di stampa. Come già visto negli altri manga della serie proposti dalle Akira Himekawa, anche in questo volume la storia scorre fin troppo in fretta quando si tratta di dungeon, boss, e oggetti speciali che poi entrano nell'arsenale d'armi di Link; in questo manga la presenza di tali elementi è ancora più scarna. D'un tratto vediamo Link in un dungeon che ottiene quello straordinario oggetto chiamato Giara Magica, poi lo vediamo con il Bastone Sottosopra, e sempre più a mo' di sketch, eccolo indossare i Guantoni Talpa! Ma che tristezza, non c'è un benché minimo di approfondimento e nemmeno una situazione che mostri come ognuno di questi oggetti sia importante per il proseguimento dell'avventura.

    Durante la mia esperienza videoludica di Minish Cap, ricordo il tempo che dedicai alla ricerca dei cosiddetti "Frammenti di Felicità", amuleti spezzati da fondere con la giusta (e smarrita) metà. Era una fase di gioco lunga e impegnativa, perché si accumulavano pezzi senza trovare la controparte mancante, e ce n'erano un'infinità! Pur essendo una sub-quest era appassionante anche perché rivelava degli approfondimenti sui vari personaggi; nel manga, invece, la fusione dei frammenti si presenta solo un paio di volte, cosicché non nasce lo stesso entusiasmo. E' proprio questo ciò che manca al manga: entusiasmo, phatos, coinvolgimento. E' del tutto assente la magia che si respirava nel videogioco, quella sensazione di trovarsi in un altro mondo quando in realtà è lo stesso ma visto al microscopio, dove ti sembra essere una formica che passeggia tra ghiande e bottoni giganti, arrampicandoti nelle coste dei libri e temendo la polvere, col rischio d'affogare in quello che sembra un lago ma in realtà è solo una piccola pozzanghera, sfuggendo a gatti e pulcini che ti scambiano per cibo. Veramente ci sarebbero anche questi siparietti, ma nel videogioco era più intenso, aveva più spazio ed era vissuto costantemente come caratteristica principale della storia (un altro esempio, controllare tutto ciò che ti circonda alla ricerca di sentieri e piccole casette a cui si accede solo in forma Minish). Nella storia cartacea sono poi sbandierati dei messaggi positivi talmente scontati e banali che fanno cadere le braccia. Mi si era creata una certa aspettativa sulla vicenda della farfalla che canta (non ricordo se fosse presente anche nel videogioco; in questo caso non ho controllato perché dovrei rifare tutta l'avventura!) ma alla fine si conclude in poche pagine e le solite battute melense. Le Akira Himekawa ci regalano però degli extra, 6 pagine che riguardano il passato di Vaati. Beh, non fanno né caldo né freddo; non era meglio dedicare quelle pagine alla storia vera e propria? Si salvano solo i disegni, ma si era visto di meglio con "Ocarina of Time" e "Majora's Mask".

    Questa e altre recensioni su http://valentinabellettini.blogspot.com

    ha scritto il