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The Line of Beauty

By

Publisher: Picador

3.7
(300)

Language:English | Number of Pages: 501 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , French , Italian , Chi traditional , Portuguese

Isbn-10: 0330436236 | Isbn-13: 9780330436236 | Publish date:  | Edition Open Market Ed

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
In the summer of 1983, twenty-year-old Nick Guest moves into an attic room in the Notting Hill home of the Feddens: conservative Member of Parliament Gerald, his wealthy wife Rachel, and their two children, Toby-whom Nick had idolized at Oxford-and Catherine, highly critical of her family's assumptions and ambitions.

As the boom years of the eighties unfold, Nick, an innocent in the world of politics and money, finds his life altered by the rising fortunes of this glamorous family. His two vividly contrasting love affairs, one with a young black clerk and one with a Lebanese millionaire, dramatize the dangers and rewards of his own private pursuit of beauty, a pursuit as compelling to Nick as the desire for power and riches among his friends. Richly textured, emotionally charged, disarmingly comic, this U.K. bestseller is a major work by one of our finest writers.
Sorting by
  • 3

    I liked the book for its style and use of language. I didn't care for any of the characters--but,of course, I don't think we are expected to. Very dark vision of the human relationships between the characters. I will keep my eyes open for future books by Hollinghurst, but hope that he can find ...continue

    I liked the book for its style and use of language. I didn't care for any of the characters--but,of course, I don't think we are expected to. Very dark vision of the human relationships between the characters. I will keep my eyes open for future books by Hollinghurst, but hope that he can find a means to portray more sympathetic characters and relationships.

    said on 

  • 3

    La bellezza non tiene alla linea non appartenendo a nessuna geometria prevista: la bellezza la forma non la segue: la esegue.

    Nick Guest è per l'appunto la cellule ospite: allora il virus qual è? Toby se le è attaccato addosso, Nick, a Oxford e l'ha portato in casa Fedden, non che la casa fosse immune: Catherine non si è fatta scappare nessuna delle fobie presenti in listino, la madre Rachel è uno spettro lei sì jamesia ...continue

    Nick Guest è per l'appunto la cellule ospite: allora il virus qual è? Toby se le è attaccato addosso, Nick, a Oxford e l'ha portato in casa Fedden, non che la casa fosse immune: Catherine non si è fatta scappare nessuna delle fobie presenti in listino, la madre Rachel è uno spettro lei sì jamesiano e Gerald è talmente lo stereotipo di se stesso che se non avesse avuto una relazione extraconiugale con la figlia di un socialista avrebbe potuto destabilizzarmi.

    Il virus non è l'AIDS che non risparmia nessuno: né i giovani neri piccoli borghesi che sono il massimo della povertà rilevata nella storia- rudi quanto vuoi, i neri, ma che infine sanno suonare: il pianoforte?... - né i ricchi libanesi; l'AIDS è comunque la testimonianza di una passione fisica vissuta liberamente, per quanto ancora in forma trasgressiva e perciò infantile: segreta, come quando la fai a letto però, non come quando difendi una verità per la quale gli altri non sono ancora pronti.

    Il virus è il desiderio del lusso, la volgare smania di eccesso materiale. Il virus è la vanità che ti scava dentro più della coca. La seduzione del potere: ecco il virus che ci decima tutti mentre tiriamo su tutto rollando banconote da cento. Un thatcherismo di maniera a cui se togli la maniera cosa vuoi che resti? L'ennesimo scandalo di carta, ma il vero scandalo è la carta sprecata per rendere pubblico qualcosa che di pubblico non ha mai avuto niente.

    L'estesismo di Nick ha una vita facile facile, la omosessualità di Nick è l'alibi delle sue vigliaccherie. Una storia senza eroi per una epoca che canta da sé le proprie lodi per non affrontare la vacuità che ha sprigionato e che ha provato a motivare chiamandola ricchezza.

    Nel romanzo di Hollinghurst c'è troppa autoindulgenza nello stile. Le cose succedono con una comodità che fa dissolvere alla svelta le spinte tragiche e comiche che pure ci sono. Quel che manca è l'impatto: il sesso, la morte, la bellezza, tutto avviene come attraverso un cuscino che però non soffoca come in un omicidio ma che sostiene la nuca come durante un sonnellino.

    Lo so, il nume tutelare del romanzo è Henry James: ma Hanry James era un gatto sicario, Hollinghurst è un porcellino d'India, ed è vero che entrambi usano i guanti di velluto: ma i guanti di James coprivano dita scheletriche e agghiaccianti, quelli di Hollinghurst palmi soffici di manicure e unghia french.

    Per dire: Hollinghurs si sarà pure inoculato il virus di James: purtroppo per lui gli anticorpi hanno rovinato tutto impedendo l'infezione. La forma, purtroppo per il romanzo, è salva.

    Titolo intero che avevo inizialmente pensato per la recensione: "Nel caso della bellezza una linea già tracciata non può che portare dentro nel - e non fuori dal - labirito e verso il forno dell'orco, mica in salvo fuori dal bosco, quindi: la bellezza alla linea non ci tiene e non le tiene dietro: al massimo la lascia dietro di sé dopo essere passata, e dura giusto qualche istante prima di spirare, come l'abusata scia delle navi? come le parole - pese come macigni... - scritte sulla riva? eccerto, e come l'amore quando è vita in movimento e non un testamento di morte che dura chissà quanti anni."

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  • 2

    Mi dispiace averlo lasciato al suo destino, è scritto molto bene ma la storia raccontata è di una pesantezza e di una lentezza quasi insopportabile. Forse è una lettura invernale. Forse.

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  • 5

    Ho letto 'La biblioteca della piscina' a 19 anni, grazie ad un illuminato professore universitario che mi affascinò con un seminario sul camp. Mi ricordo che le mie prima impressione furono di stupore e di piacere. Stupore perchè non avevo mai letto nulla che riguardasse il mondo omosessuale, per ...continue

    Ho letto 'La biblioteca della piscina' a 19 anni, grazie ad un illuminato professore universitario che mi affascinò con un seminario sul camp. Mi ricordo che le mie prima impressione furono di stupore e di piacere. Stupore perchè non avevo mai letto nulla che riguardasse il mondo omosessuale, per di più narrato in modo esplicito. Piacere per quella società conservatrice londinese, in piena epoca lady di ferro, raccontata così divinamente e che così dettagliatamente immaginavo ad occhi aperti mentre studiavo letteratura. Vent'anni dopo Hollinghurst non mi ha deluso per niente, ma anzi, più consapevole, più matura e meno romantica, l'ho trovato ancor più bravo. Un romanzo elegante, anche nella scrittura. Una prosa che non ricordavo così sorprendente. Ci sono i tories, c'è il mondo omosessuale dell'alta borghesia e delle marchette, c'è l'educazione oxfordiana, c'è una Londra perfetta e snob, c'è tanta coca, c'è tanto cinismo. Un dolore finale, una chiusa che non mi aspettavo in un romanzo dove l'ironia non manca. Siamo in England, dopotutto. Che incanto. Che meraviglia. Quanta bravura.

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  • 5

    una scrittura densa. A volte cruda ma mai volgare.
    Un giovane insicuro che cerca di inserirsi in un mondo che sembra non essere il suo, al quale tenta di restare aggrappato testardamente ma che non lo riconoscerà mai veramente come suo membro.
    quello che vorremmo essere spesso non è quello che si ...continue

    una scrittura densa. A volte cruda ma mai volgare. Un giovane insicuro che cerca di inserirsi in un mondo che sembra non essere il suo, al quale tenta di restare aggrappato testardamente ma che non lo riconoscerà mai veramente come suo membro. quello che vorremmo essere spesso non è quello che siamo! E non è poi una cosa così grave!

    said on 

  • 5

    美的線條

    太棒的一本小說,甚至得慢慢地一個字一個字讀,慢慢品味咀嚼。 簡單的故事情節、人物出場安排,卻在主角門互動間,描繪出一個時代的細膩情感。 大大推薦一定要讀的好書。

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