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The Loneliness of the Long-Distance Runner

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Publisher: Vintage Books USA

3.8
(394)

Language:English | Number of Pages: 176 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Catalan

Isbn-10: 0307389642 | Isbn-13: 9780307389640 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , Others , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
In the title story, a boy is made into a distance runner when he arrives at reform school.
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  • 4

    Un libro inaspettato ma regalato con intelligenza e savoir faire.
    La solitudine del maratoneta è uno dei più bei racconti che abbia mai letto. E' la storia di un bullo, di un antieroe che sopravvive non riscattando se stesso attraverso il duro lavoro o la fatica dello studio, ma affinando il pens ...continue

    Un libro inaspettato ma regalato con intelligenza e savoir faire. La solitudine del maratoneta è uno dei più bei racconti che abbia mai letto. E' la storia di un bullo, di un antieroe che sopravvive non riscattando se stesso attraverso il duro lavoro o la fatica dello studio, ma affinando il pensiero al ritmo della corsa, della maratona, della lotta con se stesso. La storia è ambientata in una periferia dell'Inghilterra degli anni 50, composta da gente semplice e da ragazzi figli della furbizia intelligente per sopravvivere ed arrabattarsi in qualche modo: piccoli furfanti, orfani senza regole, bulli di strada totalmenti liberi. Smith farà qualcosa di eccezionale, dopo aver modellato i propri pensieri e la propria personalità correndo, scegliendo di che morte morire ma non rinunciando alla propria onestà intellettuale. Gli altri racconti non sono così belli, ma narrano delle miserie umane di chi è in difficoltà e fatica a tirare avanti, perciò si respira molta poesia. E poi questo libro ha avuto il pregio di farmi superare il blocco del lettore, dato che non finivo un libro da luglio.

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  • 3

    Quando il titolo prende il nome da uno dei racconti presenti all’interno, ricorda un po’ il fruttivendolo che per fare risplendere ancor di più la sua merce, piazza le mele e le pesche migliori al di sopra della cassetta e lascia sotto tutte quelle un po’ pezzate o addirittura marcite. Che non si ...continue

    Quando il titolo prende il nome da uno dei racconti presenti all’interno, ricorda un po’ il fruttivendolo che per fare risplendere ancor di più la sua merce, piazza le mele e le pesche migliori al di sopra della cassetta e lascia sotto tutte quelle un po’ pezzate o addirittura marcite. Che non si veda, per carità, che il cliente non veda il marciume che c’è sotto, ma solo lo luccichìo che splende sopra. Se poi aggiungete un titolo così accattivante, il gioco è fatto , il lettore ci cascherà sicuramente Rilassatevi, questo fruttivendolo deve essere un po’ inesperto, perché la merce che c’è sotto sembra quasi migliore di quella sopra, e la frutta ancora più gustosa. Racconti di solitudine, di tante solitudini: triste, amara, ma anche cercata, agognata, desiderata. La solitudine che ci è destinata.

    “Cloppete-clop, paf-paf, cric-crac. Solo se affronto ogni cosa del genere col mio passo, posso continuare ad essere quello di una volta e rispondere ai colpi; e ora che ho continuato a pensare sin qui so che vincerò, alla fine”

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  • 0

    Paolo Giordano nella sua prefazione al libro, fa riferimento al verso “look at all the lonely people”, estratto dalla canzone “Eleanor Rigby” dei Beatles. Si, perché i personaggi di questa carrellata di racconti di Alan Sillitoe, scritto alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, sono in defini ...continue

    Paolo Giordano nella sua prefazione al libro, fa riferimento al verso “look at all the lonely people”, estratto dalla canzone “Eleanor Rigby” dei Beatles. Si, perché i personaggi di questa carrellata di racconti di Alan Sillitoe, scritto alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, sono in definitiva tutti molto soli. La solitudine infatti appare anche nel titolo ed è quella che affligge tutti i protagonisti di questi racconti. Io estendendo la citazione e scomodando John Lennon, definirei questi uomini degli “working class hero(es)". Non sono eroi nel senso conosciuto e classico del termine, anzi di eroico forse hanno ben poco, sono poveri, disoccupati, sconfitti e pensionati, ma sono degli eroi che sopportano dignitosamente la loro condizione, la portano sulle spalle e con una buona dose di cinismo e ironia continuano a vivere e sopravvivere tra le fabbriche e il degrado periferico delle grandi città dell’Inghilterra. Due categorie di persone sembrano attirare particolarmente Sillitoe, i ragazzini e i vecchi, come se le due estremità fossero sufficienti a spiegare tutto ciò che c’è nel mezzo. Di certo Alan Sillitoe riesce a raccontare questa realtà britannica alla perfezione.

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  • 4

    Sillitoe é un cantore dell´Inghilterra proletaria. Quella la sua estrazione, lí sta il suo capolavoro (Sabato sera, Domenica mattina), e lí va a parare anche questa raccolta di racconti; quello che dá il titolo é il piú famoso, visto il film che ne ha tratto Richardson, ed é anche uno dei piú riu ...continue

    Sillitoe é un cantore dell´Inghilterra proletaria. Quella la sua estrazione, lí sta il suo capolavoro (Sabato sera, Domenica mattina), e lí va a parare anche questa raccolta di racconti; quello che dá il titolo é il piú famoso, visto il film che ne ha tratto Richardson, ed é anche uno dei piú riusciti. Il livello é comunque alto, c´é questa rappresentazione struggente di una umanitá costantemente ossessionata dal denaro e dalla fame, dove anche un lavoro piú specializzato in fabbrica puó significare un minuscolo gradino sulla scala sociale. Una nota sul linguaggio: Sillitoe ha preso lo slang fluido e giovanilistico di Salinger e lo ha adattato (secondo me rendendolo ancora piú autentico) al sottoproletariato cazzuto e arrabbiato della Nottingham degli anni 50. E a leggerli adesso - questi racconti, questo linguaggio - sembrano tutt´altro che inattuali.

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  • 5

    Tante solitudini

    Il libro contiene una raccolta di racconti, tutti molto belli e originali, con una malinconia diffusa data dal muro tra il protagonista e il resto del mondo. Il primo racconto è un po' l'eccezione perchè il muro è un muro reale più che mentale (il muro del carcere) e il protagonista avrebbe, vole ...continue

    Il libro contiene una raccolta di racconti, tutti molto belli e originali, con una malinconia diffusa data dal muro tra il protagonista e il resto del mondo. Il primo racconto è un po' l'eccezione perchè il muro è un muro reale più che mentale (il muro del carcere) e il protagonista avrebbe, volendo, la possibilità di inserirsi nel mondo. Tutti gli altri personaggi invece sono irrimediabilmente ai margini, e cercano un rapporto con la parte più buona e meno rigida della società (i bambini) ma questa loro tensione a un affetto a una relazione con qualcuno viene fraintesa per qualche motivo. In tutti i racconti o quasi la polizia imperversa a difesa della società-bene, dimostrando un'ottusità granitica e l'ultimo racconto autobiografico, spiega in parte come mai l'autore sia così legato proprio a quel tipo di personaggio e di situazione. Se il primo racconto, un po' alla giovane Holden, potrebbe anche risultare irritante gli altri sono senz'altro commoventi.

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  • 4

    Fotografie moderne di un tempo antico

    "Io so che io sono vivo e lui è morto. E' morto stecchito. Se facesse dieci metri di corsa schiatterebbe. Se facesse dieci metri dentro quello che succede nelle mie budella schiatterebbe ugualmente: dalla sorpresa."


    Ogni mattina un uomo si sveglia e scopre di essere, sebbene imprigionato, ...continue

    "Io so che io sono vivo e lui è morto. E' morto stecchito. Se facesse dieci metri di corsa schiatterebbe. Se facesse dieci metri dentro quello che succede nelle mie budella schiatterebbe ugualmente: dalla sorpresa."

    Ogni mattina un uomo si sveglia e scopre di essere, sebbene imprigionato, più libero degli altri, di quella folla di carcerieri che non sospettano che lui abbia un animo e dei pensieri. "Fotografato" è il termine adatto per un libro di racconti così vividi e moderni da proiettarti nella mente le immagini che descrive.

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  • 4

    Ultimamente prediligo le raccolte di racconti e quando, come in questo caso, alcuni mi colpiscono particolarmente, tutto il libro per me diventa indimenticabile...
    La solitudine del maratoneta, Il quadro del peschereccio, La decadenza e il crollo di Frankie Buller - il primo, quello centrale e l' ...continue

    Ultimamente prediligo le raccolte di racconti e quando, come in questo caso, alcuni mi colpiscono particolarmente, tutto il libro per me diventa indimenticabile... La solitudine del maratoneta, Il quadro del peschereccio, La decadenza e il crollo di Frankie Buller - il primo, quello centrale e l'ultimo, strategicamente posizionati - sono così toccanti, pieni di umanità, desolanti nel loro realismo che fanno perdonare una traduzione nel complesso un po' incespicante...

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