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The Lost Continent

Travels in Small-Town America

By

Publisher: HarperCollins Publishers Inc

3.8
(597)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian

Isbn-10: 0060920084 | Isbn-13: 9780060920081 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Others , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Book Description
An unsparing and hilarious account of one man's rediscovery of America and his search for the perfect small town.
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  • 3

    Ironia, sagacia e.... noia

    Bill Bryson è sicuramente uno scrittore vulcanico, dotato di una sagacia e di una perfida ironia come pochi. Peccato che talvolta sia pure logorroico e si intrattenga in particolari che meriterebbero un più fugace interesse. Il romanzo sconta la carenza di punti di riferimento del lettore (europe ...continue

    Bill Bryson è sicuramente uno scrittore vulcanico, dotato di una sagacia e di una perfida ironia come pochi. Peccato che talvolta sia pure logorroico e si intrattenga in particolari che meriterebbero un più fugace interesse. Il romanzo sconta la carenza di punti di riferimento del lettore (europeo o italiano): sovente si narra di città (se non addirittura di Stati) che si conoscono solamente per nome.

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  • 4

    Divertente e politicamente scorretto

    Questo divertente e politicamente scorretto libro è il resoconto del viaggio intrapreso da Bill Bryson attraverso gli Stati Uniti. A qualche tempo di distanza dalla morte del padre, Bill decide di tornare negli USA dall'Inghilterra, dove ormai si è stabilito da parecchi anni, per ripercorrere gli ...continue

    Questo divertente e politicamente scorretto libro è il resoconto del viaggio intrapreso da Bill Bryson attraverso gli Stati Uniti. A qualche tempo di distanza dalla morte del padre, Bill decide di tornare negli USA dall'Inghilterra, dove ormai si è stabilito da parecchi anni, per ripercorrere gli itinerari vacanzieri della sua infanzia e per ritrovare la stessa spensieratezza dell'epoca.
    Ovviamente, a trent'anni di distanza è difficile ritrovare le stesse situazioni e rivivere le stesse emozioni; così, si capisce un po' perchè Bryson abbia deciso di lasciare gli USA per il vecchio continente.
    Mi viene naturale fare un parallelo con "Strade Blu" di William Least Heat-Moon, letto solo pochi mesi fa; entrambi sono racconti di un viaggio reale fatto in solitaria ma laddove quello di Least Heat-Moon è un racconto romantico quello di Bryson si scopre essere un esilarante narrazione da parte di un uomo di mezza età brontolone a cui non piace nulla o quasi di quello che vede, tanto che mi viene da pensare che, probabilmente, un lettore che non sapesse nulla di nulla degli USA non sarebbe invogliato a visitarli in seguito alla lettura di "America Perduta".
    Nota di demerito per la traduzione, alcune cose che ho controllato erano totalmente sbagliate.

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  • 2

    Ripetitivo

    Ripetitivo come lo sono gli Stati USA, specialmente per chi gli USA non li conosce. E Bryson fa davvero poco per distinguerli l'uno dall'altro. Paesaggi monotoni, descrizioni tutte simili, aree commerciali - parcheggi - fast-food e poco altro. Non solo il libro risente dell'età (è del 1988, le co ...continue

    Ripetitivo come lo sono gli Stati USA, specialmente per chi gli USA non li conosce. E Bryson fa davvero poco per distinguerli l'uno dall'altro. Paesaggi monotoni, descrizioni tutte simili, aree commerciali - parcheggi - fast-food e poco altro. Non solo il libro risente dell'età (è del 1988, le cose cambiano!) ma la solita brillante scrittura di Bryson è annacquata dalla mancanza di cose da dire. Davvero un piattume. Un po' triste, poi, verificare che questo "viaggio" è fatto tutto in auto, attraversando stati e stati senza mai scendere se non per un panino e una dormita in motel. Poco per dire di aver visitato una nazione tanto grande.

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  • 5

    Un libro spassoso e divertente, un diario di viaggio attraverso i luoghi meno conosciuti e celebrati d'America. Due disappunti, però, su un libro quasi perfetto: la breve sezione sul viaggio a Ovest e la ristrettezza (e ignoranza) mentale di Bryson quando liquida la storia del West come quella di ...continue

    Un libro spassoso e divertente, un diario di viaggio attraverso i luoghi meno conosciuti e celebrati d'America. Due disappunti, però, su un libro quasi perfetto: la breve sezione sul viaggio a Ovest e la ristrettezza (e ignoranza) mentale di Bryson quando liquida la storia del West come quella di contadini occupati solo a sparare.

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  • 4

    Un ritorno alle radici. Un viaggio attraverso un presente irrimediabilmente rimasto ancorato al passato. Un appassionante vagabondaggio per le strade dell'America minore, dentro il cuore di quella "piccola città" che è l'anima segreta degli Stati Uniti. Su una vecchia Chevrolet, BilI Bryson, amer ...continue

    Un ritorno alle radici. Un viaggio attraverso un presente irrimediabilmente rimasto ancorato al passato. Un appassionante vagabondaggio per le strade dell'America minore, dentro il cuore di quella "piccola città" che è l'anima segreta degli Stati Uniti. Su una vecchia Chevrolet, BilI Bryson, americano di nascita ma inglese d'adozione, percorre 22.500 chilometri all'inseguimento di un ricordo, restituendoci il fascino attonito del tempo che si ferma, l'amara dolcezza delle vie secondarie, la canzone di uno sterminato paese che continua a credere, a immaginare, a vivere fra le pieghe di un sogno domestico e provinciale.

    Questo libro si è prestato ad una doppia ricerca: leggevo un capitolo annotandomi le località e poi andavo a fare un giro virtuale su google map.
    H avuto modo così di fare un viaggio nell'america (minuscolo intenzionale) che non vedrò mai... Bryson è molto critico verso il suo paese d'origine, anche se non mancano pagine comiche con notizie interessanti
    E' comunque una lettura amara: paesi immersi nel nulla con nulla da vedere, dove le giornate si susseguono tutte uguali, dove la noia regna sovrana, dove l'incuria è lo standard, dove sembra che il tempo si sia fermato sessant'anni fa, dove arrivi a capire perché l'alcolismo è così diffuso e perché i ragazzi prendono un fucile in mano e si mettono a sparare all'impazzata...

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  • 4

    .

    Il libro racconta il vero viaggio di Bryson negli Stati Uniti, alla ricerca di un posto dove stabilirsi dopo tanti anni passati nel Regno Unito.
    Devo dire che l'ho trovato piuttosto interessante, soprattutto perché Bryson viaggia spesso in cittadine medio-piccole, se non minuscole, e di ogn ...continue

    Il libro racconta il vero viaggio di Bryson negli Stati Uniti, alla ricerca di un posto dove stabilirsi dopo tanti anni passati nel Regno Unito.
    Devo dire che l'ho trovato piuttosto interessante, soprattutto perché Bryson viaggia spesso in cittadine medio-piccole, se non minuscole, e di ognuna racconta vari aneddoti sicuramente curiosi.
    Il libro è ben scritto, ma soprattutto diverte quella vena di umorismo all'inglese che attraversa ogni pagina, quel sottile sarcasmo nel raccontare soprattutto dei difetti di ogni luogo che visita... infatti, non c'è un luogo uno che vada bene al nostro autore, ogni posto ha il suo difettuccio che gli impedisce di dire "vivrò qui".
    Ciò, in tutta franchezza, è anche il punto dolente del libro, perché alla lunga questo meccanismo diventa irritante... la sensazione che viaggiasse in certi luoghi solo per elencarne i difetti e compiacersi di averne trovati era piuttosto forte.
    A parte questo, l'ho trovato un ottimo diario di viaggio, sicuramente non banale e ben scritto.

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  • 5

    Dal pigro e afoso sud degli Stati Uniti alla raffinatezza della costa est; dall'immensità dei Grandi Laghi al silenzio maestoso e mozzafiato del Grand Canyon. Bill Bryson rivisita i luoghi della propria infanzia con un viaggio on the road e ci racconta con spassosa ironia meraviglie e contraddizi ...continue

    Dal pigro e afoso sud degli Stati Uniti alla raffinatezza della costa est; dall'immensità dei Grandi Laghi al silenzio maestoso e mozzafiato del Grand Canyon. Bill Bryson rivisita i luoghi della propria infanzia con un viaggio on the road e ci racconta con spassosa ironia meraviglie e contraddizioni dell'America, il consumismo sfrenato, i propri pregiudizi, gli spazi sprecati e i paesaggi incantevoli, l'allegria e la gentilezza della gente incontrata.
    Un libro schietto, profondo e spassoso che mi ha divertito da morire, ma che mi ha fatto anche riflettere tanto. Per tutti gli innamorati dell'America.

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  • 5

    lo spassosissimo autore ti accompagna tra cittadine tipiche U.S.A. e trappole per masse di turisti con mille comodità attraverso un racconto intimo e leggero, ironico e tagliente. 10+

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