Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

The Lost Continent

Travels in Small-Town America

By

Publisher: HarperCollins Publishers Inc

3.8
(611)

Language:English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian

Isbn-10: 0060920084 | Isbn-13: 9780060920081 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Others , Audio CD , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Travel

Do you like The Lost Continent ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
An unsparing and hilarious account of one man's rediscovery of America and his search for the perfect small town.
Sorting by
  • 4

    Il titolo dice già tutto.
    Un'America quasi mai descritta, quella di una casa in mezzo al nulla e chilometri di strade tra paesaggi molteplici.
    Bravo Bill, come sempre, in più qui sei a casa tua. ...continue

    Il titolo dice già tutto.
    Un'America quasi mai descritta, quella di una casa in mezzo al nulla e chilometri di strade tra paesaggi molteplici.
    Bravo Bill, come sempre, in più qui sei a casa tua.

    said on 

  • 1

    Interessante avvio per questa lettura di svago, soprattutto per il modo di scrivere dell'autore, cinico ed accattivante.
    Le prime pagine sono divertenti e ricche di aneddoti molto simpatici, ma alla l ...continue

    Interessante avvio per questa lettura di svago, soprattutto per il modo di scrivere dell'autore, cinico ed accattivante.
    Le prime pagine sono divertenti e ricche di aneddoti molto simpatici, ma alla lunga stanca davvero questo libro.
    Soprattutto per il modo di porsi durante il viaggio. Non è possibile bocciare e catalogare una cittadina ed un paese per i soli 5 minuti in cui si è stati.
    Pensavo meglio dalle prime pagine.

    said on 

  • 3

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo p ...continue

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo piccole curiosità storiche e geografiche senza alcuna velleità di approfondimento accademico. Racconta quello che sa, ammette quello non sa e non si preoccupa di dissimulare preconcetti e ingenuità personali, propri di una mentalità né raffinata né politicamente corretta. Racconta tutto con molta ironia, non sempre caritatevole, facendo limpidamente e senza giustificazioni, con umorismo cinico e sgraziato, affermazioni su argomenti delicati come la segregazione razziale, la criminalità, la politica presidenziale, la morte, le amabili grazie delle cameriere carine.
    Ho letto molti commenti risentiti dal tono e dai contenuti: io trovo semplicemente che un uomo avesse voglia di raccontare i fatti suoi senza pretese e che così sia da prendere questo libro, senza attendersi neanche lontanamente un pezzo capitale della letteratura di viaggio.
    Un libretto tranquillo, di compagnia nei ritagli di tempo, facile da leggere anche in coda alla posta o sull'autobus.

    Una personale nota di demerito la esplicito su un fatto: accetto e sostengo l'assenza di pretese, ma Bryson non ha neanche provato a descrivere l'anima di qualcuna delle sue tappe, escludendo il suo natio Midwest. Il suo essere sempre di passaggio è specificato fin troppo bene e non rimane niente di personale riguardo a città e cittadine: il potere evocativo di questo libretto è basso. Considerando l'oggetto che aveva tra le mani - un paese grande e variegato come un continente - mi sembra un oggettivo fallimento. Inoltre, l'umorismo dell'autore è leggero, ma troppe volte prevedibile e mai originale.

    Tre stelle scarse scarse. Due no solo per confronto con letture passate, ben più indigeste di questa.

    Piccola nota: il viaggio in oggetto è stato fatto tra il 1987 e il 1988, non prendete nota di hotel e ristoranti senza considerare che molti potrebbero essere, se non spariti, cambiati drasticamente. Idem per ogni tipo di commento e osservazione: solo per fare un esempio, l'autore parla con trasporto di quanto fosse ricca Detroit che proprio l'anno scorso è andata in bancarotta.

    said on 

  • 3

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo p ...continue

    Un tizio sale in macchina e fa il giro del suo paese natale, vasto e variegato per carattere culturale, geografico e climatico. Tale tizio è un tipo comune senza pretese: osserva e commenta offrendo piccole curiosità storiche e sociali senza nessuna velleità di approfondimento accademico. Racconta quello che sa, ammette quello non sa e non si preoccupa di dissimulare preconcetti e ingenuità personali né sofisticati né politicamente corretti. Racconta tutto con molta ironia non sempre caritatevole, facendo limpidamente e senza giustificazioni, con umorismo cinico e sgraziato, affermazioni su argomenti delicati come la segregazione razziale, la criminalità, la politica di alcuni presidenti, la morte, le amabili grazie delle cameriere carine.
    Ho letto molti commenti risentiti dal tono e dai contenuti: io trovo semplicemente che un uomo avesse voglia di raccontare i fatti suoi senza pretese e che così sia da prendere questo libro, senza attendersi neanche lontanamente un pezzo capitale della letteratura di viaggio.
    Un libretto tranquillo, di compagnia nei ritagli di tempo, facile da leggere anche in coda alla posta o sull'autobus.

    Complessivamente: tre stelle meno un pizzico. Due no, due le dò ai libri decisamente sgradevoli. Quattro le dò ai libri decisamente gradevoli, più sostanziosi di questo. Il pizzico lo levo perché l'umorismo dell'autore è leggero, ma troppe volte prevedibile e mai originale.

    Piccola nota: il viaggio in oggetto è stato fatto tra il 1987 e il 1988, non prendete nota di hotel e ristoranti senza considerare che molti potrebbero essere, se non spariti, cambiati drasticamente. Idem per le osservazioni. Solo per fare un esempio, a un certo punto l'autore parla di quanto fosse ricca Detroit che proprio l'anno scorso è andata in bancarotta.

    said on 

  • 4

    grande Bill

    Ammetto che Bryson mi piace molto e questo libro non fa che consolidare le mie opinioni su questo autore, alcune parti mi hanno fanno proprio ridere e altre mi hanno fatto venire la curiosità di veder ...continue

    Ammetto che Bryson mi piace molto e questo libro non fa che consolidare le mie opinioni su questo autore, alcune parti mi hanno fanno proprio ridere e altre mi hanno fatto venire la curiosità di vedere l'America... però sicuramente in estate

    said on 

  • 4

    Mi son divertita moltissimo a viaggiare con Bryson da uno stato all’altro degli USA. Lui, statunitense che da anni vive in Inghilterra, si mette al volante di una vecchia Chevette per andare a (ri)sco ...continue

    Mi son divertita moltissimo a viaggiare con Bryson da uno stato all’altro degli USA. Lui, statunitense che da anni vive in Inghilterra, si mette al volante di una vecchia Chevette per andare a (ri)scoprire molti luoghi d’America, spinto da una certa malinconia verso il passato, ma accompagnato anche da una buona dose di distacco e di europeizzazione che gli permettono di mettere in luce lati buoni e lati brutti dell’American Way of Life. Scritto con grande ironia mostra l’enorme varietà di paesaggi, città e umanità di questo sterminato Paese, che tuttavia presenta troppo spesso lungo le sue strade la combinazione “stazione di servizio-motel-fastfood” e ha perso qualcosa della genuinità di un tempo. Il risulato è un viaggio on the road che tocca ben 38 stati, diverte e al tempo stesso ci ricorda che il tempo passa...

    said on 

  • 3

    Ironia, sagacia e.... noia

    Bill Bryson è sicuramente uno scrittore vulcanico, dotato di una sagacia e di una perfida ironia come pochi. Peccato che talvolta sia pure logorroico e si intrattenga in particolari che meriterebbero ...continue

    Bill Bryson è sicuramente uno scrittore vulcanico, dotato di una sagacia e di una perfida ironia come pochi. Peccato che talvolta sia pure logorroico e si intrattenga in particolari che meriterebbero un più fugace interesse. Il romanzo sconta la carenza di punti di riferimento del lettore (europeo o italiano): sovente si narra di città (se non addirittura di Stati) che si conoscono solamente per nome.

    said on 

  • 4

    Divertente e politicamente scorretto

    Questo divertente e politicamente scorretto libro è il resoconto del viaggio intrapreso da Bill Bryson attraverso gli Stati Uniti. A qualche tempo di distanza dalla morte del padre, Bill decide di tor ...continue

    Questo divertente e politicamente scorretto libro è il resoconto del viaggio intrapreso da Bill Bryson attraverso gli Stati Uniti. A qualche tempo di distanza dalla morte del padre, Bill decide di tornare negli USA dall'Inghilterra, dove ormai si è stabilito da parecchi anni, per ripercorrere gli itinerari vacanzieri della sua infanzia e per ritrovare la stessa spensieratezza dell'epoca.
    Ovviamente, a trent'anni di distanza è difficile ritrovare le stesse situazioni e rivivere le stesse emozioni; così, si capisce un po' perchè Bryson abbia deciso di lasciare gli USA per il vecchio continente.
    Mi viene naturale fare un parallelo con "Strade Blu" di William Least Heat-Moon, letto solo pochi mesi fa; entrambi sono racconti di un viaggio reale fatto in solitaria ma laddove quello di Least Heat-Moon è un racconto romantico quello di Bryson si scopre essere un esilarante narrazione da parte di un uomo di mezza età brontolone a cui non piace nulla o quasi di quello che vede, tanto che mi viene da pensare che, probabilmente, un lettore che non sapesse nulla di nulla degli USA non sarebbe invogliato a visitarli in seguito alla lettura di "America Perduta".
    Nota di demerito per la traduzione, alcune cose che ho controllato erano totalmente sbagliate.

    said on 

  • 2

    Ripetitivo

    Ripetitivo come lo sono gli Stati USA, specialmente per chi gli USA non li conosce. E Bryson fa davvero poco per distinguerli l'uno dall'altro. Paesaggi monotoni, descrizioni tutte simili, aree commer ...continue

    Ripetitivo come lo sono gli Stati USA, specialmente per chi gli USA non li conosce. E Bryson fa davvero poco per distinguerli l'uno dall'altro. Paesaggi monotoni, descrizioni tutte simili, aree commerciali - parcheggi - fast-food e poco altro. Non solo il libro risente dell'età (è del 1988, le cose cambiano!) ma la solita brillante scrittura di Bryson è annacquata dalla mancanza di cose da dire. Davvero un piattume. Un po' triste, poi, verificare che questo "viaggio" è fatto tutto in auto, attraversando stati e stati senza mai scendere se non per un panino e una dormita in motel. Poco per dire di aver visitato una nazione tanto grande.

    said on 

  • 5

    Un libro spassoso e divertente, un diario di viaggio attraverso i luoghi meno conosciuti e celebrati d'America. Due disappunti, però, su un libro quasi perfetto: la breve sezione sul viaggio a Ovest e ...continue

    Un libro spassoso e divertente, un diario di viaggio attraverso i luoghi meno conosciuti e celebrati d'America. Due disappunti, però, su un libro quasi perfetto: la breve sezione sul viaggio a Ovest e la ristrettezza (e ignoranza) mentale di Bryson quando liquida la storia del West come quella di contadini occupati solo a sparare.

    said on 

Sorting by