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The Lost Continent

Travels in Small-Town America

By Bill Bryson

(69)

| Paperback | 9780060920081

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Book Description

A travelogue by Bill Bryson is as close to a sure thing as funny books get. The Lost Continent is no exception. Following an urge to rediscover his youth (he should know better), the author leaves his native Des Moines, Iowa, in a journey that Continue

A travelogue by Bill Bryson is as close to a sure thing as funny books get. The Lost Continent is no exception. Following an urge to rediscover his youth (he should know better), the author leaves his native Des Moines, Iowa, in a journey that takes him across 38 states. Lucky for us, he brought a notebook.

With a razor wit and a kind heart, Bryson serves up a colorful tale of boredom, kitsch, and beauty when you least expect it. Gentler elements aside, The Lost Continent is an amusing book. Here's Bryson on the women of his native state: "I will say this, however--and it's a strange, strange thing--the teenaged daughters of these fat women are always utterly delectable ... I don't know what it is that happens to them, but it must be awful to marry one of those nubile cuties knowing that there is a time bomb ticking away in her that will at some unknown date make her bloat out into something huge and grotesque, presumably all of a sudden and without much notice, like a self-inflating raft from which the pin has been yanked."

Yes, Bill, but be honest: what do you really think?

77 Reviews

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    Ripetitivo

    Ripetitivo come lo sono gli Stati USA, specialmente per chi gli USA non li conosce. E Bryson fa davvero poco per distinguerli l'uno dall'altro. Paesaggi monotoni, descrizioni tutte simili, aree commerciali - parcheggi - fast-food e poco altro. Non so ...(continue)

    Ripetitivo come lo sono gli Stati USA, specialmente per chi gli USA non li conosce. E Bryson fa davvero poco per distinguerli l'uno dall'altro. Paesaggi monotoni, descrizioni tutte simili, aree commerciali - parcheggi - fast-food e poco altro. Non solo il libro risente dell'età (è del 1988, le cose cambiano!) ma la solita brillante scrittura di Bryson è annacquata dalla mancanza di cose da dire. Davvero un piattume. Un po' triste, poi, verificare che questo "viaggio" è fatto tutto in auto, attraversando stati e stati senza mai scendere se non per un panino e una dormita in motel. Poco per dire di aver visitato una nazione tanto grande.

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    Ajmarchi said on Jun 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro spassoso e divertente, un diario di viaggio attraverso i luoghi meno conosciuti e celebrati d'America. Due disappunti, però, su un libro quasi perfetto: la breve sezione sul viaggio a Ovest e la ristrettezza (e ignoranza) mentale di Bryson q ...(continue)

    Un libro spassoso e divertente, un diario di viaggio attraverso i luoghi meno conosciuti e celebrati d'America. Due disappunti, però, su un libro quasi perfetto: la breve sezione sul viaggio a Ovest e la ristrettezza (e ignoranza) mentale di Bryson quando liquida la storia del West come quella di contadini occupati solo a sparare.

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    Mario Longmire said on Mar 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un ritorno alle radici. Un viaggio attraverso un presente irrimediabilmente rimasto ancorato al passato. Un appassionante vagabondaggio per le strade dell'America minore, dentro il cuore di quella "piccola città" che è l'anima segreta degli Stati Uni ...(continue)

    Un ritorno alle radici. Un viaggio attraverso un presente irrimediabilmente rimasto ancorato al passato. Un appassionante vagabondaggio per le strade dell'America minore, dentro il cuore di quella "piccola città" che è l'anima segreta degli Stati Uniti. Su una vecchia Chevrolet, BilI Bryson, americano di nascita ma inglese d'adozione, percorre 22.500 chilometri all'inseguimento di un ricordo, restituendoci il fascino attonito del tempo che si ferma, l'amara dolcezza delle vie secondarie, la canzone di uno sterminato paese che continua a credere, a immaginare, a vivere fra le pieghe di un sogno domestico e provinciale.

    Questo libro si è prestato ad una doppia ricerca: leggevo un capitolo annotandomi le località e poi andavo a fare un giro virtuale su google map.
    H avuto modo così di fare un viaggio nell'america (minuscolo intenzionale) che non vedrò mai... Bryson è molto critico verso il suo paese d'origine, anche se non mancano pagine comiche con notizie interessanti
    E' comunque una lettura amara: paesi immersi nel nulla con nulla da vedere, dove le giornate si susseguono tutte uguali, dove la noia regna sovrana, dove l'incuria è lo standard, dove sembra che il tempo si sia fermato sessant'anni fa, dove arrivi a capire perché l'alcolismo è così diffuso e perché i ragazzi prendono un fucile in mano e si mettono a sparare all'impazzata...

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    Alisea said on Jan 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Storia di un viaggio nell'America rurale, tra posti noiosi e inaspettate bellezze

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    Andriolomarco22 said on Dec 25, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    I think that this book can be a bit funny and ironic, but I have no interest in the subject, and it failed to hold me after more than 50 pages.

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    Barbara ABP said on Dec 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

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    Il libro racconta il vero viaggio di Bryson negli Stati Uniti, alla ricerca di un posto dove stabilirsi dopo tanti anni passati nel Regno Unito.
    Devo dire che l'ho trovato piuttosto interessante, soprattutto perché Bryson viaggia spesso in cittadine ...(continue)

    Il libro racconta il vero viaggio di Bryson negli Stati Uniti, alla ricerca di un posto dove stabilirsi dopo tanti anni passati nel Regno Unito.
    Devo dire che l'ho trovato piuttosto interessante, soprattutto perché Bryson viaggia spesso in cittadine medio-piccole, se non minuscole, e di ognuna racconta vari aneddoti sicuramente curiosi.
    Il libro è ben scritto, ma soprattutto diverte quella vena di umorismo all'inglese che attraversa ogni pagina, quel sottile sarcasmo nel raccontare soprattutto dei difetti di ogni luogo che visita... infatti, non c'è un luogo uno che vada bene al nostro autore, ogni posto ha il suo difettuccio che gli impedisce di dire "vivrò qui".
    Ciò, in tutta franchezza, è anche il punto dolente del libro, perché alla lunga questo meccanismo diventa irritante... la sensazione che viaggiasse in certi luoghi solo per elencarne i difetti e compiacersi di averne trovati era piuttosto forte.
    A parte questo, l'ho trovato un ottimo diario di viaggio, sicuramente non banale e ben scritto.

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    Tronhelm said on Nov 18, 2013 | Add your feedback

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