The Lottery and Other Stories

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Publisher: Farrar Straus Giroux

3.7
(512)

Language: English | Number of Pages: 320 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0374529531 | Isbn-13: 9780374529536 | Publish date: 

Contributor: A. M. Homes

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio Cassette , School & Library Binding , Unbound , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
The Lottery, one of the most terrifying stories written in this century, created a sensation when it was first published in The New Yorker. "Power and haunting," and "nights of unrest" were typical reader responses. This collection, the only one to appear during Shirley Jackson's lifetime, unites "The Lottery:" with twenty-four equally unusual stories. Together they demonstrate Jack son's remarkable range--from the hilarious to the truly horrible--and power as a storyteller.
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  • 2

    "Lotteria di Giugno, spighe grosse in pugno"

    La lotteria****
    Ogni anno in un piccolo paese viene estratto a sorte un nome. Il premio e' un magnifico regalo? No, che venga fatto fuori senza pieta' e senza una ragione dai suoi concittadini.

    Lo spo ...continue

    La lotteria****
    Ogni anno in un piccolo paese viene estratto a sorte un nome. Il premio e' un magnifico regalo? No, che venga fatto fuori senza pieta' e senza una ragione dai suoi concittadini.

    Lo sposo*
    Una ragazza si sveglia felice: e' il giorno del suo matrimonio. Tutto e' pronto, abito, ricevimento, fiori, viaggio di nozze, completino sexy per la prima notte di nozze(quello non viene menzionato ma non puo' mancare, no?). Manca una sola cosa: Lo sposo. Ebbene si, lui si e' gia' dato alla fuga. La povera sposina lo cerca in lungo e in largo ma del promesso nessuna traccia. Nessuno l'ha visto. Ma e' veramente esistito quest'uomo? A me un dubbio viene.

    Colloquio*
    Una donna si reca da uno psichiatra preoccupata per la salute mentale del marito senza rendersi conto che ad avere bisogno di uno psichiatra e' il dottore stesso.

    Fantoccio*
    Due donne sono a cena in un ristorante. Sul palco entra l'attrazione della serata: un ventriloquo con il suo pupazzo. Il pupazzo a una certa prende vita, cominciando a insultare le due povere donne (una di loro si prendera' anche della bagascia dal pupazzo).

    Shirley Jackson si conferma ancora una volta per me una scrittrice sopravvalutata.
    A parte "la lotteria", che ha un sapore vagamente kingiano (quello "buono" di "grano rosso sangue") questi racconti non valgono un centesimo(figuriamoci otto euro), storie senza alcun dubbio insolite ma che non ti lasciano nulla se non la sveltezza nel leggere poche pagine striminzite senza una trama logica e senza uno straccio di finale.
    Sembra che li abbia scritti una scrittrice in erba e non una tra le piu' affermate scrittrici horror.
    Lo consiglio solo agli estimatori di quest'autrice, il resto che lasci pure perdere e spenda gli otto euro del prezzo del libro (che merita molto dal punto di vista estetico, gli Adelphi sono sempre una bellezza da guardare e da sfogliare) in modo migliore.

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  • 0

    Una donna aspetta invano il promesso sposo. Una lotteria di cui nessuno vorrebbe essere il vincitore. Il colloquio tra una donna e il suo medico. Un ventriloquo e il suo fantoccio indisponente. Quattr ...continue

    Una donna aspetta invano il promesso sposo. Una lotteria di cui nessuno vorrebbe essere il vincitore. Il colloquio tra una donna e il suo medico. Un ventriloquo e il suo fantoccio indisponente. Quattro racconti molto ben scritti e vagamente inquietanti sono il mio primo incontro con questa scrittrice e mi fanno desiderare di approfondirne la conoscenza.

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  • 3

    Forse dovrebbe esistere un numero minimo di pagine (e una grandezza massima di font) per distinguere un "libro" da un "fascicolo". Quattro racconti brevi - peraltro nemmeno introvabili - sono troppo p ...continue

    Forse dovrebbe esistere un numero minimo di pagine (e una grandezza massima di font) per distinguere un "libro" da un "fascicolo". Quattro racconti brevi - peraltro nemmeno introvabili - sono troppo poco (e sì, sarò veniale, ma: 8 euro).

    Quello che più mi ha spaventato nel racconto che da il titolo alla raccolta è il modo sbrigativo, smemorato, dilettantesco con cui viene messo in moto l'antico cerimoniale della lotteria. Quando fu pubblicato, alcuni lettori lo presero sul serio (forse credendo più alla paura risvegliata da quelle pagine che al racconto di per sé).

    "Il colloquio", tra il grottesco e l'umoristico, contiene una punta di polemica, non ho capito bene se rivolta alla nuova retorica di metà 900 infarcita di termini settoriali (medici, finanziari, marxisti) o a chi
    guardava al nuovo con spavento e senso di nostalgia per i bei tempi andati. Dimenticabile.

    "Lo sposo" e "Il fantoccio" (altro racconto eccellente) camminano sul limite tra realismo e soprannaturale pur restando ordinari, nel senso di perfettamente inscrivibili nella quotidianità. Maledetti ventriloqui!

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  • 3

    Probabilmente sono io che non sono riuscita a cogliere l'essenza delle storie.. C'è da dire che il racconto che dà il titolo alla raccolta è stupendo, peccato che un libro lo abbia citato 'spoilerando ...continue

    Probabilmente sono io che non sono riuscita a cogliere l'essenza delle storie.. C'è da dire che il racconto che dà il titolo alla raccolta è stupendo, peccato che un libro lo abbia citato 'spoilerandolo' togliendomi tutto il gusto che avrei potuto provare senza sapere nulla della storia..
    Consiglio: leggete il racconto senza cercare informazioni di qualsiasi sorta prima!!!

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  • 0

    Il racconto che dà il titolo alla raccolta è davvero molto bello... o meglio, molto inquietante. Ti lascia una sensazione di disagio che fatica ad andarsene.
    I quattro racconti hanno tutti la struttur ...continue

    Il racconto che dà il titolo alla raccolta è davvero molto bello... o meglio, molto inquietante. Ti lascia una sensazione di disagio che fatica ad andarsene.
    I quattro racconti hanno tutti la struttura simile: partono da un'atmosfera serena e normale, anche idilliaca, per poi scivolare verso l'inquietante. L'autrice inserisce poco a poco indizi, sottilmente la storia esce dai rassicuranti binari, si comincia a capire che la situazione non è come si credeva.

    - La lotteria (●●●●)
    - Lo sposo (●●●)
    - Colloquio (●●●)
    - Il fantoccio (●●)

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  • 5

    Seriamente: come raccolta di racconti, una delle migliori che abbia letto. Mai un calo di tensione. Soprattutto, ci sono 4-5 racconti che sono proprio delle gemme. Bellissimo, consigliatissimo. ...continue

    Seriamente: come raccolta di racconti, una delle migliori che abbia letto. Mai un calo di tensione. Soprattutto, ci sono 4-5 racconti che sono proprio delle gemme. Bellissimo, consigliatissimo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Ho cambiato idea tante volte nei miei pochi anni di vita. Prima non mi piaceva la pera, adesso tantissimo. Quando uscivo a cena fuori il cibo, qualunque fosse, veniva accompagnato dalla Coca-Cola, ora ...continue

    Ho cambiato idea tante volte nei miei pochi anni di vita. Prima non mi piaceva la pera, adesso tantissimo. Quando uscivo a cena fuori il cibo, qualunque fosse, veniva accompagnato dalla Coca-Cola, ora solo acqua frizzante. Musica country? Dal "che è?" è diventata la fedele compagna musicale dei miei momenti sì e no (non me ne voglia Britney Spears, che amo e amerò sempre).
    Oggi ho cambiato opinione su Shirley Jackson. Dopo aver letto "Abbiamo sempre vissuto nel castello" mi ero detto che no, proprio no, non c'eravamo. Che romanzo era? E poi: davvero è stato così acclamato?
    Poi ieri mi capita tra le mani "La lotteria", brevissima raccolta di (quattro) racconti e sono andato a raccogliere la Jackson, che l'avevo lasciata cadere nel paese delle basse considerazioni, e adesso sta qui vicino a me, che mi tiene la mano. Perché il mio entusiasmo è esagerato. Ho tremendamente amato la lettura di queste pochissime pagine, e sono felicissimo di essermi dato questa seconda opportunità. Di solito non leggo qualcosa d'altro di un autore che non ho apprezzato, mi fermo là, il mio giudizio negativo rimane tale e faccio attenzione a non citarlo o parlarne: voglio dimenticare. Ieri non so che mi è preso, ma ho voluto riprovarci. E che bel tentativo, ne è valsa la pena.
    In questi racconti, la Jackson ci fa entrare in atmosfere e luoghi tranquilli: un ristorante, una comunissima piazza di una comunissima ed imprecisata località di trecento anime nel New England, una casa, uno studio medico. Ci porta e ci lascia là, con i personaggi che quei posti li abitano oppure li visitano. Sei lì con tutti gli abitanti di una città, sei lì con una trentaquattrenne che a breve si sposerà, sei lì con una donna turbata, sei lì con due amiche che cenano insieme. Tutto sembra normale, ma non lo è. Nel terreno c'è il seme del male, della follia, del non-senso, dell'inquietudine, dell'angoscia. E questo seme dà alla luce la perversione dell'umano e nell'umano, la sua crudeltà. La lettura procede tranquillamente fino a che il Male non prende il controllo della situazione, di te, delle pagine che accarezzi e sfogli e di tanto in tanto annusi, e quando te ne rendi conto è già tutto troppo tardi. La cattiveria ha già agito, chi sarebbe dovuto rimanere se n'è andato per sempre, e tu sei completamente preso in contropiede, non ti aspettavi tutto ciò. Ma è capitato, e per fortuna non a te.
    Sicuramente non del tutto imprevedibili, ma magnifici, spiazzanti e accattivanti, i quattro racconti di questo volume ci aiutano a capire come non sia necessario parlare di sangue e buio per inquietare un lettore, come non sia una garanzia di successo raccontare di uccisioni o rapimenti, e come non sia obbligatorio essere descrittivi al massimo per rendere l'idea di qualcosa. Il male in queste pagine è seducente, si veste da lotteria del paese o da promessa d'amore, e ti lacera il petto senza avvertirti, senza usare il coltello. Il male è dentro e attorno a noi, vive ogni giorno nei nostri stessi luoghi, parliamo con lui e persino lo amiamo. Solo che questo non lo sappiamo. E a che serve essere crudele e spietato, quando gli basta semplicemente trovare lo spiraglio giusto, il nostro punto debole, il giusto grado di vulnerabilità, per insinuarsi dentro di noi?

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  • 4

    Quattro racconti fulminanti, in cui bene e male sono uniti e interdipendenti. Dall'incipit di apparente normalità, attraverso un crescendo di indizi, si sprofonda in un'atmosfera horror, accentuata da ...continue

    Quattro racconti fulminanti, in cui bene e male sono uniti e interdipendenti. Dall'incipit di apparente normalità, attraverso un crescendo di indizi, si sprofonda in un'atmosfera horror, accentuata dall'accettazione di una realtà inquietante come realtà possibile.

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