The Man Who Loved Children

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.6
(77)

Language: English | Number of Pages: 528 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German

Isbn-10: 014002834X | Isbn-13: 9780140028348 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Others

Category: Fiction & Literature

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Book Description
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  • 5

    Libro anomalo, vagamente estenuante, bellissimo, comico a suo modo

    "L'uomo che amava i bambini" (1940) è un libro anomalo, quando venne pubblicato non ebbe alcun successo, è intenzionalmente estenuante, scritto con linguaggio ricco, stupefacente, fatto di verbosità a ...continue

    "L'uomo che amava i bambini" (1940) è un libro anomalo, quando venne pubblicato non ebbe alcun successo, è intenzionalmente estenuante, scritto con linguaggio ricco, stupefacente, fatto di verbosità a volte faticose per il lettore. E allo stesso tempo composto da pagine di comicità unica. Quasi a voler riprodurre nelle strampalate liti della famiglia Pollit, un'atmosfera da famiglia americana moderna. In realtà la famiglia Pollit è anzitutto una creazione letteraria di una grande scrittrice. Come lo fu "Auto da fé" per Elias Canetti, per fare un accostamento con un libro per certi aspetti affine.

    Dagli anni '60 e fino ad oggi ha avuto sempre più estimatori. Franzen arriva a considerarlo il più grande romanzo americano di sempre. Ad ogni buon conto questo romanzo è da leggere per più ragioni, per la lingua divagante, prodigiosa di Christina Stead, che vuole riprodurre in modo comico le assurdità della famiglia Pollit, per la critica implicita alla retorica pedagogica, suo marito un campione di retorica dei buoni sentimenti e buone azioni da impartire ai suoi figli come fossero giovani marmotte, racconta aneddoti edificanti, inventa neologismi buffi, filastrocche bizzarre, li intrattiene in modo bislacco ma trasmette un mondo falso, inesistente, che non c'è. Sua moglie Henny, viceversa, è un campione di scetticismo verso gli uomini e più in generale verso l'intero genere umano: è un personaggio grandioso, memorabile davvero. I 7 figli si trovano in mezzo, ma non è un libro cupo, è un libro spesso molto comico. La bambina più grande (figlia del primo matrimonio del marito) osserva tutto e si rifugia in Shakespeare, scrive commedie in cui riproduce tutto ciò che vede e vive, lei è l'occhio che incombe su questo gran libro.

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  • 4

    Sarà l'impaginazione e la dimensione del carattere di stampa molto piccolo, ma ci ho messo quasi due mesi per concluderlo (di sera mi si chiudevano gli occhi dopo 10 righe...)
    Nonostante questo ho tro ...continue

    Sarà l'impaginazione e la dimensione del carattere di stampa molto piccolo, ma ci ho messo quasi due mesi per concluderlo (di sera mi si chiudevano gli occhi dopo 10 righe...)
    Nonostante questo ho trovato "L'uomo che amava i bambini" un gran bel libro!
    E' una finestra sulla poverissima, numerosa e sgangherata famiglia Pollit ,un padre che adora i suoi figli a tal punto di inventarsi un vocabolario tutto suo per comunicare con loro, una madre depressa e isterica che minaccia il suicidio continuamente, i numerosi figli fanno da ponte tra i due genitori che non si parlano più .
    E' un libro poco conosciuto , ma vale davvero la pena leggerlo .
    ps.Se non lo trovate nelle librerie cercatelo in biblioteca

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  • 3

    Sam, produce figli, così pensa di fare la sua piccola rivoluzione. Henny è sepolta nella sua stanza, non avendo la forza di contrastare la supponenza del marito. Una famiglia triste, con una svolta fi ...continue

    Sam, produce figli, così pensa di fare la sua piccola rivoluzione. Henny è sepolta nella sua stanza, non avendo la forza di contrastare la supponenza del marito. Una famiglia triste, con una svolta finale davvero imprevista.

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  • 4

    storia di una infelicità

    Nel 1954 mi infiltrai al Primo raduno di "Initials B.B." mi ritrovai seduto tra Bertold Brecht e Brigitte Bardot. Qualche fila più indietro scorsi Christina Stead seduta tra Bruno Bozzetto e Burt Bac ...continue

    Nel 1954 mi infiltrai al Primo raduno di "Initials B.B." mi ritrovai seduto tra Bertold Brecht e Brigitte Bardot. Qualche fila più indietro scorsi Christina Stead seduta tra Bruno Bozzetto e Burt Bacharach. Un'altra presenza non prevista. Io sapevo di lei e lei sapeva di me. Ci allontanammo insieme colpevoli e mi disse: "Ogni azione colpevole colpevole Reca in se stessa il germe Del proprio castigo e di un infinito dolore." Poi aggiunse:"Vuoi bere qualcosa?"
    No, grazie. Il mio bicchiere è già mezzo pieno.

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  • 3

    Una famiglia del tutto squinternata, con una madre inetta, pazza, eppure più umana del padre, che nella sua apparente rettitudine e nella sua ossessione per i figli alla fine si rivela un mostro, inca ...continue

    Una famiglia del tutto squinternata, con una madre inetta, pazza, eppure più umana del padre, che nella sua apparente rettitudine e nella sua ossessione per i figli alla fine si rivela un mostro, incapace di umanità, e del tutto infantile.
    Se ne renderà conto la figlia maggiore di questo padre, che, dopo aver ucciso, quasi a liberarla dalle sofferenze, la matrigna, se ne andrà lontano da quel padre che la ama tanto, al punto da non permetterle di essere se stessa.
    Il libro è un enorme affresco sulla vita familiare americana dei tempi di Roosvelt, e nello tempo una ammonizione per quei genitori che amano i figli di amore esclusivo ed egoista.
    Purtroppo l'enorme numero dei personaggi, e la complicazione delle loro relazioni rende lo scritto decisamente poco scorrevole.

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