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The Man Who Loved Children

By Christina Stead

(5)

| Paperback | 9780140028348

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Book Description

10 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Il capolavoro più noioso del mondo

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    Cochi said on Sep 1, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Divertente, a tratti irritante ma con consapevolezza. La Stead nelle estenuanti liti (spesso folleggianti) familiari ha voluto riprodurre l'atmosfera comica e senza uscita, senza ossigeno, della famiglia Pollit.

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    Domenico Fina said on Feb 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sam, produce figli, così pensa di fare la sua piccola rivoluzione. Henny è sepolta nella sua stanza, non avendo la forza di contrastare la supponenza del marito. Una famiglia triste, con una svolta finale davvero imprevista.

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    ele said on Sep 25, 2012 | Add your feedback

  • 10 people find this helpful

    storia di una infelicità

    Nel 1954 mi infiltrai al Primo raduno di "Initials B.B." mi ritrovai seduto tra Bertold Brecht e Brigitte Bardot. Qualche fila più indietro scorsi Christina Stead seduta tra Bruno Bozzetto e Burt Bacharach. Un'altra presenza non prevista. Io sapevo ...(continue)

    Nel 1954 mi infiltrai al Primo raduno di "Initials B.B." mi ritrovai seduto tra Bertold Brecht e Brigitte Bardot. Qualche fila più indietro scorsi Christina Stead seduta tra Bruno Bozzetto e Burt Bacharach. Un'altra presenza non prevista. Io sapevo di lei e lei sapeva di me. Ci allontanammo insieme colpevoli e mi disse: "Ogni azione colpevole colpevole Reca in se stessa il germe Del proprio castigo e di un infinito dolore." Poi aggiunse:"Vuoi bere qualcosa?"
    No, grazie. Il mio bicchiere è già mezzo pieno.

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    davide said on Aug 3, 2011 | 12 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Una famiglia del tutto squinternata, con una madre inetta, pazza, eppure più umana del padre, che nella sua apparente rettitudine e nella sua ossessione per i figli alla fine si rivela un mostro, incapace di umanità, e del tutto infantile.
    Se ne ...(continue)

    Una famiglia del tutto squinternata, con una madre inetta, pazza, eppure più umana del padre, che nella sua apparente rettitudine e nella sua ossessione per i figli alla fine si rivela un mostro, incapace di umanità, e del tutto infantile.
    Se ne renderà conto la figlia maggiore di questo padre, che, dopo aver ucciso, quasi a liberarla dalle sofferenze, la matrigna, se ne andrà lontano da quel padre che la ama tanto, al punto da non permetterle di essere se stessa.
    Il libro è un enorme affresco sulla vita familiare americana dei tempi di Roosvelt, e nello tempo una ammonizione per quei genitori che amano i figli di amore esclusivo ed egoista.
    Purtroppo l'enorme numero dei personaggi, e la complicazione delle loro relazioni rende lo scritto decisamente poco scorrevole.

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    ombraluce said on Mar 21, 2009 | 2 feedbacks

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