The Man in the High Castle

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.8
(5251)

Language: English | Number of Pages: 272 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Italian , Portuguese , Japanese , German , Finnish , Polish , Czech , Chi simplified

Isbn-10: 0141186674 | Isbn-13: 9780141186672 | Publish date:  | Edition New Ed

Contributor: Eric Brown

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Audio Cassette , eBook , Audio CD , Library Binding , idBinding_37

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
A dazzling speculative novel of 'counterfactual history' from one of America's most highly-regarded science fiction authors, Philip K. Dick's "The Man in the High Castle" includes an introduction by Eric Brown in "Penguin Modern Classics". Philip K. Dick's acclaimed cult novel gives us a horrifying glimpse of an alternative world - one where the Allies have lost the Second World War. In this nightmare dystopia the Nazis have taken over New York, the Japanese control California and the African continent is virtually wiped out. In a neutral buffer zone in America that divides the world's new rival superpowers, lives the author of an underground bestseller. His book offers a new vision of reality - an alternative theory of world history in which the Axis powers were defeated - giving hope to the disenchanted. Does 'reality' lie with him, or is his world just one among many others? Philip Kindred Dick (1928-82) was born in Chicago in 1928. His career as a science fiction writer comprised an early burst of short stories followed by a stream of novels, typically character studies incorporating androids, drugs, and hallucinations.
His best works are generally agreed to be "The Man in the High Castle" and "Do Androids Dream of Electric Sheep?", the inspiration for the movie "Blade Runner". If you enjoyed "The Man in the High Castle", you might like Yevgeny Zamyatin's "We", also available in "Penguin Classics". "The most brilliant science fiction mind on any planet". ("Rolling Stone"). "Dick's finest book, and one of the very best science fiction novels ever published". (Eric Brown).
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  • 0

    La verità, terribile come la morte ma più difficile da trovare

    La svastica sul sole, anche noto come L'uomo dell'alto castello, è un romanzo del 1962 dove Dick si immagina il mondo supponendo che le forze dell'Asse, invece che gli Alleati, abbiano vinto la second ...continue

    La svastica sul sole, anche noto come L'uomo dell'alto castello, è un romanzo del 1962 dove Dick si immagina il mondo supponendo che le forze dell'Asse, invece che gli Alleati, abbiano vinto la seconda guerra mondiale.

    In questo mondo sottomesso a nazisti e giapponesi, si incontrano molti personaggi, varie storie parallele e anche un meta-libro di fantapolitica che immagina un mondo in cui gli Alleati, invece che l'Asse, abbiano vinto la seconda guerra mondiale. Il meta-libro non è altro che un artificio per consentirci di vedere la situazione reale (ribaltata) e quella inventata (prossima a quella reale) nello stesso tempo.

    Dick non è mai banale e nemmeno qui lo è. La costruzione molto ardita, complicata e notevolmente sofisticata del romanzo non può che portare a numerose riflessioni filosofiche e a considerazioni socio-politiche. La domanda di fondo del romanzo è: cosa sarebbe successo se avessero vinto gli altri? E, conseguente a questa: è corretto tutto quello che un vincitore, qualunque esso sia, fa in termini universali? Siamo certi che il bene comune per il quale noi crediamo di combattere sia realmente tale per tutti? La risposta è forse: Siamo certi di sapere cosa sia il bene comune?

    Noi non abbiamo il mondo ideale, come vorremmo che fosse, dove la moralità è semplice perché semplice è la conoscenza. Dove ognuno può fare ciò che è giusto senza sforzo perché riconosce l’evidenza.

    Sofisticato, dicevo. Molti i dettagli originali, gli opposti per contrasto, le situazioni cervellotiche.

    Ci sono purtroppo anche i contro.

    La realtà inventata da Dick è assolutamente di parte (d'altronde Dick era americano. Sarebbe stato interessante leggere lo stesso libro scritto da un tedesco), stereotipata, cupa e oppressiva. I tedeschi sono nazisti (mai tedeschi...) intelligenti e spietati (tutti), gli ebrei vengono messi ancora nelle camere a gas, i popoli africani sterminati obbligando le persone al cannibalismo, il Mediterraneo prosciugato a colpi di atomiche per farne terreni agricoli. Tutto questo per sostenere che il mondo dominato dai nazisti sarebbe decisamente peggiore di un mondo dominato dagli americani.

    Dal punto di vista tecnologico e fantascientifico le assunzioni sono ridicole. Razzi che portano da Berlino a New York in un'ora e taxi a pedali nelle città, tedeschi che colonizzano Marte e comunicazioni ancora con interurbane e cablogrammi.

    Ho trovato la trama poco solida e sfilacciata e nessuno dei personaggi mi ha coinvolto. Mancando dinamica, il mio interesse è sempre stato parziale e sono rimasto in attesa di un decollo che di fatto non c'è stato. L'ingegnosa idea del libro a mio parere si spreca quindi in malo modo facendo diventare tutto noioso e cerebrale.

    Diciamo che la genialità dell'autore salta fuori nelle ultime pagine, dove si tirano le somme e dove Dick sostiene, con notevole pessimismo, che la causa del male non è altro che nel genere umano stesso. Non ha molta importanza chi vince e chi perde, perché l'uomo cerca sempre e comunque la sopraffazione non trovando soddisfazione in ogni caso. Va notato che quelli erano anni di guerra fredda, di contrapposizione USA-URSS, di muro di Berlino, di Kennedismo, di America superpotenza "guida" del mondo. Chissà che Dick con il libro non si abbia voluto farsi qualche domanda anche in proposito?

    Che beneficio ricava un uomo se conquista il mondo intero ma in questa impresa perde la propria anima?

    Il bilancio? Il libro, in sé, non è niente di che (mi sono annoiato, e molto. Che differenza abissale con Ubik!). Le considerazioni e le riflessioni che ne scaturiscono e che ciascuno fa per conto suo sono invece abbastanza interessanti e l'idea di base lodevole, tant'è che è stata poi ripresa da molti autori venuti successivamente (con efficacia certamente superiore).

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  • 1

    Non fa per me

    Premetto che ho letto questo libro seguendo una tradizione, infatti ogni fine anno io e il mio fidanzato ci scambiamo un libro. L'autore è uno dei suoi preferiti, ma non è il mio genere letterario e ...continue

    Premetto che ho letto questo libro seguendo una tradizione, infatti ogni fine anno io e il mio fidanzato ci scambiamo un libro. L'autore è uno dei suoi preferiti, ma non è il mio genere letterario e quindi non mi aspettavo di rimanere entusiasta, mi aspettavo comunque qualcosa di positivo dal momento che le recensioni su anobii sono molto favorevoli. Purtroppo sono rimasta delusa perchè non mi è proprio piaciuto, anzi in alcuni momenti ho faticato a comprenderlo. I personaggi non mi hanno colpito, non mi sono affezionata a nessuno e anche la trama perde parecchio. Non ho proprio capito lo scopo del libro, l'idea di illustrare un mondo diverso mi affascinava, ma di fatto racconta ben poco e quel poco lo ripete fino alla nausea.

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  • 4

    The Man in the High Castle

    Consigliato agli appassionati di fantapolitica e dei "cosa sarebbe accuduto se...", su "La Svastica sul Sole" di Philip Dick è basata la serie televisiva "The Man in the High Castle" che consiglio viv ...continue

    Consigliato agli appassionati di fantapolitica e dei "cosa sarebbe accuduto se...", su "La Svastica sul Sole" di Philip Dick è basata la serie televisiva "The Man in the High Castle" che consiglio vivamente di vedere, anche se non fedelissima al libro.

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  • 0

    Troppi punti interrogativi, ma nel complesso non male. Bellissima l'idea "finale", a tratti geniale. Scritto magistralmente. Tutto sommato, però, il libro non mi ha soddisfatto pienamente, nonostante ...continue

    Troppi punti interrogativi, ma nel complesso non male. Bellissima l'idea "finale", a tratti geniale. Scritto magistralmente. Tutto sommato, però, il libro non mi ha soddisfatto pienamente, nonostante fossi un amante del genere.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Forse le aspettative erano troppo alte. Forse non è il genere di fantascienza che preferisco. Fatto sta che questo libro mi ha fortemente deluso. Intanto non sembra neanche concluso: Dick svolge conte ...continue

    Forse le aspettative erano troppo alte. Forse non è il genere di fantascienza che preferisco. Fatto sta che questo libro mi ha fortemente deluso. Intanto non sembra neanche concluso: Dick svolge contemporaneamente diverse linee narrative differenti, che durante il libro si incrociano o sfiorano tra di loro. Purtroppo però alla fine del libro ti interroghi sulla l'utilità effettiva, a livello di trama, di alcune di queste linee (come quella del gioielliere e quella del commerciante). Come ha scritto un'altra lettrice in una recensione, sembra quasi che il libro sia un lungo antefatto di una storia molto più lunga e complessa.
    Altro problema è il finale. Io personalmente non sono proprio riuscito a capirlo...cioè, INIZIO SPOILER ho capito che il libro scritto da Abedsen descrive una realtà esistente, ma e allora?? La lasciamo sospesa così sta cosa?! Assurdo!! FINE SPOILER
    Mentre leggevo La svastica sul sole mi sembrava di addentrarmi in un trattato di filosofia. I personaggi agiscono secondo motivazioni apparentemente incomprensibili, e passano il loro tempo seguendo flussi di pensiero che non portano a nulla.
    Questo è il secondo romanzo di Dick che leggo (il primo è stato Ubik, tanti anni fa), ed è il secondo che mi delude e che non comprendo. Probabilmente sono io che non ci arrivo (molto probabile), o forse Dick non è il "mio" scrittore. Fatto sta che "La svastica sul sole" proprio non mi ha convinto. Amen.

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  • 3

    Sinceramente sono rimasta un po' delusa da questo libro. Ammetto che questo sia dovuto al fatto che tollero poco il "filosofeggiare", ma a parte questo è un libro che ha lasciato troppe cose in sospes ...continue

    Sinceramente sono rimasta un po' delusa da questo libro. Ammetto che questo sia dovuto al fatto che tollero poco il "filosofeggiare", ma a parte questo è un libro che ha lasciato troppe cose in sospeso secondo me, e quando la storia sembrava diventare avvincente, è andata in stallo ed è tornata ad essere piatta, con considerazioni introspettive dei personaggi, fini a se stesse, che, a mio parere, non hanno dato niente alla storia.

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  • 2

    Aspettative deluse

    Premetto: mi aspettavo molto da questo libro. Me ne avevano parlato benissimo, descritto come una distopia perfetta. Invece l'ho trovato noioso, con troppi personaggi, piatti e inutili. Seriamente ten ...continue

    Premetto: mi aspettavo molto da questo libro. Me ne avevano parlato benissimo, descritto come una distopia perfetta. Invece l'ho trovato noioso, con troppi personaggi, piatti e inutili. Seriamente tentata di abbandonarlo, ho deciso di proseguire sperando nell'intreccio della storia. Scelta decisamente sbagliata. Una delusione.

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  • 2

    Lo scenario in cui è posto il racconto è la costa occidentale degli Stati Uniti in un dopoguerra dominato dai nazisti e i giapponesi, che hanno vinto il conflitto. Vari personaggi ruotano attorno a un ...continue

    Lo scenario in cui è posto il racconto è la costa occidentale degli Stati Uniti in un dopoguerra dominato dai nazisti e i giapponesi, che hanno vinto il conflitto. Vari personaggi ruotano attorno a un libro (proibito nelle zone controllate dai tedeschi ma non in quelle sotto dominio giapponese) che invece propone l'inaudita situazione in cui sono stati gli Alleati a vincere la guerra. Alla fine si sovrappone un mondo parallelo in cui è successo esattamente quello: i nazisti hanno perso.
    Lettura piacevole ma nulla più. I personaggi non riescono a decollare e il racconto rimane piatto e poco avvincente.

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