The Marriage Plot

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Publisher: Farrar Straus Giroux

3.7
(1505)

Language: English | Number of Pages: 406 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , German , Spanish , Portuguese , Catalan , French

Isbn-10: 0374203059 | Isbn-13: 9780374203054 | Publish date: 

Also available as: eBook , Softcover and Stapled , Others , Paperback , Audio CD

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 3

    Bella scrittura, ottime citazioni di libri, storia ben costruita. Un romanzo che accompagna il lettore in un crescendo che coinvolge e che si svolge su piani paralleli. E' il trittico finale di Eugeni ...continue

    Bella scrittura, ottime citazioni di libri, storia ben costruita. Un romanzo che accompagna il lettore in un crescendo che coinvolge e che si svolge su piani paralleli. E' il trittico finale di Eugenides sull'amore.

    said on 

  • 3

    E' scritto bene,lui e' bravo a raccontare storie,ma io non ne posso più di questi americani ( tranne Roth naturalmente) delle loro ambientazioni a cape code o a New York ,dei loro problemi,dei loro co ...continue

    E' scritto bene,lui e' bravo a raccontare storie,ma io non ne posso più di questi americani ( tranne Roth naturalmente) delle loro ambientazioni a cape code o a New York ,dei loro problemi,dei loro college,dei loro dialoghi,saranno anche veri,ma sono così artificiosi per me ,non riesco proprio a provare la minima empatia

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  • 3

    She used a line from Trollope’s Barchester Towers as an epigraph: “There is no happiness in love, except at the end of an English novel.”

    It was like plowing through late James, or the pages about ag ...continue

    She used a line from Trollope’s Barchester Towers as an epigraph: “There is no happiness in love, except at the end of an English novel.”

    It was like plowing through late James, or the pages about agrarian reform in Anna Karenina, until you suddenly got to a good part again, which kept on getting better and better until you were so enthralled that you were almost grateful for the previous dull stretch because it increased your eventual pleasure

    Viste le citazioni avrebbe potuto esser meglio - la trama, the "marriage plot", è un pò noiosa....

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  • 5

    Verité romanesque: Donne (e uomini) che amano troppo

    E' appunto nella mediazione interna che si trova la verità profonda... [Girard, Menzogna romantica e verità romanzesca, p. 80]

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  • 5

    "Franny & Zooey", parte seconda (e altrettanto meritevole)

    Uno dei migliori libri contemporanei di genere drammatico, comico e sentimentale in circolazione. Non dimenticherò i tre protagonisti tanto facilmente; in primis perché sembrano cavalcare l'onda di tu ...continue

    Uno dei migliori libri contemporanei di genere drammatico, comico e sentimentale in circolazione. Non dimenticherò i tre protagonisti tanto facilmente; in primis perché sembrano cavalcare l'onda di tutti i protagonisti dei più imperdibili romanzi di formazione intellettuale fra i quali Franny & Zooey (non a caso citato spessissimo da Eugenides nel corso della storia). E poi perché sono ben pochi, i casi in cui un romanzo riesce a trattenere dentro di sé tutto quanto: dal personaggio femminile più amabile e importante, all'analisi più lucida e meno scontata del disturbo bipolare in età giovanile che abbia mai letto in vita mia, al percorso un po' meno travagliato e però solitario di chi ha bisogno di trovare se stesso dopo una sconfitta amorosa... Insomma, "La trama del matrimonio" non è soltanto il suggerimento perfetto per quelle anime 'antiche' e terribilmente romantiche, ma anche per tutte le altre, e proprio dacché contiene in sé tutti gli elementi più classici e al contempo contemporanei della buona, intelligente narrativa.

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  • 4

    Va detto subito: non succede nulla di eclatante, in questo romanzo. Non ci sono eventi drammatici, non ci sono amori folli, non c'è nulla di fuori dall'ordinario. La storia si può dire in poche parole ...continue

    Va detto subito: non succede nulla di eclatante, in questo romanzo. Non ci sono eventi drammatici, non ci sono amori folli, non c'è nulla di fuori dall'ordinario. La storia si può dire in poche parole: al college Mitchell si innamora di Madeleine che però si innamora di Leonard, che però soffre di una grave forma maniaco-depressiva. Tutto qui, queste sono i protagonisti della storia, tre voci narranti che si susseguono e si sovrappongono. Quello che accade, che mi ha legato a loro, avviluppandomi in una lettura piacevolissima, sta tutto nelle loro teste ed è raccontato con una grande scrittura.
    Di certo non è un libro spettacolare, tanto meno concede svaghi a chi legge (tutto molto realistico, persino il sesso non è di quelli che fanno suonare le campane), racconta l'amore come di solito i romanzi non fanno.
    So che non può piacere a tutti, l'unico consiglio che mi sento di dare è questo: provare a leggerlo, ma se non acchiappa subito, lasciar perdere perché non acchiapperà dopo.

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  • 4

    Europei 2016

    Middlesex è il Libro per eccellenza, un rigore a porta vuota.
    Le vergini suicide è ipnotico, il pressing di una squadra tecnicamente perfetta.
    E' quasi scontato che, ad un confronto superficiale, La t ...continue

    Middlesex è il Libro per eccellenza, un rigore a porta vuota.
    Le vergini suicide è ipnotico, il pressing di una squadra tecnicamente perfetta.
    E' quasi scontato che, ad un confronto superficiale, La trama del matrimonio perda 5 a 0. Il catenaccio non fa mai spettacolo. Ma porta a casa il risultato. E a ben vedere ci vuole abilità nell'eseguirlo: affiatamento, pulizia e correttezza di gioco.
    Ed Eugenides in questo è bravissimo: la scrittura è accurata, ogni parola è al suo posto, mai scelta a caso. Una trama che potrebbe essere banale, quella di un triangolo amoroso, ma affrontato in profondità, in ogni sfaccettatura psicologica possibile e in maniera coerente fino in fondo.
    Un libro dunque lento, poco spettacolare, non di impatto ma bellissimo.

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  • 1

    Secondo tentativo che faccio con Eugenides, che pare essere uno dei migliori scrittori contemporanei, ma se anche questo secondo libro l'ho trovato migliore del primo (Middlesex), non mi ha catturato ...continue

    Secondo tentativo che faccio con Eugenides, che pare essere uno dei migliori scrittori contemporanei, ma se anche questo secondo libro l'ho trovato migliore del primo (Middlesex), non mi ha catturato nemmeno un poco.
    Non sono riuscita ad apprezzare la sua scrittura, mi sembrava di ascoltare una persona che parla velocissimamente e precipitevolmente!
    La storia potrebbe anche essere interessante, è un triangolo amoroso che si snoda fra 3 studenti universitari fino al loro ingresso nella vita adulta, ma il tutto è infarcito di sesso e poi sesso e ancora sesso, che alla fine diventa pure noioso. Interessante è il viaggio in India che intraprende uno dei tre (pare l'alter ego dello scrittore) che è anche il personaggio che mi è piaciuto di più, ma anche in questo sono rimasta insoddisfatta, pochi approfondimenti e tanti elenchi di posti che messi così non mi dicevano nulla.
    Così come è interessante la patologia dell'altro ragazzo affetto da depressione patologica, quindi con momenti di grande euforia e momenti di grande chiusura, ma poi tutto questo si è ripetuto e replicato all'infinito.
    Sono arrivata alla fine con grande fatica e con l'ennesima scena di sesso che ci poteva risparmiare (a proposito di sesso quello che forse maggiormente deprime è che sono descritti spesso incontri frustranti, o fallimentari, o problematici), e con un senso di grande insoddisfazione per l'epilogo.

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  • 3

    "C'erano libri che sovrastavano il rumore della vita e ti catturavano parlando solo delle cose più vere:"

    Sarà che l'ho letto in un periodo terribile per la lettura: lavoro fuori, lavori di semi-ristrutturazione in casa, tempo libero poco e niente, ma ci ho messo più di quindici giorni a finirlo (nemmeno ...continue

    Sarà che l'ho letto in un periodo terribile per la lettura: lavoro fuori, lavori di semi-ristrutturazione in casa, tempo libero poco e niente, ma ci ho messo più di quindici giorni a finirlo (nemmeno Il nome della rosa ci avevo messo così tanto!!!) e forse è per questo che non mi ha preso più di tanto. E' la storia di una specie di triangolo amoroso tra Madeleine, studentessa di letteratura, Leonard, ricercatore maniaco depressivo e Marcus. uno studioso di religioni antiche. Madeleine, innamorata dell'amore e di un libro che parla d'amore, perde la testa per Leonard, un po' folle e sempre perso in se stesso e nei suoi problemi mentali. E poi c'è Marcus che ama Madeleine ed è convinto che sia la donna della sua vita. Un romanzo che parla d'amore, ma anche di libri, di gioventù e di desideri inattesi. L'ho trovato troppo lungo e interminabile e comunque, sarà stata una mia mancanza o disattenzione, ma io la somiglianza di Leonard con DFW non l'ho mica colta!!!!!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Libro bizzarro con troppo ma allo stesso tempo troppo poco contenuto.
    Parte come una college-novel (un topos che evidentemente risvegli negli americani echi di post-adolescenza felice o potenzialmente ...continue

    Libro bizzarro con troppo ma allo stesso tempo troppo poco contenuto.
    Parte come una college-novel (un topos che evidentemente risvegli negli americani echi di post-adolescenza felice o potenzialmente tale, ben riassunto nell'adorazione che hanno per le cerimonie di fine anno, che consentono alla gente di fare discorsi pomposamente retorici sul futuro, "Stay hungry, stay foolish" di Jobs ne è l'esempio più imbarazzante ed eclatante. Qui peraltro abbiamo sia gli affamati d'amore, sia il folle) e finisce come un romanzo d'appendice rivisto nel 2000, gli eroi e l'eroina trovano una ragion e per vivevere e andare avanti dopo 600 pagine di ordalie varie.
    Mitchell, ragazzo in gamba con ascendenze greche intrippatosi con due fisse: Madeleine e gli studi teologici.
    Madeleine, giovane e bella wasp a sua volta intrippata in una storia d'amore col più brillante degli studenti, Leonard, senza accorgersi (l'unica tra tutti gli amici!) che è uno psicotico maniaco-depressivo.
    Leonard, che alterna sbarellamenti brillanti e iperattivi (quando non prende il litio) e sbarellamenti catatonici (quando lo prende). Lungi da me voler far del sarcasmo sul suddetto, ma questo è quello che rende la narrazione di Eu.: la simpatia per la condizione di L. è stata brutalmente uccisa a metà lettura dalla scoperta – grazie a commenti anobiani – che trattasi roman à clé e in lui si ritrae DFW. Ordunque, non considero DFW un genio – tuttalpiù un brillante scrittore i cui testi tra 50 anni saranno una nota a pie' pagina – ma le ululanti claque che accompagnano l'uscita di qualsiasi sua riga, ivi compresa la lista della spesa annotata, mi indispongono assai per la loro apoditticità e toni talebani nell'osannarlo. Per cui, dopo la scoperta, non sono più riuscita a sottrarmi alla strisciante consapevolezza che - nel tentativo di giustificare/elevare l'ego di Leonard – Eu. abbia descritto gli altri due come cretini normodotati.

    Alla pseudo storia d'amore, narrata senza risvegliare la minima empatia, tra L. e M. (battezzata in partenza come perdente perché L. è più intelligente di M., e quindi lei non potrà mai capirlo chiusa nei suoi cliché di normalità), Eu. frammischia digressioni interessanti, ma pretestuose. Sono infatti finalizzate a scrivere qualche bella pagina che sembra sul momento congruente con la storia, ma rimangono scollegate da tutto. Si parte dalla semiotica, si tocca il romanzo vittoriano (un po' di cenni di femminismo stereotipato), poi la storia delle religioni, le reazioni del lievito, fino all'analisi del comportamento maniaco-depressivo.

    Seguiamo i tre separatamente e congiuntamente, ma il tentativo di riscattare L., di farlo sembrare vivo e geniale e pronto a prendere in mano la propria vita, si mangia il romanzo. Lo fagocita letteralmente. Perché fallisce là dove vuole troppo smaccatamente trionfare, nell'incapacità di Eu. di descrivere la malattia da "scrittore" (cioè col genio dell'artista) e non da amico (Sacks riesce a darci ritratti bipolari molto più vivi e vividi). Cerca giustificazioni che non sono necessarie, perché perfino L. a un certo punto gli sfugge di mano, è consapevole del proprio disturbo, non si guarisce, ci si convive, non è colpa sua, né degli altri.

    I personaggi di contorno sono appunto un mero contorno (per par condicio abbiamo una lesbica e un gay, ma così, buttati lì en passant; una madre irritante ma comprensiva, un'altra madre disfunzionale, padri di contorno, amici che non arrivano neanche a essere macchiette).
    E il finale …. forse Eu. si era stancato di scrivere, non avendo trovato una soluzione elegante al teorema rappresentato. Per cui, tana libera tutti!

    said on 

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