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The Marriage Plot

By Jeffrey Eugenides

(69)

| Hardcover | 9780374203054

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Book Description

352 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Madeleine aveva un'espressione stupida che Mitchell non le aveva mai visto. Era la stupidità di tutte le persone normali. La stupidità della gente fortunata e bella, di quelli che dalla vita hanno ciò che vogliono e rimangono dei mediocri."

    "L'am ...(continue)

    "Madeleine aveva un'espressione stupida che Mitchell non le aveva mai visto. Era la stupidità di tutte le persone normali. La stupidità della gente fortunata e bella, di quelli che dalla vita hanno ciò che vogliono e rimangono dei mediocri."

    "L'amore l'aveva resa odiosa. L'aveva resa insopportabile. [...] Aveva perso di vista le sue priorità ed era diventata una lagna."

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    Camilla said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Più acuta è la tua mente, più profonda è la ferita

    Le premesse sono accattivanti, purtroppo la traballante impalcatura del romanzo tende a sbriciolarsi tra le macerie del citazionismo ostentato fino a dissolversi tra le polveri di tematiche debolmente abbozzate.

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    Bloom82 said on Oct 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che delusione... Siamo lontani anni luce dai fasti di Middlesex e Le vergini suicide. Che Eugenides sappia scrivere è fuor di dubbio, ma stavolta manca qualcosa. Il romanzo risulta confuso, presenta troppe tematiche senza portarle fino in fondo. Vuol ...(continue)

    Che delusione... Siamo lontani anni luce dai fasti di Middlesex e Le vergini suicide. Che Eugenides sappia scrivere è fuor di dubbio, ma stavolta manca qualcosa. Il romanzo risulta confuso, presenta troppe tematiche senza portarle fino in fondo. Vuole avere la pretesa di essere un metaromanzo con un forte debito a quello "neovittoriano", ma non riesce minimamente nell'intento. Per esperimenti più riusciti, consiglio di guardare a Possession e La donna del tenente francese (quest'ultimo ambientato in epoca vittoriana).

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    SarahA. said on Oct 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Delusione (ricordando Middlesex)

    Ben congegnato forse, ma poco appassionante.

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    citrosodina said on Oct 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Chi troppo vuole nulla stringe, l'amore è cieco e mai sposarsi perchè quello che ti capita lo scopri sempre dopo.

    Ma uno che scrive Middlesex nel 2002 come fa a scrivere La trama del matrimonio nel 2011? A meno che la sindrome maniaco-depressiva descritta nel libro non sia più che autobiografica non ci sono spiegazioni per un tale scivolone. Che poi, per carità, ...(continue)

    Ma uno che scrive Middlesex nel 2002 come fa a scrivere La trama del matrimonio nel 2011? A meno che la sindrome maniaco-depressiva descritta nel libro non sia più che autobiografica non ci sono spiegazioni per un tale scivolone. Che poi, per carità, si fa leggere perché Eugenides indubbiamente sa scrivere, è un grande narratore ma che senso ha per un premio Pulitzer confrontarsi con questa sterile storia d'amore e fallimento?

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    Marozzi said on Oct 3, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Eugenides scrive benissimo, ha una scrittura molto diretta, secca ma nel contempo coinvolgente e molto dettagliata, che sa perfettamente quando essere ironica e quando essere drammatica e perfettamente sa dettare i tempi e i modi della trama.
    Egenid ...(continue)

    Eugenides scrive benissimo, ha una scrittura molto diretta, secca ma nel contempo coinvolgente e molto dettagliata, che sa perfettamente quando essere ironica e quando essere drammatica e perfettamente sa dettare i tempi e i modi della trama.
    Egenides è americano, ma le sue origini greche trasudano classicità anche in contesto yankee.
    Il senso di tristezza malinconica con cui ho dovuto lasciar andare questo libro mi ha ricordato "Norwegian wood" di Murakami, entrambi ci rimandano il feed back della cultura europea vista dagli occhi di una cultura diversa, ma soprattutto entrambi raggiungono un pathos analogo, ripensandoci hanno davvero molte analogie ... entrambi sono grande letteratura.
    Tutto questo basterebbe.
    Ma anche qui le lacrime che sgorgano verso la fine non sono di commozione determinata da una grande efficacia narrativa bensì tirano fuori un dolore ancestrale.
    In questo libro i protagonisti piangono, forse non spessissimo, ma direi in maniera significativa. Vabbeh, nei libri le persone piangono, non è una novità... ma nella fattispecie mi è tornato in mente un bellissimo articolo che avevo letto anni fa sulle lacrime degli eroi omerici. E così alla fine ho pensato che questi giovani protagonisti, della cui intimità Eugenides ci rende partecipi in modo mirabile, sono in realtà come giovani eroi omerici, in balia dei flutti del passaggio dalla adolescenza alla vita adulta, stagliati contro il loro stesso destino che ancora devono costruirsi.

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    Nicoletta Mrs. Hats said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

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