The Martian

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Publisher: Crown Pub

4.2
(1559)

Language: English | Number of Pages: 368 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , Chi traditional , Portuguese

Isbn-10: 0804139024 | Isbn-13: 9780804139021 | Publish date: 

Also available as: eBook , Paperback

Category: Fiction & Literature , Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 3

    Di solito la fantascienza ha la capacità di portare in altri mondi, di sognare astronavi, fantasie sull’ignoto o guida ad una riflessione sul mondo attuale con occhi estranei, qui invece la storia del ...continue

    Di solito la fantascienza ha la capacità di portare in altri mondi, di sognare astronavi, fantasie sull’ignoto o guida ad una riflessione sul mondo attuale con occhi estranei, qui invece la storia del “marziano” è in realtà quella di un astronauta della NASA, creduto morto su Marte dai colleghi durante una missione, che ribalta la prospettiva conducendoci in un quotidiano assolutamente verosimile. Sì, la verosimiglianza, l’immedesimazione nella lotta alla vita di tutti i giorni (come sopravvivere su Marte? procurarsi cibo ed acqua? coltivare patate? comunicare?) è la carta vincente di questo romanzo, avvincente e avventuroso. Alternando il diario del sopravvissuto Mark Watney, da un lato sfortunato, dall’altro ingegnosissimo, alle operazioni per riportarlo a casa (altrettanto dettagliate), sembra quasi farci credere che sia realmente possibile sopravvivere per un essere umano sul pianeta rosso. Non capisco niente di fisica, chimica (anche se vado forte sulle vecchie serie tv, eccetto Tre cuori in affitto che ricordo vagamente) e di certo, nemmeno grazie al suo “manuale di sopravvivenza” riuscirei a coltivare qualcosa però...
    Chissà che un giorno non arriveremo davvero su Marte e non troveremo un campo abbandonato dove iniziare a coltivare ortaggi…

    Ps. il film è bellissimo
    http://www.comingsoon.it/film/sopravvissuto-the-martian/50881/video/?vid=19982

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  • 4

    Libro molto godibile e ben scritto, adatto anche a chi non "mastica" tanta fantascienza. La storia di un uomo rimasto su Marte, che si arrangia per sopravvivere, strappando anche qualche risata a chi ...continue

    Libro molto godibile e ben scritto, adatto anche a chi non "mastica" tanta fantascienza. La storia di un uomo rimasto su Marte, che si arrangia per sopravvivere, strappando anche qualche risata a chi legge il suo diario. Unico neo: certe descrizioni di esperimenti fisici, chimici o ingegneristici, seppur aggiungano credibilità al racconto, sono TROPPO dettagliate e potrebbero annoiare.
    Libro letto in 4 giorni.

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  • 4

    Fantascienza vera

    Il racconto è incentrato sulla sopravvivenza di un astronauta sul suolo di Marte, cosa ancora lontana dai traguardi scientifici attuali, ma viene presentato in modo totalmente verosimile. Saremo davve ...continue

    Il racconto è incentrato sulla sopravvivenza di un astronauta sul suolo di Marte, cosa ancora lontana dai traguardi scientifici attuali, ma viene presentato in modo totalmente verosimile. Saremo davvero così lontani dalla conquista del Pianeta Rosso?
    L'autore si addentra in qualche descrizione tecnica, tanto da rendere il racconto credibile, ma rimanendo sempre piacevole e scorrevole anche per i 'non addetti ai lavori'.
    Mi ha appassionato anche lo sviluppo contemporaneo degli avvenimenti tra Marte, la Terra e l'astronave madre. Solo il finale mi ha un po' deluso, diventando troppo rocambolesco ed esagerato.
    Nel complesso, ho apprezzato il libro, così come avevo apprezzato il film.

    said on 

  • 2

    Sviluppare un romanzo intorno all'idea dell'uomo rimasto solo sul pianeta deserto era davvero interessante. Peccato che è stato raccontato in maniera fredda e lucida, senza descrivere la componente em ...continue

    Sviluppare un romanzo intorno all'idea dell'uomo rimasto solo sul pianeta deserto era davvero interessante. Peccato che è stato raccontato in maniera fredda e lucida, senza descrivere la componente emotiva o psicologica della storia, il senso di disagio, di smarrimento, la paura. L'autore si preoccupa di descrivere esclusivamente la storia da un punto di vista tecnico/scientifico, dilungandosi anche in maniera specifica, su componenti e leggi fisico-chimiche annoiando (o rendendo incomprensibile l'argomento) il lettore medio. Peccato, un'occasione persa.

    said on 

  • 3

    Avventura nello spazio

    The Martian di Andy Weir, a conti fatti, è un godibile romanzo d'avventura ad ambientazione spaziale. Lo stile dell'autore, che narra le vicende attraverso la struttura del diario in prima persona, ga ...continue

    The Martian di Andy Weir, a conti fatti, è un godibile romanzo d'avventura ad ambientazione spaziale. Lo stile dell'autore, che narra le vicende attraverso la struttura del diario in prima persona, garantisce senz'altro un buon coinvolgimento. Questo avviene nonostante Weir abusi spesso di termini scientifici e di svariati tecnicismi, rendendo alcuni passaggi forse poco chiari e scorrevoli per chi non mastica un minimo gli argomenti trattati.
    In compenso viene ben trasmessa la tensione, il senso di solitudine, la messa in scena di una lotta a tratti disperata contro forze enormi, specialmente per un semplice uomo. Anche se, va precisato, in alcuni momenti queste sensazioni vengono a mancare perchè Weir, allo scopo di sdrammatizzare un po', crea un protagonista spesso troppo su di giri per le situazioni e le sfide mortali che si trova costantemente ad affrontare. Un aspetto che, almeno per me, fa perdere un po' di credibilità al personaggio.
    Nonostante questo, però, The Martian può considerarsi una bella lettura per intrattenersi senza eccessivi impegni.

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  • 1

    Bravo, e quindi ... !?!?!?

    Un romanzo deludentissimo in cui l'autore cerca in tutti i modi di ostentare le sue (per carità, vastissime) conoscenze appassionate di astronomia e scienza, ricopiando in maniera incredibilmente peda ...continue

    Un romanzo deludentissimo in cui l'autore cerca in tutti i modi di ostentare le sue (per carità, vastissime) conoscenze appassionate di astronomia e scienza, ricopiando in maniera incredibilmente pedante una serie insostenibile di calcoli, nomi e precetti aritmetici. La cosa divertente, tuttavia, è che non bisogna essere degli scienzati per comprendere che almeno due terzi delle sue idee sono del tutto ridicole, angoscianti ed improponibili, regalandoci un manuale di conoscenze inutili.
    Noioso e privo di passione, mi ha deluso come mai avrei potuto immaginare, trasformando quel che poteva essere una geniale trovata poetica nel solito volumetto da quattro soldi per scienzati mancati.
    Che fatica, terminarlo...

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Bene, cominciamo...
    tenterò di essere breve, ma non prometto niente. E tenterò di non spoilerare, anche se qualche cosa viene per forza fuori.
    Prima di iniziare il libro (mi sono fatta scappare il f ...continue

    Bene, cominciamo...
    tenterò di essere breve, ma non prometto niente. E tenterò di non spoilerare, anche se qualche cosa viene per forza fuori.
    Prima di iniziare il libro (mi sono fatta scappare il film), ho buttato un occhio alle recensioni altrui.
    Ovviamente ce n'erano di ogni tipo, da mezza stellina a cinque entusiasticissime, ma tutte si barcamenavano tra: "Ohhh, così tanto scientifico e tecnico" e: "Bah, assurdo e privo di fondamento!"
    Ma spiegare perché, per esempio?
    Quindi, ci provo io, almeno per quel che più salta all'occhio.
    1) Apro il libro e rimango malissimo.
    Si, perché cominciamo con un'assurdità: il vento, su Marte, raramente supera i 70Km/h, ma volendo anche considerare un vento a 175Km/h...raga, quella scena è IMPOSSIBILE! Marte ha perso il 99% della sua atmosfera un tot di milioni di anni fa, ed un vento di quell'intensità, beh...potrebbe al massimo darvi una spintarella, buttarvi addosso un sacco di polvere marziana, che quella abbonda, e magari darvi fastidio a camminargli contro. Non potrebbe ASSOLUTAMENTE fare l'incredibile casino che fa quella tempesta!
    Quindi, come dire...superate quel pezzo e "fate finta", altrimenti dovete buttare via il libro. Io mi sono portata dietro l'amaro in bocca per tutto il libro.
    2) Il pover'uomo si trova a dover creare Ossigeno e acqua. Beh, hai un sacchissimo di CO2, disfala e otterrai tutto l'Ossigeno che vuoi, penso. E fin lì, ci arriva anche lui.
    Poi deve fare l'acqua...ed è lontano dai poli. Ma...non c'è ghiaccio sotto la superficie? No, perché lui, soprannominato Mr. UCAF (ufficio complicazioni affari semplici) la estrae dall'idrazina, rischiando di far esplodere la base.
    Contento lui...sono anche andata a controllare: confermo, c'è uno strato di permafrost a non grande profondità sotto lo strato sabbioso. Ammetto che non sia una grandissima quantità e (forse) potrebbe non aver avuto la strumentazione adatta all'estrazione, ma mi pare strano, dovendo la missione raccogliere campionature e carotaggi. Non essendoci una grande abbondanza di alberi, da quelle parti, presumo i carotaggi siano di terreno, ergo...
    3) Il protagonista cita spesso la ridotta gravità marziana, però pare fare molta più fatica del dovuto in parecchi casi, riuscendo però poi a sollevare roba molto grossa e pesante con facilità (forse) perfino eccessiva. Dubbi.
    4) Ho parecchie perplessità sul...bagno. No, non sul farsi il bagno, ma sull'idea della NASA, almeno nel libro, su quelle necessità fisiologiche tipiche delle forme animali, almeno terrestri. Lui deve conservare e compostare il proprio materiale per le coltivazioni, e va benissimo, ma perché in situazioni normali la spedizione avrebbe dovuto imbustare e conservare il tutto disidratato? Lui dà una spiegazione, ma a me è sfuggito il senso logico. E dubito verrebbe fatto così, in situazioni normali. Cioè, ma sedondo quale logica dovrebbero fare uno studio escatologico sui propri escrementi? O_O
    5) Mi salta in mente, soprattutto perché nelle ultime pagine, la trasformazione del MAV in funzione del decollo. Raga, va bene, l'atmosfera marziana è molto rarefatta, ma...TOGLIERE GLI OBLO'??? Decollare con un telone a chiudere l'abitacolo? Beh, secondo alcuni ingegneri aerospaziali...sarebbe improbabile, avventato, ma possibile. Dicono.
    Io continuo ad avere molti legittimi dubbi, ma probabilmente sono condizionata da decenni di navette americane, russe, cinesi ed europee tutte linde, lisce, compatte e a tenuta stagna a guastarmi l'obiettività della faccenda.
    6) Più lettori hanno duramente criticato il carattere giocherellone ed inguaribilmente ottimista di Mark Watney, sostenendo che non è possibile che uno la prenda così bene, con leggerezza, in situazioni tanto drammatiche.
    Beh, vi svelo un segreto: Mark Watney è un astronauta.
    Cioè, uno che, già in partenza, è per forza un po' suonatello di suo, poi con una preparazione fisica, psicologica e tecnica che i lettori non si sognano nemmeno, è uno selezionato tra chissà quanti candidati, allenato, testato, ritestato, uno con "La Stoffa Giusta".
    Ragioniamo, su! Si può forse mandare nello spazio qualcuno che, al primo problema, si butta a frignare e cade in depressione? Non potete dirmi che voi non vi comportereste così e che una persona normale non si comporterebbe così. Una persona "normale" non sarebbe là. Punto.
    Poi lui ha la sua reazione agli eventi personale e giocherellona, la prende sull'ironico sapendo sempre perfettamente che potrà smettere di esistere da un momento all'altro, allora a che pro struggersi? Tanto è uguale.
    Quindi, prego, zittite le critiche al carattere del pasticcione Mark e pregate, se doveste trovarvi in situazioni estreme, di avere uno così a coprirvi le spalle.
    7) Non è scritto benissimo.
    Ma perché, uno da solo su un pianeta, incasinato fino al midollo, che deve riuscire a portare a casa la pelle, secondo voi scriverebbe come Shakespeare? E' il diario di bordo di uno che tenta, anche in quel modo, di farsi compagnia e tirarsi un po' su di morale. Non sarebbe credibile scritto in altro modo.
    Le parti non in forma di diario, invece, sono scritte né più, né meno come la maggior parte dei romanzi odierni, anzi, giuro che c'è di peggio.

    Con tutti questi errori e dubbi, il libro è appassionante, soprattutto verso il finale, quando (ho sbirciato l'ultima pagina, lo ammetto) non si sa come e SE riuscirà a cavarsela.
    E' bello, cavoli, Weir avrà pure fatto dei casini, a me non riesce proprio di perdonargli quella faccenda della tempesta iniziale, ma tira fuori una gran bella storia lo stesso.
    E sulle cavolate...beh, "facciamo finta" e andiamo avanti.

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  • 5

    Nonostante ero alle prese con la preparazione delle valigie non ce l'ho fatta a staccarmi dal libro.
    Vi dirò...uno dei più belli che io abbia mai letto. Eppure ho aspettato a leggerlo,perché avevo pau ...continue

    Nonostante ero alle prese con la preparazione delle valigie non ce l'ho fatta a staccarmi dal libro.
    Vi dirò...uno dei più belli che io abbia mai letto. Eppure ho aspettato a leggerlo,perché avevo paura fosse un pò "ostico" visto che dalle recensioni lette qua e là, cercando di non spoilerarmi nulla, in molti hanno segnalato la presenza di termini e di descrizioni tecniche. Per cui pensavo ci fossero dei punti noiosi e che quindi potesse non piacermi. Ecco non ci crederete ma non mi sono annoiata nemmeno per un minuto, nemmeno per un secondo. I termini tecnici e descrizioni ci sono, confermo, però tutto è spiegato a prova di bambino. E soprattutto il tutto è condito da un'ironia pazzesca, che mi vi giuro avevo le lacrime agli occhi dal ridere. Voglio anche io un'unità di misura ninja-pirata!!!!
    Insomma, divertente e pieno di tensione allo stesso tempo. È difficile da spiegare. Bisogna leggerlo per capire.
    Finale da cardiopalma. Ho quasi versato una lacrima.
    Bello davvero, anche perché si respira un'aria di amore e sacrificio per il prossimo. Cosa che non succederà mai..ma qui tutte le agenzie governative anche al di fuori degli Usa, collaborano gratis solo per recuperare il nostro astronauta. Questa si che è fantascienza!
    Libro super consigliato..anche sotto l'ombrellone. Non vene pentirete. Stasera mi guarderò il film, perché già mi mancano tutti i personaggi, ma soprattutto mi mancherà Mark.

    said on 

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