Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

The Martian Chronicles

By Ray Bradbury

(163)

| Library Binding | 9781568490854

Like The Martian Chronicles ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Man, was a a distant shore, and the men spread upon it in wave... Each wave different, and each wave stronger.

The Martian Chronicles

Ray Bradbury is a storyteller without peer, a poet of the possible, and, indisputably, Continue

Man, was a a distant shore, and the men spread upon it in wave... Each wave different, and each wave stronger.

The Martian Chronicles

Ray Bradbury is a storyteller without peer, a poet of the possible, and, indisputably, one of America's most beloved authors. In a much celebrated literary career that has spanned six decades, he has produced an astonishing body of work: unforgettable novels, including Fahrenheit 451 and Something Wicked This Way Comes; essays, theatrical works, screenplays and teleplays; The Illustrated Mein, Dandelion Wine, The October Country, and numerous other superb short story collections. But of all the dazzling stars in the vast Bradbury universe, none shines more luminous than these masterful chronicles of Earth's settlement of the fourth world from the sun.

Bradbury's Mars is a place of hope, dreams and metaphor-of crystal pillars and fossil seas-where a fine dust settles on the great, empty cities of a silently destroyed civilization. It is here the invaders have come to despoil and commercialize, to grow and to learn -first a trickle, then a torrent, rushing from a world with no future toward a promise of tomorrow. The Earthman conquers Mars ... and then is conquered by it, lulled by dangerous lies of comfort and familiarity, and enchanted by the lingering glamour of an ancient, mysterious native race.

Ray Bradbury's The Martian Chronicles is a classic work of twentieth-century literature whose extraordinary power and imagination remain undimmed by time's passage. In connected, chronological stories, a true grandmaster once again enthralls, delights and challenges us with his vision and his heart-starkly and stunningly exposing in brilliant spacelight our strength, our weakness, our folly, and our poignant humanity on a strange and breathtaking world where humanity does not belong.

380 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Come spesso accade, i libri che non ti aspetteresti mai di leggere entrano nell’elenco dei tuoi preferiti. Come spesso accade, i libri si leggono per caso o perché il titolo ci ispira. Oppure, perché l’autore è talmente noto, talmente famoso, che non ...(continue)

    Come spesso accade, i libri che non ti aspetteresti mai di leggere entrano nell’elenco dei tuoi preferiti. Come spesso accade, i libri si leggono per caso o perché il titolo ci ispira. Oppure, perché l’autore è talmente noto, talmente famoso, che non leggere nulla di suo ci lascia lettori incompleti. Tra i filoni narrativi che conosco poco c’è la fantascienza; di fantascientifico ho letto pochissimo, anzi, quasi nulla, limitandomi a “Farhrenheit 451” – sempre di Bradbury – e “Guida galattica per autostoppisti” – di Douglas Adams. Così, trovando nella mia libreria “Cronache marziane” mi son detta: perché no? E l’ho letto per la rubrica “Un classico al mese“. E mi è piaciuto così tanto che non posso che parlarvene positivamente.

    Cronache marziane è una raccolta di episodi più o meno brevi che raccontano della colonizzazione del pianeta Marte da parte degli abitanti della Terra. A partire dal gennaio del 1999 fino all’aprile del 2026, Bradbury immagina una serie di eventi e situazioni che potrebbero verificarsi al momento dello sbarco su Marte da parte dei terrestri. Pubblicato nel 1950 negli Stati Uniti, Cronache marziane è una pietra miliare della fantascienza degli anni ’50, inaugurando un filone molto fortunato.

    Bradbury viene considerato uno dei maggiori autori americani di fantascienza e grazie al suo stile evocativo nel narrare i fatti, ne fa uno degli autori più amati dal pubblico; Bradbury cita altri libri (i racconti di Edgar Allan Poe nell’episodio Usher II) e crea delle immagini così poetiche e folgoranti, evocative e sorprendenti, che si imprimono nella mente del lettore come piccole gemme.

    Le stelle brillavano fulgide e le azzurre navi marziane scivolavano tra le sabbie fruscianti. Prima, la nave di Sam non volle muoversi, ma poi lui si ricordò dell’ancora da sabbia e la strappò su, a bordo. [...] Il vento spinse la chiglia sul fondo del mare estinto, su cristalli sepolti da tempi remoti, presso pilastri ancora eretti, oltre moli deserti di marmo e di bronzo, tra morte scacchiere di città e rosse pendici montuose, sempre più lontanando.

    Non è poetica, la descrizione del mare estinto? Non è visionaria l’immagine della nave che anziché fendere le onde del mare, fende la sabbia dei crateri marziani? Io la trovo un’immagine splendida. Ma Ray Bradbury mi ha conquistata anche per i colpi di scena nei vari episodi: un vero narratore, a mio avviso, stupisce il lettore con il colpo di scena all’ultima riga.

    Cronache marziane è anche un romanzo di denuncia: Bradbury infatti condanna gli uomini che nei secoli passati hanno colonizzato nuove terre, distruggendo le culture già presenti. In particolare, Bradbury condanna gli americani, perché sono proprio loro i primi a sbarcare su Marte. Spender, uno dei personaggi dell’episodio “… And the moon be still as bright“, impazzisce su Marte perché non vuole essere complice della distruzione del pianeta per impiantare le Colonie. Infatti, Spender dice:

    Tutte le montagne hanno avuto un nome. E noi non potremo mai usarle senza patire una sensazione di disagio. E in certo qual modo queste montagne non ci sembreranno mai del tutto a posto; perché avremo dato loro nomi nuovi, mentre i veccchi rimangono, sussistono in qualche regione del tempo, e le montagne furono foggiate e viste sotto quel nome. I nomi che noi daremo ai canali, alle montagne, alle città cadranno come acqua sulla schiena di un’anitra. Per quanto profondamente noi si possa toccare Marte, non riusciremo mai a toccarlo veramente.

    Ma oltre alla denuncia verso la colonizzazione, Bradbury è anche molto profetico:

    La vita sulla Terra non s’è mai composta in qualcosa di veramente onesto e nobile. La scienza è corsa troppo innanzi agli uomini, e troppo presto, e gli uomini si sono smarriti in un deserto meccanizzato, come bambini che si passino di mano in mano congegni preziosi, che si balocchino con elicotteri e astronavi a razzo; dando rilievo agli aspetti meno degni, dando valore alle macchine anzi che al modo di servirsi delle macchine. Le guerre, sempre più gigantesche, hanno finito per assassinare la Terra. Ecco che cosa significa il silenzio della radio. Ecco perché noi siamo fuggiti.

    Non vi sembra di leggere la nostra società di oggi, in queste righe precedenti? Siamo più preoccupati se non abbiamo batteria sul cellulare, anziché essere preoccupati di aver offeso un amico; le guerre oggigiorno devastano porzioni sempre più grandi di territori, gettando nella fame e nella disperazione sempre più esseri umani. Così, gli uomini dopo alcune spedizioni finite male, riescono ad arrivare su Marte. Riescono a confinare i marziani nelle loro roccheforti, fino a farli estinguere e a deturpare il pianeta, a dissanguarlo, a spremerlo fino all’ultima goccia. Proprio come hanno sempre fatto, gli uomini colonizzano, prendono, devastano, distruggono e poi se ne vanno.

    Da questo mio commento, scritto d’impeto appena terminata la lettura, spero sia trasparso tutta la mia ammirazione per questa raccolta di episodi. Pensavo che la fantascienza non facesse per me, ma in Bradbury ho trovato descrizioni poetiche, colpi di scena all’ultima riga e molti temi su cui riflettere.

    Non so se l’uomo andrà mai su Marte, ma certamente se ci andrà si porterà dietro i propri errori, quelli che fanno parte del nostro D.N.A.; forse fuggirà da una Terra morta, prosciugata, e viaggerà milioni di chilometri per approdare un altro mondo, per devastare anche quello. Non so se io metterò mai piede sulle colonie umane di Marte, ma una cosa la so: Ray Bradbury su Marte mi ci ha portata, con la fantasia certo, ma mi ci ha portata.

    Certe notti quando il vento viene dalle lontananze dell’antico fondo marino e passa sul cimitero esagonale, tra le quattro croci e un’altra, più recente, c’è una luce che arde nella capanna di pietra, e in quella capanna, mentre il vento soffia ululando, la polvere si solleva vorticosa e le stelle ardono fredde, ci sono quattro figure, una donna, due figlie, un figlio: accudiscono un focherello inutile e discorrono e ridono. Notte dopo notte, anno dopo anno, senza una ragione al mondo, la donna esce dalla capanna a scrutare il cielo, le mani in alto, per un lungo istante, a guardare la verde fiammella della Terra, senza sapere perché guardi, e infine rientra, a gettare uno sterpo nel fuoco, e il vento passa e il mare morto continua a morire.

    http://girodelmondoattraversoilibri.wordpress.com/2014/…

    Is this helpful?

    Claudia (Il giro del mondo attraverso i libri) said on Oct 13, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    L'(eventuale) idiosincrasia per la fantascienza non vi susciti erronei pregiudizi nei confronti di siffatto tomo. Favole satiriche che vanno aldilà del genere in sé senza tradirne l'essenza originaria, e senza rinunciare ad esserne velata parodia. Co ...(continue)

    L'(eventuale) idiosincrasia per la fantascienza non vi susciti erronei pregiudizi nei confronti di siffatto tomo. Favole satiriche che vanno aldilà del genere in sé senza tradirne l'essenza originaria, e senza rinunciare ad esserne velata parodia. Con un'autoironia che consacra l'opera a classico moderno.

    Colonna sonora : Thievery Corporation - Take My Soul

    http://www.youtube.com/watch?v=ujB2-72_9BE&index=3&list…

    Is this helpful?

    Davide il Girovago said on Sep 19, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro è semplicemente molto di più. La cattiveria, la consapevolezza dei temi trattati è invitante e assurda. Non sono uomini che sbarcano su Marte. È Marte, è un insieme di uomini e sensazioni e volontà. Le parole sarebbero sprecate, credo ch ...(continue)

    Questo libro è semplicemente molto di più. La cattiveria, la consapevolezza dei temi trattati è invitante e assurda. Non sono uomini che sbarcano su Marte. È Marte, è un insieme di uomini e sensazioni e volontà. Le parole sarebbero sprecate, credo che vada semplicemente messo in una lista che si chiama "cose da leggere per ricordare chi sei e cosa puoi essere".

    Is this helpful?

    mementomihi said on Sep 2, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Consigliato anche e soprattutto a chi, come me, non ama il genere fantascienza. Sarete costretti a fare un'eccezione.

    Is this helpful?

    Kathleen said on Sep 2, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una splendida serie di racconti da parte dell'autore di "fahrenheit 451", dove c'è poco di marziano e molto di umano. Poca "marzianità" e molta, moltissima, dolente "umanità".

    Is this helpful?

    Alberto Zeni said on Aug 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    never tired of reading it

    i've read this book many times, in the past. finally i found an original version and decided to try it.
    to me the book is still fresh, amazing, charming, seducing.
    even if it is not accurately scientific, even if it seems to jump back and forth from ...(continue)

    i've read this book many times, in the past. finally i found an original version and decided to try it.
    to me the book is still fresh, amazing, charming, seducing.
    even if it is not accurately scientific, even if it seems to jump back and forth from a distant future (the 21st century seen from the 1950s) to the present (the 1950s in this case), it is still one of the most profund, poetic and evoking book i've ever read.
    i like particularly the report of the first 3 missions, but all the stories are worth reading, and re-reading.
    i've always thought that the book was missing a story, called 'the blue bottle', that takes place on mars and could very well be part of the plot, so to speak. i still think this way.

    Is this helpful?

    Andrew "Ender" Wiggin said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book