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The Master

A Novel

By

Publisher: Scribner

3.8
(62)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish , Dutch

Isbn-10: 0743250419 | Isbn-13: 9780743250412 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook , Library Binding

Category: Biography , Fiction & Literature

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Book Description

Like Michael Cunningham in The Hours, Colm Tóibín captures the extraordinary mind and heart of a great writer. Beautiful and profoundly moving, The Master tells the story of a man born into one of America's first intellectual families who leaves his country in the late nineteenth century to live in Paris, Rome, Venice, and London among privileged artists and writers.

In stunningly resonant prose, Tóibín captures the loneliness and the hope of a master of psychological subtlety whose forays into intimacy inevitably failed those he tried to love. The emotional intensity of this portrait is riveting.

Sorting by
  • 3

    Una lettura lenta e tratti faticosa. Ho avuto la sensazione che l'autore abbia tirato un po' troppo la trama, dilungandosi. però tutto sommato un interessante spaccato di vita d'artista.

    said on 

  • 4

    Se siete fan di Henry James, allora amerete alla follia questo libro e avrete l'impulso irresistibile di mandare una lettere di ringraziamento, se non d'amore, a Colm Toìbin (nome fascinosamente originale!). Se, come me, Henry James se si è insinuato nelle vostre menti solo tramite commenti altru ...continue

    Se siete fan di Henry James, allora amerete alla follia questo libro e avrete l'impulso irresistibile di mandare una lettere di ringraziamento, se non d'amore, a Colm Toìbin (nome fascinosamente originale!). Se, come me, Henry James se si è insinuato nelle vostre menti solo tramite commenti altrui, raccomandazioni e sentito dire, allora la faccenda si fa meno scontata.
    Posso dire cos'è stato per me The Master.

    Sicuramente insolito rispetto alle solite biografie romanzate, ad un livello diverso, forse anche superiore: l'ammirazione di Toìbin per questo pioniere della letteratura americana si respira talmente tanto che, come in una lezione tenuta magistralmente, insinua la voglia di riparare al digiuno praticato finora verso il povero Henry. Ma più di ogni altro, colpisce il misto di immaginazione e conoscenza profonda della personalità di James: ne esce fuori un libro incredibilmente intimistico, dove più che i fatti della vita dell'autore, parla la sua anima, di pagina in pagina. Non credo sia profondamente problematico il fatto che non si sappia dov'è il confine tra la reale persona del personaggio storico e il profilo dato dal biografo, dopotutto Toibin lo propone come un romanzo, non un saggio. E penso che sia meritevole e singolare proprio per questo, per l'atmosfera che si consente di creare, e chissà, forse più efficace di una comune biografia.

    Gente più esperta mi dice che Toibin abbia riprodotto in parte lo stile di James in un omaggio in toto, io non so come sia questo famigerato stile - mannaggia -, però ciò che rilevo è una morbida malinconia, come un movimento del mare ugualmente cadenzato, forse dai continui ricordi che scandiscono e dividono i capitoli del libro, ma sotto una luce sempre soffusa.
    James esprime se stesso attraverso la rievocazione continua delle persone che hanno inciso nella sua vita, che come pedine in gioco crollano mentre lui è ancora vivo, destinato ad essere l'ultimo ad andarsene e destinato, quindi, a gemere sotto il peso dei loro fantasmi.
    Fantasmi su fantasmi, non è certamente un caso che siano figure ricorrenti nella sua stessa opera. E tutti estremamente affascinanti: la sorella Alice, la cugina, la madre, l'amica romanziera Costance Fenimore Woolson, il fratello William e la cognata Alice, l'amico scultore Andersen, e via. Non si può dire che non sapesse scegliersi le compagnie.
    Così, di rapporto in rapporto, si scopre una personalità con cui si entra facilmente in empatia. Ogni tanto il suo silenzio, la sua estrema riservatezza assomiglia ad un gentile e modesto scansarsi, preferir di no, essere vile - come nasconde quasi goffamente il fatto di non aver fatto nulla per incoraggiare la sua partecipazione alla leva e poi la guerra, di aver preferito non dire nulla su come la madre insistesse nel coccolare una malattia in realtà immaginaria - a danno a volte di persone a cui comunque era stato molto legato, a danno anche di se stesso, di come avrebbe potuto agire e riscrivere la sua vita. Questo presuppone più un punto di distacco dal personaggio, in cui lo si rimprovera o forse, chissà, se ne rimane delusi: ma proprio quella luce soffusa che è la sua prospettiva sulla realtà, finisce per intenerire, optare per la comprensione e lasciar da parte anche la più leggera condanna. Henry James vive se stesso, i suoi sentimenti e la sua realtà in un ritiro introspettivo, fa parte di tutta quella schiera di combattenti nella vita che elaborano in silenzio, spolverano e rispolverano piccoli dettagli di una giornata, ne sorridono, ma solo fra sé e sé.
    La trasmissione all'esterno per eccellenza è la penna, arrivando addirittura a scrivere talmente tanto da dover sospendere l'attività per i dolori prolungati - non di ore, ma di giornate - alle povere mani. Appunti su appunti accompagnano le sue giornate, a rischio anche dell'ignoranza del lettore su alcuni risvolti delle trame, ma ve lo dice una che ci tiene enormemente: i danni non sono enormi, solo qualche indispettimento qua e là.

    Tutti i ritratti, il proprio, quello degli altri emergono con un'acutezza coinvolgente: ma d'altronde, se non sono i grandi autori a sentire in una maniera tutta particolare, chi dovrebbe? Fra tutti il personaggio di Andersen ne è fortunamente aiutato, ho avuto la sensazione che se l'avessi incontrato nella mia vita e non tramite gli occhi di Henry, probabilmente lo avrei avuto in antipatia, invece qui riesce ad assumere le sue sfacettature evocative. Oddio, in tutta sta faccenda torna il confine tra il merito di Toibin e di James.
    Ammetto senza vergogna che ogni tanto la densità del romanzo mi ha un attimo ingobbita, alimentata anche dal fatto che più che dinamico sia proprio come l'ho descritto e appunto, sempre così. Non aspettatevi di certo un romanzo avventuroso di peripezie su peripezie, anzi. A lettura terminata però ciò diventa quasi irrilevante, tornandoci indietro col pensiero.
    In ogni caso la bravura di Toibin regala una lettura che arricchisce a suo modo la vastità sconfinata di libri che popolano la letteratura: perché chi lo sa quando tornerà una voce sull'argomento agli stessi livelli o migliore di questa, e perciò bisogna tenersela stretta.

    said on 

  • 0

    Colm so great cultural ambassador

    After having met Colm so many times at book presentations in Dublin, and lately also at UCD talking about short stories, Denise decided to get me the Master. Apparently the masterpiece of Toibin. Or at least what it seems to be the most awarded of his books. Such a lovely man in person, a great g ...continue

    After having met Colm so many times at book presentations in Dublin, and lately also at UCD talking about short stories, Denise decided to get me the Master. Apparently the masterpiece of Toibin. Or at least what it seems to be the most awarded of his books. Such a lovely man in person, a great gifted speaker.

    said on 

  • 5

    Episodi della vita di Henry James narrati in maniera esemplare da uno dei più grandi scrittori irlandesi. Uno dei libri più belli che abbia letto.

    said on 

  • 5

    the master

    Un breve periodo della vita di Henry James, raccontato con le stesse atmosfere dei suoi romanzi. Toibin per raccontare l'uomo James lo fa scrivendo alla James. Avrebbe potuto intitolarlo "Ritratto di signore"

    said on 

  • 4

    The Master

    2003 Colm Toibin. Fazi editore, collana "Le Strade", novembre 2004. Traduzione di Maurizio Bartocci.
    Colm Toibin scrive una biografia romanzata con protagonista uno dei maggiori scrittori del secolo scorso, Henry James. L' operazione è simile a quella tentata da Michael Cunningham nei confro ...continue

    2003 Colm Toibin. Fazi editore, collana "Le Strade", novembre 2004. Traduzione di Maurizio Bartocci.
    Colm Toibin scrive una biografia romanzata con protagonista uno dei maggiori scrittori del secolo scorso, Henry James. L' operazione è simile a quella tentata da Michael Cunningham nei confronti di Virginia Woolf in "The Hours", con la differenza che qui non si parla di un unico romanzo ma si analizzano i dilemmi di una tormentata coscienza artistica e le conseguenze che nascono dalla scelta di << coltivare un talento piuttosto che un sentimento >>. Il mio favore, per quel che vale, va tutto a Toibin, che è uno scrittore di notevole spessore .
    Dunque un romanziere di oggi dedica a James un ritratto che non potrebbe essere più umano e convincente, secondo la tradizione degli scrittori anglosassoni, generosi e accurati cantori di vite altrui. Una riflessione minuziosa, che accompagna per quattro anni, a partire dal 1895 la maturità di Henry James, osservata mentre percorre i binari di una vocazione umile e esatta.
    Dopo il bel saggio "Amore in un tempo oscuro", Henry James è uno dei personaggi che hanno affascinato Toibin, dal momento in cui iniziò le ricerche sul libro, per il modo in cui James represse costantemente la propria omosessualità, e per la <<freddezza pura>> che manifestò per
    << coprire il fallimento delle proprie passioni>>. The Master è frutto di una ricerca minuziosa che minimizza e al tempo stesso valorizza gli elementi romanzati ; una biografia in perfetto equilibrio con il romanzo.
    Toibin realizza un ritratto ambivalente del grande romanziere: all' ammirazione indiscussa per l' arte di colui che considera il padre del romanzo psicologico contrappone una rappresentazione severa di un uomo freddo e privilegiato, che ha avuto paura della propria omosessualità e ha condannato all' infelicità se stesso e la gran parte delle persone che gli sono vissute accanto . Toibin si interroga in ogni pagina su quanto abbia influito questo atteggiamento psicologico sulla grandezza di un risultato artistico del quale lui stesso è il primo a dichiararsi influenzato , e cerca barlumi sull' animo di un uomo che ha coltivato ossessivamente la sua privacy negli incontri con le persone che lo hanno amato. . E, soprattutto con le quali si è scontrato. La sua vita familiare fu segnata costantemente da dolori e da rivalità:
    il fratello William, all' epoca filosofo molto apprezzato, snobbò pubblicamente la sua sceltà di diventare scrittore, e James non riuscì mai a superare il trauma del suicidio del padre e della lunga agonia del fratello Wilky, morto in seguito alle ferite riportate combattendo nella Guerra Civile, e della morte della sorella Alice , invalida dalla nascita, che si spense a trentaquattro anni. La rivalità con Oscar Wilde non è certo romanzata : James lo riteneva << un mascalzone>> e lo invidiava pazzamente per il suo successo teatrale. Persino nel momento della disgrazia di Wilde e del processo , quando la madre di Wilde si recò in tribunale , James si abbandonò a una battuta crudele: << è difficile immaginare che uno come lui abbia una madre>>. I fatti da cui Toibin parte per raccontarci la vita del Master accadono a Londra nel gennaio 1895. James che negli anni precedenti ha già scritto capolavori come "Ritratto di signora" e "I Bostonians", arriva al St.James Theatre poco prima della fine del suo dramma "Guy Donville", con il quale spera di sfondare come autore teatrale. Nascosto dietro il palco assiste impotente ai fischi del pubblico ; la critica non sarà da meno e James vede stroncate sul nascere le sue aspirazioni di drammaturgo ; soffrì moltissimo il paragone ( in negativo ) di Guy Donville con il teatro di Wilde.
    Con molta delicatezza Toibin racconta le numerose infatuazioni sessuali vissute dallo scrittore e definisce puramente platonico il rapporto con il futuro giudice della Corte Suprema, Oliver Wendell Holmes, con il quale finì a letto una sera senza che nulla venisse
    'consumato'. Ma i rapporti che hanno segnato per sempre la psiche di James sono quelli con le donne della sua giovinezza, che hanno rappresentato in maniera diversa una possibile vita eterosessuale e la realizzazione di una famiglia che, forse, anelava intimamente. C'era Minny Temple che morì molto giovane ed ispirò il personaggio di Isabel Archer in "Portrait of Lady". Ci fu poi, soprattutto, Constance Fenimore Woolson, che fu la sua intima amica e confidente e che si tolse la vita quando James rifiutò di raggiungerla a Venezia, dove lei lo aspettava per mostrargli che i loro sentimenti erano l' amore a cui nessuno dei due doveva sottrarsi o resistere. In questi quattro anni infelici James si sottrasse al mondo, rifugiandosi a Rye, lontano da amici e parenti, allontanandosi solo per qualche viaggio in Italia e in Irlanda. Si innamorerà del giovane scultore Hendrik Andersen, conosciuto a Roma e farà finalmente pace con il fratello William, il filosofo. Andrà a Venezia a ritrovare i luoghi dove aveva vissuto Constance.
    Toibin scrive la storia della solitudine, dei desideri e della disperazione di un uomo misterioso, mai venuto a patti con il mondo che lo circonda. Ma c'è anche la vicenda di un artista il cui dramma non è cosa scrivere, ma come ritrovare la forza di farlo. Ci riuscirà. Da questi quattro anni verranno fuori "Il giro di vite", "Le ali della colomba, "The Ambassadors" e " La coppa d'oro", quattro capolavori assoluti.
    Libro affascinante, scritto benissimo.

    said on