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The Master

A Novel

By Colm Tóibín

(9)

| Paperback | 9780743250412

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Book Description

Like Michael Cunningham in The Hours, Colm Tóibín captures the extraordinary mind and heart of a great writer. Beautiful and profoundly moving, The Master tells the story of a man born into one of America's first intellectu Continue

Like Michael Cunningham in The Hours, Colm Tóibín captures the extraordinary mind and heart of a great writer. Beautiful and profoundly moving, The Master tells the story of a man born into one of America's first intellectual families who leaves his country in the late nineteenth century to live in Paris, Rome, Venice, and London among privileged artists and writers.

In stunningly resonant prose, Tóibín captures the loneliness and the hope of a master of psychological subtlety whose forays into intimacy inevitably failed those he tried to love. The emotional intensity of this portrait is riveting.

12 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Una lettura lenta e tratti faticosa. Ho avuto la sensazione che l'autore abbia tirato un po' troppo la trama, dilungandosi. però tutto sommato un interessante spaccato di vita d'artista.

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    Annarita said on May 1, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Se siete fan di Henry James, allora amerete alla follia questo libro e avrete l'impulso irresistibile di mandare una lettere di ringraziamento, se non d'amore, a Colm Toìbin (nome fascinosamente originale!). Se, come me, Henry James se si è insinuato ...(continue)

    Se siete fan di Henry James, allora amerete alla follia questo libro e avrete l'impulso irresistibile di mandare una lettere di ringraziamento, se non d'amore, a Colm Toìbin (nome fascinosamente originale!). Se, come me, Henry James se si è insinuato nelle vostre menti solo tramite commenti altrui, raccomandazioni e sentito dire, allora la faccenda si fa meno scontata.
    Posso dire cos'è stato per me The Master.

    Sicuramente insolito rispetto alle solite biografie romanzate, ad un livello diverso, forse anche superiore: l'ammirazione di Toìbin per questo pioniere della letteratura americana si respira talmente tanto che, come in una lezione tenuta magistralmente, insinua la voglia di riparare al digiuno praticato finora verso il povero Henry. Ma più di ogni altro, colpisce il misto di immaginazione e conoscenza profonda della personalità di James: ne esce fuori un libro incredibilmente intimistico, dove più che i fatti della vita dell'autore, parla la sua anima, di pagina in pagina. Non credo sia profondamente problematico il fatto che non si sappia dov'è il confine tra la reale persona del personaggio storico e il profilo dato dal biografo, dopotutto Toibin lo propone come un romanzo, non un saggio. E penso che sia meritevole e singolare proprio per questo, per l'atmosfera che si consente di creare, e chissà, forse più efficace di una comune biografia.

    Gente più esperta mi dice che Toibin abbia riprodotto in parte lo stile di James in un omaggio in toto, io non so come sia questo famigerato stile - mannaggia -, però ciò che rilevo è una morbida malinconia, come un movimento del mare ugualmente cadenzato, forse dai continui ricordi che scandiscono e dividono i capitoli del libro, ma sotto una luce sempre soffusa.
    James esprime se stesso attraverso la rievocazione continua delle persone che hanno inciso nella sua vita, che come pedine in gioco crollano mentre lui è ancora vivo, destinato ad essere l'ultimo ad andarsene e destinato, quindi, a gemere sotto il peso dei loro fantasmi.
    Fantasmi su fantasmi, non è certamente un caso che siano figure ricorrenti nella sua stessa opera. E tutti estremamente affascinanti: la sorella Alice, la cugina, la madre, l'amica romanziera Costance Fenimore Woolson, il fratello William e la cognata Alice, l'amico scultore Andersen, e via. Non si può dire che non sapesse scegliersi le compagnie.
    Così, di rapporto in rapporto, si scopre una personalità con cui si entra facilmente in empatia. Ogni tanto il suo silenzio, la sua estrema riservatezza assomiglia ad un gentile e modesto scansarsi, preferir di no, essere vile - come nasconde quasi goffamente il fatto di non aver fatto nulla per incoraggiare la sua partecipazione alla leva e poi la guerra, di aver preferito non dire nulla su come la madre insistesse nel coccolare una malattia in realtà immaginaria - a danno a volte di persone a cui comunque era stato molto legato, a danno anche di se stesso, di come avrebbe potuto agire e riscrivere la sua vita. Questo presuppone più un punto di distacco dal personaggio, in cui lo si rimprovera o forse, chissà, se ne rimane delusi: ma proprio quella luce soffusa che è la sua prospettiva sulla realtà, finisce per intenerire, optare per la comprensione e lasciar da parte anche la più leggera condanna. Henry James vive se stesso, i suoi sentimenti e la sua realtà in un ritiro introspettivo, fa parte di tutta quella schiera di combattenti nella vita che elaborano in silenzio, spolverano e rispolverano piccoli dettagli di una giornata, ne sorridono, ma solo fra sé e sé.
    La trasmissione all'esterno per eccellenza è la penna, arrivando addirittura a scrivere talmente tanto da dover sospendere l'attività per i dolori prolungati - non di ore, ma di giornate - alle povere mani. Appunti su appunti accompagnano le sue giornate, a rischio anche dell'ignoranza del lettore su alcuni risvolti delle trame, ma ve lo dice una che ci tiene enormemente: i danni non sono enormi, solo qualche indispettimento qua e là.

    Tutti i ritratti, il proprio, quello degli altri emergono con un'acutezza coinvolgente: ma d'altronde, se non sono i grandi autori a sentire in una maniera tutta particolare, chi dovrebbe? Fra tutti il personaggio di Andersen ne è fortunamente aiutato, ho avuto la sensazione che se l'avessi incontrato nella mia vita e non tramite gli occhi di Henry, probabilmente lo avrei avuto in antipatia, invece qui riesce ad assumere le sue sfacettature evocative. Oddio, in tutta sta faccenda torna il confine tra il merito di Toibin e di James.
    Ammetto senza vergogna che ogni tanto la densità del romanzo mi ha un attimo ingobbita, alimentata anche dal fatto che più che dinamico sia proprio come l'ho descritto e appunto, sempre così. Non aspettatevi di certo un romanzo avventuroso di peripezie su peripezie, anzi. A lettura terminata però ciò diventa quasi irrilevante, tornandoci indietro col pensiero.
    In ogni caso la bravura di Toibin regala una lettura che arricchisce a suo modo la vastità sconfinata di libri che popolano la letteratura: perché chi lo sa quando tornerà una voce sull'argomento agli stessi livelli o migliore di questa, e perciò bisogna tenersela stretta.

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    universe. said on Dec 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Colm so great cultural ambassador

    After having met Colm so many times at book presentations in Dublin, and lately also at UCD talking about short stories, Denise decided to get me the Master. Apparently the masterpiece of Toibin. Or at least what it seems to be the most awarded of hi ...(continue)

    After having met Colm so many times at book presentations in Dublin, and lately also at UCD talking about short stories, Denise decided to get me the Master. Apparently the masterpiece of Toibin. Or at least what it seems to be the most awarded of his books. Such a lovely man in person, a great gifted speaker.

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    Ermellissimo said on Jan 20, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Episodi della vita di Henry James narrati in maniera esemplare da uno dei più grandi scrittori irlandesi. Uno dei libri più belli che abbia letto.

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    Ste said on Jul 31, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    the master

    Un breve periodo della vita di Henry James, raccontato con le stesse atmosfere dei suoi romanzi. Toibin per raccontare l'uomo James lo fa scrivendo alla James. Avrebbe potuto intitolarlo "Ritratto di signore"

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    jolly962 said on Nov 30, 2009 | Add your feedback

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