The Merchant of Venice

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.2
(2568)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , Japanese , Chi traditional , Chi simplified , French

Isbn-10: 0140707069 | Isbn-13: 9780140707069 | Publish date: 

W.Moelwyn Merchant

Also available as: Audio Cassette , Others , Softcover and Stapled , Hardcover , Library Binding , School & Library Binding , Audio CD , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , History

Do you like The Merchant of Venice ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
The Merchant of Venice has been performed more often than any other comedy by Shakespeare. This edition pays special attention to the expectations of its first audience, and to our modern experience of seeing and hearing the play. Mahood explores
Sorting by
  • 3

    Allora, detto chiaramente fin dall'inizio: fra tutti i protagonisti per cui dovremmo tifare non ci sta uno che non si sarebbe contenti se venisse preso a randellate in testa. Sono, ognuno, di una supp ...continue

    Allora, detto chiaramente fin dall'inizio: fra tutti i protagonisti per cui dovremmo tifare non ci sta uno che non si sarebbe contenti se venisse preso a randellate in testa. Sono, ognuno, di una supponenza e di un'antipatia unica. Paradossalmente, quello che risulta più simpatico è Shylock, l'ebreo. Ora, onestamente non so se è una roba voluta o meno, ma da 'sta considerazione ne discendono altre.

    1) Shylock ha tutti i diritti di chiedere la libbra di carne. Un po' perché sta nel contratto, un po' perché è continuamente vessato al mercato con calci e pugni da Antonio, è odiato da tutti, il suo servo lo abbandona, la figlia lo tradisce e lo deruba. Insomma, ok, è uno strozzino, ma insomma, risulta difficile, almeno per me, non provare compassione per lui. "Non sanguino anch'io?" Ecco. Però, paradossalmente, lui dovrebbe essere il cattivo della commedia. Quella che per lui è una tragedia, d'altronde, Shakspeare ce la butta come commedia. Perché?

    2) Perché la realtà non esiste. "Il mondo è un palcoscenico dove ognuno è costretto a recitare la sua parte". E' questo che Shylock si rifiuta di fare: recitare la sua parte di ebreo veneziano. Quindi va bene essere strozzino, ma deve sottostare alle regole della società veneziana: pigliarsi i calci e perdonare. Non esistono persone, ma solo personaggi. E questo alla fine Shylock lo capisce e cede. Forse ritirandosi per sempre nella sua villa. E' una figura tragica quella dell'Ebreo perché gli viene tolta anche la possibilità di avere una tragedia propria. E' condannato a cedere se stesso a favore della farsa che è la realtà.

    3) Ma il fatto che la realtà sia una farsa non significa che non vi siano regole. Tutt'altro. Proprio perché è una farsa le regole sono fondamentali e, soprattutto, immanenti. Sono gli attori stessi a stilare queste regole. Quindi a Venezia ci sta il Doge, per esempio, e tutta la società cristiana-mercantile a regolare la vita, e a spalleggiarsi a vicenda (la figlia Jessica, d'altronde, per aderire a questa società deve tradire il padre e rinnegarlo con la conversione). Ma la vera figura che domina è Porzia. Porzia, detto chiaramente, fa il cazzo che le pare. Riesce a piegare tutto al suo volere. Si finge uomo. Fa cedere Shylock con il trucco del sangue. Nel tediosissimo quinto atto mostra come tutto sia effettivamente privo di significato e che è lei a dare forma al mondo. D'altronde, pigliamo la cosa dei tre forzieri. Fondamentalmente, ogni motivazione è valida. Ha senso che il forziere giusto sia ognuno di quelli. Perché proprio il piombo? Perché il re ha deciso così. Punto.

    4) Non ci sta un significato che trascende la realtà, ma sono le persone che la vivono a formarla. Il ché, apparentemente, potrebbe significare libertà somma. Ma col cazzo. E questo Antonio lo sa: il suo amore per Bassanio può tradursi soltanto in sacrificio e immolazione. Shylock no. Shylock pensa di poter essere libero, di poter avere una volontà, una personalità in contraddizione con quella della società in cui vive (un po', in fondo, come era stato l'amore per Romeo e Giulietta). E ovviamente per lui finisce malissimo. Il discorso sugli uccelli e il loro canto è emblematico di questo: la bellezza del canto dipende dal contesto in cui lo fanno. Così le azioni umane. L'umiliazione di Shylock è accettabile nel contesto mercantile-cristiano veneziano. La sua vendetta no. Che poi è abbastanza curioso come per Antonio la vendetta di Shylock sia perché lui gli ha impedito degli affari, mentre Shylock lo fa per le continue vessazioni e perché stufo d'essere trattato come meno d'un uomo. Eppure, Shylock è il cattivo, Antonio il buono. Di nuovo: la realtà non esiste, non ha significato, nel nichilismo non esistono persone, ma personaggi.

    said on 

  • 5

    La tragicommedia divisa in cinque atti e ambientata tra Venezia e Belmonte è un testo vivace, originale e godibilissimo. Nel mutar di una scena, nell’ammiccar di un servo, nel rincorrersi dei doppi se ...continue

    La tragicommedia divisa in cinque atti e ambientata tra Venezia e Belmonte è un testo vivace, originale e godibilissimo. Nel mutar di una scena, nell’ammiccar di un servo, nel rincorrersi dei doppi sensi linguistici, nel delinearsi chiaro e vivace dei pochi protagonisti si assiste,come se si fosse in prima fila, allo spettacolo. La trama vive di una vicenda essenziale: Antonio si indebita con l’ebreo Shylock per facilitare l’amico Bassanio , pretendente di Porzia, ricca ereditiera, gravata da scelta paterna a prender marito attraverso la prova dei tre scrigni a mo’ di lotteria. Chi, fra i pretendenti, sceglierà quello giusto godrà della donna. Antonio cadrà in rovina e si ritroverà nell’impossibilità di saldare il debito la cui mancata restituzione prevede in cambio una libbra della sua carne viva. Altri due destini femminili, di natura squisitamente amorosa, si intrecciano al filone principale arricchendolo di intrecci, sagaci scambi di battute, complicazioni e scioglimenti finali. La materia così vivacemente rappresentata porta alla ribalta alcune tematiche di ben più profonda riflessione: l’amicizia, l’amore, il destino femminile, la peculiarità dei ruoli sociali, la differenza tra i vari ceti, la nobiltà d’animo, il valore del silenzio e l’importanza delle parole. Banalità e vanità a confronto sul filo di una parola. La ricchezza mercantile fa da sfondo ad un mondo rappresentato dall’etica del guadagno in balìa del mare o del proprio animo capace solo di accumulare o di perdonare.
    L’avidità, il limite, la cattiveria condensate nell’ebreo, quasi a far apparire un atteggiamento antisemita, in realtà sono difetti trasversali a tutti i personaggi, ebrei e cristiani, ma diversamente dosati per poi essere calibrati da un inatteso giudice che interpreterà al meglio la legge terrena , quasi a far da bilancia agli errori umani, integrandola con quella divina di qualsiasi origine essa sia (ebrea o cristiana). E quali migliori parole, se non queste, a farci capire un semplice e molto chiaro pensiero?

    Shylock , scena I, attoIII

    “M’ha sempre maltrattato come un cane
    (...) E ciò perché? Perché sono giudeo.
    Non ha occhi un giudeo?
    Un giudeo non ha mani, organi, membra,
    sensi, affetti, passioni,
    non s’alimenta dello stesso cibo,
    non si ferisce con le stesse armi,
    non è soggetto agli stessi malanni,
    curato con le stesse medicine,
    estate e inverno non son caldi e freddi
    per un giudeo come per un cristiano?
    Se ci pungete, non facciamo sangue?
    Non moriamo se voi ci avvelenate?
    Dunque, se ci offendete e maltrattate,
    non dovremmo pensare a vendicarci?
    Se siamo uguali a voi per tutto il resto,
    vogliamo assomigliarvi pure in questo!
    Se un cristiano è oltraggiato da un ebreo,
    qual è la sua virtù di tolleranza?
    L’immediata vendetta! Onde un ebreo,
    nel sentirsi oltraggiato da un cristiano,
    come può dimostrarsi tollerante
    se non, sul suo esempio, vendicandosi?
    Io non faccio che mettere a profitto
    la villania che m’insegnate voi;
    e sarà ben difficile per me
    rimanere al disotto dei maestri.”

    said on 

  • 3

    Non il migliore di Shakespeare ma si lascia leggere. Un po' troppo tirato per le lunghe, sarebbe dovuto finire con salvataggio di Antonio e non con tutta quella tiritera sugli anelli delle spose.
    I p ...continue

    Non il migliore di Shakespeare ma si lascia leggere. Un po' troppo tirato per le lunghe, sarebbe dovuto finire con salvataggio di Antonio e non con tutta quella tiritera sugli anelli delle spose.
    I personaggi sono ben fatti, l'ebreo è divertentissimo mentre stento a credere che esiste una persona come Antonio nella vita reale.
    È divertente come Porzia riesce a "girare la legge" a suo vantaggio, quasi geniale.
    Durante la lettura stavo quasi per parteggiare per l'ebreo soprattutto dopo quel discorso dove dice che un ebreo è come un cristiano, ma poi viene fuori la sua natura avida quando la figlia scappa e la sua impossibilità a perdonare.
    Tre stelle e mezzo

    said on 

  • 1

    Seconda prova di avvicinamento alla letteratura di Shakespeare, dopo la prima con "Amleto" andata non granchè, questa seconda con "Il mercante di Venezia" decreta la fine definitiva, perchè non mi è p ...continue

    Seconda prova di avvicinamento alla letteratura di Shakespeare, dopo la prima con "Amleto" andata non granchè, questa seconda con "Il mercante di Venezia" decreta la fine definitiva, perchè non mi è piaciuto per niente.
    Non mi ha appassionato, non mi ha coinvolto, noioso nel complesso e lontano anni luce da ciò che mi piace leggere.

    said on 

  • 4

    Grandioso.
    Do quattro stelline solo perché penso che la lettura in traduzione italiana mi abbia necessariamente fatto perdere qualcosa. E capisco Portia de Rossi che si è cambiata nome scegliendo di c ...continue

    Grandioso.
    Do quattro stelline solo perché penso che la lettura in traduzione italiana mi abbia necessariamente fatto perdere qualcosa. E capisco Portia de Rossi che si è cambiata nome scegliendo di chiamarsi così ^^

    said on 

  • 5

    Capolavoro!

    Opera maestosa, direi monumentale!
    E che dire del personaggio di Shylock? Il suo monologo vale tutta l'opera:
    "Mi ha disprezzato e deriso un milione di volte;
    ha riso delle mie perdite, ha disprezzato ...continue

    Opera maestosa, direi monumentale!
    E che dire del personaggio di Shylock? Il suo monologo vale tutta l'opera:
    "Mi ha disprezzato e deriso un milione di volte;
    ha riso delle mie perdite, ha disprezzato i miei guadagni e deriso la mia nazione, reso freddi i miei amici, infuocato i miei nemici.
    E qual è il motivo? Sono un ebreo.
    Ma un ebreo non ha occhi?
    Un ebreo non ha mani, organi, misure, sensi, affetti, passioni, non mangia lo stesso cibo, non viene ferito con le stesse armi, non è soggetto agli stessi disastri, non guarisce allo stesso modo, non sente caldo o freddo nelle stesse estati e inverni allo stesso modo di un cristiano?
    Se ci ferite noi non sanguiniamo? Se ci solleticate, noi non ridiamo?
    Se ci avvelenate noi non moriamo?
    E se ci fate un torto, non ci vendicheremo?
    Se noi siamo come voi in tutto vi assomiglieremo anche in questo.
    Se un ebreo fa un torto ad un cristiano, qual è la sua umiltà? Vendetta.
    La cattiveria che tu mi insegni io la metterò in pratica;
    e sarà duro ma eseguirò meglio le vostre istruzioni".

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    il mercante di venezia

    Seconda sceneggiatura che leggo di Shakespeare dopo "Romeo e Giulietta". E' stato molto piacevole leggerla, per quello merita quattro stelle. La storia in se è lo stesso molto carina e mi ha strappat ...continue

    Seconda sceneggiatura che leggo di Shakespeare dopo "Romeo e Giulietta". E' stato molto piacevole leggerla, per quello merita quattro stelle. La storia in se è lo stesso molto carina e mi ha strappato una risatina quando Porzia e Nerissa fanno credere a Bassanio e Graziano che erano incavolate nere riguardo al fatto che avevano regalato il loro l'anello al dottore e al compagno senza sapere che in realtà il dottore e l'altro, erano loro due travestite. Ovviamente poi sono state molto astute nel dire che i due mariti erano ormai cornuti, perchè per riavere l'anello erano dovute andarci a letto!! Meno male che hanno poi confessato che nulla era vero e che erano loro le travestite!! Si un bel libro, vorrei adesso guardare la trasposizione cinematografica, ho visto che come attore c'è Joseph Fiennes, che ha interpretato Shakespeare in "Shakespeare in Love" *_*

    said on 

  • 3

    O mio Antonio, ne conosco di questi, che sono reputati saggi proprio perché non dicono nulla, mentre son certo che se parlassero, spingerebbero quasi a dannarsi chi, a udirli, dovrebbe chiamarli, ques ...continue

    O mio Antonio, ne conosco di questi, che sono reputati saggi proprio perché non dicono nulla, mentre son certo che se parlassero, spingerebbero quasi a dannarsi chi, a udirli, dovrebbe chiamarli, questi fratelli, scemi.

    said on 

  • 0

    O mio Antonio, ne conosco di questi, che sono reputati saggi proprio perché non dicono nulla, mentre son certo che se parlassero, spingerebbero quasi a dannarsi chi, a udirli, dovrebbe chiamarli, ques ...continue

    O mio Antonio, ne conosco di questi, che sono reputati saggi proprio perché non dicono nulla, mentre son certo che se parlassero, spingerebbero quasi a dannarsi chi, a udirli, dovrebbe chiamarli, questi fratelli, scemi.

    said on 

Sorting by
Sorting by