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The Mill on the Floss

Part 1

By ,

Publisher: Audio Book Contractors

3.9
(703)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio Cassette | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Spanish , Swedish , Portuguese , Polish

Isbn-10: 1556851286 | Isbn-13: 9781556851285 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Mass Market Paperback , Audio CD , Unbound , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Foreign Language Study , History

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Book Description
Cambridge Literature is a series of literary texts edited for study by students aged 14-18 in English-speaking classrooms. It will include novels, poetry, plays, short stories, essays, travel-writing and other non-fiction. The series will be extensive and open-ended, and will provide school students with a range of edited texts taken from a wide geographical spread. It will include writing in English from various genres and differing times. The Mill on the Floss by Helen Edmundson is edited by Lib Taylor, Department of Film and Drama, University of Reading.
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  • 4

    Maggie e Tom, l'amore fraterno.

    La vita dell' istintiva e affettuosa Maggie e del suo tenace e responsabile fratello Tom che cercherà di far quadrare i guai e i conti del Mulino della famiglia Tulliver .
    La Floss scorre silenziosa durante tutto il racconto fino a diventare parte essenziale e quintessenza di esso. La natur ...continue

    La vita dell' istintiva e affettuosa Maggie e del suo tenace e responsabile fratello Tom che cercherà di far quadrare i guai e i conti del Mulino della famiglia Tulliver .
    La Floss scorre silenziosa durante tutto il racconto fino a diventare parte essenziale e quintessenza di esso. La natura si ribella ma viene costretta, si adagia alle forme del paesaggio ma poi diventa prepotente, così Maggie, rispecchia i suoi caratteri, si lascia andare ma poi si costringe a rimanere fedele ai suoi principi.
    Una storia tragica, passionale, nella quale la donna Vittoriana doveva sottostare alle regole degli uomini di famiglia e del vicinato.

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  • 0

    Si può piangere così puerilmente su un romanzo? Si può trascorrere delle bellissime e intense ore al mulino sulla Floss senza essere così intimamente toccati nelle corde dell'animo dalle sorti a cui l'appassionata e istintiva Maggie e l'intransigente e ostinato Tom sembrano essere irrimediabilmen ...continue

    Si può piangere così puerilmente su un romanzo? Si può trascorrere delle bellissime e intense ore al mulino sulla Floss senza essere così intimamente toccati nelle corde dell'animo dalle sorti a cui l'appassionata e istintiva Maggie e l'intransigente e ostinato Tom sembrano essere irrimediabilmente destinati dalla natura stessa dei loro caratteri? Dietro all'intento pedagogico e narrativo rimane la considerazione amara della condivisione di una spietata miseria umana.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    La Floss è considerato il capolavoro della Eliot. Per i miei gusti - che possono ovviamente essere discutibili - Middlemarch gli è di molto superiore, per trama, personaggi e interezza.
    Mi spiego meglio. E' un bel libro, c'è una bella storia, anzi due, anzi tre. I mondi paralleli della Elio ...continue

    La Floss è considerato il capolavoro della Eliot. Per i miei gusti - che possono ovviamente essere discutibili - Middlemarch gli è di molto superiore, per trama, personaggi e interezza.
    Mi spiego meglio. E' un bel libro, c'è una bella storia, anzi due, anzi tre. I mondi paralleli della Eliot sono sempre lì. Ma io Maggie l'ho spesso odiata. L'avrei voluta più volitiva, più appassionata, più libera. L'avrei voluta vedere più eroina spavalda. Mi immaginavo di incontrare una Bathsheba di hardyana memoria e invece mi ritrovo una Lucia manzoniana. E no. Ma penso che sia stata la felicità della scrittura dell'autrice a portarmi "all'odio" verso Maggie e quindi in fondo mi ha fregata ancora. Quattro stelle su cinque, dannata lei.

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  • 4

    Difficile da comprendere la vita di Maggie Tulliver oggi. I romanzi vittoriani sono sempre molto puritani, asfissianti, la "società" imponeva le sue leggi sociali e moraliste, fatte di apparenze da salvare e di convenienze da rispettare. Il sacrificio, la rassegnazione, le privazioni, la rettitud ...continue

    Difficile da comprendere la vita di Maggie Tulliver oggi. I romanzi vittoriani sono sempre molto puritani, asfissianti, la "società" imponeva le sue leggi sociali e moraliste, fatte di apparenze da salvare e di convenienze da rispettare. Il sacrificio, la rassegnazione, le privazioni, la rettitudine morale erano i cardini del quotidiano, ma anche l'ottusità, la grettezza, la durezza di cuore e l'ipocrisia. Quanto preferisco i té, le passeggiate, i corteggiamenti e i balli della cara Jane Austen, dove il lieto fine è sempre garantito! Non perché romanzi come questo non mi piacciano, anzi, ma perché scatenano in me una ribellione interiore, una sofferenza psicologica ed un dispiacere che mi destabilizzano profondamente. Maggie, la protagonista, amerà per tutta la vita, cercherà con tutte le sue forze di guadagnarsi il pane e di non essere di peso alla propria famiglia, rinuncerà all'amore, subirà le critiche e i pettegolezzi della piccola comunità in cui vive e dei propri parenti e, alla fine... leggetelo e lo scoprirete. È un bel romanzo,scritto da una donna che si firma come un uomo, che ha vissuto scandalizzando i suoi contemporanei per le proprie scelte di vita, prima legata per più di vent'anni ad un uomo sposato, alla fine sposa di un uomo molto più giovane di lei.

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  • 4

    Una vita di rinunce e privazioni

    Per molti anni questo libro e la sua autrice hanno incrociato la mia vita di lettrice.
    Abbiamo percorso strade parallele senza incrociarci e incontrarci mai; forse non era ancora il momento giusto perché io e la Eliot ci conoscessimo; nonostante ciò ho preso quasi tutti i suoi titoli almeno ...continue

    Per molti anni questo libro e la sua autrice hanno incrociato la mia vita di lettrice.
    Abbiamo percorso strade parallele senza incrociarci e incontrarci mai; forse non era ancora il momento giusto perché io e la Eliot ci conoscessimo; nonostante ciò ho preso quasi tutti i suoi titoli almeno quelli che sono in commercio a scatola chiusa sperando un giorno di fare la sua conoscenza. Questo momento è arrivato e tra i vari titoli della sua bibliografia ho scelto Il mulino sulla Floss.
    Sono stata molto felice della scelta fatta perché grazie allo stile scorrevole, alla magnifica prosa e al ricco vocabolario della scrittrice inglese, sono stata condotta tra le pagine del romanzo come se fossi stata su una barca trasportata dalle acque della Floss.
    Sin dalle prime pagine è stato un continuo segnare e sottolineare frasi e periodi più o meno lunghi di questo bel romanzo che racconta la vita della giovane Maggie Tulliver.
    Maggie vive nel mulino di Dorlcote, sulle sponde del fiume Floss, a St. Ogg’s, con il padre (adora la figlia e sbraita sempre contro gli avvocati), la madre (donna sciocca che fa più danni che altro) e un fratello, Tom, poco più grande di lei. Maggie è una bambina vivace, intelligente, impulsiva, curiosa, ama leggere e fantasticare. Vive un’infanzia serena, fatta di scorribande sugli alberi, di capelli che non vogliono arricciarsi e tagliati per dispetto con la complicità del fratello che però si tira subito indietro, di dolci all’albicocca divisi a metà, di fughe dagli zingari e anche di piccoli drammi che il fratello provoca ma che dimentica subito.
    Maggie vuol molto bene al fratello ma quest’ultimo è bisbetico, duro e intransigente e appena la sorella sbaglia la rimprovera duramente e riesce a farla sentire in colpa. Tutto questo provoca in Maggie molta insofferenza tanto da sfogarsi rinchiudendosi in soffitta e conficcare dei chiodi in una vecchia bambola di legno.
    L’infanzia della fanciulla passa così tra felicità, speranze, desideri e proprio quando Maggie si affaccia alla primavera della vita e sembra che quest’ultima stia per concederle ogni possibilità ecco che il destino interviene nelle vesti del fallimento paterno, trascinando la famiglia Tulliver nella povertà e nell’umiliazione, spogliandoli dei loro beni e della loro condizione sociale. D’ora in poi per Maggie provata da sofferenze più grandi di lei inizierà una vita fatta di privazioni, rinunce e sacrifici…

    La prima parte del romanzo è un po’ lenta; nella seconda metà il ritmo si fa incalzante e la trama è più coinvolgente e intensa.
    Il mulino sulla Floss è un romanzo denso, con lunghe digressioni e riflessioni della Eliot, ma caratterizzato dai bellissimi paesaggi che durante la lettura si stampano davanti agli occhi del lettore; mi sembra ancora di vedere davanti ai miei occhi il placido scorrere delle acque del fiume e sentire il cigolio della ruota del vecchio mulino…
    Per non parlare dei personaggi tratteggiati magistralmente e approfonditi psicologicamente dalla scrittrice inglese.
    Oltre a Maggie che sono riuscita a “sentire” diverse volte durante la narrazione, anche se non ho condiviso le sue scelte, il personaggio che mi è piaciuto (forse) di più è Philip Wakem che nonostante sia menomato fisicamente ha una grande interiorità ed è l’unico, tra tutti gli uomini della vita di Maggie, che riesce a capirla e a dirle di non soffocare la sua sete di conoscenza e vivacità intellettuale e non imporsi la sua auto-negazione.
    Bellissima e molto commovente la lettera che manda a Maggie nelle pagine finali.
    Un altro bel personaggio è sicuramente Stephen Guest. Le pagine in cui la Eliot racconta la nascita dell’amore tra Maggie e Stephen sono sicuramente tra le più belle del romanzo: gli sguardi rubati, i silenzi, la battaglia dialettica tra i due, la paura d’incontrarsi eppure il gran desiderio d’essere insieme. Un’attrazione incontenibile descritta meravigliosamente dall’autrice.
    Divertentissimi sono il personaggio di Bob, sempre accompagnato dal suo cane Mumps, e gli zii (soprattutto della zia Glegg) nonostante le loro conversazioni si trascinino per molte pagine; tutti questi personaggi aggiungono sicuramente un tocco d’umorismo al romanzo e ciò non guasta.

    George Eliot ha avuto il coraggio di mettere al centro del libro e narrare le vicende di una ragazza fuori dalle convenzioni e dagli schemi. Il libro è anche una denuncia contro la superficialità, il perbenismo e soprattutto l’ipocrisia della società vittoriana in cui ad una donna non è permesso agire, esprimersi e vivere liberamente.
    Maggie è un personaggio indimenticabile di cui viene scandagliata l’interiorità, con lungimiranza, tenerezza e profondità. La protagonista non vuole rinunciare al suo io, rassegnarsi ad una vita a metà, vuole essere accettata per quello che è ed arriva a mascherare la propria intelligenza e conoscenza per non urtare la sensibilità di coloro che la vogliono una fanciulla malleabile, docile e senza sensibilità. Maggie merita la felicità, ma ha paura che la sua gioia causi un dolore alle persone che ama e per questo rinuncia a tutto: alla gioia, all’amore. Si costringe cocciutamente a soffrire e ad essere infelice quando il destino gli pone la felicità a portata di mano.

    Un libro scritto molto bene, di una tristezza disarmante e struggente, dolce e aspro allo stesso tempo, intenso e ricco di chiaroscuri che affronta temi molto importanti quali l’amore filiale, l’amore fraterno, l’amore romantico, l’abnegazione, la rovina, l’amore per la propria terra, per le proprie origini e soprattutto l’amore per il mulino sulle rive della Floss.

    Penso che in futuro io e la Eliot ci incontreremo nuovamente...

    Ps: 4 ½ solo perché il finale non mi è piaciuto e l’ho trovato un po’ troppo affrettato.

    Era una creatura piena di aspirazioni ardenti e appassionate per tutto ciò che è bello e gioioso; assetata di ogni genere di conoscenze; con l’orecchio teso a una musica di sogno, che svaniva e non voleva avvicinarsi a lei; con un desiderio, cieco e inconsapevole, di qualcosa che potesse legare insieme le meravigliose impressioni di questa vita misteriosa, e donare alla sua anima la sensazione di sentirsi a casa.
    Quando c’è un simile contrasto tra il mondo esterno e quello interno, non c’è da stupirsi che ne vengano dolorosi conflitti.

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  • 0

    Lesson of the evil

    Are you lost in your lies?
    Do you tell yourself I don't realize
    Your crusade's a disguise?
    Replaced freedom with fear
    You trade money for lives
    I'm aware of what you've done

    No, no more sorrrow
    I've paid for your mistakes
    ...continue

    Lesson of the evil

    Are you lost in your lies?
    Do you tell yourself I don't realize
    Your crusade's a disguise?
    Replaced freedom with fear
    You trade money for lives
    I'm aware of what you've done

    No, no more sorrrow
    I've paid for your mistakes
    Your time is borrowed
    Your time has come to be replaced

    I see pain, I see need
    I see liars and thieves
    Abuse power with greed
    I had hope, I believed
    But I'm beginning to think that I've been deceived
    You will pay for what you've done!

    No, no more sorrow
    I've paid for your mistakes
    Your time is borrowed
    Your time has come to be replaced!

    Thieves and hypocrites!
    Thieves and hypocrites!
    Thieves and hypocrites!

    No, no more sorrow
    I've paid for your mistakes
    Your time is borrowed
    Your time has come to be replaced

    No more sorrow
    I've paid for your mistakes
    Your time is borrowed
    Your time has come to be replaced

    Your time has come to be replaced
    Your time has come to be erased!

    Read more: Linkin Park - No More Sorrow Lyrics | MetroLyrics

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  • 4

    George Eliot, pseudonimo di Mary Anne Evans , è stata una scrittrice britannica, una delle più importanti dell'epoca vittoriana. I suoi romanzi sono ambientati prevalentemente nella provincia inglese e sono famosi per il loro stile realista e la loro perspicacia psicologica.
    Mary Anne usa ...continue

    George Eliot, pseudonimo di Mary Anne Evans , è stata una scrittrice britannica, una delle più importanti dell'epoca vittoriana. I suoi romanzi sono ambientati prevalentemente nella provincia inglese e sono famosi per il loro stile realista e la loro perspicacia psicologica.
    Mary Anne usa uno pseudonimo a partire dalla sua prima opera narrativa, "Scenes of Clerical Life"; a differenza di altre scrittrici a lei contemporanee o precedenti (per esempio, le sorelle Bronte), la Evans utilizza un pen-name non tanto per ragioni sociali, quanto per vezzo.
    Vera protagonista di tutto il romanzo è Maggie al quale ruotano attorno tutti gli altri personaggi: i genitori spregevoli, il fratello Tom che sarà anche l’amato, e a cui le si prostrerà devotamente, c’è Philip, l’amico sfortunato, Stephen, l’amante invasivo, e infine la deliziosa cugina Lucy.
    L’amore è a fondamento di tutto il libro, un amore torrenziale, che vince su tutto, che è maestro e direzione di destini, che scioglie da vincoli e dalle consuetudini del tempo, l’amore di Maggie per Tom.
    Maggie è una ragazza fuori dal comune, spontanea, vivace, sensibile, ma anche smossa dal caos, che la farà diventare una ragazza diversa, o meglio intraprendente per i dettami del tempo; perché amare il figlio del nemico del padre? E’ accettabile una cosa del genere, può mai essere appoggiata?
    Entrambi bambini per colpa del padre e del suo decadimento fisico dedico di involvere questa iniziale felicità, per il nulla.
    Mentre Tom sembra riprendersi da questo avvenimento, Maggie sembra un’anima senza una destinazione, sempre in eterna discussione, come se la vita per le non gli avesse riserbato niente di bello, neanche un uomo.
    Dopo svariati approcci amorosi, anche forzati, il libro si conclude con la tragedia, con la catarsi, con quella forza e speranza che oltre la morte forse il loro amore è possibile.

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  • 4

    Il modo di scrivere della Evans ha tutto quello che detesto dello stile ottocentesco: brodo allungato allo sproposito, con concetti ripetuti fino allo sfinimento, digressioni didascaliche e moraleggianti, personaggi che usano lo stesso tono solenne sia che si parli di corredi e biancheria sia che ...continue

    Il modo di scrivere della Evans ha tutto quello che detesto dello stile ottocentesco: brodo allungato allo sproposito, con concetti ripetuti fino allo sfinimento, digressioni didascaliche e moraleggianti, personaggi che usano lo stesso tono solenne sia che si parli di corredi e biancheria sia che di drammatiche questioni.
    ...E allora, perché quattro stelle? Perché "Il mulino sulla Floss" è antiquato nello stile, ma non nel contenuto. A differenza di una brava, ma inflazionata Jane Austen, Evans/Eliot racconta una storia verosimile: una ragazza troppo povera e troppo intelligente per trovare un suo posto nel mondo, il cui spirito viene progressivamente spento dagli avvenimenti, dalle persone che la circondano e, non ultima, da lei medesima. Più attuale e crudele, se permettete, di una tipica protagonista di Jane Austen, povera ma allo stesso tempo ricca quanto basta per permettersi balli, villeggiature ed un matrimonio meraviglioso. Purtroppo un messaggio così potente viene annacquato da questo stile pomposo e questa voglia di drammatico a tutti i costi - vedi il capitolo finale, davvero esagerato - ma ciò non toglie che "Il mulino..." sia un romanzo con diverse corde al suo arco. Non è perfetto, ma è da leggere.

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  • 3

    3 stelle e mezzo

    Un romanzo indubbiamente bello ma troppo pessimista: solo eventi tragici dall'inizio alla fine. Mille disgrazie che si abbattono sulle vite di Maggie e Tom senza mai un episodio positivo che cambi il loro destino ineluttabile.

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