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The Ministry of Special Cases

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Publisher: Center Point Pub

4.0
(357)

Language:English | Number of Pages: 454 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 1602850798 | Isbn-13: 9781602850798 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    L'Argentina dei desaparecidos, ma molto di più la comunità ebrea di Buenos Aires e ancora di più la storia di Kaddish Poznan unico rimasto ad ammettere le sue origini di hijo de puta. Quando lo sparito é suo figlio il padre tenta tutte le strade per ritrovarlo.

    said on 

  • 2

    Personaggi sconclusionati e finale insoddisfacente

    Non è facile trattare il tema dei desaparecidos in Argentina, soprattutto se si decide di farlo da un punto di vista molto particolare: quello di una famiglia ebrea che si è allontanata dalla propria comunità.
    Purtroppo la storia principale del libro, rappresentata dalla scomparsa del figlio, mal ...continue

    Non è facile trattare il tema dei desaparecidos in Argentina, soprattutto se si decide di farlo da un punto di vista molto particolare: quello di una famiglia ebrea che si è allontanata dalla propria comunità. Purtroppo la storia principale del libro, rappresentata dalla scomparsa del figlio, mal si innesta su questa sovrastruttura abbozzata superficialmente. La distanza dalla comunità riemerge a tratti, ma purtroppo a prevalere è una grande confusione. Rapporti umani poco chiari, dialoghi e sviluppi che appaiono spesso sconclusionati, per non parlare di un finale insoddisfacente che lascia il lettore in sospeso. Tanta carne al fuoco, ma è più il fumo che se ne ricava.

    said on 

  • 0

    La valigia dei libri

    Anche questo libro tra i consigli della Balena Bianca per l'Estate 2014:

    http://labalenabianca.com/2014/07/30/estate-a-ritmo-di-libri-i-consigli-della-balena/

    Buona lettura!

    said on 

  • 3

    Un po' deludente. C'è molta attenzione ai personaggi, e a volte si perde un po' di vista la storia. Anche lo stile non mi ha coinvolto più di tanto.

    said on 

  • 4

    Desaparecidos e segregazionismo

    Il libro è ben scritto, il tema dei desaparercidos è affrontato in maniera sensibile e originale. Un approccio non paradigmatico e poco Norteamericano e questo è il più grande complimento che io possa fare ad uno yankee che parla delle ferite aperte dell'america latina.
    Un libro che affronta al c ...continue

    Il libro è ben scritto, il tema dei desaparercidos è affrontato in maniera sensibile e originale. Un approccio non paradigmatico e poco Norteamericano e questo è il più grande complimento che io possa fare ad uno yankee che parla delle ferite aperte dell'america latina. Un libro che affronta al contempo il tema della generazione scomparsa e del segregazionismo interno alle comunità ebraiche. Una grande mente, forse una discreta cultura, ma con più di qualche caduta di stile, purtroppo. Se uno dei protagonisti ebrei usa interiezioni come "gesù cristo!", si può pensare a una svista; se lo fanno in tre.. c'è del dolo da parte dell'autore o dell'editor!

    said on 

  • 4

    Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e canoscenza...

    1976. l'argentina e la dittatura militare vengono raccontate in termini letterari ebraici e già la scena dell'incipit si presenta in un paesaggio irreale e metaforico come il cimitero della "società dell'impulso generoso" dove il povero padre, buon diavolo, kaddish scalpella lapidi per cancellare ...continue

    1976. l'argentina e la dittatura militare vengono raccontate in termini letterari ebraici e già la scena dell'incipit si presenta in un paesaggio irreale e metaforico come il cimitero della "società dell'impulso generoso" dove il povero padre, buon diavolo, kaddish scalpella lapidi per cancellare la memoria dei nuovi appartenenti alla buona "società delle congregazioni". il tema è vivere nella realtà falsificandola per godere di una verità precostituita. questo è il tema della dittatura, ma supportata dalla omertosa complicità di un nucleo familiare: il padre (kaddish), la madre (lillian), il figlio (pablo detto pato). nelle pieghe della famiglia si legge la metafora della società non solo di quei tempi. il dialogo generazionale si esprime con sonori vaffanculo e alla fine non si riesce a proteggere neanche quelli e, dunque, su cosa sorreggersi? su cosa può far leva il potere debole del padre come un potere di regime sul proprio popolo? la letteratura sguazza sul tema kafkiano dei numerosi "ministeri dei casi speciali". la bugia o la negazione deve sorreggere l'esigenza della realtà e questo lo può fare sia una democrazia che una dittatura. ognuno sceglie, ma nell'agglomerato degli affetti che lega una famiglia questa non è una possibile scelta. si subisce la realtà con la miglioria del futuro da dare ai figli. il fatto è che la letteratura sembra qui davvero lo strumento giusto per raccontare l'immane sciagura del regime militare argentino. uno sguardo serio e terribilmente grottesco non si muove nella denuncia sociale, ma nel cinico ripensamento dell'ineluttabilità del non movimento, cioè dell'accettazione proprio motu di quello che accade fuori dal proprio alveo: una cosmica sciagura in un microcosmico nucleo familiare, quei protagonisti di un racconto come se di un racconto si trattasse. questo è kafkiano, non sembra realtà: la falsità è verità precostituita. l'indifferenza è il peggiore dei crimini, lasciare ad altri il lavoro sporco di un mondo sporco libero dal pensiero contrario ed ostacolante... per questo il padre brucia i libri come scalpellasse lapidi, per cancellare la memoria e preservare la salvezza del figlio, ma i libri non sono solo un titolo e quindi non è facile per chi si è sempre nascosto occultare la propria essenza. bruciare libri non basta per operare un negazionismo anche se rappresenta la salvezza. questa è la metafora dell'olocausto, il parallelo tra videla e hitler. un'assurda specie di preghiera di complicità tra vittima e carnefice confluisce nell'aforisma wildiano di non far ascoltare agli dei i nostri desideri, cioè quell'apocalittico "vorrei che non fossi mai nato" che il padre incazzato rivolse al figlio genera il momento in cui si sentì urbanamente bussare alla porta e, come se non potesse essere il destino, aprì inconsapevolmente alla bufera. a questo punto il tentato silenzio dell'omertà si trasforma nel miracolo della madre lillian: proprio in quel rogo di libri dove il figlio ricostruiva la propria discendenza c'è il parto del bimbo ormai adulto... il figlio che non è né vita né morte, ma solo "desaparecido‎". nella tragica ricerca della verità sulla sorte di pato (o pablo) la graduata scala del dolore si verifica sulle strategie perdenti di fronte al muro del delitto di stato. l'orrore si veste di grottesco di modo che non si possa riconoscere o identificare la realtà e non resta che l'oblio nella bugia del potere che "la madre argentina" non può più accettare.

    cancellare le scritte della vita con la gomma del potere non serve a nulla, nascerà un figlio che riscriverà sopra la verità.

    said on 

  • 4

    Agghiacciante. Angosciante. Sconvolgente. Tristemente vero. Privo di speranza. E alla fine senso di impotenza. E di profonda arrabbiatura.
    Cose del genere non sarebbero mai dovute accadere nella storia di quello che ha la sfrontatezza di farsi chiamare "Uomo". E invece si ha la sottile sensazion ...continue

    Agghiacciante. Angosciante. Sconvolgente. Tristemente vero. Privo di speranza. E alla fine senso di impotenza. E di profonda arrabbiatura. Cose del genere non sarebbero mai dovute accadere nella storia di quello che ha la sfrontatezza di farsi chiamare "Uomo". E invece si ha la sottile sensazione che non siano mai cessate ...

    said on 

  • 0

    Una storia dalla Storia

    Primero mataremos a todos los subversivos, luego mataremos a sus colaboradores, después a sus simpatizantes, enseguida a aquellos que permanecen indiferentes y finalmente a los tímidos."


    Generale Ibérico Saint Jean, governatore di Buenos Aires (1977).


    "Prima uccideremo tutti i sovve ...continue

    Primero mataremos a todos los subversivos, luego mataremos a sus colaboradores, después a sus simpatizantes, enseguida a aquellos que permanecen indiferentes y finalmente a los tímidos."

    Generale Ibérico Saint Jean, governatore di Buenos Aires (1977).

    "Prima uccideremo tutti i sovversivi, poi uccideremo i loro collaboratori, dopo i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e alla fine i timidi." www.nuncamas.it

    40 anni dopo Englander scrive la storia della famiglia Poznan, una famiglia di origine ebraica curiosamente assortita. Il padre Kaddish (in ebraico significa preghiera nelle sue varie declinazioni, anche per il lutto) è alla lettera un hijo de puta e sopravvive alla meglio con lavoretti occasionali non proprio leciti, la madre Lilian è impiegata modello in un' agenzia di assicurazioni sulla vita, il giovane Pato ancora adolescente è un bravo ragazzo, insofferente rispetto all'autorità paterna. Il colpo di stato della banda di assassini di Videla travolge questa famiglia come tante altre in molti stati del sudamerica di quegli anni. Solo in Argentina saranno trentamila i desaparecidos, in gran parte giovani e giovanissimi, ma anche intere famiglie. La comunità ebraica anche quì pagherà un tributo di sangue importante, il 10% delle perdite nonostante la popolazione di origini ebraiche sia negli anni '70 il 3% della popolazione argentina. Englander è bravo a raccontare prima di tutto della famiglia Poznan, mantenendo il contesto almeno inizialmente sullo sfondo, e poi nella seconda parte ad affrontare con la giusta tensione emotiva lo sgretolarsi del vivere civile in Argentina. Per chi pensa che queste ormai siano storie vecchie, la battuta del Berlusconi di pochissimi anni fa in proposito dei voli della morte: "erano belle giornate, li portavano in giro con gli aerei..".

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  • 4

    Mi aspettavo un libro sul mondo ebraico e sugli orrori della dittatura argentina. E naturalmente ho trovato sia l'uno che gli altri.
    Ma soprattutto - in modo del tutto inaspettato - ho trovato un grande libro sul rapporto tra genitori e figli, o forse è quello che in questo momento avevo voglia d ...continue

    Mi aspettavo un libro sul mondo ebraico e sugli orrori della dittatura argentina. E naturalmente ho trovato sia l'uno che gli altri. Ma soprattutto - in modo del tutto inaspettato - ho trovato un grande libro sul rapporto tra genitori e figli, o forse è quello che in questo momento avevo voglia di trovare...

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  • 5

    Niente da dire se non che è uno dei libri più belli e pieni di coraggio che ho letto negli ultimi anni, assolutamente privo di banalità, buonismo e luoghi comuni, con personaggi grandissimi anche nelle loro piccole miserie.

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