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The Murder on the Links

By Agatha Christie

(14)

| Paperback | 9780006174776

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Book Description

A crime novel featuring Belgian detective Hercule Poirot, who travels to France following an urgent plea for help from a client, but he arrives late and the client is found dead. Before Poirot can begin to assess the clues, a second corpse is found, Continue

A crime novel featuring Belgian detective Hercule Poirot, who travels to France following an urgent plea for help from a client, but he arrives late and the client is found dead. Before Poirot can begin to assess the clues, a second corpse is found, murdered in the same way as his client.

71 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non sarà il miglior giallo di Agatha Christie, ma "Aiuto, Poirot!" ("The Murder on the Links", dove con "links" si intende il campo da golf) merita lo stesso di essere letto.
    Innanzitutto perché questa, datata 1923, è la seconda avventura della serie ...(continue)

    Non sarà il miglior giallo di Agatha Christie, ma "Aiuto, Poirot!" ("The Murder on the Links", dove con "links" si intende il campo da golf) merita lo stesso di essere letto.
    Innanzitutto perché questa, datata 1923, è la seconda avventura della serie dell'investigatore belga, che ritroviamo affiancato dal buon capitano Hastings, con cui dopo il caso di Styles ha creato un vero e proprio sodalizio lavorativo (e nelle prime pagine ci viene detto che i due al momento condividono anche la casa, a Londra).
    A proposito di Hastings, se a Styles si era invaghito, brevemente e in rapida successione, di un paio di fanciulle, ma la cosa era morta lì, stavolta conosce il vero amore, e... come andrà a finire si vedrà nei prossimi romanzi.
    Un altro aspetto delizioso del libro è l'ambientazione: la maggior parte degli eventi ha luogo infatti in una cittadina costiera francese poco lontana da Calais, tra ville dalla sobria eleganza e giardini affacciati sull'oceano.
    E poi ovviamente al di sopra di tutto c'è la penna magica della Christie, che scrive storie sempre scorrevoli, piacevoli, intriganti, divertenti. Letture quasi impossibili da interrompere.
    Tornando però al fatto che non siamo di fronte al capolavoro, provo a indicarne i motivi.
    Comincio col dire che il crimine m'è parso un po' troppo complesso, anche se leggo che l'ispirazione alla Christie è venuta da una cause célèbre davvero occorsa in Francia tempo prima. Tuttavia non mi va giù una convinzione di Poirot (che quindi è per forza di cose esatta e che di conseguenza regge l'intero romanzo), ossia il fatto che ogni assassino abbia un suo modus operandi e lo riproponga, arrivando a compiere delitti pressoché identici anche a distanza di trent'anni. Capirei se stessimo parlando di serial killer, di gente disturbata, ma qui si tratta invece di crimini "razionali", dettati il più delle volte dalla sete di denaro.
    Altro elemento non del tutto riuscito è il troppo macchiettistico personaggio di Giraud, giovane investigatore parigino sbruffone e "moderno", i cui metodi (e modi) lo rendono, più ancora dell'assassino, il vero antagonista di Poirot (il quale chiaramente non perde un grammo di aplomb e continua a indagare a modo suo, pregustando, oltre che l'arresto del colpevole, anche la vittoria sul rivale).
    Infine ho notato errori assurdi nella traduzione, tanto banali quanto fastidiosi e fuorvianti: ad esempio, se, durante una delle spiegazioni dei fatti, al posto di «dopo» la traduzione riporta «prima» chi cerca di tenere il filo rischia di non capire più nulla; a quel punto si insospettisce, cerca su internet il PDF in lingua originale, controlla e immancabilmente alza gli occhi al cielo.
    Sia chiaro, questo (per non parlare delle famigerate modifiche, aggiunte e sottrazioni che costellano le traduzioni di epoca fascista, ma spesso mantenute ancora oggi, dei gialli di Agatha Christie) non è un punto a sfavore del libro in sé, però resta una macchia che prima o poi andrebbe lavata.
    Riassumendo: 4 stelline, che sarebbero 4 e 1/2, ma arrotondo per difetto per distinguere un "Poirot molto buono" dai "Poirot capolavoro".

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    Suni said on Sep 9, 2014 | Add your feedback

  • 9 people find this helpful

    🍔🍔
    Agatha Christie, se non sbaglio, è la persona che ha venduto più libri di sempre. Oltre due miliardi.
    Duemila milioni.
    In pratica, ogni famiglia esistente sul globo terrestre - ivi comprese tutte le famiglie di pescatori di gamberetti del Vietnam ...(continue)

    🍔🍔
    Agatha Christie, se non sbaglio, è la persona che ha venduto più libri di sempre. Oltre due miliardi.
    Duemila milioni.
    In pratica, ogni famiglia esistente sul globo terrestre - ivi comprese tutte le famiglie di pescatori di gamberetti del Vietnam e tutte quelle di aborigeni australiani -possiede, in media, uno dei suoi gialli.
    Recentemente - erano forse vent'anni che non davo il mio contributo alle succitate statistiche - ho letto, sotto l'ombra fresca e sempre attraversata da un bel venticello del cachi della mia casetta in campagna, "Aiuto, Poirot!", che è la seconda avventura che vede come protagonista il piccolo e baffuto ispettore belga (Poirot a Styles Court la prima).
    E ho capito.
    Ho capito cosa voleva dire uno scrittore poco noto ma straordinariamente acuto, che risponde al nome di Mario Lunetta, quando affermava che bisogna diffidare dei libri che hanno venduto più di centomila copie.
    Il cheesburger può anche piacere (considerando peraltro che costa la miseria di un euro), ma non è da McDonalds che uno va se vuole assaggiare una cucina di qualità. Agatha Christie è la più grande catena di fast-book del pianeta. Libri che si comprano ovunque e si leggono in poco tempo. Libri che vendono tantissimo.
    Ma: libri che sono l'equivalente letterario di quel piccolo panino con carne, cetriolini e salsa che molto probabilmente tutti voi avrete assaggiato almeno una volta nella vita.
    Immagino che a questo punto i lettori seriali della Christie - che so essere molti anche in aNobii - scuoteranno la testa. Caro Legend, ma che stai a dì?
    Il problema è che io non mi capacito della venerazione (il successo e le vendite sono un'altra storia) di cui godono certe opere, certi scrittori e, anche, certi generi letterari.
    Di Agatha ho letto in passato libretti carini, per carità (mai più che carini, comunque), ma "Aiuto, Poirot" mi è sembrato veramente una roba da quattro soldi. Mi limiterò ad elencare i più macroscopici tra i difetti di questo romanzetto.
    1) L'introspezione psicologica (basti pensare all'innamoramento di Hastings per Cenerentola), che è, quanto a profondità, al livello delle didascalie delle foto che compaiono sulle rubriche estive di Gente, Oggi, Dipiù.
    2) I dialoghi, che sono pateticamente datati (il che, peraltro, è stato uno dei motivi che mi ha spinto ad andare avanti, perché almeno qualche risatina me la sono fatta), e non venitemi a raccontare storie tipo che è colpa della traduzione.
    3) I personaggi (il ricco e misterioso uomo d'affari, la moglie, l'amante, il giovane e ribelle figlio del ricco e misterioso uomo d'affari, tre quattro signorine tutte belle, più un paio di stupidi uomini di polizia messi lì solo per far risaltare l'acume di Poirot, e naturalmente il giardiniere, l'autista etc etc), le ambientazioni (le ville in cui vivono o lavorano i suddetti personaggi), che costituiscono quanto di più piatto e prevedibile un romanzo poliziesco possa offrire, sono paradigmatici in un modo, purtroppo per Agatha Christie, quasi comico.
    4) Ma soprattutto trovo disgustoso (l'equivalente di sette cheesburger consecutivi) il compiacimento per il crimine. Che è poi la malattia che ha colpito la letteratura degli ultimi decenni. E che miete - soprattutto oggi - milioni di vittime. Mi spiego: ma è mai possibile che si debbano scrivere migliaia e migliaia di libri che si riducono in ultima analisi a raccontare un crimine e le indagini svolte per scoprire l'assassino? È mai possibile che l'omicidio debba essere ridotto a una mera (e patetica) sfida per l'intelligenza, tipo quegli indovinelli polizieschi a fumetti che compaiono sulla Settimana Enigmistica? Cosa c'entra tutto questo con la vita e cosa c'entra tutto questo con la letteratura?
    Solo io provo tanta antipatia per questi irritanti ispettori che esibiscono le loro capacità deduttive? Solo io provo tanto disappunto per questi cadaveri degradati a monstra, a curiosità circensi? Solo io provo tanta noia per questi intrecci che per risultare convincenti a lettori sempre più smaliziati devono essere sempre più complessi (e improbabili)?
    Agatha Christie ha cominciato a scrivere gialli alcuni decenni dopo che il genere era stato, dai vari Poe e Conan Doyle, codificato. E, secondo me, non è riuscita ad aggiungere - a questo genere - nulla di originale. Lo ha, piuttosto, tramutato in una scolastica maniera che, ahimè, imperversa ancor oggi.
    La conclusione?
    La mia conclusione è che è il genere stesso ad essere "sbagliato".
    Il poliziesco ha conquistato la maggioranza degli scaffali delle librerie, ha invaso le tv dando vita a mostruosità come "Quarto grado" di Sottile (tanto per fare un esempio), ha fatto proseliti fra gli intellettuali più insospettabili, ma io mi auguro che possa al più presto imboccare la strada, anzi, l'autostrada del declino.

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    Io sono leggenda said on Sep 4, 2014 | 14 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    3* e ½, in realtà.

    4 sarebbero troppe perché non è il migliore che abbia letto. Molte cose le avevo capite, non mi sono lasciata granché ingannare, la storia è davvero molto romanzesca, con colpi di scena veramente poco credibili (nella vita vera, intendo)... ma è ador ...(continue)

    4 sarebbero troppe perché non è il migliore che abbia letto. Molte cose le avevo capite, non mi sono lasciata granché ingannare, la storia è davvero molto romanzesca, con colpi di scena veramente poco credibili (nella vita vera, intendo)... ma è adorabile! Poi con alcuni dettagli, in qualche punto, la Christie frega sempre - gran simpaticona xD.
    Quindi 3* e ½; ne consiglio la lettura!

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    *Bibbì∞. said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    'è difficile che due persone vedano la stessa cosa.'

    la christie gioca più del solito al gatto col topo col lettore, ingarbugliando la matassa con accadimenti inverosimili. divertimento estivo da ombrellone.

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    marcomaffei12 said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un millonario solicita ayuda a Poirot, pues teme que pueda ser víctima de un crimen. Sin embargo, es asesinado antes de la llegada del detective, quien es acompañado por el capitán Hastings, quien además de narrador, juega un importante rol en esta h ...(continue)

    Un millonario solicita ayuda a Poirot, pues teme que pueda ser víctima de un crimen. Sin embargo, es asesinado antes de la llegada del detective, quien es acompañado por el capitán Hastings, quien además de narrador, juega un importante rol en esta historia.

    Creo que de todos los libros de Agatha Christie que he leído, éste debe estar entre mis favoritos. Salvo algunas explicaciones que me parecieron excesivas, me parece uno de los casos más complejos y mejor desarrollados de la autora.

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    Nyte said on Apr 3, 2014 | Add your feedback

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    PAUL RENAULD, MILIARDARIO FRANCESE E COMMERCIANTE DI PREZIOSI, INVIA UNA LETTERA D'AUITO A POIROT, PERCHE' TEME DI ESSERE UCCISO. POIROT SI RECA INSIEME ALL'IMMANCABILE HASTINGS SUL POSTO, MA RENAULD E' MORTO, PUGNALATO ALLA SCHIENA CON UN TAGLIACART ...(continue)

    PAUL RENAULD, MILIARDARIO FRANCESE E COMMERCIANTE DI PREZIOSI, INVIA UNA LETTERA D'AUITO A POIROT, PERCHE' TEME DI ESSERE UCCISO. POIROT SI RECA INSIEME ALL'IMMANCABILE HASTINGS SUL POSTO, MA RENAULD E' MORTO, PUGNALATO ALLA SCHIENA CON UN TAGLIACARTE..... UN LIBRO SPLENDIDO, PIENO DI SPLENDIDE AMBIENTAZIONI DELLA ROMANTICA FRANCIA E UN BORIOSO RAPPRESENTANTE DELLA POLIZIA FRANCESE,GIRAUD, CHE INGAGGIA UNA SCOMESSA CON QUELLA VECCHIA VOLPE DI POIROT.

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    Alehcim said on Mar 21, 2014 | Add your feedback

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