The Mystery of Edwin Drood

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Publisher: Penguin Classics

3.9
(87)

Language: English | Number of Pages: 432 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0140439269 | Isbn-13: 9780140439267 | Publish date: 

Curator: David Paroissien

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , Library Binding , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
The main issue in the novel is the disappearance of Edwin Drood and the suspicion that he has been murdered. But as intriguing as this central plot are the startling innovations in Dicken's work and the troubled elements lurking within the novel: a dark opium underworld, the uneasy and violent fantasies of its inhabitants, the disquieting presence of old 'Princess Puffer', of the quiet cathedral town of Cloisterham from which people have to escape in order to save themselves--and, at the centre, the menacing figure of Jasper.
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  • 5

    Ci vorrebbero più stelle!

    Un romanzo STREPITOSO, l'unico rammarico (se di rammarico si può davvero parlare) è che sia rimasto incompiuto. Stile brillante, ironico, mai pesante. Personaggi intriganti e carichi di personalità e ...continue

    Un romanzo STREPITOSO, l'unico rammarico (se di rammarico si può davvero parlare) è che sia rimasto incompiuto. Stile brillante, ironico, mai pesante. Personaggi intriganti e carichi di personalità e descrizioni ricche e originali.
    È stato il mio primo Dickens, a questo punto smanio per leggerne ancora, ancora e ancora.
    Cinque stelle... + 1!

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  • 3

    la mia esperienza paranormale con questo libro

    Sto leggendo questo libro a Londra, in inglese e in italiano, nel mio caro e amato reading group al Charles Dickens Museum: insieme ad alcune sciatte, nobili, compunte e inglesissime vecchiette (Dicke ...continue

    Sto leggendo questo libro a Londra, in inglese e in italiano, nel mio caro e amato reading group al Charles Dickens Museum: insieme ad alcune sciatte, nobili, compunte e inglesissime vecchiette (Dickens è uno dei miei/nostri scrittori preferiti, ho fatto anche la Dickens Walk qui a Londra con un signore travestito da nobiluomo vittoriano, che parlava e recitava proprio come un vero lord ottocentesco); le mie nuove anziane amiche sono tutte simpaticissime e finalmente ho trovato qualcuno che coglie quanto me l'ironia dei libri di Dickens: a metà lettura ci prendiamo tutti una bella fetta di torta e un tè caldo che ci viene portato nel nostro salotto di lettura dal Bar del museo. Passiamo il tempo a leggere estratti del libro, a commentarli, a divagare: loro hanno una strana, bizzarra, propensione a fare versi mentre ascoltano un'altra di loro parlare, versi collettivi come: "mmmmh, yeeh, uhh, sure, ooohh, mmmh", non so se sia dovuto all'età o all'educazione. Se capitate a Londra, venite a leggere un po' con loro, è un'esperienza esilarante e paranormale.

    Una di loro una volta ha osato confessare che il libro non le piaceva e apriti cielo: eravamo tutti stizziti e scandalizzati, ci è preso un esaurimento. Poi, leggendo, con le settimane, si è aperta qualche altra crepa nel gruppo: altri hanno ammesso l'inammissibile, cioè che il libro è il peggiore di Dickens, costruito male, come se non avesse avuto più voglia di scrivere, una storia banalotta, ripetitiva nei personaggi riciclati da altri romanzi (Rosebud è identica a Dora, per no dire Sapsea: un minestrone già visto mille volte, anche se, alla millunesima volta, è esilarante come alla prima...). Insomma, nel nostro romantico gruppo si è aperta una specie di faida tra chi salva il libro e chi osa criticarlo. In ogni caso il nostro personaggio preferito è senza dubbio il signor Grewgious, anche se io ho un debole per il Canonico Minore.

    Sapevate che sono stati ipotizzati ben 250 finali? Io, in ogni caso, la mia idea ce l'ho (e non ve la dico, anzi sì, ve la dico): Dickens non ha mai fatto un finale che non fosse un volemose-ben, coi cattivi che diventano buoni e tutto il mondo che si rappacifica, per cui il mistero di Edwin Drood... non può chiudersi con la morte del protagonista: secondo me il caro Edwin sarebbe prima o poi tornato nel mondo dei vivi (calato dal cielo o da chissà dove). Le mie vecchine invece, in qualità di massime esperte mondiali di Dickens, sono tutte certe che è morto davvero, che Dickens l'avesse scritto chiaro tondo mentre scriveva il romanzo, ma secondo me disse così per depistare l'editore e i lettori e rendere il giallo ancora più giallo... va béh: se volete tutti i trip mentali del caso, se volete sezionare il libro in ogni angolo, venite a Londra, al Dickens Museum, ne vale la pena. Leggerlo nella casa dove Dickens ha vissuto, con le sue coetanee cariatidi rimaste in vita, bé, non ha prezzo!

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  • 3

    Non certo conciso, con (prevedibilmente) occasionali eccessi melodrammatici e di maniera, un pelo troppo timorato di Dio e asfittico nell'ambientazione, ma piacevole. Peccato ovviamente l'incompiutezz ...continue

    Non certo conciso, con (prevedibilmente) occasionali eccessi melodrammatici e di maniera, un pelo troppo timorato di Dio e asfittico nell'ambientazione, ma piacevole. Peccato ovviamente l'incompiutezza, ma non si tratta di un gialletto e il piacere della narrazione e certi personaggi possono cmq valere il tempo speso.

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  • 5

    Bello ma...

    Bello, su questo non ci piove. C'è tutto Dickens delle sue opere mature: belle ambientazioni anche su un pochino più "dark" di quello a cui siamo abituati e, per la prima volta, manca la connotazione ...continue

    Bello, su questo non ci piove. C'è tutto Dickens delle sue opere mature: belle ambientazioni anche su un pochino più "dark" di quello a cui siamo abituati e, per la prima volta, manca la connotazione morale/ sociale: dickens voleva scrivere una storia di mistero e, credo ci stesse riuscendo bene. Il fatto che sia incompiuto è indubbiamente un danno: non manca solo un finale, manca proprio il corpus centrale, quello dove si sviluppa la storia. Fa appena a tempo ad ingranare che ti lascia con l'amaro in bocca. Oltre a questo, piccola annotazione sull'edizione gargoyle: fa un po pena, anche come traduzione, che non mi piace, in alcuni punti è ostica, non sembra quasi italiano, e poi ci sono un sacco di refusi. Purtroppo l'edizione bompiani è introvabile, altrimenti avrei preso quella. Comunque libro godibile, scorrevole ma preparatevi psicologicamente al fatto che si interrompe bruscamente :(

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  • 0

    Che segreto, mister Dickens! (di Alessandro Toppi)

    Dal 9 giugno 1870 un’ombra si aggira tra le pagine della letteratura mondiale. Assente finanche dalle petulanti fascette dei libri – dove tutto è detto e tutto è chiarito – quest’ombra si aggira, furt ...continue

    Dal 9 giugno 1870 un’ombra si aggira tra le pagine della letteratura mondiale. Assente finanche dalle petulanti fascette dei libri – dove tutto è detto e tutto è chiarito – quest’ombra si aggira, furtiva...

    LEGGI SU www.ilpickwick.it:
    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/90-che-segreto-mister-dickens

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  • 0

    Il mistero (parzialmente svelato) di Edwin Drood

    La maggior parte dei “droodologi” (persone realmente esistenti che hanno molto tempo per dedicarsi indefessamente allo studio del romanzo incompiuto di Dickens) sostiene che Edwin Drood sia stato a ...continue

    La maggior parte dei “droodologi” (persone realmente esistenti che hanno molto tempo per dedicarsi indefessamente allo studio del romanzo incompiuto di Dickens) sostiene che Edwin Drood sia stato assassinato dallo zio oppiomane, Jasper. Ma si sbagliano. Nonostante ci siano in effetti troppi indizi a suo carico. Intanto Jasper era innamorato perdutamente della fidanzata di suo nipote, Rosa. (E verso la fine del romanzo potete leggere una delle confessioni d’amore più veementi, cupe e inquietanti di tutta la letteratura). Inoltre Jasper viene presentato fin dall’inizio come un uomo ambiguo, drogato e tremendamente geloso di suo nipote Edwin, pur amandolo.

    Per chi non conosce la storia diciamo solo che è ambientata in un villaggio rurale dell’Inghilterra, a Cloisterham, dove domina una maestosa cattedrale. (indizio importante per chi vuol svelare il mistero: Nei suoi appunti Dickens scrisse “nominare la cattedrale dappertutto”! Perché in questo strano ed enigmatico romanzo la cattedrale è l’unico elemento immobile intorno a una realtà che si sgretola man mano che scorrono le pagine.
    Ma andiamo avanti: la storia è ambientata in questo villaggio e c’è questo giovane Edwin Drood che si deve sposare con la dolce e piccola Rosa. Una fanciulla che è cresciuta sotto la protezione della sua educatrice Miss Twinkleton. Educatrice libertina a dire il vero, la quale a differenza di Jasper non ha bisogno dell’oppio per scindersi nelle due personalità che la compongono. E qui sta la chiave per interpretare un romanzo più complesso di quel che si crede. La duplice natura delle persone a seconda delle circostanze. In tutti i personaggi del romanzo spicca questa caratteristica. Mr Sapsea è un banditore ma pure un sosia del Decano. Bazzard è un impiegato e anche un tragediografo. Mr Grwgiuos possiede una duplice esistenza interiore. E infine, Jasper. Lui più di tutti sfugge a un giudizio assoluto. Lo troviamo all’inizio come un fumatore d’oppio, poi lo vediamo come zio affezionato di Edwin (e sarà lui stesso a far partire le indagini sulla scomparsa del nipote), e ancora lo si trova rispettato maestro del coro e naturalmente, possibile assassino. Lui è il principale e unico indiziato.

    Ma il romanzo si interrompe bruscamente con la morte di Dickens. E troppo prematuramente per indicarlo come colpevole di un omicidio. (intanto, a lettura terminata sappiamo solo che Drood è scomparso, seppur vengano trovate tracce che fan pensare a un epilogo tragico).
    Se è vero che Dickens si ispirò all’amico e rivale Wilkie Collins per scrivere una storia dalle tinte forti, sarebbe ingiusto collocare i due scrittori sullo stesso banale livello. Dickens usava la struttura di un giallo per raccontare altre vicende e se permettete, aveva una immaginazione e un’abilità che Collins non possedeva.

    Nel suo ultimo romanzo compiuto, il suo migliore, forse, “Il nostro comune amico”, Dickens ci da’ forse un indizio su quel che sarebbe potuto accadere se il mistero di Edwin Drood fosse stato portato a termine. Ci presenta il romanzo scrivendo:
    “ Quando immaginai questa storia previdi che una parte dei lettori e dei critici avrebbero supposto che io cercassi di nascondere accuratamente proprio quello che invece volevo suggerire. La parte più difficile e interessante del mio progetto era di tenere a lungo nascosta, ma sempre in elaborazione, un’altra vicenda originata da un importantissimo avvenimento e trasformarla alla fine in un racconto non solo felice ma anche utile”.

    Leggetela attentamente questa premessa che fa Dickens. Perché allo stesso modo di ciò che avvenne nel Nostro comune amico, anche in questo romanzo, anzi, maggiormente, poiché si tratta di un vero e proprio romanzo di suspense, l’autore vuole farci credere che Jasper abbia assassinato il nipote, e approfitta della nostra attenzione su questa vicenda per elaborare un’altra storia, quella più importante e dove troveremo la verità, se solo potessimo leggere il libro fino alla fine.
    Purtroppo non è possibile, e il mistero di Edwin Drood è diventato con la morte del suo autore, la storia più misteriosa mai scritta. In un certo senso ha ottenuto il risultato, pensano alcuni di quei droodologi. Io invece mi dispero, per quanto uno si possa disperare nel non venire a sapere la fine di un romanzo.
    Mi rammarico perché l’ultimo romanzo di Dickens aveva le carte in regola per diventare un capolavoro assoluto, migliore anche del Nostro comune amico, che dovreste leggere.
    Ma intanto godetevi il mistero di Edwin Drood.
    E’ un libro innovativo , che anticipa di decenni l’avvento del cinema.
    Leggete il primo capitolo e rimanete sbalorditi e ammirati nel vedere come vengono alterate le leggi stesse della prospettiva e della percezione indotte dall’occhio interno e offuscato di Jasper. Poi seguite l’obiettivo mentre si sposta nella visione della Cattedrale, verso un primo piano che investe solo il campanile, e che poi si allarga in una serie di flash, e infine si ristringe una volta per tutte, dove il personaggio prende coscienza di una distorsione ottica oltre che morale. Luce e tenebra. Spazio aperto e spazio chiuso. Linguaggio decifrabile e linguaggio indecifrabile. Uno spartiacque nei cui opposti versanti si collocano il Bene e il Male, i cattivi e i buoni. Ma il tutto è ammantato da una realtà dalle forme oscillanti e indefinibili. Un groviglio narrativo e un’architettura oscura e bizzarra dalla quale Dickens, con inimitabile destrezza, ci avrebbe liberato, regalandoci uno dei romanzi più acuti complessi e avvincenti della letteratura .

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  • 0

    “La storia più misteriosa che sia mai stata scritta” è contenuta nell’ultimo romanzo di Charles Dickens, che la morte gli ha impedito di terminare. Il giovane Edwin Drood, prossimo al matrimonio con ...continue

    “La storia più misteriosa che sia mai stata scritta” è contenuta nell’ultimo romanzo di Charles Dickens, che la morte gli ha impedito di terminare. Il giovane Edwin Drood, prossimo al matrimonio con Rosa, sparisce in circostanze misteriose. Lo zio Jasper, anch’egli innamorato della fanciulla, dà inizio alle indagini. Chi ha ucciso Edwin Drood? Ed è stato davvero assassinato? Una vicenda ricca di suspense, esotismo e personaggi equivoci, che coinvolgono il lettore in un mistero che rimane insoluto, sfidandolo a trovare quel finale che non c’è mai pervenuto. Decine di autori hanno cercato di mettere la parola fine alla storia di Edwin Drood risolvendo il mistero; altri hanno invece proposto rielaborazioni letterarie, in alcuni casi piuttosto riuscite, come nel Drood di Dan Simmons. Nel duecentesimo anniversario della nascita del grande scrittore inglese, un omaggio al suo genio e a tutti gli appassionati del genere.

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  • 4

    Una lettura avvincente, come facilmente si può supporre, nascendo dalla penna e dall'immaginazione di Charles Dickens. Rimasto incompiuto per la morte dell'autore, questo romanzo ci lascia però con il ...continue

    Una lettura avvincente, come facilmente si può supporre, nascendo dalla penna e dall'immaginazione di Charles Dickens. Rimasto incompiuto per la morte dell'autore, questo romanzo ci lascia però con il dubbio che Dickens abbia in un certo senso evitato di proposito di offrirci la soluzione del giallo che si palesa ben presto (la scomparsa, presumibilmente la morte, del protagonista Edwin Drood, promesso sposo non molto entusiasta della bella Rosa)forse perchè si tratta di una metafora dell'impotenza e dell'apatia che nasce dall'oppio, non a caso il romanzo si apre e si chiude, incompiutamente, in una fumeria d'oppio, o forse, come si legge nel risvolto di copertina l'assenza di soluzione come metafora della caduta dell'illusione di poter decifrare la realtà con gli strumenti della letteratura.

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