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The Naked Ape

By

4.1
(776)

Language:Dansk | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 8776814718 | Isbn-13: 9788776814717 | Publish date: 

Category: Non-fiction , Science & Nature , Social Science

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Book Description
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  • 3

    Pubblicato per la prima volta nel 1967 e dunque datato resta curioso ed interessante.Fanno sorridere oggi comunque alcune interpretazioni sul significato dell'omosessualità,dell'imene femminile etc etc...anche se nell'insieme è stato un libro coraggioso per quegli anni e in quella società

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  • 4

    Interessante

    Sarebbe quasi da renderlo obbligatorio nelle scuole. Altro che ritorno al creazionismo.
    Forse il saggio ha la sua eta' e forse alcune teorie potranno essere state aggiornate, ma il punto di vista genereale e' decisamente interessante.
    Ho imparato piu' da questo libro riguardo i primi mesi di vita ...continue

    Sarebbe quasi da renderlo obbligatorio nelle scuole. Altro che ritorno al creazionismo. Forse il saggio ha la sua eta' e forse alcune teorie potranno essere state aggiornate, ma il punto di vista genereale e' decisamente interessante. Ho imparato piu' da questo libro riguardo i primi mesi di vita del mio bimbo che da libri "specialistici" sull'argomento infanzia.

    said on 

  • 3

    che bestie!

    Dietro la facciata della vita moderna di una città, vi è sempre lo stesso vecchio scimmione nudo.
    Solo i nomi sono cambiati: al posto di "caccia", leggi "lavoro", al posto di "terreno di caccia" "posto di lavoro", al posto di "rifugio di base" "casa", al posto di "formazione della coppia" "matri ...continue

    Dietro la facciata della vita moderna di una città, vi è sempre lo stesso vecchio scimmione nudo. Solo i nomi sono cambiati: al posto di "caccia", leggi "lavoro", al posto di "terreno di caccia" "posto di lavoro", al posto di "rifugio di base" "casa", al posto di "formazione della coppia" "matrimonio", al posto di "compagna" "moglie" e così via.

    la lealtà nella caccia è diventata lealtà nel combattere e così è nata la guerra. E' un'ironia che la causa fondamentale di tutti i grandi orrori della guerra sia stata l'evoluzione di un impulso profondamente radicato ad aiutare i propri simili.

    said on 

  • 0

    Lettura scorrevole anche se non proprio interessante. Anche se questo era il primo libro di zoologia della mia vita, mi sembra che l'intento dell'autore, quello di guardare all'uomo come ad un qualsiasi specie animale, non sia stato raggiunto. L'analisi è piena di pre-giudizi e di analisi fondati ...continue

    Lettura scorrevole anche se non proprio interessante. Anche se questo era il primo libro di zoologia della mia vita, mi sembra che l'intento dell'autore, quello di guardare all'uomo come ad un qualsiasi specie animale, non sia stato raggiunto. L'analisi è piena di pre-giudizi e di analisi fondati su concetti fortemente culturali, cosa che l'autore dice invece di voler accuratamente evitare. Lettura evitabile

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  • 5

    Noi siamo ciò che siamo sempre stati

    Noi umani, specie homo sapiens (non si capisce perché, in preda ad una sindrome boriosa, ci siamo persino definiti “sapiens sapiens”), siamo fondamentalmente degli animali. Degli splendidi animali, s’intende, unici e spettacolari, potenti e dominatori della terra.
    Desmond Morris, grande zoologo ...continue

    Noi umani, specie homo sapiens (non si capisce perché, in preda ad una sindrome boriosa, ci siamo persino definiti “sapiens sapiens”), siamo fondamentalmente degli animali. Degli splendidi animali, s’intende, unici e spettacolari, potenti e dominatori della terra. Desmond Morris, grande zoologo ed etologo, ci osserva come se osservasse una specie qualsiasi, in modo analitico ed oggettivo. La scoperta sensazionale che il suo libro ci propone è che, sotto la “vernice” razionale e culturale, fissatasi grazie all’evoluzione e allo sviluppo della corteccia celebrale, c’è lo “scimmione nudo”, ossia un primate evolutosi in modo del tutto particolare, che continua a presentare esigenze fisiologiche e comportamentali specifiche. Queste, fondamentalmente, non sono cambiate negli ultimi secoli di evoluzione culturale. Se vogliamo capire a fondo chi siamo e perché e come ci comportiamo, il libro di Morris ci apre un’enormità di finestre conoscitive. Vale più di 100 libri di psicologia.

    said on 

  • 4

    “Esistono centonovantatre specie viventi di scimmie con coda e senza coda; di queste, centonovantadue sono coperte di pelo. L’eccezione è costituita da uno scimmione nudo che si è auto-chiamato Homo sapiens. Questa razza eccezionale ed estremamente capace trascorre molto tempo ad esaminare i prop ...continue

    “Esistono centonovantatre specie viventi di scimmie con coda e senza coda; di queste, centonovantadue sono coperte di pelo. L’eccezione è costituita da uno scimmione nudo che si è auto-chiamato Homo sapiens. Questa razza eccezionale ed estremamente capace trascorre molto tempo ad esaminare i proprio moventi più nobili ed altrettanto ad ignorare quelli fondamentali.”

    Desmond Morris, zoologo famoso per avere studiato a lungo le scimmie, in questo libro divertente, sconvolgente e al tempo stesso rigorosamente scientifico si è messo a studiare l'uomo. Ma lo ha studiato in quanto scimmia e cioè come l'unico, tra le centonovantatré specie di scimmie, a essere sprovvisto di peli. Nudo, appunto. Per quanto cerchi di ignorare l'eredità del passato, l'uomo rimane essenzialmente un primate, una scimmia in crisi, che segue nella vita sessuale e sociale i modelli di comportamento fissati dai suoi antenati scimmioni cacciatori. Un saggio, sull’essere umano inteso prima di tutto come scimmia. Un analisi che parte dall’origine evolutiva e biologica fino ad arrivare a toccare i tratti sociali ed emotivi, per poi parlare anche di alimentazione e di abitudini sessuali. Attraverso una serie di interrogativi si riesce a comprendere meglio l’origine dell’uomo e le sue relazioni analizzando le differenze e le somiglianze che la nostra specie ha rispetto agli altri primati. Il messaggio di fondo che il libro vuole mandare al lettore è la consapevolezza che alcuni comportamenti, atteggiamenti e credenze siano derivati dai nostri antenati. Solo conoscendo meglio il nostro passato, e analizzando il presente, si possono trovare le coordinate e gli elementi per migliorare e comprendere appieno il futuro.

    "Alcuni ottimisti pensano che, poiché abbiamo sviluppato un alto livello di intelligenza ed un potente impulso all'invenzione, saremo in grado di rivolgere qualunque situazione a nostro vantaggio; che siamo tanto plasmabili da poter rimodellare il nostro modo di vivere in maniera che si adatti a tutte le nuove esigenze portate dal continuo aumento della nostra specie; che quando verrà il momento sapremo affrontare il sovraffollamento, lo stress, la perdita dell'intimità e l'indipendenza di azione; che rimodelleremo il nostro modo di comportarci e vivremo come formiche giganti; che controlleremo i nostri sentimenti di aggressività e di territorialità, i nostri impulsi sessuali e le nostre tendenze paternalistiche; che se dovremo diventare scimmioni-polli di batteria, sapremo farlo; che la nostra intelligenza è in grado di dominare tutte le nostre fondamentali necessità biologiche. Io penso che ciò non abbia alcun senso. La nostra primitiva natura animale non vi consentirà mai. E' vero che siamo plasmabili e che abbiamo un comportamento opportunistico, ma le forme assunte da questo opportunismo sono contenute entro limiti rigidi. Mettendo in rilievo in questo libro i nostri aspetti biologici, ho cercato di presentare la natura di queste restrizioni. Riconoscendole apertamente e sottomettendoci ad esse, avremo maggiori probabilità di sopravvivere. Ciò non implica un ingenuo "ritorno alla natura", ma vuol dire semplicemente che dovremo adattare i nostri progressi opportunistici intelligenti alle fondamentali esigenze del nostro comportamento. Dobbiamo in qualche modo migliorare come qualità, invece che come semplice quantità. Potremo così continuare a progredire tecnologicamente in modo sensazionale e sbalorditivo senza negare la nostra eredità evolutiva. In caso contrario, i nostri compressi impulsi biologici si accumuleranno fino a far crollare la diga e tutta la nostra complessa esistenza sarà spazzata via dalla piena."

    said on 

  • 3

    "La scrittura, un derivato formalizzato del disegno, e la comunicazione
    vocale verbalizzata si sono sviluppate naturalmente come i nostri
    principali mezzi per trasmettere e ricordare le informazioni, ma sono anche
    state utilizzate come mezzi di esplorazione estetica su vastissima scala. ...continue


    "La scrittura, un derivato formalizzato del disegno, e la comunicazione vocale verbalizzata si sono sviluppate naturalmente come i nostri principali mezzi per trasmettere e ricordare le informazioni, ma sono anche state utilizzate come mezzi di esplorazione estetica su vastissima scala.

    La complicata elaborazione dei nostri grugniti e guaiti ancestrali in un complesso discorso simbolico ci ha dato la possibilità di sederci e 'giocare' con i pensieri presenti nella nostra testa e di manipolare le sequenze di parole per scopi nuovi, come giocattoli estetici e sperimentali.

    In tal modo noi possiamo continuare in tutti i campi, pittura, scultura, disegno, musica, canto, danza, ginnastica, giochi, sport, scrittura e discorso, ad usare per tutta la vita e fino a nostra completa soddisfazione complesse e differenziate forme di esplorazione e di esperimento."

    (D.Morris, "La scimmia nuda")

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  • 5

    Letto "secoli" fa. Presente nello scaffale di un visitatore della mia libreria. Sono andata a curiosare: vedendolo mi sono resa conto di non aver inserito nella mia lista un libro che, a suo tempo, mi era piaciuto molto per l'ironia con cui studia il comportamento dell"animale uomo" alla stregua ...continue

    Letto "secoli" fa. Presente nello scaffale di un visitatore della mia libreria. Sono andata a curiosare: vedendolo mi sono resa conto di non aver inserito nella mia lista un libro che, a suo tempo, mi era piaciuto molto per l'ironia con cui studia il comportamento dell"animale uomo" alla stregua di un qualsiasi altro animale. Lo consigliavo ai miei studenti: allora insegnavo scienze in un liceo scientifico.

    said on 

  • 3

    Lo studio dell'etologia umana, o, almeno, quella relativa ai comportamenti essenziali alla sopravvivenza degli individui, è un tema che ci intriga un po' tutti. Mi rendo conto, inoltre, che la maggior parte delle persone continua ad agire e a pensare come se noi fossimo degli animali sì, ma anima ...continue

    Lo studio dell'etologia umana, o, almeno, quella relativa ai comportamenti essenziali alla sopravvivenza degli individui, è un tema che ci intriga un po' tutti. Mi rendo conto, inoltre, che la maggior parte delle persone continua ad agire e a pensare come se noi fossimo degli animali sì, ma animali speciali. Bene dunque che venga letto questo libro che ci ricorda quanto poco sia cambiato nel comportamento essenziale della nostra specie, rispetto a quello che possiamo notare in altri gruppi a noi affini. Tuttavia, non mi sento di raccomandarlo a cuor leggero. Oltre a non essere esente da pure speculazioni, le idee di partenza, esposte nell'introduzione, sono quasi del tutto superate: l'idea dell'uomo che si è alzato in piedi, dell'uomo cacciatore, della ripartizione dei ruoli tra uomo e donna sono ancora quelli tradizionali e, anzi, ho trovato altamente irritante dover leggere questa parte. La ricostruzione evolutiva iniziale ha poco a che vedere con l'analisi oggettiva e disinteressata di uno zoologo; si continua, invece, a partire dal presupposto che l'uomo moderno rappresenti l'immagine ideale a cui i nostri antenati dovessero tendere e che tutte le caratteristiche che ci rappresentano oggi dovessero essere in qualche modo legate tra di loro e cooperanti a un unico fine (cervello grande, statura eretta con mani libere, utilizzo di utensili, caccia). Naturalmente, non ce l'ho con Morris, né con gli altri studiosi legati a questa mentalità; nessuno si sognerebbe di denigrare Aristotele per la sua visione della caduta dei gravi. Ma, pure, nessuno si sognerebbe di fondare un corso di fisica sulle sue idee. Va benissimo (anzi!) leggere La scimmia nuda, purché consapevoli che le conoscenze antropologiche continuano a progredire e che è ormai passata una cinquantina d'anni dalla pubblicazione di questo libro, nonostante la copertina giovane e il piglio divulgativo possano indurre in errore. Con queste premesse, penso che lo consiglierei senz'altro a chiunque. Anzi, invito tutti a sfogliare almeno le ultime pagine (fermatevi un attimo in libreria, se non avete voglia di comprarlo!), che sono sacrosante: ci sentiamo speciali, ci sentiamo protetti dal nostro mondo artificiale (ci costruiamo persino il cibo da circa 10000 anni!), ma restiamo in tutto e per tutto una specie come le altre. E questo non significa solo che abbiamo un comportamento specifico per il corteggiamento, ma anche che, come tutte le specie, siamo soggetti a divenire e prima o poi ci estingueremo, senza se e senza ma. Morris ci invita a stare attenti al nostro pianeta e a non sottovalutare il problema legato al sovraffollamento e alla gestione delle risorse. E ce lo scriveva in un momento storico in cui il numero di individui a livello mondiale era la metà di quello attuale.

    said on 

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