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The Naked Sun

(Robot Series, Book 2)

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Publisher: Collins

4.2
(2553)

Language:English | Number of Pages: 208 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Spanish , Italian , French , German , Portuguese , Chi traditional , Slovenian , Polish , Swedish , Finnish , Dutch , Czech , Hungarian

Isbn-10: 0586010165 | Isbn-13: 9780586010167 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , School & Library Binding , Hardcover , Audio CD , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    Nuovo caso su cui fare luce per la strana coppia di detective: l'umano Eliah e il robot Daneel. Su Aurora, uno dei mondi esterni, alla terra viene rinvenuto un cadavere umano. Aurora è un mondo strani ...continue

    Nuovo caso su cui fare luce per la strana coppia di detective: l'umano Eliah e il robot Daneel. Su Aurora, uno dei mondi esterni, alla terra viene rinvenuto un cadavere umano. Aurora è un mondo stranissimo in cui ogni abitante ha a disposizione tantissimi robot e case enormi e dove le persone non si vedono (e men che mai si toccano) direttamente ma si "visionano" tranne le coppie che lo fanno con una certa repulsione per i soli scopi riproduttivi. Il romanzo mi è piaciuto più del primo e la figura di Eliah risulta davvero riuscita; per certi versi il pianeta immaginato da Asimov è veramente inquietante...

    said on 

  • 3

    O sole mio sta(va) 'nfronte a te

    Secondo capitolo del ciclo dei robot, decisamente migliore del primo se non altro per le maggiori profondità analitiche e una cura dei personaggi meglio rifinita.
    Azzeccato anche il titolo (gli umani ...continue

    Secondo capitolo del ciclo dei robot, decisamente migliore del primo se non altro per le maggiori profondità analitiche e una cura dei personaggi meglio rifinita.
    Azzeccato anche il titolo (gli umani sulla Terra non vedono mai il Sole direttamente perché hanno scelto di viversela underground), per un Asimov che si lascia andare a qualche colpo dei suoi, addentrandosi nella descrizione dei cosiddetti "Mondi Esterni" e di uno in particolare, Solaria.
    Un pianeta davvero strano: solo ventimila abitanti, ognuno residente a centinaia di chilometri dall'altro e tutti quanti con la pazza e irrestistibile voglia di farsi gli affari propri.
    Il detective terrestre Baley (qua meno irritante e decisamente più umile che nel primo episodio) viene mandato lassù a investigare su un delitto all'apparenza impossibile e si ritrova nuovamente al fianco Daneel, il robot che aveva fatto ghenga con lui nella precedente indagine (anche per il robot vale lo stesso discorso simpatia: qua, per una buona volta, è sopportabile).

    La trama è interessante, così come lo sono i bizzarri comportamenti dei pazzoidi di Solaria, confinati nelle loro immense dimore e tutti stretti tra regole autoimposte che l'autore si prende opportunamente la briga di spiegare e motivare. Convincente infatti il background scientifico e morale architettato da Asimov, che consente alla narrazione di poggiarsi su solide fondamenta.

    A convincere meno, invece, c'è la solita tendenza ad ammorbidire col buonismo ogni cosa che sarebbe potuta risultare scioccante ai lettori del tempo, così come l'immancabile e ovviamente risolutivo spiegone finale con cui il detective, dopo essere stato colpito da improvvisa illuminazione, ammorba allo sfinimento tutti i suoi interlocutori e sospettati (al punto che qualcuno si dichiara colpevole anche senza non esserlo).

    In ogni caso, con tutti i suoi difetti (poca passione, ritmo basso e psicologie giusto grigliate un attimo) un romanzo ampiamente sufficiente con la sciccheria aggiunta del perpetuo ondeggiare tra "vedere" e "visionare" (oh, leggetevi il libro per sapere cos'è), vero e proprio cardine di tutta la storia.

    Incongruenza: nel primo libro (Abissi d'acciaio) il figlio del detective Baley aveva sedici anni, qua inspiegabilmente ne ha sei...

    said on 

  • 5

    Se potessi tornare indietro nel tempo e poter incontrare una persona, sceglierei senz'altro Asimov.

    È sabato, quindi ho potuto dedicare quasi tutto il mio tempo a questo libro. Ancora un ottimo giallo con protagonista Baley, aiutato ancora una volta da Daneel Olivaw e ambientato questa volta su un a ...continue

    È sabato, quindi ho potuto dedicare quasi tutto il mio tempo a questo libro. Ancora un ottimo giallo con protagonista Baley, aiutato ancora una volta da Daneel Olivaw e ambientato questa volta su un altro pianeta, Solaria. Asimov come in tutte le sue opere ci fa riflettere sul futuro che può intraprendere la razza umana. È un grande scrittore, un grande pensatore. Letto nell'arco della giornata, quindi scritto veramente molto bene e il linguaggio è scorrevole.

    said on 

  • 5

    Un bel libro di fantascienza arricchito con una storia gialla ben costruita.
    Asimov ha il pregio di scrivere il modo scorrevole e riesce a sfruttare l'ambientazione fantascientifica ricca di mondi lon ...continue

    Un bel libro di fantascienza arricchito con una storia gialla ben costruita.
    Asimov ha il pregio di scrivere il modo scorrevole e riesce a sfruttare l'ambientazione fantascientifica ricca di mondi lontani e robot, per filosofeggiare sull'uomo e l'umanità in generale.

    said on 

  • 5

    http://goo.gl/FLLe4 Asimov ha lavorato alla Grande Saga Galattica per quasi 50 anni. Vediamo i cicli di cui è composta (Robot, Impero e Fondazione), analizziamo la Trilogia Originale (con citazioni) e ...continue

    http://goo.gl/FLLe4 Asimov ha lavorato alla Grande Saga Galattica per quasi 50 anni. Vediamo i cicli di cui è composta (Robot, Impero e Fondazione), analizziamo la Trilogia Originale (con citazioni) e ripassiamo le tre leggi della robotica!

    said on 

  • 4

    Carino che il figlio di Baley, Bentley, che in Abissi d'Acciaio (e anche in I robot dell'alba, se è per questo) aveva sedici anni qui ne ha sei...
    Comunque Solaria è un pianeta inquietante. Ma tanto, ...continue

    Carino che il figlio di Baley, Bentley, che in Abissi d'Acciaio (e anche in I robot dell'alba, se è per questo) aveva sedici anni qui ne ha sei...
    Comunque Solaria è un pianeta inquietante. Ma tanto, eh.

    said on 

  • 4

    Capire gli altri per capire se stessi e ripensare la propria cultura, trovare delle similitudini e andare verso l'alto, verso lo spazio aperto, per non nascondersi più.

    Asimov ti amo.

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