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The Old Man and the Sea

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Publisher: Vintage

4.0
(15554)

Language:English | Number of Pages: 112 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Catalan , Spanish , Galego , Portuguese , French , German , Italian , Swedish , Dutch , Japanese

Isbn-10: 0099273969 | Isbn-13: 9780099273967 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , Unbound , Audio Cassette , Others , Audio CD , Mass Market Paperback , School & Library Binding , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
Set in the Gulf Stream off the coast of Havana, Hemingway's magnificent fable is the tale of an old man, a young boy and a giant fish. This story of heroic endeavour won Hemingway the Nobel Prize for Literature. It stands as a unique and timeless vision of the beauty and grief of man's challenge to the elements.
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  • 4

    La vecchiaia, decadenza del corpo e della mente, lenta discesa verso la morte. Malinconica e sofferta fase della vita umana.
    Il mare come luogo dove l’essere umano incontra il suo IO più profondo.
    La pesca come metafora di vita. L’uomo contro le forze della natura, può anche ottenere ...continue

    La vecchiaia, decadenza del corpo e della mente, lenta discesa verso la morte. Malinconica e sofferta fase della vita umana.
    Il mare come luogo dove l’essere umano incontra il suo IO più profondo.
    La pesca come metafora di vita. L’uomo contro le forze della natura, può anche ottenere delle temporanee vittorie, ma la verità è che è in totale balia del destino.

    Questi gli ingredienti di questo racconto lungo.
    Leggendolo ho percepito una profonda disillusione e tristezza nella mente dello scrittore. Forse anche una fatidica rassegnazione. Questo libro è, in fondo, il trionfo della sconfitta.
    Non di certo un libro da cui trarre motivazioni e forze nella vita, dato il suo messaggio pessimista, ma una lettura che va fatta almeno una volta.

    said on 

  • 5

    Senza lieto fine

    L’opera di Hemingway è ambientata in un piccolo villaggio dei Caraibi anche se l’azione viene svolta sull’Oceano Atlantico, non viene specificato in quale periodo si svolga questa storia e narra l’avventura in mare del vecchio pescatore Santiago, il quale dopo ottantaquattro giorni durante i qual ...continue

    L’opera di Hemingway è ambientata in un piccolo villaggio dei Caraibi anche se l’azione viene svolta sull’Oceano Atlantico, non viene specificato in quale periodo si svolga questa storia e narra l’avventura in mare del vecchio pescatore Santiago, il quale dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla.
    Il vecchio Santiago vive nel suo piccolo villaggio e nei confronti di se stesso la condizione di isolamento di chi è stato colpito da una maledizione.
    Solamente la solidarietà di Manolo e l'esempio dell'italo americano Joe di Maggio, imbattibile capitano della squadra di baseball di New York, di cui legge sul giornale e che rievoca con il ragazzo, gli permetteranno di trovare la forza di ritornare in mare per riprendere la professione di pescatore.
    Santiago quindi torna a pescare e, quasi come un principiante, solca da solo, con la sua imbarcazione, il Mare dei Caraibi, in una disperata caccia ad un enorme pesce spada che dura più giorni e che, grazie alla sua esperienza, riesce ad uccidere, contento di aver vinto la lotta con la natura, ma anche risentito per aver ucciso un essere vivente, un animale forte e solo, con il quale si è identificato. Durante il viaggio di ritorno il vecchio dovrà quindi affrontare un'altra lotta tremenda contro gli squali, che poco per volta gli strappano la preda, lasciandone solo l'enorme scheletro, vanificando i suoi sforzi e le sue speranze.
    L’enorme scheletro però rappresentava il simbolo della sua vittoria e della maledizione sconfitta. Santiago, forse per la prima volta riesce a stabilire una sorta di fratellanza con le forze della natura e soprattutto riesce a trovare dentro di sé il coraggio e la giustificazione di tutta la sua vita.

    E' un bellissimo libro, uno di quelli che ti lascia il segno, infatti i vari sacrifici fatti dal vecchio pescatore per portare in salvo il grosso pesce fanno capire che non tutte le storie, purtroppo, hanno un lieto fine.

    said on 

  • 3

    Ci sono alcuni spunti interessanti in questo racconto, semplice e ben scritto, che sono però presenti in moltissime opere. Quel che mi è realmente piaciuto, è il messaggio principale che ne deriva: non abbiamo alcun potere sulla natura, nel bene e nel male. Non abbiamo merito o colpa di niente, f ...continue

    Ci sono alcuni spunti interessanti in questo racconto, semplice e ben scritto, che sono però presenti in moltissime opere. Quel che mi è realmente piaciuto, è il messaggio principale che ne deriva: non abbiamo alcun potere sulla natura, nel bene e nel male. Non abbiamo merito o colpa di niente, facciamo parte di un ingranaggio, a volte casuale, la nostra è una marcia inesorabile verso una cosa certa: l’invecchiamento e la morte.
    L’uomo deve metterselo in testa, al di là di ogni antropocentrismo che scaturisce principalmente dalla religione. La natura, la terra, l’universo, il cosmo, se ne fregano dell’uomo.

    said on 

  • 3

    Un classico senza tempo da leggere almeno una volta nella vita. Un breve racconto in cui il lettore può percepire il forte senso di amicizia, la caparbietà e la tenerezza del vecchio che nonostante le difficoltà e le continue minacce cerca in ogni modo di portare a termine il proprio viaggio e la ...continue

    Un classico senza tempo da leggere almeno una volta nella vita. Un breve racconto in cui il lettore può percepire il forte senso di amicizia, la caparbietà e la tenerezza del vecchio che nonostante le difficoltà e le continue minacce cerca in ogni modo di portare a termine il proprio viaggio e la propria missione. Una bella metafora della vita che illumina e insegna.

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  • 4

    OCCHIO AGLI SQUALI!

    Come nella migliore tradizione favolistica, personalmente ritengo “Il vecchio e il mare” una gran bella opera simbolica.
    Questo testo, infatti, a mio modesto avviso, ci parla della caparbietà ma anche dell’opportunismo e dell’importanza dell’amicizia. Il vecchio pescatore, infatti, che è il ...continue

    Come nella migliore tradizione favolistica, personalmente ritengo “Il vecchio e il mare” una gran bella opera simbolica.
    Questo testo, infatti, a mio modesto avviso, ci parla della caparbietà ma anche dell’opportunismo e dell’importanza dell’amicizia. Il vecchio pescatore, infatti, che è il personaggio principale dell’opera, può essere visto come simbolo della caparbietà umana nel conseguire gli obbiettivi che un uomo si pone. Egli, nonostante l’avversa fortuna e dopo più di ottanta giorni senza prendere pesci, si spinge, con la sua barchetta, sempre più a largo e arriva a lottare strenuamente per riuscire a pescare quel pesce gigantesco che abbocca ad una delle sue esche. Anche dopo averlo catturato, però, il vecchio pescatore è costretto a dimostrarsi caparbio poiché deve difendere il suo traguardo dai pescecani. Ecco allora la comparsa dell’opportunismo in forma simbolica, ovvero manifestato dalle figure dei pescecani. Questi ultimi, infatti, seguendo la scia di sangue lasciata dal cadavere del grande pesce spada catturato dal Vecchio pescatore, si avventano sul quel boccone tanto succulento percependolo come un facile traguardo.
    Ma in questa storia il Vecchio pescatore si renderà anche conto dell’importanza dell’avere una persona amica accanto a se, una persona con la quale parlare e poter condividere con essa le proprie avventure, i propri pensieri e poter magari trovare in essa un aiuto importante contro la fortuna avversa. D'altronde chi nella propria esistenza non ha mai trovato "vecchi pescatori" o "squali"?
    Il 4 maggio 1953 “Il vecchio e il mare” portò ad Ernest Hemingway il premio Pulizer e, circa un anno dopo, lo scrittore vinse anche il premio Nobel per la letteratura.

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  • 5

    His best

    Seconda rilettura, a distanza di molti anni dalla prima. Al di là di tutti i simbolismi, le allegorie e le parabole che vi sono state ricamate su (sempre rigettate con forza dallo stesso autore), credo che la cosa più bella su questo libro l'abbia scritta il suo più grande "rivale", William Faulk ...continue

    Seconda rilettura, a distanza di molti anni dalla prima. Al di là di tutti i simbolismi, le allegorie e le parabole che vi sono state ricamate su (sempre rigettate con forza dallo stesso autore), credo che la cosa più bella su questo libro l'abbia scritta il suo più grande "rivale", William Faulkner:

    "His best. Time may show it to be the best single piece of any of us, I mean his and my contemporaries. This time, he discovered God, a Creator. Until now, his men and women had made themselves, shaped themselves out of their own clay; their victories and defeats were at the hands of each other, just to prove to themselves or one another how tough they could be. But this time, he wrote about pity: about something somewhere that made them all: the old man who had to catch the fish and then lose it, the fish that had to be caught and then lost, the sharks which had to rob the old man of his fish; made them all and loved them all and pitied them all. It’s all right. Praise God that whatever made and loves and pities Hemingway and me kept him from touching it any further."

    Mi permetto solo di aggiungere che alla fine io invidio Santiago, perchè anche se vecchio, solo in mezzo all'oceano e con l'emblema della sua sconfitta mangiato dai pescecani, ha trovato il senso della sua esistenza.
    E suggerisco di leggere la postfazione (o prefazione, a seconda dell'edizione) di Fernanda Pivano, davvero molto bella.

    said on 

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