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The Oracle A Format Ome

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Publisher: Pan Books

3.7
(1051)

Language:English | Number of Pages: 342 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0330438220 | Isbn-13: 9780330438223 | Publish date: 

Also available as: eBook , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 3

    Periklis Harvatis è uno stimato archeologo. Uomo solo, introverso, ha immolato la sua intera vita professionale alla ricerca di un antico tesoro: un vaso miceneo di meravigliosa bellezza, l’unica testimonianza artistica di quel secondo viaggio compiuto da Odisseo a cui solo Omero accenna, breveme ...continue

    Periklis Harvatis è uno stimato archeologo. Uomo solo, introverso, ha immolato la sua intera vita professionale alla ricerca di un antico tesoro: un vaso miceneo di meravigliosa bellezza, l’unica testimonianza artistica di quel secondo viaggio compiuto da Odisseo a cui solo Omero accenna, brevemente, nel suo poema. Il reperto archeologico è il motore immobile della vicenda, centro gravitazionale di una narrazione che da lì diparte per ramificarsi su più piani: Harvatis muore subito dopo la scoperta, quella stessa notte Atene si bagna del sangue degli uccisi nella rivolta del Politecnico, un uomo misterioso interessato al vaso si muove in segreto tra le strade della città. Dal caos emergono le figure di tre ragazzi, coinvolti nei terribili fatti della rivolta e testimoni casuali del ritrovamento archeologico. La loro vita quella notte viene distrutta e i ragazzi abbandonano la città. Ma il male non dimentica, e dieci anni dopo una catena di efferati delitti sconvolge la tranquillità della Grecia: c’entra la rivolta, c’entra il vaso, e forzati dagli eventi i giovani sono costretti a tornare indietro e a riaprire vecchie ferite.
    E’ grande la capacità di Manfredi nel tenere il ritmo di una narrazione così capillare: "L’oracolo" non ha protagonisti, ma tutti a tutti i personaggi è riservato il medesimo spazio. In pochi, mirati tratti, Manfredi costruisce le differenti personalità in gioco, che come una tragedia classica si dividono in buoni e cattivi, e imbastisce un thriller avventuroso a cavallo tra presente e passato. La vicenda si snoda tra i vicoli di Atene e le immensità della campagna greca, descritta con profonda partecipazione e notevole lirismo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Ripresa di un mito

    Non all'altezza degli altri suoi romanzi, L'Oracolo si colloca comunque come un romanzo interessante, abbastanza scorrevole se non fosse per alcuni capitoli decisamente troppo descrittivi e lenti. L'idea è molto buona, le fonti sono riprese più o meno fedelmente e la ricostruzione del mito è anch ...continue

    Non all'altezza degli altri suoi romanzi, L'Oracolo si colloca comunque come un romanzo interessante, abbastanza scorrevole se non fosse per alcuni capitoli decisamente troppo descrittivi e lenti. L'idea è molto buona, le fonti sono riprese più o meno fedelmente e la ricostruzione del mito è anche interessante.
    La parte migliore, senza dubbio, è il colpo di scena finale anche se devo ammettere poteva essere intuibile col senno di poi (adesso che ho terminato la lettura, Manfredi effettivamente ci da diversi indizi su chi sia realmente il Comandante ma che lì per lì si potrebbero anche non cogliere). La conclusione è stata forse troppo sbrigativa e lascia aperti molti interrogativi, non si sa di fatto la fine di Claudio nè di Ari che sembrerebbe essersi semplicemente allontanato, anche la situazione della maschera funebre rimane sospesa.
    Insomma, in generale è un buon libro ma poteva essere di gran lunga migliore.

    <"In tutto il mediterraneo, ovunque il mito conservi memoria della morte di un eroe omerico, anche minore, là si ha testimonianza dell'insorgere di un culto." Perchè non c'è mai stato un culto di Ulisse nella sua stessa patria, a Itaca?>
    <Perchè?...Perchè non è mai morto>

    said on 

  • 3

    Anni '70 del secolo scorso, Grecia. Un ritrovamento archeologico importante, sullo sfondo la rivolta del politecnico di Atene, la violenza il filo conduttore. Un thriller allungato ma con spezzoni interessanti storico-archeologici che salvano il tomo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Ho notato che di questo libro - uno dei primi romanzi di Manfredi - è uscita una nuova edizione che lo considera la "terza parte" de "Il mio nome è Nessuno" (l'ultima sua fatica, dedicata alla figura di Ulisse). Mi chiedo se sia solo un'idea dell'editore o anche dell'autore.
    In ogni caso an ...continue

    Ho notato che di questo libro - uno dei primi romanzi di Manfredi - è uscita una nuova edizione che lo considera la "terza parte" de "Il mio nome è Nessuno" (l'ultima sua fatica, dedicata alla figura di Ulisse). Mi chiedo se sia solo un'idea dell'editore o anche dell'autore.
    In ogni caso anche questo libro si incentra sulla figura del grande eroe omerico, in particolare riguardo alla sua misteriosa morte, riguardo alla quale esistono solo miti tardi (come quello di Telegono) o confusi. La vicenda parte dalla scoperta di una coppa micenea, d'oro puro, che potrebbe dare risposte sul mito.
    A partire da questa scoperta si dipana una sorta di thriller archeologico, con morti misteriose e una spruzzata di soprannaturale (come già era avvenuto in Palladion).
    Opera interessante e avvincente, a tratti sorprendente. Scritta come al solito con grande abilità. Forse non eccezionale, ma comunque piacevole.

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  • 2

    COSA, esattamente mi abbia spinto a interessarmi a questo libro e comprarlo, rimarrà un mistero sepolto nei secoli dei secoli. (Amen)
    Ricordo vagamente di aver letto il commento di qualcuno che ne era rimasto colpito ma probabilmente ero sotto effetto di droghe, perché quando poi l'ho acqui ...continue

    COSA, esattamente mi abbia spinto a interessarmi a questo libro e comprarlo, rimarrà un mistero sepolto nei secoli dei secoli. (Amen)
    Ricordo vagamente di aver letto il commento di qualcuno che ne era rimasto colpito ma probabilmente ero sotto effetto di droghe, perché quando poi l'ho acquistato a scatola chiusa ho letto la trama e le dolci braccia di Morfeo mi hanno fatto desistere dall'iniziarlo.. Fino a che, con le buone o le cattive mi sono impegnata a smaltire i cartacei XD
    Altro che Morfeo, una volta iniziato è scattato il sonno quello bruto da bavetta alla bocca XD E solo il fatto che era la mia unica compagnia in tante ore di nullafacenza (ma l'Ipod che si scarica sempre nei momenti migliori.. Vogliamo parlarne??) ha fatto sì che lo finissi. -_-
    Come prima cosa, poco sono riuscita a tollerare tutti i personaggi del romanzo, che avrei preso volentieri a pugni una pagina sì e l'altra pure.. Ebbene sì, la belva che è in me è stata scomodata da questi quattro cretini XD (però era un po' che personaggi letterari non mi ispiravano violenza, sono progressi!).. li avrei fatti tutti fuori nel prologo e buonanotte.. Invece no :( Peccato!
    Ok, ora ci sono, mi è scattata la scintilla sul perché mi sono lasciata convincere a comprare il libro.. io cercavo (anzi, cerco tutt'ora!) una storia simile a "Il nome della rosa" (Ma senza tutta l'arroganza e il "Io sono un grande" di Umberto Eco, nonché le descrizioni lunghe chilometri di cose che non interessano nessuno, tipo la porta della chiesa xD), dove un mistero viene risolto raccogliendo pian piano indizi.. Diciamo che ciò è presente ma è oscurato dalla lentezza della storia e dalla debolezza di alcuni elementi.

    Ad aggiungere sale sulla ferita, ci si mette anche lo stile dell'autore e la cosa mi ha davvero lasciata perplessa: a volte usa delle costruzioni di frasi ridicole atte ad esaltare il racconto (secondo lui) ma che poi risultano essere pesanti e francamente fuori luogo.. Spesso usa l'aggettivo prima del nome, ma l'avrei accettato una o due volte.. qui è un continuo!!
    La cosa mi ha lasciato un po' male perché di suo ho letto e amato "Lo scudo di Talos" e la trilogia di Alexandros.. Forse avrei fatto bene a rimanere nell'Antica Grecia piuttosto che seguire Manfredi lanciato nei giorni nostri.. :(
    Per ora come autore lo metto in stand-by, chissà che in futuro non mi rivenga l'ispirazione!

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  • 4

    Un ricordo prezioso

    Questo è stato il mio "primo" libro, uso le virgolette perché non è realmente il primo libro che ho letto ma è stato il primo che mi ha toccato il cuore. Da questo libro è iniziato il mio profondo amore per la lettura, un amore che non ho mai perduto né mutato. Avrò avuto circa 13 anni e me lo di ...continue

    Questo è stato il mio "primo" libro, uso le virgolette perché non è realmente il primo libro che ho letto ma è stato il primo che mi ha toccato il cuore. Da questo libro è iniziato il mio profondo amore per la lettura, un amore che non ho mai perduto né mutato. Avrò avuto circa 13 anni e me lo diede la mia mamma, faceva parte della sua libreria ed era di uno dei suoi autori preferiti. Ricordo con dolcezza la lettura appassionata e la grande sorpresa per il finale che mi lasciò a bocca aperta. Oggi non so se sarei in grado di apprezzare questo libro, i suoi contenuti, la scrittura di questo autore, come li ho apprezzati da bambina. Ma per il suo valore sentimentale non potevo non dedicargli due parole e qualche stella.

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  • 3

    Rapito, mi ci sono immerso.
    Peccato che nel finale non tutto trovi il suo giusto sviluppo.
    Gran begli spunti, però, dal Capitano, alla vendetta.
    Praticamente, è un romanzo a cui manca un protagonista, nel senso che nessuno è abbastanza approfondito.

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  • 3

    Ennesimo libro di Manfredi e direi “alla Manfredi” che ho letto. Devo dire che è uno dei suoi libri che più mi ha interessato e coinvolto; risulta essere un thriller storico con tracce “politiche” ambientato in Grecia tra gli anni 70 e 80 e, che ha come protagonisti, tre giovani studenti strani ...continue

    Ennesimo libro di Manfredi e direi “alla Manfredi” che ho letto. Devo dire che è uno dei suoi libri che più mi ha interessato e coinvolto; risulta essere un thriller storico con tracce “politiche” ambientato in Grecia tra gli anni 70 e 80 e, che ha come protagonisti, tre giovani studenti stranieri e un vaso bellissimo ritrovato da un vecchio archeologo intento a studiare il rito della negromanzia di cui si parla nel XI capitolo dell’ Odissea. La trama è molto intricata e, per questo, molto godibile, i personaggi sono molto verosimili; belle le citazioni di Erodoto ed interessantissimo il modo in cui l’assassino se ne serve, apprezzabili le descrizioni dei paesaggi e dei modi di vivere delle Grecia. Peccato soltanto per un finale che oserei definire un po’ in “sordina” ma che lascia un velo di mistero che non dispiace affatto.

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  • 4

    Manfredi è sempre una bella e strana scoperta. Questo libro, abbastanza semplice in realtà, tiene inchiodati alla lettura portando il lettore a un finale quasi scontato ma mai banale.

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