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The Outsider

Publisher: Penguin Books Ltd

4.2
(9422)

Language:English | Number of Pages: 128 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Portuguese , Chi traditional , Chi simplified , German , Spanish , Italian , Catalan , Finnish , Turkish , Swedish , Japanese , Dutch , Greek , Polish , Czech

Isbn-10: 0141182504 | Isbn-13: 9780141182506 | Publish date:  | Edition New Ed

Translator: Joseph Laredo

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Others , Audio CD , eBook

Category: Crime , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
A peerless work of philosophical fiction that is as shocking today as when it was first published, the "Penguin Modern Classics" edition of Albert Camus' "The Outsider" is translated by Joseph Laredo. Meursault will not pretend. After the death of his mother, everyone is shocked when he shows no sadness. And when he commits a random act of violence in Algiers, society is baffled. Why would this seemingly law-abiding bachelor do such a thing? And why does he show no remorse even when it could save his life? His refusal to satisfy the feelings of others only increases his guilt in the eyes of the law. Soon Meursault discovers that he is being tried not simply for his crime, but for his lack of emotion - a reaction that condemns him for being an outsider. For Meursault, this is an insult to his reason and a betrayal of his hopes; for Camus it encapsulates the absurdity of life. In "The Outsider" ("L'Etranger"), his classic existentialist novel, Camus explores the predicament of the individual who refuses to pretend and is prepared to face the indifference of the universe, courageously and alone.
Albert Camus (1913-1960) is the author of a number of best-selling and highly influential works, all of which are published by Penguin. They include "The Fall", "The Outsider" and "The First Man". Awarded the Nobel Prize for Literature in 1957, Camus is remembered as one of the few writers to have shaped the intellectual climate of post-war France, but beyond that, his fame has been international. If you enjoyed "The Outsider", you might like Jean-Paul Sartre's "Nausea", also available in "Penguin Modern Classics". "A compelling, dreamlike fable". ("Guardian"). "The story of a beach murder, one of the century's classic novels. "Blood and sand"". (J. G. Ballard, "Daily Telegraph").
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  • 3

    Non so se avrei mai letto questo libro se non fosse stato il fil rouge di "Atti osceni in luogo privato" di Marco Missiroli. In quel romanzo, "Lo straniero" ricorre continuamente. Adesso lo ritrovo ac ...continue

    Non so se avrei mai letto questo libro se non fosse stato il fil rouge di "Atti osceni in luogo privato" di Marco Missiroli. In quel romanzo, "Lo straniero" ricorre continuamente. Adesso lo ritrovo accennato anche in "Nostra signora della solitudine" di Marcela Serrano e capisco quanto quelle pagine abbiano potuto imprimersi con forza nella mente di altri scrittori. La vicenda, di per sè, non avrebbe nulla di eccezionale. Cioè è la storia di un omicidio, come molte altre narrate dalla letteratura. Quello che colpisce è la scrittura nuda, l'apparente estraneità del protagonista a quello che gli sta succedendo, la compenetrazione di fatti tra loro distanti e sconnessi che ad un certo punto diventano determinanti nella grande decisione.

    "Ma non capivo bene come le buone qualità di un uomo normale possano diventare dei capi d'accusa schiaccianti contro un colpevole".

    said on 

  • 5

    實糧 No1.

    文學作品的意義在於文本意義
    而不是作家的展技或評者的天花亂墜
    初識Camus不愧是一代大師

    said on 

  • 3

    Esta corta novela nos muestra la vida de una persona anodina que por un cúmulo de circunstancias, situaciones y algunas partes de su personalidad, tuerce su destino de la peor forma posible.
    Es curios ...continue

    Esta corta novela nos muestra la vida de una persona anodina que por un cúmulo de circunstancias, situaciones y algunas partes de su personalidad, tuerce su destino de la peor forma posible.
    Es curioso que aunque me repugna el crimen, Camus es capaz de describirlo de forma inocua, consiguiendo de paso que sientas lástima por el protagonista, al que rápidamente identificas como una persona con un carácter algo "peculiar", pero no un asesino frío y despiadado.
    Hablando del libro, la primera parte se me hizo eterna y muy pesada. Pero la segunda parte es magistral. Las descripciones del proceso judicial, así como la de la vida en la cárcel son maravillosas. La única pega que tengo es el final: complejo, denso y abierto. El autor perfila como será el desenlace, pero deja al lector la conclusión final.
    En suma, estamos ante un buen libro, lleno de temas y reflexiones interesantes, pero que debido a su corta duración, el autor no ha desarrollado suficientemente bien, haciendo su lectura farragosa y pesada.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    The author has clearly used this novel to express his philosophy, eg. the meaningless life is probably just a series of haphazard events ?! It's quite cynical that the protagonist (Monsieur Meursault ...continue

    The author has clearly used this novel to express his philosophy, eg. the meaningless life is probably just a series of haphazard events ?! It's quite cynical that the protagonist (Monsieur Meursault) was given the death sentence mainly because he didn't show his sadness or emotion when his mother died. I like how the protagonist argued and became impatient with the chaplain. My thoughts are closer to nihilism than the author's absurdism but both of these two schools of thoughts deem that the universe has no intrinsic meaning.

    I feel like I can be the protagonist :-) The protagonist has still refused to tell himself to believe in God even near his execution or the end of his life. I hope that I'll be as brave as the protagonist towards the end of my life. I felt sad when my father died and probably occasionally years later when I really thought about it. But I felt that the funeral process was kind of not very meaningful.

    It's not as subtle as most of Haruki Murakami's novels in which the author doesn't really seem to aim at advocating anything in particular, even though the readers might enjoy reading. Nevertheless, a book with purpose is probably not necessarily a Nobel Prize criterion :-) E. Hemingway's major novel of "A Farewell to Arms" also didn't have any clear message (to me). Doris Lessing's "The Golden Notebook" may be great but she probably didn't seem to want to advocate any strong message to you or at least to me.

    Probably like "A Farewell to Arms", it's also not easy for me to understand why this work has been so highly regarded. The main substance is the thoughts of the protagonist which is apparently part of the author's philosophy. Apart from this, I have to say that I have come across nothing really spectacular.

    said on 

  • 5

    Letto a vent'anni fu tra i libri che mi plasmarono lo stare al mondo, assecondandone un certo vago e istintivo viziaccio esistenzialista.
    Riletto ora, quindici anni dopo, è stato come riprendere un di ...continue

    Letto a vent'anni fu tra i libri che mi plasmarono lo stare al mondo, assecondandone un certo vago e istintivo viziaccio esistenzialista.
    Riletto ora, quindici anni dopo, è stato come riprendere un discorso, con l'aggravante del senno di poi: la potenza d'angoscia e d'assurdo di certe pagine, moltiplicata, m'ha dato le vertigini.

    «Al principio della mia detenzione, comunque, la cosa più dura è stata che avevo dei pensieri di uomo libero. Per esempio mi veniva voglia di essere su una spiaggia e scendere verso il mare. Quando pensavo al rumore delle prime onde sotto la pianta dei piedi, al mio corpo che entrava nell'acqua e al sollievo che ne provavo, di colpo sentivo quanto erano stretti i muri della mia prigione. Ma questo durò qualche mese soltanto. In seguito non ebbi che pensieri di prigioniero. Aspettavo la passeggiata quotidiana che facevo nel cortile della prigione, o la visita dell'avvocato. Mi arrangiavo bene col tempo che mi restava. Ho pensato spesso, allora, che se avessi dovuto vivere dentro un tronco d'abero morto, senz'altra occupazione che guardare il fiore del cielo sopra il mio capo, a poco a poco mi sarei abituato. Avrei atteso passaggi di uccelli o incontri di nubi come, lì, attendevo le strane cravatte dell'avvocato e come, in un altro mondo, aspettavo pazientemente il sabato per avere il corpo di Maria. [...] Del resto era un'idea della mamma, e lei lo ripeteva sempre, che si finisce per abituarsi a tutto.»

    PS: sprone alla rilettura gentilmente offerto dall'adorato "Atti osceni in luogo privato" di Marco Missiroli http://www.anobii.com/books/Atti_osceni_in_luogo_privato/9788807031250/014ffe8d566b0e452f

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  • 5

    Essere stranieri davanti al mondo ma prima di tutto davanti a se stessi. Non riconoscersi, non affermarsi, semplicemente lasciarsi trasportare dalla passività e dagli eventi della vita.
    Troppo stupefa ...continue

    Essere stranieri davanti al mondo ma prima di tutto davanti a se stessi. Non riconoscersi, non affermarsi, semplicemente lasciarsi trasportare dalla passività e dagli eventi della vita.
    Troppo stupefatti davanti all'assurdo, non c'è possibilità di reale comprensione, per affermare qualcosa di più che semplici bisogni e desideri.
    Con Lo Straniero Camus arriva a definire una verità negativa. Un grado zero della consapevolezza umana, da cui ripartire senza lasciarsi sopraffare dal vuoto e dall'inutilità del tutto.
    Che sia un punto di partenza, che la consapevolezza diventi la pietra su cui affilare le nostre lame.
    Solo nelle pagini finali appare qualcosa come un'improvvisa quanto effimera scintilla:

    "Come se quella grande ira mi avesse purgato dal male, liberato dalla speranza, davanti a quella notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo".

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  • 5

    Come se quella grande ira mi avesse purgato dal male, liberato dalla speranza, davanti a quella notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo.

    Nel t

    ...continue

    Come se quella grande ira mi avesse purgato dal male, liberato dalla speranza, davanti a quella notte carica di segni e di stelle, mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo.

    Nel trovarlo così simile a me, finalmente così fraterno, ho sentito che ero stato felice, e che lo ero ancora.

    Perché tutto sia consumato, perché io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio.

    said on 

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