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The Pale King

By

Publisher: Little Brown and Company

3.9
(422)

Language:English | Number of Pages: 560 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French

Isbn-10: 0316178322 | Isbn-13: 9780316178327 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Softcover and Stapled , Others

Category: Business & Economics , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
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  • 5

    Geniale opera incompleta di Wallace (David Foster Wallace...per evitare equivoci :)) Geniale non perché partorita da uno scrittore per molti considerato tale, ma proprio per l idea in sé. I concetti e ...continue

    Geniale opera incompleta di Wallace (David Foster Wallace...per evitare equivoci :)) Geniale non perché partorita da uno scrittore per molti considerato tale, ma proprio per l idea in sé. I concetti esposti. L idea (purtroppo incompleta) di un libro così sostanzioso in cui ti aspetti, pagina dopo pagina, che alla fine di tutto quel ginepraio di storie che vanno poi ad intrecciarsi, succeda qualcosa quando alla fine...Non succede niente, o meglio, non sarebbe successo niente (questa era l idea di Wallace). Geniale per un libro che vuol parlare di noia, tedio, banalità dell esistenza e molto altro. Spesso capita di leggere libri di scrittori mediocri dove dopo esserti letto 200 pagine ti ritrovi in finale inconcludente, non hanno niente a che fare con l idea di Wallace, che l ha fatto coscientemente e quindi ben studiato. questo libro, una volta finito, seppur incompleto, ti lascia molto, paradosso, lascia anche un senso di vuoto in cui ti chiedi "e adesso? Quale altro libro potrà colmare il vuoto di un volume che così tanto mi ha dato?". Un vortice di storie e pensieri dell autore (che compare come personaggio reale, ma in verità inventato in parte, nel romanzo) inarrestabile. Pieno di spunti e riflessioni. Potrà sembrare un paradosso ma non ho avuto neanche un attimo di cedimento o tedio leggendo questo romanzo sulla noia, sull inutilità, ecc... interessanti ovviamente tutte le digressioni di Wallace messe come note a piè di pagina, ed anche se fatto solo per pure questioni economiche, interessanti i quattro capitoli inediti. Ancora non capisco come un autore che tanto si impegnava a scrivere i suoi libri, che tanto studiava e si informava per farli bene, che con il re pallido puntava ad un nuovo "infinite jest" si sia potuto suicidare. Capisco la depressione, ma ancora non comprendo.

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  • 4

    Ero un po' scettico all'inizio perchè si tratta di un romanzo che Wallace non ha completato, ma le recensioni lette qui mi hanno convinto a provarci. Ne è valsa assolutamente la pena.
    Il fatto che sia ...continue

    Ero un po' scettico all'inizio perchè si tratta di un romanzo che Wallace non ha completato, ma le recensioni lette qui mi hanno convinto a provarci. Ne è valsa assolutamente la pena.
    Il fatto che sia incompleto non mi permette di dargli le 5 stelle ma questo romanzo ha comunque una forza letteraria rara, data dalla grande abilità di scrittura di un genio. Consigliatissimo a tutti i fan di Wallace, ma anche per chi non lo conosce può essere una lettura sorprendente.

    said on 

  • 4

    Uscita strategica

    Il re pallido è un libro pieno di meraviglia. E’ un curioso e potente paradosso. Un mix tra il realismo magico incrociato con una realtà claustrofobica e scomoda. Viene presentato come un romanzo inco ...continue

    Il re pallido è un libro pieno di meraviglia. E’ un curioso e potente paradosso. Un mix tra il realismo magico incrociato con una realtà claustrofobica e scomoda. Viene presentato come un romanzo incompleto sulla noia e le tasse. In verità nella sua frammentarietà tratta dell’importanza di un uso dell’ autodisciplina della propria attenzione come mezzo per superare non solo la noia, ma l’apatia, il cinismo, il nichilismo, la depressione. Questo è un libro strano e bellissimo e la sua bellezza e la sua stranezza sono legati insieme con un intelligenza abbagliante in un gioco complesso, che incoraggia il lettore ad esercitare un vero sforzo di attenzione e di impegno riflessivo, dosandolo con piccole dosi di puro intrattenimento. L’ho letto in dieci giorni, con gioia frenetica ed estenuante. Ora che l’ho finito ho bisogno di tempo per riadattarmi ai normali romanzi, con trame e personaggi principali riconoscibili. Nella sua frammentarietà resta un testo unico ed affascinante. Che è al di la di ogni imitazione. Questo libro abita in una sua propria stratosfera. La tristezza che lo permea ha un suo valore.Duratura e redentrice. Ovvio, è un vero dono.

    said on 

  • 5

    Può un romanzo incompiuto,rimaneggiato,in alcuni punti palesemente in fase di working progress essere comunque un gran romanzo?Vale la pena leggerlo?
    Se l'autore è David Foster Wallace andate sul sicu ...continue

    Può un romanzo incompiuto,rimaneggiato,in alcuni punti palesemente in fase di working progress essere comunque un gran romanzo?Vale la pena leggerlo?
    Se l'autore è David Foster Wallace andate sul sicuro.Come in Infinite Jest,nonostante la perfezione "architettonica" dell'opera non sia per ovvi motivi a quei livelli,si trovano pagine,capoversi,lunghi periodi in cui si rasenta la perfezione,in cui c'è una tale attenzione alla realtà e alla duplice modalità di viverla(passività vs consapevolezza),un tale senso di pietà ed empatia per l'uomo che ti sembra di leggere te stesso.

    said on 

  • 0

    MEMO -- This book is in English

    The Author's style is wonderful. The book was left unfinished. The editors assembled the enormous amount of material in such a way as to avoid losing a single drop of DFW's writing. I felt like I was ...continue

    The Author's style is wonderful. The book was left unfinished. The editors assembled the enormous amount of material in such a way as to avoid losing a single drop of DFW's writing. I felt like I was looking at a slideshow (the creation of synesthesias is one of DFW's great abilities) with slides often breathtaking but arranged in a baffling way.
    ======
    (anobii software messed-up again - this comment was written around 2012 but I did a 'save' after minor changes and now the date is WRONG)

    said on 

  • 5

    Ho aspettato molto prima di iniziarlo, ero un po' timoroso che fosse solo un'operazione commerciale. E invece no, per quanto ben lontano dalla forma finale che avrebbe forse un giorno avuto, vale ogni ...continue

    Ho aspettato molto prima di iniziarlo, ero un po' timoroso che fosse solo un'operazione commerciale. E invece no, per quanto ben lontano dalla forma finale che avrebbe forse un giorno avuto, vale ogni minuto dedicato alla lettura. Divertimento, poesia, stupore, crudeltà, c'è tutto DFW espresso, a mio parere, ai massimi livelli

    said on 

  • 0

    "Il re pallido" di David Foster Wallace

    «La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze ...continue

    «La nostra piccolezza, la nostra insignificanza e natura mortale, mia e vostra, la cosa a cui per tutto il tempo cerchiamo di non pensare direttamente, che siamo minuscoli e alla mercé di grandi forze e che il tempo passa incessantemente e che ogni giorno abbiamo perso un altro giorno che non tornerà più e la nostra infanzia è finita e con lei l’adolescenza e il vigore della gioventù e presto anche l’età adulta, che tutto quello che vediamo intorno a noi non fa che decadere e andarsene, tutto se ne va e anche noi, anch’io, da come sono sfrecciati via questi primi quarantadue anni tra non molto me ne andrò anch’io, chi avrebbe mai immaginato che esistesse un modo più veritiero di dire “morire”, “andarsene”, il solo suono mi fa sentire come mi sento al crepuscolo di una domenica d’inverno…».

    La bellezza di queste poche righe (pag. 184) giustificherebbe da sola la lettura de Il re pallido il romanzo postumo di David Foster Wallace (morto suicida il dodici settembre del 2008), senza dubbio lo scrittore più amato della sua generazione. Un genio assoluto della letteratura. Righe che sembrano quasi un presagio. Pur rilevando i contrasti, che sempre suscita un lavoro incompleto di uno scrittore, chi ha amato DFW e suoi libri precedenti (Infinite jest su tutti) non potrà fare a meno di amare questo libro. Una buona metà del romanzo è totalmente scritta e revisionata dall’autore stesso, la seconda è stata assemblata, con gli appunti e parziali scritture di Foster Wallace, dal suo amico e storico editor Michael Pietsch, che ne ha curato la stesura definitiva e pubblicazione.

    La storia racconta l’anno in cui DFW lavorò effettivamente per l’Agenzia delle entrate dell’Illinois. Semplificando potremmo dire che questo libro è la perfetta trasposizione narrativa della Noia, la dimostrazione che il talento per l’invenzione letteraria può tirare fuori miracoli anche dai più (apparentemente) soporiferi lavori del mondo. Nel romanzo troveremo: digressioni, finte prefazioni, introduzioni a storia già cominciata da un pezzo, personaggi surreali, a volte comici, a volte addirittura solenni, altre commoventi. La storia ambisce a restituire alla noia una sua dignità, una certa empatia e ci riesce. DFW ci concede pagine intere di scrittura memorabili, frasi che mozzano il fiato. Non ci si separa facilmente da questo libro così come non ci si è separati facilmente dal suo scrittore.

    «Siccome respiriamo tutti, tutto il tempo, è sbalorditivo quando qualcuno ti indica come e quando devi respirare. E con quale chiarezza uno totalmente privo di immaginazione veda una certa cosa se gli dicono che ce l’ha davanti, corredata di ringhiera e guide di gomma, che curva a destra sul fondo inoltrandosi in un’oscurità che si ritrae davanti a te. Non è come dormire. Né la sua voce si modifica o sembra ritirarsi. Lei è lì, parla con calma, e anche tu.» La malinconia che attraversa questa narrazione, in alcuni passaggi, è talmente intensa che sembra quasi si possa toccare con mano. Fa quasi male.

    Restano quando si arriva alla fine alcuni dubbi, si sta sospesi tra la meraviglia e le domande. Come sarebbe stato questo libro se a portarlo avanti fosse stato il solo DFW? Quali altre pagine memorabili avremmo letto se il lavoro di cucitura e riduzione l’avesse fatto lui? Pietsch stesso, nell’introduzione, spiega d’aver cercato di toccare il meno possibile, addirittura di non aver tolto, nelle parti da lui lavorate, le molte ripetizioni che DFW avrebbe eliminato sicuramente. La differenza, però, si sente, forse quest’opera a metà tra romanzo e saggio avrebbe meritato un’edizione diversa, magari critica. Difficile darsi una risposta. Quello che conta è che questo libro adesso è qui e almeno per la straordinaria bellezza (inarrivabile) di molte pagine merita di essere letto. David Foster Wallace è uno scrittore che ringrazieremo e rimpiangeremo per sempre.

    Gianni Montieri (poeta e critico). In collaborazione con Poetarum Silva.

    said on 

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