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The Particular Sadness of Lemon Cake

By

Publisher: Cornerstone

3.5
(966)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French , Portuguese

Isbn-10: 009953827X | Isbn-13: 9780099538271 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Cooking, Food & Wine , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
On the eve of her ninth birthday, unassuming Rose Edelstein, a girl at the periphery of schoolyard games and her distracted parents' attention, bites into her mother's homemade lemon-chocolate cake and discovers she has a magical gift: she can taste her mother's emotions in the slice. She discovers this gift to her horror, for her mother - her cheerful, can-do mother - tastes of despair and desperation. Suddenly, and for the rest of her life, food becomes perilous. Anything can be revealed at any meal. Rose's gift forces her to confront the secret knowledge all families keep hidden - truths about her mother's life outside the home, her father's strange detachment and her brother's clash with the world. Yet as Rose grows up, she realises there are some secrets that even her taste buds cannot discern. "The Particular Sadness of Lemon Cake" is a luminous tale about the heartbreak of loving those whom you know too much about. It is profound and funny, wise and sad, and Aimee Bender's dazzling prose illuminates the strangeness of everyday life.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Premetto una cosa: ho preso questo libro perchè mi avevano detto che era una scrittrice ironica e leggera. e se cercate questo: non è il libro per voi!

    E' praticamente la storia moderna di un nucleo f ...continue

    Premetto una cosa: ho preso questo libro perchè mi avevano detto che era una scrittrice ironica e leggera. e se cercate questo: non è il libro per voi!

    E' praticamente la storia moderna di un nucleo famigliare di persone sole e senza dialogo.
    Questa bambina, sola e incompresa. Nessuno che le crede nel suo "potere" o che le presta le dovute attenzioni e il giusto amore.
    Il fratello, solitario e incompreso anche lui solo ad affrontare il suo disagio.
    La madre anch'essa sola e lasciata a se stessa che per non pensare si butta a capofitto nell'artigianato, che però dimentica anche lei di pensare realmente ai figli e forse per uscire dalla pesantezza della situazione si crea una vita parallela. Come biasimarla.
    Il padre, anche lui solitario e solo a se stesso, anche lui col suo disagio che praticamente non c'è neanche.
    Tutte queste persone insieme creano una sorte di nostalgica e triste famiglia mancata che a causa di queste "sensibilità spiccate" ereditate dal nonno non permettono di vivere come una comune famiglia.
    Mi ha creato una vera e palpabile angoscia e tristezza.

    La scrittura è scorrevole e lo stile della Bender mi piace moltissimo.
    Ti porta a stare attaccato fino all'ultima pagina, l'ho letto in 4 giorni solo perchè dovevo fare altre cose sennò lo avrei finito in due. Ed ecco spiegati gli altri due voti.
    Lo consiglio a chi vuole leggere una storia particolare, tra il surreale e per nulla banale.
    Io forse, se avessi saputo prima che era così "sentimentalmente pesante" non lo avrei neanche guardato.

    Mi ha fatto anche riflettere che, nella normalità della vita, siamo tutti a disagio per qualcosa e spesso ci limitiamo con le persone, indistintamente dal fatto che le amiamo o meno, per paura di essere giudicati e non essere realmente compresi.
    Non che non lo sapessi, ma questo libro te lo spiattella nudo e crudo.
    Mi ha spaventato capire che dietro alla facciata felice e spensierata delle persone in realtà ci sono dei demoni giganteschi.
    A volte immotivati, come la paura di essere giudicati dalle persone.
    A quelli motivati come, mi viene in mente, i problemi col cibo.
    Ognuno di noi ha il suo lato oscuro ma ho anche capito con questo libro che è bello avere qualcuno che ti ama o che tu ami (dalla famiglia agli animali) con cui condividerli, perchè da soli è terribile e si finisce per auto distruggersi.
    E' un libro che va a interpretazione e lascia moltissimi punti di domanda cui, ovviamente dovrà rispondere il lettore a seconda del suo stato d'animo e interpretativo.

    SPOILER NON LEGGETE SE NON LO AVETE ANCORA LETTO MA VORRESTE FARLO!

    Non ha lieto fine per nessuno dei personaggi.
    Credo che questo libro vada a interpretazione e secondo me quello che ha scritto la ragazza prima di me, cioè che il fratello è autistico, non è possibile.
    Non che il suo pensiero sia sbagliato, l'ho pensato anche io all'inizio, ma in realtà lui aveva un dono.
    La sorellina sentiva gli stati d'animo delle persone che cucinavano le pietanze che lei assaggiava.
    Il nonno sentiva gli odori delle persone e per quello girava con un fazzoletto sempre sul naso.
    Il padre, non lo dice apertamente, dice solo che aveva un potere speciale che avrebbe cambiato tante persone, un dono positivo ed era per quello che non entrava negli ospedali.
    Per me lui, seguendo il filone dei familiari, poteva assorbire le malattie delle persone.
    E così il figlio. Joseph, sempre a mia interpretazione perchè non lo definisce, può anche lui assorbire le malattie e gli stati d'animo delle persone ed è per questo che lui scompariva.
    Per sopperire a questo suo potere che lo ha portato ad autodistruggersi.
    E ovviamente, anche lui aveva capito che la madre fin da quando loro erano piccola tradiva il padre. Per quello lui voleva rimanere sempre solo e non usciva mai.
    E' solo così che posso spiegare le sue sparizioni, forse per andare a prendere da mangiare lui perdeva completamente il senso del tempo ed era per quello che tornava disidratato e privo di energie.
    L'ultima frase dice: "...era così diversa dalla scelta di una sedia pieghevole, se non per il fatto che la mia scelta mi permetteva di rimanere nel mondo e la sua no?"
    Con questa frase mi ha creato angoscia, sapendo che suo fratello è morto da solo e senza essere realmente capito da chi lo amava. Non c'è lieto fine. Mi ha lasciata basita.

    said on 

  • 2

    L'inconfondibile perdita di tempo nel leggere questo libro..

    L'idea era anche bella e interessante, ma (e qui potrebbe essere un mio problema), o io non ho capito dove volesse andare a parare la scrittrice oppure il libro è veramente insulso come sembra e dovev ...continue

    L'idea era anche bella e interessante, ma (e qui potrebbe essere un mio problema), o io non ho capito dove volesse andare a parare la scrittrice oppure il libro è veramente insulso come sembra e dovevo abbandonarlo appena mi era venuta la voglia di farlo...
    La prima parte del libro è carina e piacevole. Questa ragazza che "sente" i sentimenti umani nel cibo che preparano suscita un certo interesse. Poi subentrano altre storie... la madre, il fratello, l'amico carino, tutte lasciate così, a metà, senza una spiegazione e con pochissimi nessi logici che li legano l'un l'altro.
    Insomma, da non leggere.

    said on 

  • 3

    L'inconfondibile amaro in bocca di un romanzo senza finale

    Idea iniziale fantastica, degna della corrente del realismo magico a cui il libro è stato spesso avvicinato: Rose è in grado di avvertire nei cibi le emozioni provate da chi li ha preparati.

    Lo stile ...continue

    Idea iniziale fantastica, degna della corrente del realismo magico a cui il libro è stato spesso avvicinato: Rose è in grado di avvertire nei cibi le emozioni provate da chi li ha preparati.

    Lo stile è piacevole, la scrittura scorrevole. Eppure si arriva alla fine del libro con l’impressione di non essere approdati da nessuna parte. Ci sono continui accenni a cose che sono o che potrebbero essere: le capacità sovrannaturali degli altri familiari, le sue relazioni con gli altri, la vita segreta di sua madre. Eppure non viene approfondito quasi nulla e quel poco che invece viene seguito fino in fondo finisce in un nulla di fatto per la protagonista. Il finale sopraggiunge quando si ha l’impressione di avere appena iniziato a formare un quadro della situazione.

    Non si può assolutamente definire un brutto libro, anzi. Ma lascia, per rimanere in tema, l’amaro in bocca. Un gigantesco peccato.

    said on 

  • 3

    Lento. Di vena triste (come effettivamente il libro suggerisce).
    In quanto all'idea narrativa (la ragazza che sente nei cibi lo stato d'animo di chi li ha preparati) questa non fa da spunto per narrar ...continue

    Lento. Di vena triste (come effettivamente il libro suggerisce).
    In quanto all'idea narrativa (la ragazza che sente nei cibi lo stato d'animo di chi li ha preparati) questa non fa da spunto per narrare vicende insolite e magari divertenti, bensì solo da filo conduttore della narrazione)

    said on 

  • 3

    L'inconfondibile tristezza della torta al limone è stato, forse un po' troppo generosamente, inserito nel filone del realismo magico. Premesso che il romanzo ha poco a che vedere con i più illustri es ...continue

    L'inconfondibile tristezza della torta al limone è stato, forse un po' troppo generosamente, inserito nel filone del realismo magico. Premesso che il romanzo ha poco a che vedere con i più illustri esempi del genere, come García Márquez, a lettura terminata mi ha lasciato la stessa sensazione delle opere di Isabel Allende, altra esponente del genere con la quale ho un rapporto conflittuale, ovvero che nonostante una buona idea di partenza il risultato finale sia un po' un pasticciaccio. Se uno degli scopi del realismo magico è quello di utilizzare gli aspetti irreali della trama per mettere in luce, criticare o analizzare un determinato aspetto della realtà, inserire un paio di personaggi con una qualche strana abilità per poi lasciarli di fatto affogare nel loro brodo, avulsi dal contesto generale degli eventi, genera un'opera incompleta e in qualche modo insoddisfacente.
    In questo romanzo Aimee Bender mette molta carne al fuoco ma lascia quasi ogni cosa incompleta, risucchiata da quell'enorme buco nero che è la tristezza menzionata nel titolo e che permea la vita della protagonista, Rosie, oppressa da questo suo talento inspiegabile che minaccia di soffocarne ogni anelito vitale.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/10/linconfondibile-tristezza-della-torta.html

    said on 

  • 5

    In L’inconfondibile tristezza della torta al limone la Bender riesce così a mantenere quella promessa tacita che ogni scrittore fa con i suoi lettori: la verosimiglianza. Anche se si parla di zuppe ch ...continue

    In L’inconfondibile tristezza della torta al limone la Bender riesce così a mantenere quella promessa tacita che ogni scrittore fa con i suoi lettori: la verosimiglianza. Anche se si parla di zuppe che sanno di rabbia o di sedie che contengono fratelli. E lo fa scrivendo magnificamente, riuscendo a dipingere con le parole un mondo a noi sconosciuto e che pure riconosciamo come nostro.

    Recensione completa:
    http://bookmorning.com/2013/12/21/linconfondibile-tristezza-della-torta-al-limone-di-aimee-bender/

    said on 

  • 3

    This book is so full of sadness that it's almost too much to take in. It is rife with sadness, sadness drips from its pages and threatens to choke the reader in a completely unexpected way. Yes, I kno ...continue

    This book is so full of sadness that it's almost too much to take in. It is rife with sadness, sadness drips from its pages and threatens to choke the reader in a completely unexpected way. Yes, I know that Sadness is explicitly mentioned in the title but it also mentions lemon cakes which are not supposed to be sad at all.
    My point is that Bender put much on her plate but left almost everything incomplete, managing to communicate "only" the sadness generated by Rosie's peculiar talent which is like a giant, heavy brick oppressing everything else.
    When she's only nine Rosie develops the ability to identify in every food she eats the emotions of the person who prepared it and she discovers this in the worst way: tasting her mother's deep dissatisfaction in the birthday cake she made for her.
    Of course this is an extremely disturbing discovery for a kid and understandably she tries to run from from it by looking for foods which don't transmit such strong and negative emotions. The consequence of this is that the most intriguing aspect of the plot remains totally undeveloped.

    Her mother's unhappiness shocks Rosie so much that she rejects her gift altogether, never exploring it until the last pages of the book and by doing this she blocks her own psychological growth for years, until she reaches her early twenties.
    The problem is that the book follows the protagonist only during this time frame, when the girl as no evolution as a character at all being so oppressed by her mother's feelings that her life is practically annihilated: she basically has no friends and no interests, she passes through high school as a ghost with no plan for her future life and she diminishes herself by indulging in a casual relationship with a guy she doesn't feel anything for while nursing a crush for her brother's best friend who maybe loves her and maybe not, but in the end just marries another girl.

    What's worse, no one seems interested in shaking her from this stupor, neither her self-absorbed mother nor her distant father nor her socially impaired brother, all of whom seem to accept her dullness as a matter of fact, until she decides that it's time to grow up, just like this.
    Since Rosie hasn't any kind of evolution, there nothing to be explored in her besides this pervasive melancholy that doesn't make up for the absence of psychological depth.
    The author could examine her dysfunctional family but again this becomes a lost opportunity: her mother is an unhappy woman who doesn't know what to do with herself until she begins an extra-conjugal relationship which solves all her problems. Her father is the most irritating character of the book: he remains on the margin till the end, when we suddenly find out that he could have helped her daughter with accepting her "disability" all this time but just didn't feel like it. And that's it. No excuses, no explanations, no reactions from Rosie. Nothing.
    The most intriguing character is Joseph, Rosie's brother who since infancy shows serious anti-social behavior which no member of the family thinks important to address and leaves the reader suspecting that his problems may have the same cause of her sister's (but Rosie, the dull, self-absorbed Rosie, never thinks about this eventuality). In the end he finds a solution for all his problems which is perfectly in line with his family approach to life and that leaves the incredulous reader totally unsatisfied.

    And that's how I feel after finishing this book: totally unsatisfied. This could have been a masterpiece with so many issues to be investigated, instead Bender make it the story of a problematic family like many others which fails to leave a mark

    said on 

  • 4

    Un libro dalla trama complessa, che non lascia sempre spazio alla chiarezza, ma spesso accenna e non conclude. Non ho trovato particolarmente felice l'assenza di dialoghi espliciti. Detto questo è un ...continue

    Un libro dalla trama complessa, che non lascia sempre spazio alla chiarezza, ma spesso accenna e non conclude. Non ho trovato particolarmente felice l'assenza di dialoghi espliciti. Detto questo è un romanzo strano, quasi al limite del paradossale, ma che sa affascinare con la storia della protagonista che, da bambina, scopre di avere capacità fuori dal comune. Capacità che la strappano prepotentemente dalla sua fanciullezza e che le gettano addosso il difficile compito di comprendere la natura umana. Un libro che non parla di superpoteri, ma di sentimenti e di rapporti, che parla della vita.

    said on 

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