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The Particular Sadness of Lemon Cake

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Publisher: Cornerstone

3.5
(979)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , French , Portuguese

Isbn-10: 009953827X | Isbn-13: 9780099538271 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , eBook

Category: Cooking, Food & Wine , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
On the eve of her ninth birthday, unassuming Rose Edelstein, a girl at the periphery of schoolyard games and her distracted parents' attention, bites into her mother's homemade lemon-chocolate cake and discovers she has a magical gift: she can taste her mother's emotions in the slice. She discovers this gift to her horror, for her mother - her cheerful, can-do mother - tastes of despair and desperation. Suddenly, and for the rest of her life, food becomes perilous. Anything can be revealed at any meal. Rose's gift forces her to confront the secret knowledge all families keep hidden - truths about her mother's life outside the home, her father's strange detachment and her brother's clash with the world. Yet as Rose grows up, she realises there are some secrets that even her taste buds cannot discern. "The Particular Sadness of Lemon Cake" is a luminous tale about the heartbreak of loving those whom you know too much about. It is profound and funny, wise and sad, and Aimee Bender's dazzling prose illuminates the strangeness of everyday life.
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  • 2

    Un romanzo triste

    Stile buono e inizio promettente...si va avanti sperando in una svolta, in un riscatto che non arrivano mai.
    Triste, deprimente, finale aperto che lascia molta delusione e un senso di incompiutezza. ...continue

    Stile buono e inizio promettente...si va avanti sperando in una svolta, in un riscatto che non arrivano mai.
    Triste, deprimente, finale aperto che lascia molta delusione e un senso di incompiutezza.

    said on 

  • 4

    Chi ha detto di non aver capito bene questo libro vuol dire che non ha capito niente della vita e di come si sta al mondo. Scritto molto bene, profondo, originale. Peccato Il finale, apertissimo! Lo c ...continue

    Chi ha detto di non aver capito bene questo libro vuol dire che non ha capito niente della vita e di come si sta al mondo. Scritto molto bene, profondo, originale. Peccato Il finale, apertissimo! Lo consiglio

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  • 3

    Non so, se coi i racconti mi aveva conquistato, questa volta no. A parte l'escamotage letterario attribuito alla protagonista, tutto il resto non so... non mi ha convinto. Ho trovato tanti temi buttat ...continue

    Non so, se coi i racconti mi aveva conquistato, questa volta no. A parte l'escamotage letterario attribuito alla protagonista, tutto il resto non so... non mi ha convinto. Ho trovato tanti temi buttati ll' senza che ne porti a casa veramente uno. Peccato

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  • 2

    L'inconfondibile perdita di tempo nel leggere questo libro..

    L'idea era anche bella e interessante, ma (e qui potrebbe essere un mio problema), o io non ho capito dove volesse andare a parare la scrittrice oppure il libro è veramente insulso come sembra e dovev ...continue

    L'idea era anche bella e interessante, ma (e qui potrebbe essere un mio problema), o io non ho capito dove volesse andare a parare la scrittrice oppure il libro è veramente insulso come sembra e dovevo abbandonarlo appena mi era venuta la voglia di farlo...
    La prima parte del libro è carina e piacevole. Questa ragazza che "sente" i sentimenti umani nel cibo che preparano suscita un certo interesse. Poi subentrano altre storie... la madre, il fratello, l'amico carino, tutte lasciate così, a metà, senza una spiegazione e con pochissimi nessi logici che li legano l'un l'altro.
    Insomma, da non leggere.

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  • 3

    L'inconfondibile amaro in bocca di un romanzo senza finale

    Idea iniziale fantastica, degna della corrente del realismo magico a cui il libro è stato spesso avvicinato: Rose è in grado di avvertire nei cibi le emozioni provate da chi li ha preparati.

    Lo stile ...continue

    Idea iniziale fantastica, degna della corrente del realismo magico a cui il libro è stato spesso avvicinato: Rose è in grado di avvertire nei cibi le emozioni provate da chi li ha preparati.

    Lo stile è piacevole, la scrittura scorrevole. Eppure si arriva alla fine del libro con l’impressione di non essere approdati da nessuna parte. Ci sono continui accenni a cose che sono o che potrebbero essere: le capacità sovrannaturali degli altri familiari, le sue relazioni con gli altri, la vita segreta di sua madre. Eppure non viene approfondito quasi nulla e quel poco che invece viene seguito fino in fondo finisce in un nulla di fatto per la protagonista. Il finale sopraggiunge quando si ha l’impressione di avere appena iniziato a formare un quadro della situazione.

    Non si può assolutamente definire un brutto libro, anzi. Ma lascia, per rimanere in tema, l’amaro in bocca. Un gigantesco peccato.

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  • 3

    Lento. Di vena triste (come effettivamente il libro suggerisce).
    In quanto all'idea narrativa (la ragazza che sente nei cibi lo stato d'animo di chi li ha preparati) questa non fa da spunto per narrar ...continue

    Lento. Di vena triste (come effettivamente il libro suggerisce).
    In quanto all'idea narrativa (la ragazza che sente nei cibi lo stato d'animo di chi li ha preparati) questa non fa da spunto per narrare vicende insolite e magari divertenti, bensì solo da filo conduttore della narrazione)

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  • 3

    L'inconfondibile tristezza della torta al limone è stato, forse un po' troppo generosamente, inserito nel filone del realismo magico. Premesso che il romanzo ha poco a che vedere con i più illustri es ...continue

    L'inconfondibile tristezza della torta al limone è stato, forse un po' troppo generosamente, inserito nel filone del realismo magico. Premesso che il romanzo ha poco a che vedere con i più illustri esempi del genere, come García Márquez, a lettura terminata mi ha lasciato la stessa sensazione delle opere di Isabel Allende, altra esponente del genere con la quale ho un rapporto conflittuale, ovvero che nonostante una buona idea di partenza il risultato finale sia un po' un pasticciaccio. Se uno degli scopi del realismo magico è quello di utilizzare gli aspetti irreali della trama per mettere in luce, criticare o analizzare un determinato aspetto della realtà, inserire un paio di personaggi con una qualche strana abilità per poi lasciarli di fatto affogare nel loro brodo, avulsi dal contesto generale degli eventi, genera un'opera incompleta e in qualche modo insoddisfacente.
    In questo romanzo Aimee Bender mette molta carne al fuoco ma lascia quasi ogni cosa incompleta, risucchiata da quell'enorme buco nero che è la tristezza menzionata nel titolo e che permea la vita della protagonista, Rosie, oppressa da questo suo talento inspiegabile che minaccia di soffocarne ogni anelito vitale.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/10/linconfondibile-tristezza-della-torta.html

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  • 5

    In L’inconfondibile tristezza della torta al limone la Bender riesce così a mantenere quella promessa tacita che ogni scrittore fa con i suoi lettori: la verosimiglianza. Anche se si parla di zuppe ch ...continue

    In L’inconfondibile tristezza della torta al limone la Bender riesce così a mantenere quella promessa tacita che ogni scrittore fa con i suoi lettori: la verosimiglianza. Anche se si parla di zuppe che sanno di rabbia o di sedie che contengono fratelli. E lo fa scrivendo magnificamente, riuscendo a dipingere con le parole un mondo a noi sconosciuto e che pure riconosciamo come nostro.

    Recensione completa:
    http://bookmorning.com/2013/12/21/linconfondibile-tristezza-della-torta-al-limone-di-aimee-bender/

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