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The Passion of Artemisia

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Publisher: Headline Book Pub Ltd

4.0
(1705)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Portuguese , Spanish , Turkish , Polish , Dutch

Isbn-10: 074726533X | Isbn-13: 9780747265337 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Others

Category: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature , History

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Book Description
In her luminous debut novel, Susan Vreeland told the story of a Vermeer painting that transformed the lives of its many owners with its beauty. Now, in her stunning new novel, she tells the story of a painter who transformed Renaissance Italy with the beauty of her work. The Passion of Artemisia chronicles the extraordinary life of Artemisia Gentileschi, the first woman to make a significant contribution to art history.

At age eighteen, Artemisia Gentileschi finds herself humiliated in papal court for publicly accusing the man who raped her-Agostino Tassi, her painting teacher. When even her father does not stand up for her, she knows she cannot stay in Rome and begs to have a marriage arranged for her. Her new husband, an artist named Pietro Stiatessi, takes her to his native Florence, where her talent for painting blossoms and she becomes the first woman to be elected to the Accademia dell'Arte. But marriage clashes with Artemisia's newfound fame as a painter, and she begins a lifelong search to reconcile painting and motherhood, passion and genius.

Set against the glorious backdrops of Rome, Florence, and Genoa, peopled with historical characters such as Cosimo de' Medici and Galileo and filled with the details of the life of a Renaissance painter, The Passion of Artemisia is the story of Gentileschi's struggle to find love, forgiveness, and wholeness through her art. At once a dramatic tale of love and a moving father-daughter story, it is the portrait of an astonishing woman that will captivate lovers of Gentileschi's paintings and anyone interested in the life of a woman who ignored the conventions of her day and dared to follow her heart.
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  • 4

    E' un romanzo basato su un fatto vero e come dice il titolo è la passione per la pittura di Artemisia che la guida ad un'autodeterminazione e a prendere decisioni dettate dalle sue sensazioni nella pi ...continue

    E' un romanzo basato su un fatto vero e come dice il titolo è la passione per la pittura di Artemisia che la guida ad un'autodeterminazione e a prendere decisioni dettate dalle sue sensazioni nella pittura. Artemisia pittrice nei suoi quadri ha voluto mostrare la bellezza letta in chiave totalmente femminile.

    said on 

  • 5

    La passione di Artemisia

    Un libro imperdibile ed emozionante. Si tratta della storia romanzata della pittrice Artemisia Gentileschi che mi ha appassionata dalla prima all'ultima pagina.

    said on 

  • 4

    Di Artemisia Gentileschi ho visto una mostra, ma di fatto ricordavo solo alcuni episodi della sua vita (lo stupro, il rapporto conflittuale col padre). In questa biografia ho scoperto, oltre all'artis ...continue

    Di Artemisia Gentileschi ho visto una mostra, ma di fatto ricordavo solo alcuni episodi della sua vita (lo stupro, il rapporto conflittuale col padre). In questa biografia ho scoperto, oltre all'artista, una donna che ha anticipato i tempi con coraggio, orgoglio, indipendenza. Consiglio di accompagnare la lettura con un libro d'arte (o accedendo a internet) per seguire anche le immagini dei quadri descritti.

    said on 

  • 3

    In questo romanzo ho trovato la passione, ma non sono certa di aver trovato, almeno non del tutto, Artemisia. Ho avuto l'impressione che, nell'ansia di renderla un personaggio appetibile a un lettore ...continue

    In questo romanzo ho trovato la passione, ma non sono certa di aver trovato, almeno non del tutto, Artemisia. Ho avuto l'impressione che, nell'ansia di renderla un personaggio appetibile a un lettore moderno (intento peraltro molto onestamente dichiarato dall'autrice nella postfazione) la Vreeland abbia privato la protagonista di parte della complessità psicologica che, a giudicare dalla sua biografia e dalle sue opere, doveva caratterizzarla.
    Detto ciò, si tratta di un romanzo ben documentato (per quanto forse un po' didascalico nelle descrizioni delle opere d'arte) e avvincente, di cui consiglio comunque la lettura, se non altro come tributo a una straordinaria pittrice e figura storica.
    Due stelline e mezzo.

    said on 

  • 4

    passione totalizzante, passione azzerante

    Libro intenso, perchè è proprio ciò che il titolo già preannuncia: quanto la passione per un arte può totalizzare la vita di una persona? Personalmente ritengo che solo i veri artisti mettono al primo ...continue

    Libro intenso, perchè è proprio ciò che il titolo già preannuncia: quanto la passione per un arte può totalizzare la vita di una persona? Personalmente ritengo che solo i veri artisti mettono al primo posto la loro passione perchè solo essa li esalta, li sazia, li gratifica appieno. Il problema sono le persone che gravitano a loro, perchè non capiscono, perchè non sentono e non vedono ciò che la passione per quell'arte da a essi.

    said on 

  • 3

    Otto marzo - 08 mar 14

    Per chi non ha avuto l’occasione, o forse la fortuna, di leggere il bello ed ormai introvabile libro di Anna Banti sulla grande pittrice e donna italiana, un buon libro che ha due meriti fondamen-tali ...continue

    Per chi non ha avuto l’occasione, o forse la fortuna, di leggere il bello ed ormai introvabile libro di Anna Banti sulla grande pittrice e donna italiana, un buon libro che ha due meriti fondamen-tali. Ne ripercorre con passione, come sottolinea il titolo, le tappe principali della vita. E ci fa entrare nella genesi delle opere dei pittori dell’epoca, nel come e nel perché dipingono quello che dipingono, cosa vogliono (o sperano) di mostrare a noi miseri fruitori passivi delle loro opere. La scrittrice americana fa una buona opera di collage e di invenzione sulla vita e soprattutto sui pensieri di Artemisia Gentileschi, una delle prime donne pittrici (anche se non la sola) ma sicuramente la prima ad entrare nella ristretta cerchia dell’Accademia del Disegno di Firenze. Ed a cimentarsi con un personaggio scomodo, sia per la sua vita così come si è svolta, sia per il simbolo di rivolta cui assurge, giustamente anche se al solito forzosamente, di emancipazione femminile. Artemisia nasce a Roma nel 1593, e morirà a Napoli nel 1653. Figlia di un buon pittore dell’epoca, Orazio, e ben presto in grado di cimentarsi con il disegno, ha una svolta epocale, nella vita e nella carriera, con lo stupro su di lei perpetrato dall’assistente del padre Agostino e sul processo che dal padre fu intentato allo stupratore che non intendeva risarcire “il danno” attraverso un matrimonio riparatore. Questo episodio viene preso, giustamente, dalla Vreeland come inizio della storia della donna, per i motivi, per il processo, e per gli atteg-giamenti che Artemisia dovrà subire, incolpevole. Artemisia ha 17 anni al momento dello stupro, e nel processo (come logico dato il tempo, ma dato il fatto che, allora come ora, la donna è sempre considerata un po’ puttana, e qui si aprirebbero cascate di discussioni, che compren-diamo e sottoscriviamo) non solo si cerca di farla passare come adescatrice, facendole subire anche torture per vedere se, sotto tortura, continua a sostenere le accuse. Ma il padre non la protegge minimamente. E quando Agostino restituisce i quadri rubati ad Orazio, questi lascia cadere le accuse. Per cui ad Artemisia viene riconosciuto il danno, ma il colpevole non viene condannato, ma solo esiliato da Roma. Questo aprirà, come è logico, un solco mai più colmabile con il padre. Che per riparare la “vende” in matrimonio ad un sodale fiorentino (che quindi la può portare lontano da Roma), ben sapendo che questi aveva bisogno della dote solo per con-tinuare a mantenere le sue amanti. La prima consolazione della vita fiorentina è la nascita della figlia, Palmira. Poco del resto. Non l’amore del marito, che non solo continua la sua vita li-bertina, ma è geloso del successo della moglie. Che viene presa a benvolere da un nipote di Michelangelo, e sotto la sua spinta entrerà, come detto, in Accademia. E ad un certo punto comincerà la sua vita errabonda per la penisola. Con i suoi quadri e con la figlia. Prima, anche se questa parte è poco storicamente documentata, a Genova. Poi, dopo un nuovo litigio con il padre che si era rappacificato con lo stupratore, fugge a Venezia. E dopo un rapido passaggio a Roma, per salutare le sue “tate”, le suore di Trinità dei Monti, svolgerà l’ultima parte della vita a Napoli. Dove troverà un benefattore nel marchese Ruffo, e troverà un buon sposo per la figlia. Farà in tempo, in una parentesi di due anni, a salire a Londra, per assistere alle ultime ore del padre morente, cercando di capire le motivazioni delle azioni del genitore, cosa che non sembra sicuramente facile. Finirà la sua vita, come detto, nella città campana, dipingendo per la prima volta anche tele per delle chiese. Certo Artemisia è una personalità complessa, e la scrittrice ha i suoi momenti migliori quando ci fa partecipe dei motivi per cui decide di dipingere più e più volte la sua “Giuditta che uccide Oloferne”. E ad ogni dipinto, come cambia la prospettiva della pittrice (e di noi osservatori). Altri momenti ben resi sono le difficoltà di una donna all’epoca di affermare la propria sensibilità e la propria sessualità. Non sapremo mai, anche leggendo i resoconti del processo, come si svolsero i fatti dello stupro. Certo, e questo non lo dimenticheremo mai, deve essere stata una prova ben ardua da sostenere per una donna, dove anche il proprio padre non la difende a spada tratta. E vediamo anche bene come verrà trattata dai suoi contemporanei in seguito. Tuttavia, Artemisia, con la forza della propria arte, riesce ad uscire dal tunnel delle cattiverie. Ora di lei rimangono i suoi quadri. E sono mirabili. Ed è mirabile, anche se non un capolavoro, il libro della Vreeland. Grazie infine a Roberta della segnalazione, anche se con la mia lentezza ho impiegato più di qualche anno a soddisfarla.
    “È strano come crescano i figli… Quello che più ci aspetteremmo da loro, quello che più deside-reremmo per loro … non li interessa minimamente.” (224)

    said on 

  • 4

    La vita di Artemisia Gentileschi, pittrice romana. Una vicenda davvero piena di passione, narrata con stile quasi barocco, che fa di Artemisia un'eroina che sfida le convenzioni del tempo.

    said on 

  • 3

    A cosa si riferisce il termine passione?

    Leggendo questo libro, mi son chiesta a cosa si riferisce...il termine "passione".
    Trattandosi di una pittrice si può pensare che si tratti della sua naturale propensione alla pittura, ma di sicuro il ...continue

    Leggendo questo libro, mi son chiesta a cosa si riferisce...il termine "passione".
    Trattandosi di una pittrice si può pensare che si tratti della sua naturale propensione alla pittura, ma di sicuro il titolo contiene un significato ambivalente.
    Artemisia è una donna che ha subito una violenza carnale, che nonostante i pregiudizi dell'epoca denuncia e chiede giustizia per l'ingiustizia subita...
    Ma che ottiene invece diffidenza da parte delle autorità e il perpetuare di nuove ingiustizie, violenze sul suo corpo già violato da l suo molestatore..
    Si dice che sia stata visitata da levatrici e che la sua parola sia stata messa in dubbio...
    In un universo governato da uomini, la sua protesta è inconcepibile...
    Artemisia è la donna che riesce nel corso degli anni a trovare il suo giusto riscatto nella pittura e non a caso le sue pitture rispecchiano l'orrore della violenza subita e anche delle improbabili vendette
    che si affacciano dalle tele.
    Uomini decapitati, pugnalati...percossi da donne volitive...e assassine.
    Pare che Artemisia non abbia mai superato il trauma dello stupro subito e l'abuso che ha segnato
    la sua esistenza se l'è portato alla tomba.
    Ma perlomeno ha saputo sublimare questo avvenimento nell'onda artistica dei suoi capolavori.
    Come per molti altri artisti, l'onta dell'ingiuria è stata un felice avvio per esprimere il loro genio...
    Non giusto e neanche logico, ma come spesso accade l'arte passa attraverso lo scoglio di una terribile sofferenza.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    said on 

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