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The Periodic Table

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.2
(2043)

Language:English | Number of Pages: 208 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , German , Italian , French , Dutch , Spanish

Isbn-10: 0140296611 | Isbn-13: 9780140296617 | Publish date: 

Translator: Raymond Rosenthal

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Mass Market Paperback

Category: Biography , Fiction & Literature , Science & Nature

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Book Description
An extraordinary work in which each of the 21 chapters takes its title and starting point from one of the elements in the periodic table. Mingling fact and fiction, history and anecdote, Levi uses his training as a chemist and his experiences as a prisoner in Auschwitz to illuminate the human condition.
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  • 5

    Ogni capitolo tratta un elemento chimico e i ricordi ad esso legati di Primo Levi.
    Si passa dall'infanzia agli anni universitari, con le prime leggi razziali fascise. Solo una piccola parentesi sul La ...continue

    Ogni capitolo tratta un elemento chimico e i ricordi ad esso legati di Primo Levi.
    Si passa dall'infanzia agli anni universitari, con le prime leggi razziali fascise. Solo una piccola parentesi sul Lager (d'altronde, altrove è stato raccontato), per proseguire sul post Auschwitz, con alcuni ricordi sulla prigionia, ma soprattutto su episodi di vita lavorativa.
    Lo raccomando? Senza ombra di dubbio.

    said on 

  • 4

    Ogni tanto da qualche oscuro anfratto salta fuori un gioiello;come questi 21 racconti, ogni racconto ha per titolo un elemento chimico.
    Libro un po' vissuto e ingiallito,rileggerlo non sarà tempo spre ...continue

    Ogni tanto da qualche oscuro anfratto salta fuori un gioiello;come questi 21 racconti, ogni racconto ha per titolo un elemento chimico.
    Libro un po' vissuto e ingiallito,rileggerlo non sarà tempo sprecato

    said on 

  • 5

    straordinario

    Primo Levi scriveva solo di domenica. Il resto della settimana faceva il chimico, il suo lavoro. e quì scrive di quel lavoro in un' autobiografia atipica e così tremendamente ben scritta da farci pens ...continue

    Primo Levi scriveva solo di domenica. Il resto della settimana faceva il chimico, il suo lavoro. e quì scrive di quel lavoro in un' autobiografia atipica e così tremendamente ben scritta da farci pensare: peccato scrivesse solo di domenica! Il sistema Periodico è anche un libro divulgativo che ci racconta di elementi e di molecole con una scorrevolezza che li fa diventare personaggi. Davvero una lettura immancabile

    said on 

  • 4

    Un altro grande classico di Primo Levi.

    Sicuramente non il migliore libro di Levi ma sicuramente una bellissima raccolta di racconti brevi, tra cui molti legati tra loro e intrecciati dagli elementi chimici che hanno caratterizzato tutta la ...continue

    Sicuramente non il migliore libro di Levi ma sicuramente una bellissima raccolta di racconti brevi, tra cui molti legati tra loro e intrecciati dagli elementi chimici che hanno caratterizzato tutta la vita di Dottore in chimica dell'autore, anche ad Auschwitz. Quasi tutte le storie sono autobiografiche, tra prima della guerra, dopo e durante.
    La scrittura di Primo Levi è sempre scorrevole, minimale, timida, non ingombrante, rilassata, anche quando descrivere orrori e catastrofi. La qualità e l'originalità dei suoi libri è un tesoro prezioso della cultura mondiale.

    said on 

  • 4

    ✰✰✰✰ molto buono

    Visto che l’autore è stato un chimico per studi, per lavoro, per breve tempo anche nel lager, non deve stupire se il filo che lega i brani autobiografici sia una serie di elementi chimici.
    Non solo s ...continue

    Visto che l’autore è stato un chimico per studi, per lavoro, per breve tempo anche nel lager, non deve stupire se il filo che lega i brani autobiografici sia una serie di elementi chimici.
    Non solo sono ricordati come brani della vita di studio, di lavoro o di lager: ogni elemento ha proprietà o legami con la nostra vita. In fondo di chimica di tratta.
    Riletto con piacere.

    Dall’iniziale Argon, gas inerte che non interferisce in reazioni chimiche, che non si combina con altri elementi, inosservato come altri suoi compagni. Un po’ come il suo mondo ebraico/piemontese, la lingua formata di ibridazioni, ignote ad altri; una storia nascosta vissuta senza apparire.

    L’esperimento fatto di nascosto ai tempi dell’università, perché la scuola sta stretta a chi sogna di capire tutto a modo proprio, giocando con Sua Altezza l’Idrogeno.

    Il ferro è l’occasione per raccontare il legame con Sandro, figlio di fabbri e calderai, che passava le estati a fare il pastore di pecore, studente di chimica per un futuro lavoro meno faticoso di quelli dei suoi avi. Sempre in montagna, estate ed inverno, felice “di una felicità contagiosa” nel momento più fragile per l’Europa. “non era un uno da raccontare né da fargli monumenti, lui che dei monumenti rideva: stava tutto nelle azioni, e, finite quelle, di lui non resta nulla”. Se non il tentativo di Levi di ricordarlo con le parole: un ragazzo di ferro distrutto dal potente acido delle false ideologie.

    http://www.anpi.it/donne-e-uomini/sandro-delmastro/

    Piombo e Mercurio (più divertente) sono racconti di fantasia.

    Inutile che parli degli altri: mi sono piaciuti tutti. Dovrei fare un commento per ogni brano: ma forse il mio entusiasmo per la commistione tra elementi chimici e vita farebbe calare più di una palpebra.

    rilettura 5.02.2015

    said on 

  • 4

    È una raccolta di racconti che hanno per titolo diversi elementi della tavola periodica, il cui protagonista è Primo Levi stesso, laureato in chimica con lode e che della chimica ha fatto una ragione ...continue

    È una raccolta di racconti che hanno per titolo diversi elementi della tavola periodica, il cui protagonista è Primo Levi stesso, laureato in chimica con lode e che della chimica ha fatto una ragione di vita...sempre.
    Non è pero' una semplice raccolta autobiografica, ma come dice lui stesso, è una storia che narra la vita, con i suoi successi, i tanti insuccessi, le rinunce e non da ultima la grande tragedia dell'Olocausto, che lui narra con la semplicità e il grande pathos che lo contraddistingue.

    said on 

  • 4

    Primo Levi non era solo colui che ci ha fatto conoscere la shoah ma era anche un grande scrittore. Questo libro lo conferma. Ogni capitolo è dedicato ad un un elemento chimico del sistema periodico ma ...continue

    Primo Levi non era solo colui che ci ha fatto conoscere la shoah ma era anche un grande scrittore. Questo libro lo conferma. Ogni capitolo è dedicato ad un un elemento chimico del sistema periodico ma anche ad una pagina della sua vita. Come scrive lui stesso, non è un trattato di chimica e nemmeno un autobiografia. In ogni caso è scritto magistralmente, cioè con stile semplice e coinvolgente ma anche ricco dal punto di vista lessicale e soprattutto molto profondo.

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  • 0

    Qualche pensiero sulla struttura de "Il sistema periodico"

    Ne "Il sistema periodico" Levi ha raccolto i racconti per lo più autobiografici, inerenti la sua professione di chimico. Due di questi, quello iniziale e quello finale, sono fondamentali per apprezzar ...continue

    Ne "Il sistema periodico" Levi ha raccolto i racconti per lo più autobiografici, inerenti la sua professione di chimico. Due di questi, quello iniziale e quello finale, sono fondamentali per apprezzare la struttura dell’opera. In "Argon", Levi narra dei suoi antenati, dai contorni quasi leggendari; il parallelo è con i gas nobili, elementi chimici che non si mescolano con gli altri. Si tratta di un testo che va a confrontarsi con un pulviscolo di micro-storie; un mondo a parte, chiuso, fortificato dall’uso del gergo ebraico-piemontese, che L. registra con la curiosità del linguista.
    In "Carbonio", racconto finale, Levi corona un progetto che aveva in mente da tempo: narrare le gesta di un atomo di carbonio, elemento fondamentale perché coinvolto nelle principali reazioni che permettono la vita sul pianeta. Anche in questo caso il soggetto del racconto, come in "Argon", è quasi sfocato, inafferrabile: solo tramite la convenzione letteraria Levi può procedere nel suo intento. I due racconti liminari, però, divergono quanto a movimento diegetico: se in "Argon" viene ritratta la staticità epica degli antenati, quasi una riedizione del catalogo delle navi omerico, in "Carbonio" viene catturata la natura multiforme dell’elemento che con le sue “peregrinazioni” permette la vita.
    Sebbene nella maggior parte dei racconti vi siano solo allusioni alle vicende concentrazionarie raccontate in "Se questo è un uomo", esse sono comunque centrali nell’economia della raccolta; ne innervano la struttura. "Cerio" e "Vanadio" rievocano passi e personaggi dell’opera del ’58 e costituiscono un esempio dell’attitudine all’autocommento di Levi, di cui ha parlato Cesare Segre. In "Cerio" si approfondisce il rapporto con la figura di Alberto, all’interno del Lager; in "Vanadio" Levi racconta del rapporto che per lavoro ha dovuto riallacciare con il dott. Muller, responsabile del laboratorio presso il quale lavorava ad Auschwitz. Proprio in quel laboratorio nascerà in lui la necessità di scrivere e da quei foglietti rubati illecitamente nascerà "Se questo è un uomo". La stesura dell’opera nell’immediato dopoguerra e le problematiche ad essa connesse sono raccontate in "Cromo", racconto centrale dell’opera.

    Ne "Il sistema periodico" la questione della lingua, l’arrovellarsi sui suoi limiti, è attenuata, e prevale leggermente, il sollievo di narrare le proprie sciagure: testimonianza ne sia il proverbio yiddish che apre la raccolta. La lingua di Levi qui rimane sui binari di un italiano sorvegliato alla luce dei classici, eppure pieno di tecnicismi, come pretende la chimica. Vi agisce comunque, seppur moderata, la curiosità leviana per la deviazione dalla norma, come testimonia ad esempio la registrazione minuziosa delle storpiature del fabbricante di rossetti in "Azoto".

    said on 

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