The Pickwick Papers

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Publisher: Dutton Adult

4.1
(1746)

Language: English | Number of Pages: 828 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , Portuguese , Catalan

Isbn-10: 0460012355 | Isbn-13: 9780460012355 | Publish date: 

Also available as: Paperback , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Others , Leather Bound , Unbound , Mass Market Paperback , Board Book , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Book Description
Paul Scofield, one of Britain's most distinguished actors reads The Pickwick Papers in a stunning presentation. Scofield evokes the warmth and laughter of the unlikely adventures of the immortal Samuel Pickwick, Esq., and the other members of the Pickwick Club. Enjoy as the loyal Pickwickians bumble through hilarious romantic misadventures and other twists of plot you will love.
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  • 4

    Questo primo libro di Dickens, pubblicato a puntate nel 1837 è veramente un “work in progress”, perché la trama si arricchisce gradualmente con episodi e personaggi spesso indipendenti e non sempre co ...continue

    Questo primo libro di Dickens, pubblicato a puntate nel 1837 è veramente un “work in progress”, perché la trama si arricchisce gradualmente con episodi e personaggi spesso indipendenti e non sempre consequenziali tra loro. È certamente un romanzo di formazione per adulti che spazia con brio e freschezza attraverso la stupidità umana, ora mettendo in cattiva luce , con satira bonaria ma brillante, la stampa, la classe degli avvocati, dei medici, i circoli letterari, le attività venatorie e tutto quello che si può incontrare in una società, legata da convenzioni e perbenismo . È una officina di comicità, che passa dalla parodia raffinata al gioco degli equivoci. Rimangono comunque ben fissi i principali protagonisti : Mr Pickwick, Tupman, Snodgrass, Winkle le cui figure non sono comunque esenti da una benevola ironia. L’unico personaggio che sfugge il ridicolo è Sam Weller, cui spetta sempre l’ultima parola ma anche la morale della favola. I suoi interventi sono genuini, immediati e di buon senso perché lui è lontano dall’ ipocrisia e delle convenzioni sociali.

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  • 3

    Opera giovanile, commissionata per essere pubblicata a puntate allo scopo di illustrare dei bozzetti, risente della mancanza di una trama unitaria: si risolve in un'infilata di episodi che intendon es ...continue

    Opera giovanile, commissionata per essere pubblicata a puntate allo scopo di illustrare dei bozzetti, risente della mancanza di una trama unitaria: si risolve in un'infilata di episodi che intendon essere comici e che mi ricordano prepotentemente le attuali serie tv, o i fotoromanzi/racconti a fumetti in cui gli stessi personaggi interpretano storie dallo schema sempre uguale. Ci sono anche diversi racconti, messi in bocca a diversi personaggi, di gusto gotico-fantastico-horror. Ci sono anche (e soprattutto) descrizioni dei vicoli di Londra, della gente che vive per le strade, della prigione per debiti e del sistema giudiziario che già preludono alle grandi opere.
    Però, nonostante il fatto che la struttura del libro, più che un bel lampadario di Boemia, evochi una fila dei pisellini per l'albero di Natale con qualche lampadina fulminata, devo ammettere di essermi divertita. Probabilmente questo Dickens non (ancora) paludato è quello che preferisco.

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  • 3

    Continuo a non saper gestire questo rapporto di amore-odio con Dickens, che a tratti mi incanta, mi rapisce, per poi tramutarsi nella penna più pedante e prolissa che sia mai esistita.
    "Il circolo Pic ...continue

    Continuo a non saper gestire questo rapporto di amore-odio con Dickens, che a tratti mi incanta, mi rapisce, per poi tramutarsi nella penna più pedante e prolissa che sia mai esistita.
    "Il circolo Pickwick" è troppo denso di caricature e macchiette per non stancare. Non mi è piaciuta, poi, la struttura ad episodi.

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  • 3

    3+

    Un libro ironico, ricco di eventi e personaggi. Le vicende principali sono intervallate da racconti.
    Il primo romanzo di Dickens è un'opera articolata e ben costruita.
    Il mio rapporto con Dickens è am ...continue

    Un libro ironico, ricco di eventi e personaggi. Le vicende principali sono intervallate da racconti.
    Il primo romanzo di Dickens è un'opera articolata e ben costruita.
    Il mio rapporto con Dickens è ambiguo: le sue idee e le sue storie mi piacciono molto, il suo stile narrativo un po' meno. Grazie alle sue opere si riesce a conoscere bene la società del tempo ma Dickens è spesso prolisso e questo, unito allo stile "antiquato", rende la lettura meno scorrevole.

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  • 5

    Il Circolo Pickwick di Charles Dickens : " Vi sono ombre scure sulla Terra, ma le luci sono più forti, per contrasto"

    Un’opera monumentale, contornata da un numero infinito di situazioni e personaggi capaci di arricchire il valore delle quasi mille pagine di cui è composta, sorretta da una trama il cui fine appare mo ...continue

    Un’opera monumentale, contornata da un numero infinito di situazioni e personaggi capaci di arricchire il valore delle quasi mille pagine di cui è composta, sorretta da una trama il cui fine appare molto più complesso di quello che sembra, Il Circolo Pickwick, primo lavoro dato alle stampe di Dickens, se non consideriamo gli scritti dietro pseudonimo di Boz, successo dell’epoca senza pari, resta ancora oggi un capolavoro della letteratura universale ed un trionfante avvio di carriera di un autore che ha cambiato, con la sua sensibilità e la sua maestria, le sorti del romanzo e la concezione che abbiamo oggigiorno di esso.

    Ora, su questo libro se ne potrebbero dire molte e chi scrive non ha né l’arroganza né tanto meno la preparazione necessaria per permettersi di azzardare l’ipotesi di aver compreso appieno l’opera da poco conclusa, ma, come diceva Calvino: “i classici sono importanti perché ad ogni lettura questi ti danno sempre qualcosa id nuovo ed inedito” ed a questa prima immersione non posso che ammettere che Mr. Pickwick & Co. mi hanno saputo trasmettere tanto, moltissimo. Inutile girarci attorno, in queste pagine c’è già gran parte del Dickens maturo , della sua visione della vita e della sua poetica, ma ciò che rende unico il primo lavoro del romanziere inglese sta nel fatto di voler dare al suo pubblico una storia che punta più su elementi picareschi ed umoristici, piuttosto che di denuncia. Attenzione però ad approcciarsi a questi con superficialità o con l’obbiettivo di rallegrarci l’umore nei nostri momenti malinconici o bui. Quale grave errore, sarebbe tuttavia, pensare che manchi una critica feroce alla società, che se non viene smascherata in toto ad una prima occhiata, è grazie al sapiente uso della prosa che Dickens controlla in maniera straordinaria ed imparagonabile grazie alla quale ci accorgiamo come, sotto sotto, la povertà, i valori ed un futuro malessere inizi a germogliare in seno alla società neo Vittoriana per poi scatenarsi in futuro, nei suoi lavori successivi. Non mancano, per intenderci, i riferimenti alle prigioni per debitori, a cui Dickens purtroppo (o per fortuna) era molto legato, così come non vengono meno le descrizioni delle fabbriche e delle condizioni di estrema povertà degli operai.

    The Pickwick Papers è un affresco che vede iniziare a collidere due mondi, due realtà opposte e con valori diversi, dove si inizia a cogliere il cambiamento alla base della vita e delle persone. Ad i capitoli finali del libro dove si cominciano ad intravedere alcune tematiche ed atmosfere che hanno fatto il marchio dell’autore, fanno da contrasto le prime centinaia di pagine dove ad emergere è la campagna inglese, che, a dispetto di altri lavori ambientati principalmente tra le strade cittadine colme di nebbia e polvere, è associata ad una costante spensieratezza ed allegria, arricchita da molti rocamboleschi momenti in cui Dickens vuole far divertire il suo pubblico, e dove, in alcuni precisi frangenti, ci riesce benissimo ancor oggi, tant’è che una rappresentazione animata fatta in casa Disney (credo persino che esista già una parodia uscita su Topolino un paio di anni fa) o un collegamento ai siparietti di Stanlio ed Olio in Tv non stonerebbe affatto. Il pregio de Il Circolo Pickwick è che non vengono meno i momenti drammatici, a volte presentati sotto forma di racconto, nella finzione narrativa, ove un aspetto più cupo emerge con il fine predominante di lasciare nel lettore un preciso tipo di insegnamento morale. Le pagine dedicate a “Lo Strano Cliente”, “”Il Folletto ed il Sagrestano rapito” o alla storia delle Zio del Commesso Viaggiatore aumentano esponenzialmente il folklore del tempo dando alla storia un senso di profondità complesso e facendoci credere di avere tra le mani non tanto una “fiction” quanto piuttosto un diario o un documento di grande valore ove all’interno sono raccolte le vere ed autentiche gesta di questo gruppo di Picwickiani.

    Sulla psicologia e l’introspezione psicologica dei personaggi di Dickens è inutile spenderci righe e righe, dato che, al contrario di alcuni suoi coetanei, magari molto più abili nel saper tratteggiare i mutamenti complessi dell’animo umano, i suoi protagonisti restano incatenati a quella visione della vita che hanno fatto dei suoi scritti la propria fortuna. Non ci rimane che abbracciare e condividere quel che dice Mario Praz in quarta copertina nel sottolineare come i characters che andremo a vedere e conoscere in quest’opera (così come in gran parte delle altre) “trascendono per significato umano i limiti di una bizzarra eccentricità”.

    Insomma, alla fine, Dickens o lo si ama o lo si odia, ma non si può rimanere impassibile di fronte ad un uomo che, penna alla mano, riesce sempre a farti credere a quello che scrive, al di là della prosa complessa, pomposa, barocca o eccessiva, che coglie l’essenza e il paradosso della vita e ti fa assaporare quella gioia intima che può nascere dalla lettura di un suo romanzo.

    E’ difficile separarsi da Dickens, mettere sul comodino un suo romanzo e dire “l’ho finito”, poiché tanta fatica nel arrivare all’ultima pagina comporta anche una soddisfazione immensa ed è difficile credere che non ci sia un seguito di questo Circolo Pickwick, difficile anche solo immaginare di ricordare tutti i nomi dei personaggi e tutte le situazioni, rammentarsi i 57 capitoli di cui è composto il libro con tanto di ispirate illustrazioni del tempo. Quello che resta è la sensazione di aver vissuto a 360 gradi nel pieno di un periodo storico preciso, ed aver avuto per guida il miglior narratore a nostra disposizione. Il Circolo Pickwick è un capolavoro della letteratura, tengo a ripeterlo, capace di rivaleggiare, qualora qualcuno ne sentisse il bisogno di fare un confronto, con tanti altri grandi romanzi del passato ed inferiore, unicamente, alle altri grandi opere del suo autore, il quale, tengo a ricordarlo, al momento della stesura a puntate del qui presente libro, aveva all’incirca quanto il sottoscritto, una cosa come ventitré anni.

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  • 3

    Un libro davvero interessante. Persone che amavano viaggiare, conoscere luoghi, aneddoti, storie. Circa 1000 pagine, però ne vale la pena. A volte Dickens è molto prolisso.

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  • 3

    Lettura altalenante

    Libro piuttosto impegnativo, non tanto per la scrittura (davvero adatta a tutti), quanto per la mole (più di 750 di pagine), la presenza di molti personaggi (non particolarmente indagati caratterialme ...continue

    Libro piuttosto impegnativo, non tanto per la scrittura (davvero adatta a tutti), quanto per la mole (più di 750 di pagine), la presenza di molti personaggi (non particolarmente indagati caratterialmente, più delle 'maschere' rappresentanti vizi e virtù dell'essere umano che 'vere persone', lo stesso dicasi per i tre amici di Mr. Pickwick), la presenza di numerosi capitoli prolissi che non forniscono un vero contributo alla trama e, malgrado un finale piacevolissimo, la sensazione che questa prima opera di Dickens non sia un capolavoro come mi aspettavo.
    La lettura è stata, infatti, altalenante: a tratti scorrevole, a tratti molto faticosa.
    Gli aspetti che ho ammirato di più sono la simpatica figura del protagonista, sempre positivo e disposto ad aiutare gli altri, quella del suo servo Sam Weller (in cui la fedeltà verso il proprio padrone e un non so che di saggezza popolare lo rendono spassosissimo per tutto il libro) e la velata ironia che permea avvenimenti e dialoghi.
    Per il resto, un romanzo che non ha incontrato appieno il mio consenso; insomma, sono stato contento di averlo letto, ma mi sono dovuto impegnare per riuscire a finirlo.

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  • 3

    Un po' prolisso....

    ma a tratti divertente e tenero (io amo Sam) che prende tono sopratutto nel finale. Noto con piacere che alcuni aneddoti furono ripresi, anni fa, da una versione a cartoni animati per bambini che usci ...continue

    ma a tratti divertente e tenero (io amo Sam) che prende tono sopratutto nel finale. Noto con piacere che alcuni aneddoti furono ripresi, anni fa, da una versione a cartoni animati per bambini che usciva in edicola "le mille e una fiaba"...... a parte ciò, ho preferito altre opere di questo autore.

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  • 5

    L'unica cosa che mi rammarica è che non è possibile dare più di 5 stelle.

    Prendete Gogol.
    Aggiungete Filini e Fantozzi.
    Inserite il MAGNIFICO Sam Weller.
    Risultato: un libro bellissimo. Pazzesco.

    Non ...continue

    L'unica cosa che mi rammarica è che non è possibile dare più di 5 stelle.

    Prendete Gogol.
    Aggiungete Filini e Fantozzi.
    Inserite il MAGNIFICO Sam Weller.
    Risultato: un libro bellissimo. Pazzesco.

    Non c'entra assolutamente niente (beh oddio, qualcosa c'è) col "solito" Dickens, ma la facilità di lettura, il suo "stile" c'è eccome.
    I temi che saranno a lui cari, ingiustizia e povertà, fanno capolino nelle (dis)avventure dei 4 pickwickiani in giro per l'Inghilterra ottocentesca. Già solo questo basterebbe per dare 5 stelle a questo romanzo. Invece, come se non bastasse, il romanzo è arricchito dalle figure di Jingle, Trotter, Wardle, la signora Bardell, Joe e, soprattutto, Sam Weller.

    è semplicemente meraviglioso come Dickens abbia tratteggiato quest'ultimo personaggio.

    Dovete leggerlo.
    Vi è piaciuto le Anime Morte di Gogol?
    Sì? Ecco. Allora dovete CORRERE a leggere il Circolo Pickwick.

    said on 

  • 3

    E' un romanzo vivamente giocoso. Ho avuto più volte, durante la lettura, persino l'impressione che Dickens non avesse chiaro in realtà che storia scrivere, ma che fosse invece ben determinato a raggiu ...continue

    E' un romanzo vivamente giocoso. Ho avuto più volte, durante la lettura, persino l'impressione che Dickens non avesse chiaro in realtà che storia scrivere, ma che fosse invece ben determinato a raggiungere lo scopo, in qualche modo, di divertire.
    Al centro di tutto ci sono i personaggi che lo popolano: le vicende che si susseguono sembrano quasi pretesti per farli vivere, per mostrarli all'opera. Macchiette buffe, dagli slanci teatrali e dalle umane debolezze, capaci di rievocare però, con il proprio essere genuinamente "british", un'epoca, quella pre-vittoriana, meglio di tante ricostruzioni storiche.
    La trama è presto detta: il signor Pickwick ed il suo circolo, un mix di pensionati e giovani rampolli, decidono di intraprendere un viaggio alla scoperta del "mondo" e dei suoi soggetti più interessanti, gli esseri umani; da questa aspirazione nasceranno situazioni rocambolesche, assurde, al tempo stesso drammatiche e spassose. Al canovaccio principale vengono inframmezzati poi piccoli racconti, in genere leggende, interessanti in quanto curiosamente estranei sia per atmosfera che per stile al resto della narrazione.
    Ciò che manca davvero in questa prima opera di Dickens è ciò che meglio caratterizzerà quelle successive: il saper emozionare illuminando con la poesia la verità dei sentimenti. Rimane un libro simpatico, da leggersi per puro intrattenimento, due secoli fa come oggi.

    said on 

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