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The Picture of Dorian Gray

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.3
(29660)

Language:English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Portuguese , Chi traditional , Japanese , Chi simplified , French , German , Italian , Dutch , Catalan , Finnish , Greek , Turkish , Polish , Basque , Czech , Galego

Isbn-10: 0140623221 | Isbn-13: 9780140623222 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Audio Cassette , Others , Library Binding , Audio CD , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Unbound , Boxset , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Oscar Wilde's classic tale in a bonded leather edition with gilded pages, a ribbon bookmark, and embossing on the front, back, and spine. Sure to become a classic in your library!
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  • 5

    ⊙百大必讀小說⊙

    自戀過了頭,就只能是自大,向來這樣的人從沒好下場。
    希臘神話中不就有一位納西瑟斯,太過迷戀自己的長相,整天迷戀著湖面中的自己,最後體力不支,氣絕身亡。
    人人皆有自己的長相,如果整體看來,氣質好的人一定加分。
    粗俗不堪的人,看自己定也不覺得驚豔,也就一般般。

    擁有自命不凡的美貌,女人叫美女,男人就叫俊男。
    只是再好看的人都不敵青春老去的結果,真要逆天而行,那就只能去做醫美,進廠維修。
    聽說現在醫美已經進步到「音波拉皮」的境界,無痛無傷口,更無恢復期,可以維持三年以上,而且臉上和脖子的皺紋都會立即消失不見, ...continue

    自戀過了頭,就只能是自大,向來這樣的人從沒好下場。
    希臘神話中不就有一位納西瑟斯,太過迷戀自己的長相,整天迷戀著湖面中的自己,最後體力不支,氣絕身亡。
    人人皆有自己的長相,如果整體看來,氣質好的人一定加分。
    粗俗不堪的人,看自己定也不覺得驚豔,也就一般般。

    擁有自命不凡的美貌,女人叫美女,男人就叫俊男。
    只是再好看的人都不敵青春老去的結果,真要逆天而行,那就只能去做醫美,進廠維修。
    聽說現在醫美已經進步到「音波拉皮」的境界,無痛無傷口,更無恢復期,可以維持三年以上,而且臉上和脖子的皺紋都會立即消失不見,青春回到二十歲的好膚質。

    皮相之美,看著看著,就只能繼續整來整去,不容許自己有任何絲毫的不完美。
    說穿了,完美會讓人上癮,接著就陷下去,愈整愈不滿意,乾脆就成了「整型狂魔」。

    美醜對人來說,那是一種虛榮。過於執著,反倒壞事,人生就只想著自己如何青春不老,竟忘卻如修習內在美。
    人美,心不見得美。
    心美,人一定美,而且美得很自然,連整型的錢都不必花了。

    said on 

  • 5

    Nella Londra vittoriana il pittore Basil Hallward ritrae un giovane amico, Dorian Gray, realizzando uno splendido ritratto identico all’originale. Il giorno dell’inaugurazione il giovane fa un patto col diavolo in cambio dell’eterna giovinezza: i segni di ogni sua azione e ogni suo vizio non rima ...continue

    Nella Londra vittoriana il pittore Basil Hallward ritrae un giovane amico, Dorian Gray, realizzando uno splendido ritratto identico all’originale. Il giorno dell’inaugurazione il giovane fa un patto col diavolo in cambio dell’eterna giovinezza: i segni di ogni sua azione e ogni suo vizio non rimarranno sul suo corpo e sul suo viso, ma sul ritratto, che rifletterà l’anima di Dorian. Il giovane si abbandona quindi a una vita di vizi e piaceri smisurati, mantenendo sempre il suo bell’aspetto. Nel frattempo il ritratto, chiuso in soffitta, mostra in realtà i segni della sua bruttezza morale, e anche se nessuno se ne accorge Dorina è comunque consapevole di ciò che sta accadendo....

    L'insegnante di filosofia che ho avuto in terza superiore una volte disse che questo era uno dei dieci romanzi che si sarebbe portata sull'isola deserta; fu proprio questa opinione a spingermi a leggerlo per la prima volta facendomi "incontrare" così con Oscar Wilde, del quale prima di allora conoscevo solo due favole ("Il principe felice" e "il gigante egoista").
    Nonostante per me sia impossibile condividere del tutto l'opinione della prof sull'isola deserta (per il fatto che per me non ci vorrebbero dieci libri ma un'intera biblioteca!), non posso invece che condividere l'opinione sul romanzo, sicuramente all'altezza della fama che lo circonda.
    Dorian Gray rappresenta il dandy per eccellenza, l'esteta che ha la bellezza come valore assoluto e vive per il proprio esclusivo piacere; dapprima giovane ingenuo e spensierato, viene "traviato" da Lord Henry Wotton (spesso un alter ego dell'autore) , amico di Basil e successivamente anche di Dorian, cinico e sarcastico, ma n fondo si nota da subito in lui una propensione a farsi traviare, a seguire una ben precisa strada perchè infatuato della vita come arte (significativa, a questo proposito, la vicenda della povera Sybil, la giovane attrice che Dorian smette di amare dopo averla vista mentre recitava male); ed è proprio per questo che Doriana "scambia" la propria immagine con quella del ritratto, che lo ritrarre nel pieno della giovinezza e non invecchierà mai, mentre lui, essendo mortale, sarebbe destinato al decadimento e a portare su di sà i segni dei propri stravizi.
    Nonostante il suo espediente Dorian stesso è comunque ben consapevole di cosa accade in quella stanza lontana dalla casa dove a nessuno è consentito accedere, e se ciò dapprima costituisce solo un fastidioso pensiero, con il tempo diventa un'ossessione terribile, che lo porterà non solo ad eliminare Basil perchè egli insisteva per vedere il ritratto, ma anche alla fine a cercare di eliminare il ritratto stesso.
    Wilde non emette giudizi sul suo personaggio, anche se il finale farebbe pensare non solo a un riportare l'ordine delle cose, ma sopratutto a un avvertimento presso il lettore di come ci si può ridurre lasciandosi andare ad ogni piacere e diletto senza alcun freno morale.
    Come spesso succede, potrei stare ore a parlare di questo romanzo senza ancora dire nulla....bisogna leggerlo, non ci sono storie!

    said on 

  • 5

    Un capolavoro d'arte

    Un mix ben dosato di narrazione, angoscia, arte...un risultato magnifico. Scrittura scorrevole con tanti appigli a cui aggrapparsi nei momenti più drammatici. Talmente irreale da sembrare vero. Bellissimo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    « Ognuno di noi ha Paradiso e Inferno dentro di sé »

    Londra, fine ‘800. Dorian Gray è un giovane borghese affascinante, altero, cultore dell’arte, che conserva ancora intatta la purezza di un’adolescenza appena sfumata. La sua indescrivibile bellezza cattura e stimola l’ispirazione dell’amico Basil, artista squattrinato e sognatore, autore del ritr ...continue

    Londra, fine ‘800. Dorian Gray è un giovane borghese affascinante, altero, cultore dell’arte, che conserva ancora intatta la purezza di un’adolescenza appena sfumata. La sua indescrivibile bellezza cattura e stimola l’ispirazione dell’amico Basil, artista squattrinato e sognatore, autore del ritratto che dà il titolo al romanzo e che assumerà un ruolo centrale nella vita di Dorian, condizionandola al punto da divenire un’ossessione.
    Lord Henry, gentiluomo cinico e spregiudicato, introduce Dorian nell’ambiente dei salotti londinesi, intrisi di falsità e frivolezze, e lo accompagna come mentore in un percorso a ritroso, alla ricerca del piacere puro e distaccato, libero da qualunque coinvolgimento affettivo.
    Il ritratto, nel quale Basil aveva rappresentato la bellezza della gioventù, per Dorian fungerà da specchio di un’anima sempre più corrotta, consumata e svilita nella spasmodica ricerca dell’appagamento dei sensi; infatti esso, in principio stupendo come il suo modello, diventa testimone silenzioso del mutamento, del lento e progressivo degrado del protagonista. Perché Dorian, come un moderno Faust, ha fatto un patto col diavolo: conserva la sua giovinezza e quella bellezza di cui lui stesso è follemente innamorato, mentre ad invecchiare è il ritratto che diventa ogni giorno più ripugnante. Terrorizzato dalla sua visione e dal sentimento di vergogna che gli suscita, Dorian non esita a nasconderlo in una vecchia e polverosa soffitta, lontano dallo sguardo altrui.
    Attraverso questa stupenda metafora, Oscar Wilde non fa altro che rivelarci la più cara verità del decadentismo fin de siècle, e cioè che la vita è un’opera d’arte e come tale va vissuta. È questa la filosofia di vita che Dorian ha imparato da lord Henry, ma lungo un percorso che appariva così promettente e affascinante si insinuano episodi sconvolgenti. Intento a perseguire il suo ideale estetico e limitandosi a godere di emozioni che non hanno nulla di autentico, non si accorge che la vita gli sfugge di mano: un amore che poteva essere perfetto e che, invece, finisce tragicamente, proprio come su un palcoscenico; le amicizie tormentate, le frequentazioni losche; fino all’emblematico caso del rapporto con Basil, dal quale tutto ha avuto inizio e con il quale tutto, macabramente, si conclude.
    E sullo sfondo ancora il ritratto, sempre lì ad attendere la sua conversione, a riassumere su di sé la tragedia di una vita consacrata ad un piacere mai realmente vissuto.
    L’autore è riuscito, con eleganza, ad accompagnarci in questo viaggio nella debolezza dell’uomo, mettendone a nudo desideri, passioni, contraddizioni. « L’artista non ha intenti morali » scrive nella prefazione: e infatti la storia di Dorian si sottrae a qualunque giudizio, perché è la storia di un Male scontato attraverso il dolore. Grazie ad una prosa delicatissima, in più punti lirica, resa impeccabilmente nella traduzione di Benedetta Bini, anche noi lettori finiamo per arrenderci di fronte al fascino di un’esistenza che, forse perché “maledetta”, svela a noi stessi ciò che siamo, quanto amiamo, desideriamo e, troppo spesso, ciecamente ci illudiamo.

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  • 3

    Lui scende dal pendio cammina sicuro tra i pezzi di roccia e le crepe della terra arida. Quando arriva giù guarda verso l'alto e poi poggia le mani sulla roccia.
    Aspetta, urla da lontano Federica. Lui si volta verso di lei la guarda e non dice mezza parola. Ho un'idea per quella roccia,
    ...continue

    Lui scende dal pendio cammina sicuro tra i pezzi di roccia e le crepe della terra arida. Quando arriva giù guarda verso l'alto e poi poggia le mani sulla roccia.
    Aspetta, urla da lontano Federica. Lui si volta verso di lei la guarda e non dice mezza parola. Ho un'idea per quella roccia, quasi un trucco, urla Federica, vuoi sentirlo? Mi piacciono i trucchi, ma l'hai pensato bene?, urla lui. Veramente non lo so, urla Federica, ho solo pensato che, allora aspettiamo, urla più forte lui, pensaci ancora un po', perché?, chiede Federica urlando, ma lui non risponde poggia le mani sulla roccia e comincia a spingere.

    Albert: delusa?
    Federica: no. adesso mi studio tutto e poi gli dico.
    Albert: brava, mon amour, come posso aiutarti?
    Federica: ce l'hai lì la stampante 3D?
    Albert: oui.
    Federica: ok. per adesso niente ti dico io dopo. bisogna piantarla con gli sforzi inutili. non li sopporto.

    Federica guarda la roccia.

    said on 

  • 5

    La vita imita l'arte più di quanto l'arte non imiti la vita

    Ho aspettato che fosse lì ad invecchiare come una buona bottiglia di vino, certa che in qualunque momento della mia vita lo avessi letto non mi avrebbe deluso e così è stato. Annata 1890, eppure così soave.
    Wilde col suo grande talento, figlio ribelle dell’austera età vittoriana, protagoni ...continue

    Ho aspettato che fosse lì ad invecchiare come una buona bottiglia di vino, certa che in qualunque momento della mia vita lo avessi letto non mi avrebbe deluso e così è stato. Annata 1890, eppure così soave.
    Wilde col suo grande talento, figlio ribelle dell’austera età vittoriana, protagonista della scena culturale da oltre un secolo, ha scritto un’opera d’arte intramontabile dall’inossidabile smalto, curandone anche la prefazione, altro imperdibile tassello che impreziosisce il romanzo, molto ricco di significati da cogliere tra le righe.
    Dorian, giovane di impareggiabile bellezza, è la fonte principale d’ispirazione creativa del pittore Basilio, suo pigmalione artistico, che ha dedicato alla ricerca della bellezza il solo scopo nella vita. Ai due personaggi si affianca il cinico sputasentenze Lord Wottom, personalità influente che snocciola aforismi e scuote la mente del protagonista dal torpore. E’ interessante seguire la traiettoria esistenziale del giovane, l’emergere di un lato oscuro che lo istiga a compiere azioni criminose e traghetta precipitosamente la sua coscienza nei bassifondi.
    “Dicono che i grandi eventi dell'umanità si svolgono nello spirito. Ed è nello spirito, solo nello spirito, che si commettono i grandi peccati dell'umanità »
    Un vero peccato è non leggerlo.

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  • 4

    ne sutor ultra crepidas

    Recensire Oscar Wilde è impresa temeraria e certamente inutile. Allora ci limitiamo a qualche pensiero in libertà.

    Di chi parla l'autore? Di sè forse?
    La prospettiva di salvezza, la speranza si realizzano in quel curioso, e un pò ridicolo, intento di Dorian Grey di "diventar buono" ...continue

    Recensire Oscar Wilde è impresa temeraria e certamente inutile. Allora ci limitiamo a qualche pensiero in libertà.

    Di chi parla l'autore? Di sè forse?
    La prospettiva di salvezza, la speranza si realizzano in quel curioso, e un pò ridicolo, intento di Dorian Grey di "diventar buono" ?

    No di certo.

    Un grande scrittore si rivolge sempre ad una platea indeterminata di lettori, e non impartisce lezioni.

    Diventar buoni significa allora, forse, aderire a un progetto di elevazione. Gray come Scrooge, perchè no? con le prove rituali dell'omicidio - massima colpa per gli uomini e per Dio - e dei lavacri simbolici nel secondo caso.

    Restano geniali l'invenzione alla base del libro e l'inversione finale, perfetta la scrittura e la scansione "noir". Certi dialoghi stucchevoli, così come i personaggi che posano oltremodo e hanno sempre la risposta giusta, sono lo specchio dell'epoca, che non abbiamo conosciuto nè possiamo reinvertarla. Dunque ce li teniamo e godiamo così perchè così li hanno disegnati, direbbe la bionda di Roger Rabbit.

    said on 

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