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The Plot

The Secret Story of the Protocols of the Elders of Zion

By

Publisher: WW Norton & Co

3.9
(296)

Language:English | Number of Pages: 160 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , Italian , German , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 0393060454 | Isbn-13: 9780393060454 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Comics & Graphic Novels , History

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Book Description
A work more disturbing than fiction from "the father of graphic novels" (New York Times).

Will Eisner, the great American master of comics, has undertaken what he regards as his most powerful work yet. The Plot examines the outrageous fabrication of The Protocols of the Elders of Zion, which purports to be the actual blueprint by Jewish leaders to take over the world. Hatched as an anti-Semitic plot by the tsar's secret police to deflect widespread criticism of the government, the Protocols, first published in 1905, succeeded beyond the propagandistic ambitions of its originators; the lie became an internationally accepted truth. Presenting a pageant of historical figures including Tsar Nicholas II, Henry Ford, and Adolf Hitler, Eisner exposes the twisted history of the Protocols from nineteenth-century Russia to modern-day Klan members to Islamic fundamentalists. The Plot unravels one of the most devastating hoaxes of the twentieth century.

Sorting by
  • 3

    La vera storia a fumetti del falso storico più famoso!

    I protocolli dei savi Sion, ovvero quel ipotetico documento creato ad hoc, per accusare gli ebrei di tutte le colpe che i potenti commettevano!
    Da leggere per informarsi!

    said on 

  • 2

    Saggistica a fumetti

    Opera ultima di Eisner, non ha nulla della lucida/critica visione sociale dei suoi lavori precedenti. Non racconta una storia originale ma quella - ancora oggi creduta vera - dei Protocolli di Sion. Opera non narrativa ma saggistica, da ricercatore (ok le intro di Eco ed Eisner, note e bibliograf ...continue

    Opera ultima di Eisner, non ha nulla della lucida/critica visione sociale dei suoi lavori precedenti. Non racconta una storia originale ma quella - ancora oggi creduta vera - dei Protocolli di Sion. Opera non narrativa ma saggistica, da ricercatore (ok le intro di Eco ed Eisner, note e bibliografia); c’è l’impressione che alla fine della sua vita abbia cercato la semplice difesa della sua gente contro l’antisemitismo piuttosto che un testamento spirituale/professionale centrato sulla osservazione&critica sociale comunicata attraverso il fumetto.
    Grafica. Solita narrazione mista e stile grafico; disegni accompagnatori della prosa con ampi spazi temporali tra le vignette. La vita di M.Joly (autore del “Dialogo all’inferno tra Machiavelli e Montesquieu”, base dei Protocolli) è riconoscibile per un tratto diverso. Forse più marcato l’utilizzo dello sfondo sfuocato per risaltare i protagonisti delle vignette. Tavole come sempre molto dinamiche per composiz e prospettive. Narrazione non come al solito graffiante sulle contraddizioni sociali: come già detto, questa non è un fumetto ma saggistica, e come tale va letto.
    Storia. L’opera di Joly (scritta per attaccare L.Bonaparte) è ripresa da Golovinnskij su richiesta dei nobili (russi bianchi) alla corte dello Zar (titubante ed incerto) per indurlo ad agire in anticipo rispetto alla percepita incombente rivoluzione; si decide di attaccare gli ebrei solo perché già cmnq malvisti da oligarchia e popolazione.
    La prima metà del libro arriva al 1905 ed alla presentazione del testo allo Zar da parte di Nilus, poi poche note sugli eventi russi del 1914-17
    Seconda parte (p71-87) con scoperta del falso da parte di un giornalista del NYT a Costantinopoli; troppo pesanti e lunghe le pagine dove viene mostrato il plagio da Joly a Golovinskij sugli inizi di tutti (!!!) i 23 protocolli.
    Terza parte (p89-126) con rapidi flash che mostrano dove/quando il testo è stato strumentalmente usato (da Germ’21-36 a paesi arabi contemporanei, passando per US/EU anche recente), processato (Svizzera‘33-37), dove/quando lo si è pensato giunto alla fine per manifesta falsità (’21 e ’64), ma sempre ha ritrovato nuova linfa e riedizioni (Us’77, Jap’87, Siria’90, Mex-Trk-Rus’92, Louisiana&Libano’00).
    Finale ovviamente aperto ed altrettanto ovviamente pessimista.

    said on 

  • 3

    La mia conoscenza del mondo dei fumetti è piuttosto limitata. So, per sentito dire, che Will Eisner è un gigante e che la sua opera è fondamentale. So che “Il complotto” è stato il suo ultimo lavoro, terminato pochi mesi prima della morte, e che la sua stesura ha richiesto un lungo impegno di ric ...continue

    La mia conoscenza del mondo dei fumetti è piuttosto limitata. So, per sentito dire, che Will Eisner è un gigante e che la sua opera è fondamentale. So che “Il complotto” è stato il suo ultimo lavoro, terminato pochi mesi prima della morte, e che la sua stesura ha richiesto un lungo impegno di ricerca e ricostruzione storica. E sono rimasta colpita, dall’intento dichiarato nella prefazione, di offrire uno strumento di conoscenza storica alla portata di chiunque. Esistono, secondo l’autore, un buon numero di studi ben documentati in grado di dimostrare che i protocolli dei savi di Sion sono un clamoroso falso e tali studi esistono ormai da molto tempo, solo che di solito vengono consultati dagli studiosi e da coloro che in qualche modo sono già convinti dell’origine spuria dei protocolli. Un fumetto, forma di comunicazione popolare per eccellenza, potrebbe far conoscere tutta la vicenda con una diffusione che un testo accademico difficilmente raggiunge.

    Spero sia riuscito nell’intento. Certo, il fatto che i protocolli, un testo di cui si è dimostrata la falsità ormai da più di ottant’anni, continuino ad essere pubblicati, letti e a fomentare odio getta una luce sinistra sul modo in cui ragiona almeno una parte del genere umano.

    Tuttavia, pur riconoscendone l’importanza etica, non posso dire che “Il complotto” mi abbia appassionato. Di un’opera davvero grande quando hai raccontato la trama non hai in realtà detto nulla. Ciò che conta è altro. In questo caso invece mi sembra che il valore stia tutto nella trama, nella ricostruzione ed esposizione più chiara possibile di una serie di fatti. Ma forse, date le circostanze, non si voleva fare di più.

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  • 4

    Dopo "Life in picture"...

    .. letto beatamente il Natale scorso, mi pareva d'obbligo replicare quest'anno.


    Effettivamente è tremendamente didascalico, più docufiction (elementare) che graphic novel, ma Eisner è Eisner, l'argomento merita, contiene un sacco di rimandi per chi volesse approfindire la questione e quind ...continue

    .. letto beatamente il Natale scorso, mi pareva d'obbligo replicare quest'anno.

    Effettivamente è tremendamente didascalico, più docufiction (elementare) che graphic novel, ma Eisner è Eisner, l'argomento merita, contiene un sacco di rimandi per chi volesse approfindire la questione e quindi lo consiglio comunque.

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  • 4

    Ogni volta che a un gruppo di persone si insegna a odiare un altro, si inventa una menzogna per fomentare l'odio e giustificare un complotto....l'obbiettivo è facile da trovare: il nemico è sempre l'altro

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  • 4

    Questo fumetto racconta in forma documentaristica il Grande Inganno dei "Protocolli dei Savi di Sion", un documento falso prodotto a fine ottocento che, nelle intenzioni di chi lo diffuse, doveva testimoniare l'intento egemonico del popolo ebraico. Nonostante già negli anni 20 del secolo scorso s ...continue

    Questo fumetto racconta in forma documentaristica il Grande Inganno dei "Protocolli dei Savi di Sion", un documento falso prodotto a fine ottocento che, nelle intenzioni di chi lo diffuse, doveva testimoniare l'intento egemonico del popolo ebraico. Nonostante già negli anni 20 del secolo scorso si riuscì a dimostrare con facilità che i Protocolli erano un falso patente, il documento continuò a circolare per tutto il secolo, stampato e distribuito prima dai Russi Bianchi, poi dai Nazisti, infine dal Ku Klux Klan e dagli integralisti islamici, e fu da sempre considerato la prova fondante dell'esistenza di un complotto ebraico teso a sovvertire l'ordine mondiale.
    Nella sua lunga carriera, Will Eisner ci ha raccontato molte storie, e nella sua ultima opera decide di darci una lezione approfondita e consapevole, sebbene un po' didascalica, sull'individuazione e la creazione del Nemico, spesso incolpevole vittima di menzogne e pregiudizi.
    Quest'edizione ha la prefazione di Umberto Eco, che ha affrontato l'infame storia dei Protocolli nel suo ultimo romanzo, Il Cimitero di Praga.

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  • 3

    Ben documentato, più giornalistico che romanzato

    Se conoscete il Will Eisner delle grandi graphic novel, questo libro forse vi deluderà. Una ricostruzione curata, giornalistica, della creazione del testo antisemita "I protocolli dei savi di Sion", usato da più di un secolo per screditare gli ebrei e alimentare l'odio razziale.
    La storia è ...continue

    Se conoscete il Will Eisner delle grandi graphic novel, questo libro forse vi deluderà. Una ricostruzione curata, giornalistica, della creazione del testo antisemita "I protocolli dei savi di Sion", usato da più di un secolo per screditare gli ebrei e alimentare l'odio razziale.
    La storia è interessante, al limite del credibile per chi tende a pensare che la verità prevalga sempre e facilmente sul falso. Eisner mostra i corsi e ricorsi storici in cui il libro è stato usato per creare l'immagine dell'ebreo infido. Uso che dura tutt'oggi, i casi esposti arrivano al 2004 (l'autore è morto nel 2005).
    Non posso però dire che il libro sia appassionante.
    Curatissimo il disegno, con la grande capacità di Eisner di usare tutti i registri dell'arte del fumetto per ricreare ambienti, fasi storiche, personaggi, con il fine dichiarato di smascherareil complotto.
    Potete leggerlo per curiosità.

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  • 3

    Bisogno di verità

    Un maestro indiscusso del genere cede alla necessità della divulgazione.
    La sceneggiatura cade in qualche ingenuità didascalica. Da qui si deduce che la priorità di Eisner non è la realizzazione di un buon prodotto narrativo, quanto di uno strumento di conoscenza storica popolare ed accessi ...continue

    Un maestro indiscusso del genere cede alla necessità della divulgazione.
    La sceneggiatura cade in qualche ingenuità didascalica. Da qui si deduce che la priorità di Eisner non è la realizzazione di un buon prodotto narrativo, quanto di uno strumento di conoscenza storica popolare ed accessibile.

    Il maestro riesce nell'intento, impreziosendo il tutto con la magistrale teatralità dei suoi personaggi, di cui disegna la mimica con una musicalità di cui può definirsi l'inventore.

    Prefazione di Umberto Eco, presagio dell'attuale best seller "Il cimitero di Praga".

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