The Plot Against America

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Publisher: Vintage

4.0
(1342)

Language: English | Number of Pages: 391 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , German , Italian , Finnish , French , Dutch , Swedish , Catalan , Portuguese , Polish

Isbn-10: 0224074539 | Isbn-13: 9780224074537 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Mass Market Paperback , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
When the renowned aviation hero and rabid isolationist Charles A. Lindbergh defeated Franklin Roosevelt by a landslide in the 1940 presidential election, fear invaded every Jewish household in America. Not only had Lindbergh, in a nationwide radio address, publicly blamed the Jews for selfishly pushing America towards a pointless war with Nazi Germany, but, upon taking office as the 33rd president of the United States, he negotiated a cordial 'understanding' with Adolf Hitler, whose conquest of Europe and whose virulent anti-Semitic policies he appeared to accept without difficulty. What then followed in America is the historical setting for this startling new novel by Pulitzer-prize winner Philip Roth, who recounts what it was like for his Newark family - and for a million such families all over the country - during the menacing years of the Lindbergh presidency, when American citizens who happened to be Jews had every reason to expect the worst.
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    Cosa sarebbe successo se...? Allora, Roth è incredibile, non c'è altro da aggiungere. Volendo parlare di struttura narrativa, non mi ha convinta del tutto (dai, non avevi più fogli per articolare megl ...continue

    Cosa sarebbe successo se...? Allora, Roth è incredibile, non c'è altro da aggiungere. Volendo parlare di struttura narrativa, non mi ha convinta del tutto (dai, non avevi più fogli per articolare meglio la conclusione Phil?), ma giusto per far capire quanto sia stata geniale e cosciente la sua "ucronia", non ci resta che aspettare che il Lindberg (o Trump) di turno riesca davvero ad inserirsi alla casa bianca, cosa del tutto plausibile specie di questi tempi...

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    Adoro Roth di cui ho letto alcuni libri ma questo, sebbene offra dei saggi della scrittura dell'autore americano, delude perché presenta una struttura narrativa troppo dispersiva. Certo, grazie a ques ...continue

    Adoro Roth di cui ho letto alcuni libri ma questo, sebbene offra dei saggi della scrittura dell'autore americano, delude perché presenta una struttura narrativa troppo dispersiva. Certo, grazie a questo libro ho appreso dell'antisemitismo di Henry Ford e di un certo contesto sociale americano dell'epoca, ma in certi punti ti annoi e ti perdi. Insomma, un po' rimpiangi le altezze narrative di Pastorale Americana!

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    Un Roth stranamente ondivago: inizio lento, parti avvincenti, altre meno. Angosciante: nazismo e antisemitismo possono essere ovunque, anche in New Jersey.

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  • 4

    Rileggere la Storia attraverso un'altra Storia immaginata, e che nulla toglie alla verità
    Caro Rorh, mi sarebbe piaciuto averti come prof di Storia...

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    “La paura domina questi ricordi, un’eterna paura. Certo, nessuna infanzia è priva di terrori, eppure mi domando se da ragazzo avrei avuto meno paura se Lindbergh non fosse diventato presidente o se io ...continue

    “La paura domina questi ricordi, un’eterna paura. Certo, nessuna infanzia è priva di terrori, eppure mi domando se da ragazzo avrei avuto meno paura se Lindbergh non fosse diventato presidente o se io stesso non fossi stato di origine ebraica.”

    Un bambino ebreo di nove anni è la voce narrante di questo romanzo “fantastorico” nel quale P. Roth immagina uno scenario alternativo alla rielezione di F. D. Roosevelt negli anni della seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti non entreranno in guerra e gli ebrei americani vivranno da vicino l’angoscia dell’antisemitismo e delle discriminazioni.
    Durante un viaggio a Washington, città emblema e sede del governo liberale e democratico degli Stati Uniti, avrà inizio il crollo delle certezze della famiglia Roth, osservato dallo sguardo del figlio minore che vive la fine della propria infanzia: scopre la vulnerabilità e fallibilità del padre, il quale è ostinato nella sua convinzione che l’antisemitismo non possa attecchire nella terra dove i sogni e le speranze si realizzano.
    Roth, in questo libro verosimilmente autobiografico, racconta con semplicità ed efficacia le paure della sua infanzia, sia quelle sperimentate da ogni bambino di quella età, sia quelle procurate dalla sua appartenenza religiosa, ma anche le paure della sua famiglia e degli ebrei tutti che in ogni luogo, pure in quello che meglio sembra rappresentare l’optimum della democrazia e delle libertà, sanno di dover temere per la propria sopravvivenza.
    Da quel momento in poi per la famiglia Roth e la comunità ebraica di Newark e dell’intero paese avrà inizio un triste periodo di inquietudine, di tormentata incertezza, di frustrante impotenza, in cui la speranza e la paura si alterneranno destabilizzando le loro vite e in cui si verificherà ciò che fino ad allora era stato addirittura impensabile.
    Questo libro reinventa il passato ma il quadro immaginato potrebbe essere collocato anche nel futuro; è un monito, un richiamo alla precarietà degli equilibri sociali e democratici, una luce che si accende sul fatto che nulla può essere dato per scontato e sulla facilità con cui il populismo può prendere piede e distruggere in poco tempo e con incredibile semplicità la società dei diritti che crediamo definitivamente acquisita.
    Spunto originale, condotto da Roth molto bene fino alla conclusione finale che, anche a me come ad altri, sembra sia stata gestita in maniera un po’ sbrigativa.

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    cosa sarebbe successo se...

    Il libro è autobiografico in quanto parla dell'infanzia dello stesso Roth e della sua famiglia. E' di "fantasia" in quanto narra le vicende di una famiglia ebrea americana, se durante la seconda guerr ...continue

    Il libro è autobiografico in quanto parla dell'infanzia dello stesso Roth e della sua famiglia. E' di "fantasia" in quanto narra le vicende di una famiglia ebrea americana, se durante la seconda guerra mondiale Roosevelt avesse perso le elezioni a favore del simpatizzante nazista Lindbergh.
    Il libro si legge scorrevolmente, è piacevole e apre gli occhi su un'America che vuole stare al passo con i tempi ma è pur sempre ipocrita e bigotta per quanto riguarda il "diverso" (in questo caso, gli ebrei). Interessante il punto di vista di Roth bambino, divertentissimo quando subentra la famiglia Cucuzza benché' si tratti di personaggi marginali. Roth è molto bravo nella narrazione, e penso che dopo questo mi dedicherò ad altre opere di questo grande autore.

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    Roth è in grado di vivisezionare l'ipocrita società yankee come pochi, e anche in questo caso fornisce un spaccato, seppur 'fantasioso'[1], della tipica famiglia ebrea Made in USA, citazione biografic ...continue

    Roth è in grado di vivisezionare l'ipocrita società yankee come pochi, e anche in questo caso fornisce un spaccato, seppur 'fantasioso'[1], della tipica famiglia ebrea Made in USA, citazione biografica peraltro poichè Roth è di famiglia ebrea.

    Nel caso specifico la vicenda è ambientata nel New Jersey degli anni quaranta, per cui in piena seconda guerra mondiale, il protagonista è un nucleo famigliare ebreo che deve combattere per la propria sopravvivenza, sia fisica sia spirituale.

    Per certi versi mi ha ricordato "La svastica sul sole" di Philip K. Dick

    [1] Fantasioso poichè si parte dall'assunto che Roosvelt perda le elezioni presidenziali a favore dell'antisemita, ex aviatore Lindebergh. Quindi il concetto cardine è che negli anni '40 la presidenza a stelle e strisce fosse filo nazista.

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  • 4

    Il libro è strutturato su un meccanismo "digressivo", ovvero racconta una immaginaria deviazione dalla storia realmente accaduta, salvo rientrare prima della fine del racconto nel binario dello storic ...continue

    Il libro è strutturato su un meccanismo "digressivo", ovvero racconta una immaginaria deviazione dalla storia realmente accaduta, salvo rientrare prima della fine del racconto nel binario dello storicamente vero: ciò fa del libro un prodotto del tutto originale nel panorama del genere distopico. L'espediente narrativo utilizzato è trattato con grande sapienza da quell'ottimo caratterista di situazioni e caratteri che è Roth, il quale non smette di descrivere con la sua solita efficacia ciò che dal punto di vista sociologico, oltre che storico-narrativo, meglio conosce. La scrittura di Roth non è dall'immediata scorrevolezza, anzi si profonde in dettagli che danno corpo e spessore alla vicenda, senza però perdere di vista la fruibilità. La vicenda immaginata è solida, coerente nelle sue coordinate, pure tutto sommato verosimilmente piantata all'interno della sua cornice di fatti realmente accaduti, tanto che la componente immaginata pare innestarsi con ottima efficacia in un tessuto memoriale fino a una fusione dal difficile discernimento.

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