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The Plot Against America

By Philip Roth

(27)

| Hardcover | 9780224074537

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Book Description

When the renowned aviation hero and rabid isolationist Charles A. Lindbergh defeated Franklin Roosevelt by a landslide in the 1940 presidential election, fear invaded every Jewish household in America. Not only had Lindbergh, in a nationwide radio ad Continue

When the renowned aviation hero and rabid isolationist Charles A. Lindbergh defeated Franklin Roosevelt by a landslide in the 1940 presidential election, fear invaded every Jewish household in America. Not only had Lindbergh, in a nationwide radio address, publicly blamed the Jews for selfishly pushing America towards a pointless war with Nazi Germany, but, upon taking office as the 33rd president of the United States, he negotiated a cordial 'understanding' with Adolf Hitler, whose conquest of Europe and whose virulent anti-Semitic policies he appeared to accept without difficulty. What then followed in America is the historical setting for this startling new novel by Pulitzer-prize winner Philip Roth, who recounts what it was like for his Newark family - and for a million such families all over the country - during the menacing years of the Lindbergh presidency, when American citizens who happened to be Jews had every reason to expect the worst.

158 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    La storia fatta con i "se", mirabile e prodigiosa invenzione letteraria.

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    blanc15 said on Aug 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il mio primo libro di Roth. Letto tutto d'un fiato. Come sarebbe stato se..? La storia che incontra la fantasia. Una realistica fantasia che per fortuna, per sorte e per scelte, non si è verificata.
    Da leggere!

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    Paola said on Aug 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quattro stelle e mezza, voto 9

    Non sono una che compra i libri a scatola chiusa, solo perché di quell’autore altri mi sono piaciuti. Un’occhiata alla quarta di copertina, alla prima pagina e ai commenti su Anobii ce la butto sempre. Stavolta ho esitato parecchio, nonostante Roth s ...(continue)

    Non sono una che compra i libri a scatola chiusa, solo perché di quell’autore altri mi sono piaciuti. Un’occhiata alla quarta di copertina, alla prima pagina e ai commenti su Anobii ce la butto sempre. Stavolta ho esitato parecchio, nonostante Roth sia decisamente nella mia top ten, perché l’argomento mi lasciava perplessa. Mi sbagliavo, e qui c’entra proprio il fatto che se uno è grande, può scrivere di tutto.
    Il romanzo è sorprendente perché, pur non arrivando fino in fondo, si tratta di un’ucronia. Il punto di partenza è semplice (per modo di dire): nel 1940, Franklin Delano Roosvelt perde le elezioni. Al suo posto viene eletto Charles Lindbergh, eroe dell’aviazione, trasvolatore atlantico, nonché simpatizzante di Hitler.
    Roth basa il romanzo su una documentazione storica poderosa, che mostra come effettivamente in America c’era una forte corrente isolazionista, che accusava gli ebrei di istigare il presidente a una guerra non americana. Da lì al razzismo, all’antisemitismo è un passo. Immaginiamo che un Lindbergh, bello, giovane, eroe nonché padre afflitto (il figlioletto era stato rapito e ucciso appena otto anni prima) si presentasse alle elezioni e volasse da una parte all’altra dell’America dicendo “io terrò al sicuro i vostri figli, non andremo in guerra, non ci saranno morti americani”. Credete che non avrebbe vinto a mani basse?
    Philip Roth parte da qui. I protagonisti del suo romanzo sono i componenti di una famiglia normale, la sua, ebrei americani di Newark, con io narrante se stesso, che all’epoca dei fatti era un bambino (Roth è nato nel 1933). Ne esce un romanzo inquietante, in cui l’escalation della follia è rappresentata a parere mio in maniera magistrale. Le cose cambiano piano piano, in maniera sottile, tutto è manovrato tirando i fili giusti, in modo che, senza nemmeno accorgersi, la società americana cambia dall’interno.
    Dicevo che Roth non ha spinto l’ucronia all’estremo limite, perché sceglie di far rientrare il corso degli eventi nella Storia, e con solo un anno di ritardo ci sarà Pearl Harbour. Ed è a questo punto che si scoprirà come tutto non è accaduto per caso, ma è stato preordinato, era un “complotto contro l’America” ed è fallito per puro caso. Lungi dal tranquillizzare, questo inquieta ancora di più.
    Credo che Roth abbia voluto mostrare ai suoi connazionali come tutto ciò che danno per scontato sia in realtà fragile, esposto a tutti i venti, specialmente se non se ne ha cura. E in questo senso ho letto il non continuare con l’ucronia, far rientrare gli eventi nella realtà storica: nel primo caso l’avremmo visto come un romanzo, un divertissement. Invece così diventa un monito: stavolta ci siamo salvati per miracolo. Non so spiegarlo meglio, ma è una sensazione forte.
    Qualcuno ha criticato la parte finale, e le ultime righe vere e proprie: invece a me non è dispiaciuto che, in mezzo a tutto quel che è accaduto, Philip mostri se stesso come un bambino, semplicemente un bambino.
    Libro non per tutti, specie la seconda parte, che può essere meno trascinante.
    Astenersi chi non ama Roth.

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    Lilli Luini said on Jun 15, 2014 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Libro che non mi ha mai annoiato nonstante tratti di un argomento non proprio leggero.
    La vincenda è raccontata con gli occhi postumi di un bambino di nove anni, con una classica famiglia dell'epoca, madre casalinga e lavoratrice secondo estreme nece ...(continue)

    Libro che non mi ha mai annoiato nonstante tratti di un argomento non proprio leggero.
    La vincenda è raccontata con gli occhi postumi di un bambino di nove anni, con una classica famiglia dell'epoca, madre casalinga e lavoratrice secondo estreme necessità, padre lavoratore e massiccio, fratello maggiore ribelle.
    Niente di nuovo, se non la trama ucronica dove vede come presidente degli stati uniti Lindbergh, personaggio storico davvero esistito che rifiuto le insistenze di candidarsi a presidente rispondendo che preferiva partecipare alla vita politica da privato cittadino, questa la realtà, ma la fantasia di Roth avrebbe potuto benissimo essere plausibile (forse meno il complotto dei nazisti all'America) se solo Lindbergh avesse accettato la proposta di candidarsi. Quì vediamo la famiglia Roth al centro di fatti storici falsi ma che sarebbero potuti succedere, e lo scrittore riesce indubbiamente a creare una pista storica plausibile sotto quasi tutti gli aspetti, grazie alle sue ottime capacità di scrittore e informazioni storiche.
    Il finale a mio avviso è stato troppo frettoloso. Si chiude bruscamente come avrebbe potuto chiudersi uno dei capitoli, ma l'appendice con la biografia base dei vri personaggi storici è stata una bella idea

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    Novacaineoverthetrip said on May 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

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    è il secondo libro di Roth che leggo e mi sto appassionando a questo scrittore.
    La lettura non è sempre facile e scorrevole, ma il libro decolla con il passare delle pagine e mi sono trovato coinvolto in questa storia drammatica e intrigante che ci p ...(continue)

    è il secondo libro di Roth che leggo e mi sto appassionando a questo scrittore.
    La lettura non è sempre facile e scorrevole, ma il libro decolla con il passare delle pagine e mi sono trovato coinvolto in questa storia drammatica e intrigante che ci permette di riflettere sul passato e sul futuro.

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    Jo74 said on Mar 25, 2014 | Add your feedback

Book Details

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