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The Pocket Hobbit

By

Publisher: HarperCollins

4.3
(17412)

Language:English | Number of Pages: 300 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Portuguese , Catalan , French , German , Swedish , Italian , Japanese , Czech , Korean , Galego , Dutch , Finnish , Latvian , Polish , Slovenian , Croatian , Hungarian , Russian , Norwegian , Turkish , Greek , Basque , Danish , Romanian , Chi traditional , Chi simplified , Esperanto

Isbn-10: 0007440847 | Isbn-13: 9780007440849 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Audio Cassette , Audio CD , School & Library Binding , Unbound , Library Binding , Others , eBook , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
75th Anniversary Pocket Edition
To celebrate The Hobbit's 75th anniversary of publication, a pocket-sized hardback of J.R.R. Tolkien's timeless classic, perfect for little Hobbits everywhere.

Bilbo Baggins is a Hobbit who enjoys a comfortable, unambitious life, rarely travelling any further than his pantry or his cellar. But his contentment is disturbed when the wizard, Gandalf, and a company of dwarves arrive on his doorstep one day to wisk him away on an adventure. They have a plot to raid the treasure hoard guarded by Smaugh the Magnificent, a large and very dangerous dragon. Bilbo is most reluctant to take part in this quest, but he surprises even himself by his resourcefulness and his skill as a burglar.
Sorting by
  • 5

    Nani, draghi, oro e fuoco!

    L'epico fantasy come genere vede la propria nascita col Maestro e Padre delle leggende nordiche contemporanee, autore della trilogia immortale "Il signore degli anelli" e il prequel "Lo hobbit". Gettando le basi delle razze, fisionomie e vicende del genere fantasioso, Tolkien si consacra alla sto ...continue

    L'epico fantasy come genere vede la propria nascita col Maestro e Padre delle leggende nordiche contemporanee, autore della trilogia immortale "Il signore degli anelli" e il prequel "Lo hobbit". Gettando le basi delle razze, fisionomie e vicende del genere fantasioso, Tolkien si consacra alla storia delle letteratura in pochi anni dalla pubblicazione dei suoi manoscritti, non senza alcune difficoltà in un'Europa che non era del tutto pronta a tuffarsi in un genere nuovo e controverso. Specialmente in Italia, parecchi editori erano scettici nell'adottare i romanzi Tolkeniani. La lingua italiana però, molto cara all'autore inglese, finalmente diede alla luce i versi della Terra di mezzo, e anche nello stivale esplose la passione per il fantasy.

    "Lo hobbit" nasce come una fiaba. E come le fiabe che si rispettino, contiene gli elementi chiave del canone. Il viaggio, l'eroe, il mago, le avventure e il drago a guardia del tesoro, nemico finale della vicenda. Il protagonista è, per l'appunto, uno hobbit. Gli hobbit, razza di mezzi uomini fortemente approfonditi negli scritti tolkeniani, sono un allegro e vivace popolo. Nati con la passione per il buon cibo, le comodità e l'erba pipa, sono quasi un esempio di uno stile di vita arcaico, seppur funzionale e desiderabile per l'autore. Amano prendersi cura della propria terra, che li ripaga amorevolemnte coi propri frutti, e sono contro ogni tipo di violenza. A dirla tutta, denigrano ogni tipo di voglia sfrenata di avventura, e chi è contrario a questa tendenza alla vita tranquilla, viene additato come folle e personaggio dal quale star lontano.

    Bilbo Baggins è uno hobbit dai sani principi. Benestante grazie a ricchezze ereditate dalla sua famiglia, possiede il buco hobbit, la tana costruita sotto una collina, più accogliente del villaggio di Hobbiville. Ama fumare la propria pipa, far gli anelli di fumo e preparare tortini dolci. Sarà l'incontro con Gandalf, un mago dalla veneranda età, a portare l'avventura nella sua vita. Il mago dalla folta barba grigia e dal cappello a punta porterà la sua stramba presenza nel piccolo buco Baggins, assieme alla bellezza di 13 nani: Thorin Scudodiquercia, principe del popolo dei nani, e i suoi confratelli nani Balin, Dwalin, Oin, Gloin, Bifur, Bofur, Bombur, Fili, Kili, Ori, Nori e Dori.

    Ma la sorpresa più incredibile sarà la proposta che questa compagnia farà allo hobbit: far parte del loro gruppo, intenzionati a recuperare il tesoro e la propria dimora, occupata da un drago. Smaug, antica creatura del nord, è piombato all'improvviso su Erebor, la montagna solitaria dei nani, uccidendone un numero spopositato, e stanziandovisi, sepolto e dormiente nel mare di oro e gemme naniche, costringendo le povere creature a vagabondaggi e ad una vita da reietti. Per Thorin è arrivato il momento di riprendersi ciò di cui Smaug si è appropriato con la forza, e Bilbo aiuterà la compagnia con le sue doti nascoste da scassinatore, doti decantate da Gandalf. Un viaggio questo, che farà crescere il coraggio e la consapevolezza di sé nello hobbit, alla scoperta delle capacità celate nel suo sangue. Attraverso scontri con troll, orchi, l'incontro col perfido gollum e creature infide dei boschi, i nani arriveranno a Erebor, in vista dello scontro col possente Smaug.

    Bilbo Baggins è lo zio adottivo di Frodo Baggins, protagonista poi della vicenda della triogia successiva, e in comune avranno la fedele compagna Pungolo, spada di pregiata fattura elfica, trovata nella tana di un troll durante il viaggio con i nani, ma soprattutto l'onere del portatore dell'Anello del Potere, simbolo e sorgente del potente Valar Sauron. Sarà proprio in questo romanzo che avverrà il ritrovamento del potente anello che rende invisibili, inizialmente scambiato da Bilbo per un semplice gingillo magico. E' quella piccola striscia d'oro la conginuzione maggiore fra i due mondi, fra Bilbo e Frodo, fra la Terra di Mezzo placida e tranquilla e la fine del mondo imminente.

    Il ritrovamento dell'Anello del Potere rimane nell'immaginario pubblico come una delle scene più suggestive della letteratura moderna. Gollum, creatura infida, è soggiogato dal potere dell'Unico, che ha ottenebrato la sua mente, relegandolo ad una vita misera e folle. L'anello però non prevede l'arrivo del piccolo hobbit, che lo intasca, ingannando Gollum in un'avvicente lotta di indovinelli. Indovinelli poi tradotti egregiamente in italiano, dando luce a meraviglie come:
    Questa cosa ogni cosa divora, ciò che ha vita, la fauna e la flora; i re abbatte, e così le città, rode il ferro, la calce già dura; e dei monti pianure farà.

    Potrei permettermi di dire che questa scena è stata resa cinematograficamente in maniera perfetta.

    Ecco il tasto dolente, la versione cinmatografica. Qui si passa alle considerazioni soggettive. Personalmente, all'annuncio di Peter Jackson di trasformare "Lo Hobbit" in una trilogia, ero scettico a riguardo. Come poter rendere un libro solo, nemmeno troppo prolisso, in una trilogia cinematografica colossale?
    Il risultato è "Lo Hobbit" approfondito in ogni sua sfaccettatura, arricchito anche di "episodi" aggiuntivi, allargati da alcuni cenni fatti nell'opera. Azog il bianco, difatti, viene nominato una volta sola nei primissimi capitoli, mentre nella pellicola diventa essenziale nemico contrapposto a Thorin, coinvolto nella disputa di Moria fra orchetti e nani.
    Il poco spazio riservato a Beorn lascia l'amaro in bocca a molti fan del mutaforma animale, e qui si arriva al nodo delle discussioni più infervorate: Tauriel.
    Difatti Peter Jackson inventa completamente un nuovo personaggio, un'elfa coetanea di Legolas, altra aggiunta del regista. L'elfo, che andremo a conoscere nella trilogia successiva, cova un amore per Tauriel, emancipata e aggressiva elfa, abile nel combattimento, anche fin troppo abile. La donna però non ricambia questo sentimento, e alla vista di Kili, catturato dal gruppo di elfi, subisce un improbabile copo di fulmine. Episodi di sguardi romantici, inseguimenti e dialoghi mielosi, perfino battute sconce fra i due, bé non può che aver causato un malcontento gigantesco fra i puristi.
    Molti fan della letteratura Tolkeniana si distaccano completamente dalla pellicola, inneggiando invece alla trilogia precedente. Ipocrisia? Dato che comunque anche la saga precedente ha visto molti cambiamenti nella trasposizione cinematografica, donando un ruolo più importante ad Arwen, che nei libri copre un ruolo marginale, e ampliando e aggiungendo battaglie più spettacolari. E, purtroppo, tagliando anche molte scene e personaggi, la trilogia de "Il signore degli anelli" si distacca allo stesso modo della trilogia de "Lo hobbit".
    Perciò calmate i fiati, e non suonate i tromboni dello scandalo. Così come nelle traduzioni dei testi, anche le trasposizioni cinmatografiche comportano modifiche al tessuto stesso del libro. Un film totalmente fedele al libro è un'utopia.

    Diamo addio oggi allora all'ultimo film della saga Tolkeniana, un ultimo viaggio, così come viene definito, al fianco dei personaggi e dei luoghi che per anni ci hanno fatto sognare.

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  • 4

    Per me è stato

    veramente una sorpresa. Non immaginavo un fantasy così fresco, veloce, frizzante, intenso e originale. Invece mi sono dovuto ricredere, e mi dispiace aver letto questo libro così velocemente.
    Per consolarmi comincerò il signore degli anelli, così la mia avventura in questo mondo fantastico ...continue

    veramente una sorpresa. Non immaginavo un fantasy così fresco, veloce, frizzante, intenso e originale. Invece mi sono dovuto ricredere, e mi dispiace aver letto questo libro così velocemente.
    Per consolarmi comincerò il signore degli anelli, così la mia avventura in questo mondo fantastico durerà ancora per un po'.
    VOTO: 9

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  • 4

    Ammaliante

    Sarà un libro semplice, sarà per bambini, ma a me continua a piacere alla follia!
    Il mondo, le leggende, la storia, i personaggi..
    Non è il genere di libro che si dimentica in fretta, come anche il Signore degli Anelli del resto.

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  • 4

    Bel romanzo di Fantasy

    Un bel romanzo, a tratti divertente. La riduzione cinematografica (riduzione si fa per dire visto i 3 film monumentali) è esagerata rispetto al romanzo. Se tanto mi da tanto per rendere al meglio il Signore degli anelli, avrebbero dovuto girare almeno 9 film! Un grazie a Tolkien che ci ha fatto c ...continue

    Un bel romanzo, a tratti divertente. La riduzione cinematografica (riduzione si fa per dire visto i 3 film monumentali) è esagerata rispetto al romanzo. Se tanto mi da tanto per rendere al meglio il Signore degli anelli, avrebbero dovuto girare almeno 9 film! Un grazie a Tolkien che ci ha fatto conoscere questo splendido mondo di fantasia.

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  • 2

    They're not taking the hobbits to Isengard...

    La elangligo en Esperanton meritas kvin poetojn el kvin! Ĉi tiu estas eble la plej bele, atente kaj lerte tradukita verko, kiun mi legis ĝis nun en Eo. Oni povas rimarki en ĉiu paĝo la saman amon al la verko de Tolkien ol al la lingvo de Zamenhof. Mirinda laboro.


    Bedaŭrinde la verkon mem m ...continue

    La elangligo en Esperanton meritas kvin poetojn el kvin! Ĉi tiu estas eble la plej bele, atente kaj lerte tradukita verko, kiun mi legis ĝis nun en Eo. Oni povas rimarki en ĉiu paĝo la saman amon al la verko de Tolkien ol al la lingvo de Zamenhof. Mirinda laboro.

    Bedaŭrinde la verkon mem mi ne multe ŝatis. La historio estas ja alloga, sed la prozo de la verkisto ne sukcesis veki ĉe mi eĉ ne iom similan miron ol tiu, kiun mi sentis legante aliajn verkojn de li ("La Mastro de l' Ringoj" kaj "La Silmariliono" estas du el miaj plej ŝatataj legaĵoj). La rakonto estas tre neregula: jen estas rakontita temanĝo kun ĉiaj detaletoj kaj kantoj (ĝi estas grava okazaĵo en la historio, do mi ne plendas pro tio), jen fina venko estas rakontita per du frazoj (mi ja plendas pro tio!).

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  • 2

    Ma sì, carino. Niente di mirabolante.
    Come anche altri hanno scritto tra le varie recensioni qui presenti, niente a che fare con la versione cinematografica di Jackson, almeno sul piano dell'azione, della spettacolarità degli eventi e della dinamicità dei fatti. Anzi, è tutto molto lento e ...continue

    Ma sì, carino. Niente di mirabolante.
    Come anche altri hanno scritto tra le varie recensioni qui presenti, niente a che fare con la versione cinematografica di Jackson, almeno sul piano dell'azione, della spettacolarità degli eventi e della dinamicità dei fatti. Anzi, è tutto molto lento e piatto.
    L'unica cosa, questa sì, veloce è la leggibilità. Si legge e si finisce rapidamente.
    Certo, può piacere e stuzzicare i pre-adolescenti e gli adolescenti. Ma non si aspettino un romanzo pseudo-generazionale come vanno tanto di moda i tanti romanzi odierni di fantasy e simil-tale (tra vampiri, mannari e altre creature).

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  • 3

    La scuola elementare, prima de "Il Signore degli Anelli"

    Se pensate ai film di Jackson prendendo in mano questo volumetto, vi avviso che state leggendo qualcosa di completamente diverso. Quindi se cercate le mirabolanti avventure narrate nei film, questo non è il libro giusto. Lo lessi per la prima volta a quattordici anni; me lo ricordavo molto divers ...continue

    Se pensate ai film di Jackson prendendo in mano questo volumetto, vi avviso che state leggendo qualcosa di completamente diverso. Quindi se cercate le mirabolanti avventure narrate nei film, questo non è il libro giusto. Lo lessi per la prima volta a quattordici anni; me lo ricordavo molto diverso. Letto oggi è un altro libro. A differenza de “Il Signore degli Anelli”, “Lo Hobbit” è una storiellina carina, qualche volta divertente, ma certamente non un grossissimo capolavoro. Il protagonista è Bilbo Baggins, un hobbit della Contea. In un normalissimo giorno nella Contea, Gandalf lo Stregone, si presenta alla porta di casa Baggins. Lui è un vecchio amico di un suo zio dalla parte dei Tuc. Gli chiede di partecipare ad un’avventura, ma come ci verrà spesso ricordato, gli hobbit sono tipini molto casalinghi a cui non piace proprio spostarsi dalla loro comoda casetta, anzi è visto come una cosa da pazzi. Quindi, anche Bilbo che non è proprio avvezzo alle avventure, anche se tra i suoi parenti qualche scellerato vi è stato, rifiuta decisamente la proposta di Gandalf. Ma Gandalf, in qualche modo oscuro, sa che Bilbo è la persona giusta per completare la compagnia di nani guidata da Thorin Scudo di Quercia. Decide quindi per lui, lasciando un segno sulla sua porta di casa, in modo che i nani possano comunque trovarlo. Dopo una traumatizzante serata con un’orda di nani, che mangiano tutto ciò che lo hobbit ha in dispensa, Bilbo decide di entrare nella compagnia iniziando il viaggio che sarà denso di pericolose avventure. Lo scopo del viaggio è quello di recuperare il tesoro dei nani rubato molto tempo addietro dal drago Smaug e quindi uccidere lo stesso, terribile drago. “Lo Hobbit” è molto diverso da “Il Signore degli Anelli”, ed è quasi una favola per ragazzi, anche per il linguaggio semplicistico utilizzato e per la poca caratterizzazione dei personaggi e il fatto di essere stereotipati (lo hobbit è un pantofolaio, i nani mangiano tanto, sono avidi e anche poco coraggiosi, gli stregoni sono misteriosi e sfuggenti). Comunque rimane una lettura piacevole, soprattutto per chi volesse avventurarsi, con calma, nel mondo tolkeniano. Voto: 6,5

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