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The Postman Always Rings Twice

(Vintage Crime/Black Lizard)

By

Publisher: Vintage

3.9
(754)

Language:English | Number of Pages: 128 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Spanish , Catalan , French , Chi simplified , Dutch

Isbn-10: 0679723250 | Isbn-13: 9780679723257 | Publish date:  | Edition 1st Vintage Crime/Black Lizard Ed

Also available as: Hardcover , Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Book Description
An amoral young tramp.  A beautiful, sullen woman with an inconvenient husband.  A problem that has only one grisly solution--a solution that only creates other problems that no one can ever solve.

First published in 1934 and banned in Boston for its explosive mixture of violence and eroticism, The Postman Always Rings Twice is a classic of the roman noir. It established James M. Cain as a major novelist with an unsparing vision of America's bleak underside, and was acknowledged by Albert Camus as the model for The Stranger.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    A mozzichi

    Pagina 1, California, esterno giorno. Un vagabondo scrocca un pasto in una tavola calda sulla strada che porta a Los Angeles.

    Pagina 8, California, interno giorno. Il vagabondo ha trovato lavoro nella ...continue

    Pagina 1, California, esterno giorno. Un vagabondo scrocca un pasto in una tavola calda sulla strada che porta a Los Angeles.

    Pagina 8, California, interno giorno. Il vagabondo ha trovato lavoro nella tavola calda, è diventato amico del padrone e fa (letteralmente) “a mozzichi” con la di lui signora nel retrobottega.

    Pagina 20, California, interno notte. L’ex vagabondo e la signora (torrida moretta con due pensieri fissi, non essere scambiata per messicana e mettersi a lutto vedovile quanto prima) pianificano un complicato omicidio.

    Questo sì che si chiama entrare subito in medias res. Forse troppo.
    Senza nemmeno l’uso di grandi ellissi, i due sconosciuti si uniscono nell’impresa criminale un paio di giorni dopo le presentazioni.

    Il libro fu concepito nel 1934 come romanzo commerciale, questo può spiegare come mai non si perda troppo tempo nell’introdurre i personaggi o nel costruire un contesto più credibile per le loro decisioni. Si passa subito all’azione, d’altra parte, sesso, violenza e crimine vendevano anche allora e Cain – per l’epoca – ci ha dato dentro.
    Nel mezzo, c’è un complicato e singolare intermezzo assicurativo, nel quale l’avvocato dei due amanti spiega l’intrallazzo con cui ne ottiene l’assoluzione, sfruttando gli interessi contrapposti delle compagnie che avevano assicurato il morto. Strano passaggio “tecnico” in un libro con tutt’altra intonazione.
    Come in altri casi, la traduzione della mia edizione (del 1981, ma contiene la stessa versione della prima edizione del 1945) è datata e non molto efficace. Per quanto firmata da Giorgio Bassani, non mi ha convinto per nulla, eccessivamente fiorita, mentre non faccio fatica a immaginare un originale ben più spiccio e diretto. Abbondano i termini desueti: a un certo punto, mi sono sorpreso del fatto che nessuno avesse ancora sprimacciato un cuscino (e del resto, i due non perdevano tempo in queste faccende).
    Inoltre, per motivi che non capisco (escluderei ragioni grammaticali), il discorso indiretto passa continuamente dal passato remoto al passato prossimo, con un effetto piuttosto fastidioso.
    Il romanzo prende inaspettatamente quota nel finale, una riflessione del protagonista ormai consapevole del suo destino, che mi ha ricordato un po’ la Lettera al mio giudice di Simenon. Per me è la parte di gran lunga migliore del libro.
    Alla fin fine, le stelle sono tre, avrebbero potuto essere mezza in più o in meno.

    Angolo cinematografico.
    Il libro è stato portato più volte al cinema. Le versioni più famose sono quella di Tay Garnett del 1946 e il remake di Bob Rafelson del 1981.
    Nel 1946, imperando il Codice Hayes e sotto l’egida mainstream della MGM, il risultato non poteva che essere fortemente virato al melò. Gli amanti diabolici mi hanno convinto il giusto. John Garfield è troppo preciso, ben vestito, per essere un vagabondo.
    Lana Turner, sinceramente, cuoca in una bettola…? Hollywood’s hottest atomic blonde bomb?
    http://www.youtube.com/watch?v=WGFer3-Aguw

    Nonostante le mie inclinazioni per i vecchi noir, per una volta meglio il remake anni 80, un po’ perché i tempi consentivano maggiore fedeltà al testo (specie quanto a mozzichi), un po’ perché Nicholson raccatta un altro di quei ruoli che, dopo, non li potrà fare mai più nessuno. Nel mentre, la fidanzatina di King Kong (insospettabilmente) mette su una Cora perfettamente in bilico tra delicatezza e carnalità un po’ volgare, un po’ disperata che è l’anima del romanzo.
    http://www.youtube.com/watch?v=yJLJ33mjJn0

    said on 

  • 5

    Col minimo delle parole, quasi un canovaccio, un abbozzo ruvido che resta nella memoria. C'è tutto il cinema noir e forse anche la hard boiled school e tutto quello che si è letto e si è visto in que ...continue

    Col minimo delle parole, quasi un canovaccio, un abbozzo ruvido che resta nella memoria. C'è tutto il cinema noir e forse anche la hard boiled school e tutto quello che si è letto e si è visto in questo campo: sorprendente per la linea retta, senza sbavature, considerazioni, ironia, riflessioni : niente di niente, eppure alla fine la storia si impone con forza.

    said on 

  • 4

    Se trata de una lectura difícil de calificar. Es un relato en el que no intervienen muchos personajes. Eso hace que se pueda disfrutar más de la trama "orquestada" para los dos protagonistas: Cora y F ...continue

    Se trata de una lectura difícil de calificar. Es un relato en el que no intervienen muchos personajes. Eso hace que se pueda disfrutar más de la trama "orquestada" para los dos protagonistas: Cora y Frank. Su lectura no dejará indiferente.

    said on 

  • 4

    E’ qualche anno che i lettori italiani – meno sprovveduti di quanto si ritenga tipicamente – hanno scoperto Joe Lansdale. L’autore texano è rapidamente divenuto un cult nel nostro paese, e allora vale ...continue

    E’ qualche anno che i lettori italiani – meno sprovveduti di quanto si ritenga tipicamente – hanno scoperto Joe Lansdale. L’autore texano è rapidamente divenuto un cult nel nostro paese, e allora vale la pena appoggiarsi ad una sua affermazione per introdurre la recensione di un libro certamente meno celebre del film che ne è stato ricavato:
    “Ho sempre amato Chandler e Hammett e Hemingway, ma nel corso degli anni sono giunto a pensare che Cain, con Il postino suona sempre due volte e La fiamma del peccato, era il padrone della macchina della scrittura hard boiled”.

    Che “Il postino suona sempre due volte” sia un testo di riferimento lo dimostrano sia la presenza nella Lista dei 1001 libri da leggere a tutti i costi che ne “I migliori cento romanzi gialli di tutti i tempi”, elenco pubblicato nel 1990 dalla Crime Writers Association (CWA), gruppo che raccoglie gli scrittori di genere.

    Vale però la pena cercare di capire perché, e io ho un paio di risposte esplose tra i neuroni al termine della lettura del romanzo di Cain.

    Iniziamo col sottolineare come giovi una trama semplice e lineare: una sorta di “lui, lei, l’altro” in chiave nerissima. “Lui” è Frank, una sorta di mezzo reietto, disoccupato, pluri-frequentante le prigioni federali. “L’altro” è Nick Pappadakis, il greco gestore di una taverna in cui Frank si ritrova ad approdare. “Lei” è Cora, moglie dell’oste. Punto. Non ci sono altri personaggi rilevanti, non vi sono altre ambientazioni importanti.

    C’è solo Frank che vede Nora e – siamo nelle primissime pagine! – non può fare a meno di notare che “Carrozzeria a parte, non è che fosse una bellezza mozzafiato. Ma aveva un’aria imbronciata e un certo modo di sporgere le labbra che mi fece venir voglia di masticargliele”.

    La semplicità paga sempre. Sempre.

    E poi ci sono le passioni che agitano il libro. Tutto è esasperato, eccessivo, montato ad arte per non lasciare alcuno spazio ai toni del grigio: il greco è brutto come un gol subito dalla tua squadra del cuore al 94°, la passione fra Frank e Cora esplode con una potenza da divinità nel Pantheon latino, la sensualità e la capacità di circonvenzione della donna superano l’umano intelletto. Il risultato non può che essere (altamente) esplosivo.

    Una scrittura diretta, scarna, asciutta fino a suscitare il ricordo di Bukowsky completa il quadro di un romanzo che è stato capostipite di una forma letteraria e ha contribuito a definirne i confini. Se poi consideriamo che è stato pubblicato negli anni 30, sembra quasi di dover gridare al miracolo.

    http://www.masedomani.com/2015/01/18/recensione-romanzo-il-postino-suona-sempre-due-volte/

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  • 4

    Potenza delle parole, i dialoghi tra Frank e Cora sono fulminanti e catturano sin dalle prime pagine del libro.
    Sembra abbastanza prevedibile lo svolgimento (i due sono attratti immediatamente da una ...continue

    Potenza delle parole, i dialoghi tra Frank e Cora sono fulminanti e catturano sin dalle prime pagine del libro.
    Sembra abbastanza prevedibile lo svolgimento (i due sono attratti immediatamente da una forte carica sessuale ma lei è sposata e infelice) ma più volte vengono mescolate le carte dal caso, in una serie di eventi che trascinano velocemente verso la fine del romanzo.

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  • 3

    'Amanti diabolici' nella Californiana degli anni '30. Predestinati a finire male. Lettura scorrevole e senza impegno per giornate di fine estate. E davanti agli occhi le immagini del film (remake) del ...continue

    'Amanti diabolici' nella Californiana degli anni '30. Predestinati a finire male. Lettura scorrevole e senza impegno per giornate di fine estate. E davanti agli occhi le immagini del film (remake) del 1891 con Jack Nicholson e una strepitosa Jessica Lange nei ruoli di Frank e Cora.

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